Wendell Berry.
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LA MEMORIA DI OLD JACK.
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Titolo originale: The Memory of Old Jack.
Traduzione di Vincenzo Perna.
2016 Lindau Editore, Torino.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Ambientato nel 1952 a Port William -
l'immaginaria localit del Kentucky
scenario delle storie di Wendell Berry
- questo romanzo ricostruisce l'ultimo
giorno di vita di Old Jack Beechum,
vecchio agricoltore e un tempo uomo
d'azione, oggi confinato nel polveroso
hotel della cittadina.
Sentendosi prossimo alla fine, Old
Jack ripercorre il proprio passato meditando
sugli errori commessi e osserva
con disincanto e talvolta umorismo
il mondo intorno a s.
Dalla morte del primo figlio alla
rottura con la moglie, dal sogno di
diventare proprietario terriero al rischio
di perdere tutto, la vita di Old
Jack  trascorsa sotto il segno di uno
stoicismo quotidiano attraverso cui
il protagonista ha imparato ad accettare
i propri limiti restando fedele al
mondo rurale cui appartiene.
Romanzo dai toni pacati e lirici, La
memoria di Old Jack rivela i drammi
e la ricchezza di una realt apparentemente
semplice. Il flusso dei
ricordi personali diviene autentica
memoria collettiva, in cui affiorano
i temi cari allo scrittore americano:
l'attaccamento alla terra e il valore
della comunit e dell'identit rurale
contrapposti alle ambizioni della
societ contemporanea, alla sua cieca
venerazione per il progresso e, in
ultima analisi, alla sua corsa verso
l'autodistruzione.
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CENNI SULL'AUTORE.
Romanziere, poeta e critico culturale,
ma anche agricoltore, attivista
ecologista, pacifista, Wendell Berry
 nato nel 1934. Autore di saggi, romanzi,
raccolte di poesie, ha ricevuto
una lunga serie di riconoscimenti e
fellowship e ha insegnato in diverse
universit nord-americane. Critico di
quella che chiama l'economia faustiana
del nostro tempo, Berry intreccia
la riflessione poetica e spirituale
sui valori della vita rurale con i temi
del rispetto ambientale e dell'agricoltura
sostenibile, pronunciando una
condanna impietosa dell'American
Way of Life. Oggi vive con la moglie in
una fattoria del natio Kentucky.
Di lui Lindau ha pubblicato i romanzi
Jayber Crow, Hannah Coulter, Un
posto al mondo, e le raccolte di saggi
Mangiare  un atto agricolo e La strada
dell'ignoranza.

ALCUNI GIUDIZI.
Pochi romanzieri trattano personaggi e lettori con il rispetto
che Wendell Berry esibisce in questa vicenda toccante...
La memoria di Old Jack  una fetta di succulenta cultura americana.
The New York Times Book Review.

Berry attinge al suo enorme talento poetico per sviluppare
il tema del profondo attaccamento dell'uomo alla terra...
Il brano del corteggiamento della futura moglie  magnifico... degno di
figurare fra i migliori pezzi di prosa scritti dagli autori americani del '900.
Library Journal.

La pi rara (e somma) categoria letteraria  formata da quel gruppetto
di autori assolutamente inimitabili... Uno dei cinque o sei autori americani viventi che appartengono a questa categoria  Wendell Berry.
Los Angeles Times Book Review.
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LA MEMORIA DI OLD JACK.

Dedico questo libro
a mio padre,
sua vera fonte,
con gratitudine
e in sua memoria.
 
Nota dell'autore.

Nel 1955, quando iniziai a raccontare la storia degli abitanti della
comunit immaginaria di Port William, non sapevo che avrei ancora
scrtto di loro nel 1999. Non avevo progetti, cos come non li
ho neppure oggi.
Siccome non avevo piani precisi, ho commesso alcuni errori genealogici
e geografici di cui mi sono reso conto soltanto quando i
lettori, pi attenti e responsabili di me, me li hanno segnalati.
Per questa nuova edizione della Memoria di Old Jack ho apportato
alcuni ritocchi per correggere tali errori, e introdotto alcune
modifiche per migliorare la versione finale.
Ci non ha portato ad alcun cambiamento sostanziale della versione
originale. La mia lealt nei confronti di quest'uomo anziano
e della sua faticosa, splendida saggezza non  venuta meno n in
questo libro n nei miei pensieri.
 
Capitolo 1.
Luce.

Old Jack  in piedi sull'orlo del portico e fissa la strada
vuota di Port William fin da prima dell'alba, e adesso il sole
 comparso e lo ha ricoperto di luce dalla testa ai piedi. Ma
non ancora di calore, e lui, nonostante la pesante giacca di
montone, continua a sentire freddo. Non ci fa caso. Quando
 uscito di casa e si  fermato in cima ai gradini, consapevole
della direzione in cui il peso del corpo lo trascinava, si
 puntellato con cautela sul bastone, e nel modo che negli
ultimi tempi gli  diventato naturale  rimasto l.
Dalla stalla, sormontata da una torretta con banderuola
visibile oltre il tetto contro il cielo pallido, Mat Feltner richiama
le sue mucche. Old Jack ascolta con un entusiasmo
che lo trasporta lontano da s stesso: malgrado la consapevolezza
di trovarsi in quel luogo, potrebbe benissimo essere
addormentato e nel bel mezzo di un sogno. Mat attende, poi
chiama di nuovo. E poi dal silenzio che segue, Old Jack capisce
che le mucche si sono avvicinate e che ora Mat le vede
emergere risolute e indistinte dalla bruma e dall'oscurit
che comincia a diradarsi. Poi sente le porte della stalla che
si spalancano.
Salvo che per il canto intermittente dei galli, sul villaggio
e i dintorni regna il silenzio. I pensieri di Old Jack seguono
Mat nella stalla, dove si mescolano alla vita degli animali.
Conosce la solitudine in cui Mat sprofonda all'inizio di
ogni giornata di lavoro da quando suo figlio  stato ucciso in
guerra. Conosce la rigidit e il dolore fisico che il taglio del
tabacco causa alla schiena, alle spalle e alle mani di Mat. Avverte
la profonda sonnolenza dei cumuli di fieno ammassati
sul soppalco della stalla.
Il vecchio resta immobile sul portico nel freddo biancheggiare
dell'alba, vuoto di s come una statua, mentre ci
che pi  rimasto vivo in lui vive con Mat nel risveglio della
stalla. E rimane l mentre il canto dei galli si accende a
pi riprese lungo le colline, e fa la sua comparsa la luce del
mattino e infine la luce del sole. Ha udito il risveglio di altre
fattorie, il richiamo del bestiame dai pascoli, l'occasionale
lamento di una mucca. Ha sentito i trattori avviarsi, i carri
avanzare pesanti verso i campi.
Anche se adesso sono trainati da trattori e non pi da
muli e cavalli, il rumore che i carri fanno quando partono
 rimasto lo stesso. Ora si avverte il caos alieno di ferro e
fuoco, ma al suo interno o sotto di esso c' ancora l'antico
tintinnio e trapestio del pianale dei carri contro gli assali,
quando accelerano sulle strade sconnesse delle fattorie nel
fresco del mattino. Mentre ascolta, vede passare e ripassare
nello sguardo della memoria una magnifica coppia di mule
di tre anni comprata da Graham Foresee nel settembre 1888.
Erano due mule nere con il muso pezzato di notevole taglia
e robustezza, dotate di grande forza nel lavoro e magnificamente
assortite. Si chiamavano Beck e Kate. Come se
avesse le redini tra le mani e fosse ancora seduto sul carro
sferragliante, lo portano verso i campi. Il sole si  appena
levato.  autunno. Le mule sono bene in carne, il pelo lucido,
piene di energia dopo il riposo. S'infilano insieme nei
finimenti con una leggerezza impaziente che per un attimo
gli leva il fiato.
 la prima squadra di muli di quella qualit che abbia
mai posseduto. Forse erano state una pazzia. Le aveva
comprate perch aveva bisogno di una coppia di muli, non
c'erano dubbi. Ma le aveva comprate con tanta attenzione,
e le aveva pagate il prezzo che le aveva pagate, in una sorta
di festeggiamento con s stesso. Era padrone della sua terra
da tre anni - o dei debiti che suo padre gli aveva lasciato.
E anche se i debiti sulla fattoria non erano ancora estinti, li
stava ripagando. Li avrebbe estinti presto. Non aveva pi
dubbi sulla sua capacit di farlo. Gli era apparso evidente di
essere all'altezza di ci che si richiedeva da lui, e di ci che
avrebbe richiesto a s stesso.
E cos aveva comprato le mule. Aveva cercato finch non
aveva scovato una coppia che poteva ammirare e utilizzare
con l'appagamento di una scelta andata a buon fine, e le
aveva pagate quanto era necessario. Era andato a prenderle
a cavallo un sabato sera dopo il lavoro, e le aveva condotte
alla fattoria nell'oscurit della notte. Perci aveva dovuto
rinunciare a un ballo, e quando pochi giorni dopo se n'era
ricordato aveva messo anche quello nel conto.
Il giorno seguente non era riuscito a stare lontano dalla
stalla. Dopo colazione aveva portato le mule in cortile, le
aveva strigliate e messe una a fianco all'altra. Avevano un
ottimo aspetto anche nella sua propriet. Era soddisfatto.
Nel pomeriggio le aveva tirate di nuovo fuori dai box, le
aveva legate nel passaggio centrale della stalla e si era dato
da fare per riparare e adattare un set di finimenti per loro.
Anche se ripensa all'inizio della sua vita quando  ormai
alla fine, il piacere di quel lavoro e di ci che preannunciava
allora ridiventa attuale e lo riempie di soddisfazione.
 seduto sulla soglia della stanza dei finimenti, con la
grande entrata frontale della stalla aperta alla sua sinistra,
cos che scorge il retro della vecchia casa oltre il cortile, grigia
in mezzo agli alberi. A fianco, sul banco da lavoro, ci
sono il suo coltello, un punteruolo e diverse cinghie di cuoio.
Una brezza spira attraverso la stalla. Abituato all'intensa
fatica dei campi, al momento assapora la minuzia e la meticolosit
del lavoro.
Sente lo zoccolo ferrato di un cavallo colpire la pietra,
alza lo sguardo e vede Ben Feltner che sopraggiunge da dietro
casa su una giumenta grigia: Mat, il figlio di cinque anni
di Ben, segue il padre a cavallo di un pony. Ben ha sposato
Nancy, l'unica delle sorelle di Jack che viveva ancora in casa
quando lui  nato, quella che pi si  occupata di lui dopo
la morte della madre. Era stata Nancy a incoraggiare Jack a
comprare la casa in cui vivevano, e Ben a prestare la garanzia
per la banca. Uomo imponente e mite, con barba e occhi
da patriarca bench non ancora cinquantenne, Ben Feltner
 un agricoltore e cittadino rispettato da tutti. Possiede una
mente pronta e accorta, il giudizio severo di un allevatore,
un'arguzia secca e fulminante.
Se Nancy aveva fatto da mamma a Jack dopo che la sua
vera madre era morta quando lui aveva cinque anni, si pu
dire che per parecchi anni dopo la morte del padre, avvenuta
quando Jack aveva diciott'anni, Ben gli aveva fatto da
padre. Si trattava di un legame mai apertamente dichiarato.
All'epoca della morte di suo padre, Jack era troppo grande
e troppo orgoglioso per accettare un'autorit paterna esplicita
diversa da quella sotto cui era nato, e Ben Feltner non
era certo il tipo da fornire consigli non richiesti. Ma Ben
era l'uomo a cui Jack guardava e dava ascolto, quello su
cui misurava il proprio giudizio. A volte Jack gli esponeva
un problema in forma ipotetica, e Ben dichiarava con tatto
quello che, secondo lui, un tizio avrebbe dovuto fare in
circostanze analoghe.
Da quando aveva firmato il mutuo per l'acquisto della
fattoria, Ben si era guardato bene dal fare qualsiasi tipo di
commento. Aveva compiuto alcune visite casuali a casa di
Jack, motivate da ragioni di lavoro di varia natura, senza
mai mettere piede al di l della stalla. Ma Jack sapeva di
essere sotto osservazione, e da diversi mesi aveva l'impressione
di essere studiato con approvazione. Una caratteristica
tipica di Ben, che comprende l'entusiasmo classico degli
inizi e perci, coi suoi modi poco cerimoniosi, ha rimandato
il giudizio per quasi tre anni.
Passano un po' di tempo davanti alla stalla. Jack conduce
fuori la nuova coppia di muli, e i due li osservano e fanno
i loro commenti. Ben per non scende da cavallo. Alla fine,
Jack se ne rende conto,  venuto a vedere la situazione coi
suoi occhi. Stava per andare a buttare l'occhio sul bestiame,
dice Jack. Vuole andare con lui? Sella il cavallo e partono
insieme, i due uomini seguiti dal bambino sul pony, oltre
la cima della collina dietro la stalla. Mentre lasciano vagare
i cavalli nel pomeriggio assolato e rovente, attraversano
i campi esaminando le condizioni della terra, i raccolti, il
pascolo, il bestiame, le recinzioni e i diversi edifici. Mentre
Jack racconta ci che ha fatto e sta facendo, e ci che spera
di fare, Ben parla pochissimo. Fa qualche domanda occasionale,
oppure si rivolge alla sua giumenta o indica qualcosa
a Mat. Cavalcano a tratti in silenzio. Ma Jack sa che gli occhi
di Ben, sotto l'ombra della tesa del suo cappello, vedono e
soppesano tutto.
Si fermano per consentire a Mat di fare il bagno in una
piccola pozza, costruita all'epoca del nonno di Jack per
intercettare le acque di una sorgente. Jack e Ben legano i cavalli
e si siedono sul muretto di grosse pietre coperte di muschio
intorno alla pozza, all'ombra di un enorme platano.
Nel lento pomeriggio, sentono scendere su di loro un piacere
profondo. Dopo che Mat si  asciugato al sole e rivestito
e si  seduto con loro sul muretto, restano a osservare i
pesciolini che vivono nella pozza e le libellule che si librano
sull'acqua. Oltre l'ombra dell'albero, la luce del pomeriggio
incendia i pendi del pascolo.
Quando il giorno si rinfresca verso il tramonto, tornano
alla stalla. Jack smonta da cavallo davanti al portone e dice
a Mat alcune frasi scherzose di commiato. Poi si volta verso
Ben, i cui occhi - soddisfatti, e nella loro maniera distaccata
forse anche divertiti - lo fissano. Jack, figliolo, stai facendo
un ottimo lavoro. Tocca la giumenta e la fa voltare, poi si
avvia verso casa sempre tallonato da Mat. Jack li guarda finch
scompaiono alla vista.
Anche se in questo momento  curvo sul suo bastone sotto
il portico dell'hotel di Port William, lo sguardo fisso nella
prima mattinata fresca di settembre del 1952, Jack non  l. 
a quattro miglia e sessantaquattro anni di distanza, all'epoca
in cui aveva una musica dentro di s e si sentiva leggero.
Dalle altitudini di quell'epoca la mente plana di nuovo
verso di lui come un uccello sulla testa di una statua, e un
altro giorno della sua vecchiaia illumina la strada. Il freddo
gli  di nuovo penetrato nelle ossa. Scender fino al negozio
di Jasper Lathrop, dove, anche se non  ancora stagione per
accendere il fuoco, sar rimasto un po' del calore di ieri. Picchiando
forte il bastone sul bordo del portico come per mettere
in guardia la dura realt e prestando estrema attenzione
ai passi, scende faticosamente i gradini di pietra.
 
Capitolo 2.
Ben.

Quando Mat Feltner nel corso della sua routine mattutina
 uscito nel pascolo davanti a casa, ha visto Old Jack
immobile sul portico dell'hotel, come il monumento di un
personaggio celebre. Nella luce grigia, riusciva a malapena
a distinguere la sagoma del vecchio nell'ombra del portico.
Pi tardi, mentre trasporta il latte in casa, Mat alza di
nuovo lo sguardo e si ferma a osservare, perch Old Jack
 ancora l come prima, stavolta rischiarato dalla luce
dell'alba.
Andy Catlett, il nipote di Mat che si  occupato di nutrire
e abbeverare i maiali, esce silenzioso in cortile e si ferma alle
sue spalle.
Ehi ragazzo, come va? dice Mat. Poi, ricordandosi che
quello per Andy  l'ultimo giorno a Port William - domani
partir per andare a studiare lontano - gli posa un braccio
sulle spalle e lo stringe a s. Restano cos per un po' a fissare
in silenzio Old Jack, che a sua volta guarda in un'altra direzione.
Bene dice Mat come per concludere una lunga conversazione,
andiamo a far colazione.
Entrano in casa a filtrare il latte, poi si lavano e tornano
in cucina.
Sedendosi a tavola, Mat aggrotta la fronte e scuote la testa.
Che succede? chiede Margaret.
Mat, che pensa di non aver lasciato trapelare nulla, alza
lo sguardo verso la moglie e sorride. Niente, dice. Poi,
consapevole che lei non gli creder, aggiunge: Zio Jack. 
lass in piedi da prima dell'alba. Sembra che l'abbiano
inchiodato al portico.
Margaret si limita ad assentire con la testa. Mat solleva la
tazza: lei gliela riempie di caff e si siede.
Old Jack  diventato per loro una preoccupazione. Da
parecchie settimane la sua mente sembra aver cominciato a
perdere colpi. Hanno continuato a osservarlo con una certa
ansiet, loro e tutti gli altri della comunit che tengono a lui,
per timore che nei momenti in cui sembra estraniarsi da s
stesso possa cadere e ferirsi, oppure farsi investire da un'auto.
Lo hanno visto tutti alle varie fermate dei suoi soliti giri,
immobile, dolorosamente assente come una casa vuota. E lo
hanno tenuto d'occhio, coloro che gli vogliono bene, perch
sentono che si sta allontanando da loro per addentrarsi in
un passato che ora lo avvolge quasi del tutto. E provano tenerezza
per lui, perch sanno che quando se ne sar andato
non saranno pi gli stessi.
Mat scoppia di colpo a ridere. L'altro giorno Burley
Coulter diceva che zio Jack si sta trasformando in una statua.
Che quella sar la sua metamorfosi. Un giorno o l'altro
si fermer come al solito da qualche parte e non si muover
pi di l. Gli uccelli gli si appollaieranno sopra.
Margaret concede un sorriso alle fantasie di Burley. Ma
non ha voglia di scherzare. Mat, dovremmo portarlo qui.
Ormai  ora. Se non lo facciamo, ce ne pentiremo.
Mi pentirei di pi di dovergli imporre qualcosa che non
gli piace, - dice Mat. - Non lo far, Margaret. Si sentirebbe
un peso per noi. Avrebbe la sensazione di dipendere da noi
e di essere inutile, e non voglio fargli questo. Sar pi contento
restando dove si trova ora, e facendo la sua parte. Se
arriver al punto da non poter pi badare a s stesso - cosa
che spero non avvenga - allora lo porteremo qui.
Usa parole pi forti dei suoi sentimenti, perch in testa
ha un altro pensiero che preferisce non dichiarare, e cio che
vorrebbe rimandare il pi a lungo possibile il lavoro supplementare
che le necessit del vecchio creerebbero a Margaret,
la cui salute non  pi tanto buona. Non che ci che ha detto
non sia vero, in ogni caso.
Oltretutto, - dice, - lui non ci verrebbe.
Ed  vero. Non lo farebbe. Non accetterebbe un'intromissione
nella sua vita.
Quando avr bisogno d'aiuto, lo aiuteremo, dice Mat.
Questo glielo deve. Quello che Old Jack non gli ha mai
fatto mancare - proprio l'aiuto che gli serviva, non un aiuto
inutile di cui non sapeva che fare. Mat ha sessantanove
anni. Per quanto riesce a risalire con la memoria, Jack c'
sempre stato nei momenti di bisogno. All'epoca della nascita
di Mat, Jack era gi un uomo come pochi altri sono
in grado di diventare. Gli  rimasto vicino per tutti questi
anni. E Mat ha ricambiato appieno la sua fedelt. Ma la fedelt
di Jack gli ha fatto anche da precedente e da modello.
Per tutta la vita, Mat ha avuto di fronte a s Jack, campione
ed esempio, maestro, custode e compagno, amico e
consolatore. Quando Jack se ne sar andato, Mat rimarr
l'ultimo sopravvissuto della comunit di parenti e amici
di cui Old Jack  stato tanto a lungo il centro. Avverte di
colpo a che punto sia ormai esposto - pi nessuno tra s e
la tomba. Avverte il triste presagio nell'imminente rottura
di quel filo di memoria che corre all'indietro fino ai tempi
della Guerra Civile, e sul cui capo Old Jack ha oggi una
presa cos tenue.
Quando avr bisogno d'aiuto, lo aiuteremo. Quando
non ne avr, non interverremo. Non  ci che desideri anche
tu?.
Bene, - risponde Margaret. - Vai direttamente da lui e
parlaci, e digli di venire a cena da noi.
D'accordo. Vedi che ero molto pi avanti di te?.
Scoppiano tutt'e due a ridere. Ha citato la frase tipica del
suo aiutante Lightning Berlew, il quale, tutte le volte che riceve
una disposizione da lui, replica sempre: Be', immagino
di essere sempre un po' pi avanti di te, e quando l'ha
portata a termine, di solito non molto bene, dice: Visto che
ero molto pi avanti di te?.
Mat si alza e si mette il cappello.
Andy, - gli dice, - prendi il camioncino e va' ad aiutare
Burley e Jarrat a scaricare la roba che c' sui carri. Uscendo
si tocca appena il cappello in segno di saluto a Margaret.
Passa nel recinto dei polli attraverso un cancello ed esce
dall'altra parte nel piazzale di fronte alla stalla. Ora splende
il sole. Sulla valle del fiume una coltre di foschia bianca risale
i canaloni delle colline, facendosi sempre pi trasparente
lungo i margini.
Lightning risale senza fretta il prato dietro casa sua, e Mat
si ferma ad aspettarlo. Come sempre, l'uomo cammina con
la falda del cappello calcata talmente che  costretto a inclinare
la testa all'indietro per guardare davanti a s: ci gli
conferisce l'aspetto vagamente errante di un sonnambulo.
Dopo la morte improvvisa di Joe Banion, avvenuta l'autunno
precedente per un attacco di cuore, Mat  rimasto parecchi
mesi senza aiutante. Subito dopo il funerale di Joe,
sua moglie Nettie ha preso la sua decrepita madre e se n'
andata con lei a vivere da sua sorella a Cincinnati: la casa
in cui abitavano era rimasta vuota, e per diverse settimane
Mat non era riuscito a trovare nessuno adatto a subentrare
loro. Mat non poteva competere con gli impieghi offerti
dalle citt ai giovani migliori, e non aveva molta voglia di
sopportare i peggiori. Alla fine per gli era capitato il peggio,
o quasi: una coppia di cui Wheeler Catlett aveva soltanto
sentito parlare, quel Lightning e sua moglie Sylvania
- meglio conosciuta, Mat lo scopr in seguito, con il nome
di Smoothbore, canna liscia - che erano arrivati con tutti
i loro averi stipati dentro e sopra una Chevrolet sfiancata.
Non mi dire che qui ci abitavano dei negri, disse Lightning
a Mat mentre slegava il materasso dal tettuccio dell'auto
col tono di chi vuole fare il simpatico.
Se non ti va bene, - replic Mat, - non ci sono problemi.
E in quel momento apprese la prima regola del carattere
di Lightning: non c' proprio modo di offenderlo.
Bene, - disse Lightning, - niente che non si pu rimediare
con una bella lavata.
La casa non era certo stata il problema. Se Nettie fosse rimasta,
Mat sarebbe stato felice di costruire un'altra casa per
ospitare il nuovo aiutante. E desiderava ardentemente che
lei rimanesse, non soltanto per aiutare Margaret, ma perch
sentiva che Nettie - e ancora di pi zia Fanny - appartenevano
a quel luogo. D'altro canto non poteva volergliene per
essersene andate. Avevano tutti i parenti lontani, e Nettie,
che non aveva mai preso la patente, si sentiva ormai troppo
vecchia per imparare a guidare. Perci voleva andarsene.
A quell'epoca Mat non dava molto peso al problema
della razza, ma i suoi legami con quelle persone avevano
radici profonde. Pat per la loro partenza come pat per la
morte di Joe, e una volta partite avvert profondamente la
loro mancanza. La primavera successiva lui e Margaret raggiunsero
in auto Cincinnati per far visita a Nettie e all'anziana
madre, seguendo le istruzioni di Nettie fino a una casa
popolare in mattoni rossi nei pressi del campo sportivo. Era
una domenica pomeriggio molto calda, con un mucchio di
gente seduta su sedie e sgabelli lungo le vie. Entrarono in
un androne buio e maleodorante e si arrampicarono fino
all'appartamento affittato da Nettie al terzo piano. Nettie
era contenta di vederli, ma sembrava silenziosa, incerta,
improvvisamente estranea, non pi connessa a loro da un
legame comune. Port William le mancava, probabilmente
le sarebbe mancata per sempre. Si trovava molto bene con
le nuove persone per cui lavorava. Mat per fu colpito soprattutto
dalla figura della vecchia seduta in una specie di
alcova tra frigorifero e finestra, che fissava il retro di un'altra
casa popolare tra i ferri di una scala antincendio. Sembrava
rinsecchita e rassegnata, le mani in grembo emblematicamente
immobili. Dov'erano finiti il suo orto, le sue piante
e le sue galline, i sentieri delle sue lunghe camminate tra
pascoli e boschi?
Zia Fanny, - disse Mat, - sei a una bella distanza da
casa.
Signore Ges, Mr Mat, - rispose la donna, - davvero.
Non si fermarono a lungo. La loro visita non era stata
ben compresa e si erano ritrovati laggi come degli estranei,
del tutto superflui ai bisogni del luogo. Si fecero largo tra la
folla fino al punto in cui avevano parcheggiato. Mentre guidava
verso casa, Mat si sentiva invaso da un dolore feroce.
Se avesse parlato si sarebbe messo a piangere. Se avesse potuto,
se le due donne avessero acconsentito, avrebbe voluto
riportarle a casa. Ma sapeva che quel dolore andava contro
la storia, un dolore che non gli era estraneo, visto che aveva
perso un figlio in guerra: e sapeva che qualsiasi parola
era inutile. Ma era addolorato nonostante tutto per Nettie
e Fanny, e per le migliaia di persone come loro, figli esiliati
della terra a cui la loro storia si era sacrificata. Sapeva di
aver assistito alla fine di una vicenda che meritava migliore
conclusione.
E poi era arrivato Lightning Berlew. Una volta sistemato,
Mat gli disse che lo avrebbe aspettato alla fattoria tutte le
mattine alle cinque, prima di colazione, perch lo aiutasse
nelle faccende mattutine. Poteva anche mungere una delle
mucche per s.
Il latte non m'interessa rispose Lightning, e non si fece
mai vedere prima delle sei e mezza.
Mat gli offr un appezzamento di terra e l'uso di tutti gli
attrezzi necessari per coltivare un orto. Lightning non si prese
neanche la briga di rifiutare.
Mat non fece commenti. Ormai aveva identificato il suo
avversario e sapeva che avrebbe dovuto accontentarsi di
ci che poteva cavarne, ammesso che ci fosse qualcosa da
cavare. Sapeva anche gi come sarebbe andata a finire: un
giorno avrebbe trovato la casa vuota e la vecchia auto sparita.
Soltanto, non poteva ancora sapere perch e neppure
esattamente quando e come sarebbe successo.
'Giorno dice Mat.
Salute! dice Lightning. Se la prende comoda, l'immagine
dell'uomo senza fretta: la testa all'indietro, si pulisce i
denti con il fondo appuntito di un fiammifero usato. Attraversa
il piazzale e si ferma di fronte a Mat.
Prendi trattore e rimorchio, - dice Mat, - e va' ad aiutare
Nathan e gli altri. Io vengo l appena posso.
Lightning sfodera il sorriso pi accomodante, la bocca
piena di argento e oro. Risponde con perfetta degnazione:
Bene, immagino di essere un po' pi avanti di te. Morde
il fiammifero ed estrae dalla tasca un pacchetto di sigarette.
Mat  furioso. Come gli capita spesso, per, affronta la
rabbia mostrandosi generoso. Aveva in mente un'altra cosa.
Lightning, - dice - quest'autunno vuoi macellare un
maiale per te?.
Eh?.
Lo vuoi un maiale da macellare?.
Pu darsi.
Bene, prenditi pure uno dei miei. Ma dovrai costruirgli
un recinto vicino a casa tua e dargli da mangiare tu.
Forse, risponde Lightning e poi va a prendere il
trattore.
Mat resta un attimo immobile e lascia sbollire la rabbia,
poi si avvia verso il paese.
Lightning rinuncer al maiale. Mat lo sa benissimo. E allora,
perch glielo ha chiesto? Perch  giusto farlo? Per un
eccesso di gentilezza? Pu darsi. Ma forse, anche, per qualche
perverso desiderio di vedere quell'uomo dimostrarsi
cos risolutamente uno sciocco. Forse per consentirgli di
elaborare l'accusa che verr formulata contro di lui. Mat sa
bene, sa perfettamente ci che far Lightning. La sera dopo
il lavoro, invece di coltivare un orto o dar da mangiare a
un maiale, o fare qualsiasi altra cosa da cui possa trarre un
beneficio permanente, invece di starsene fermo a riposare,
porter la sua vecchia Chevrolet dentro la stalla e si metter
ad armeggiarci sotto, tentando di farla andare quel tanto che
basta per raggiungere Hargrave il sabato sera. E mentre lui
traffica sotto la macchina, la sua dolce met sieder al suo
fianco su un secchio rovesciato per incoraggiarlo, perch a
quanto pare anche lei ha le sue buone ragioni per visitare
Hargrave. Anche se i due abitano e lavorano a Port William,
non hanno nessuna connessione con il paese, nessun interesse,
non vi ripongono alcuna speranza. Vivono alla giornata,
e sembrano contenti di farlo, nel mondo delle merci,
cui sono collegati dal denaro malguadagnato tutti i giorni.
Lo preoccupano molto pi di quanto lui stesso non sia disposto
ad ammettere.
Quando Mat gira intorno alla casa si accorge che il portico
dell'hotel  vuoto, e per un attimo  disorientato. Come
se la lunga immobilit di Old Jack lo avesse convinto che
poteva trovarlo l ogni volta che alzava lo sguardo. Ma se
a quest'ora del mattino il vecchio non  sul portico, sar
di sicuro nel negozio di Jasper Lathrop o nella bottega di
barbiere di Jayber Crow. Mat attraversa la strada e si dirige
verso Jasper.
Il negozio, con grandi vetrine esposte al sole del mattino,
 invaso dalla luce nella quale vorticano i granelli di polvere
che Jasper solleva spazzando il pavimento. Diverse donne
stazionano davanti al bancone, dove parlano e attendono
di pagare le verdure appena comprate. Ma l'organo vitale
del negozio di Jasper non  il registratore di cassa di fronte
al quale indugiano le donne:  la grande stufa rugginosa
piazzata nel retro, con una panca e varie sedie intorno a semicerchio.
Sedie e panca hanno gi cominciato a raccogliere
gli anziani e i nullafacenti che passano la giornata bighellonando
da un negozio all'altro della cittadina. E indaffarati a
conversare e ridere intorno alla stufa ci sono anche diversi
uomini giovani passati a comprare le sigarette o a dare un
saluto prima di andare al lavoro, che si fermano un attimo
l, nella speranza che il giorno si faccia pi caldo e la rugiada
evapori dalle piante di tabacco prima d'infilarcisi in mezzo.
Anche se il fuoco  spento, ricordano ancora il freddo del
mattino e restano vicino alla stufa.
Old Jack  seduto comodo nella parte di panca con il bracciolo,
quella pi vicina alla stufa. Ha la giacca abbottonata
male e il lato sinistro del colletto all'altezza dell'orecchio.
Uno dei paraorecchi del cappello di velluto a coste penzola
nell'aria. Le mani poggiate sul bastone, fissa con sguardo
vuoto la luce delle vetrine. Non d segni di aver sentito,
nessun cenno di riconoscimento quando Mat si rivolge agli
altri. Mat lo guarda e percepisce l'assenza. Si china e gli posa
una mano sulla spalla.
Lontano, nella testa di Old Jack, c' una collina coperta
d'erba e alcuni alberi che gettano ombra qua e l, e altri alberi
tutt'intorno, e ai piedi della collina una pozza d'acqua
immobile, in cui scorge il riflesso nitido del tronco chiaro e
chiazzato di un platano. Old Jack  fermo al margine del campo
e osserva.  rimasto a lungo in quel luogo. E ora avverte
il tocco di qualcuno. Una mano gli stringe con garbo la spalla.
Ha l'impressione che sia la mano di Ben Feltner. Avverte
nel tocco una specie di chiarezza, una sorta di proclama. Old
Jack conosce pochi uomini capaci di presentarsi in modo tanto
aperto con il semplice tocco di una mano. Alza lo sguardo
verso Mat, chino fra lui e la luce. Ha gli occhi abbagliati.
Sei Ben?.
No, zio Jack. Sono Mat. Come va?.
Bene.
Tutto a posto?.
Sissignore!.
Bene, Margaret mi ha detto d'invitarti a cena.
D'accordo, risponde Old Jack. Sorride felice dell'invito
e di Margaret, di cui apprezza la gentilezza senza mai darla
per scontata.
Poi allunga la mano e afferra l'avambraccio di Mat in una
goffa carezza malferma. Anche se Mat ha i capelli bianchi
come lui,  il gesto tipico di un vecchio nei confronti di un
uomo pi giovane. Un gesto da zio, un'asserzione di profonda
affinit.
Ti sono debitore, carissimo.
Il vento agita l'erba del pascolo e i suoi occhi tornano
laggi.  fermo ai margini del campo. Vorrebbe inoltrarsi
nell'erba, stendersi all'ombra di uno degli alberi che crescono
a fianco della pozza d'acqua. Ma non pu. Anche
se non volta la testa n guarda altrove, sa che in questo
momento Ruth si trova fra gli alberi alle sue spalle. Non lo
abbandoner, ma neppure lo raggiunger e s'inoltrer con
lui nel campo pieno di luce, o si distender con lui all'ombra
degli alberi.
Ma sulla spalla avverte l'impronta viva, insieme memoria
e sensazione, della mano di Mat, che ricorda quella di
Ben, o forse  quella dello stesso Ben; o  il tocco di Ben che,
per ci che vale, ha lasciato cadere mani di uomini come foglie
e continuato a vivere.  la cordialit di Ben, la sua gentilezza
di spirito che  sopravvissuta in Mat. Ma in lui c' anche
un'intelligenza irrequieta, un'ansia perch le cose siano
come devono essere, una rabbia e un dolore contro le cose
per come sono, ereditati dalla madre. Quello  Beechum al
cento per cento. Mat non ha mai avuto la pazienza di Ben.
O almeno, quella che ha avuto, ha dovuto apprenderla dal
dolore come Old Jack.
Jack conosce Ben Feltner da quasi quarant'anni, e non lo
ha mai visto di fretta n arrabbiato. Con Ben quello non  mai
parso il risultato di semplice autocontrollo, ma piuttosto di
una pace paziente - o forse di una pace in lui fin dalla nascita
- che aveva concluso con s stesso e il mondo, un desiderio
di vivere nei limiti del proprio fato. Cresciuti tutt'e due
in quell'ombra mite, Jack e Mat hanno rispettato e guardato
con ammirazione la profonda calma che conoscevano in Ben,
incapaci entrambi di trovarla a lungo e a cos caro prezzo.
Jack, figliolo, - diceva spesso Ben, - quando raggiungerai
il mondo lui sar sempre l. A Jack, e pi tardi a Mat,
quand'erano furiosi per qualcosa che doveva ancora accadere,
diceva: Lascia che il domani arrivi domani, figliolo.
Jack l'aveva imparato quando aveva quasi sessantanni -
ma alla fine l'aveva imparato. E Ben ripeteva: Il passato 
passato. Chi  morto giace. Pronunciava quelle parole col
sorriso distante di chi sa il fatto suo, passandosi la mano
sulla barba. Lascia perdere, Jack, figliolo. Old Jack questo
non l'ha mai imparato.
Ben Feltner, quell'uomo santo, morto. Sottoterra da quarantun
anni. E Jack Beechum, che tranne che per nome e
sangue era suo figlio a tutti gli effetti, ora  abbastanza vecchio
da poter essere suo padre.
Jack, vuoi una masticata di tabacco?.
Il tizio che gli grida nell'orecchio non  un estraneo per
Old Jack, che lo conosce da cinque generazioni, dai nonni
ai pronipoti, ma che in questo momento non riesce a rammentarne
il nome, anche se ricorda quello di suo padre e
di suo nonno.
Nassignore, Irvin - dice. - Ma ti ringrazio, figliolo. Ti
sono debitore.
Old Jack ricorda soltanto una manciata di nomi di persone
viventi. Ma rimedia al problema chiamando tutti gli
uomini Irvin oppure figliolo, e chiamando tutte le donne
Suzy o tesoro.  la sua forma di cortesia. Ormai sono tutti
abbastanza giovani da essere figlie e figli suoi.
Visto che Old Jack non l'ha nemmeno guardato, l'uomo
si rimette il pezzo di tabacco in tasca e riprende la conversazione
alla sua destra.
Riscuotendosi, Old Jack estrae il suo rotolo di tabacco da
masticare - il prodotto locale conosciuto col nome di long
green - e ne stacca un pezzo con un morso. Per un attimo
fa caso ai suoni e agli odori intorno. Dal fronte del negozio
sente provenire delle voci di donna e risa. Al suo fianco prosegue
il borbottio sommesso dei discorsi tra uomini - una
fase che lui stesso ha sperimentato e superato. Non ascolta
le parole. E continua a guardare le vetrine innanzi a s. Fissa
il bagliore della loro luce mattutina, cos come l'oscurit,
come se riuscisse a vederci attraverso. Quando vuole, o ne
ha bisogno, vede ancora abbastanza bene, ma quell'atto ormai
gli richiede uno sforzo, come se dovesse rimettere insieme
il mondo: e ha l'impressione che ne valga sempre meno
la pena. Con l'irrevocabilit di certi cambiamenti fisici, la
sua visione si  ormai rivolta all'interno. Ora il mondo gli si
presenta sempre pi come un'apparizione o una nuvola alla
deriva, che si apre e chiude sopra le vivide luci e tinte del
ricordo del mondo di un tempo. Il mondo di oggi gli serve
soprattutto a ricordare, a volgersi indietro attraverso passaggi
che a volte conosce fin troppo bene, verso quell'altro
mondo morto, rimpianto e immutabile che vive ancora nella
sua mente.
Al tocco della mano di Mat, che replica con tanta fedelt
il tocco di Ben, Old Jack si  di nuovo voltato come su un
perno verso gli abissi della memoria. Ora ha otto anni, sono
passati tre anni dalla fine della guerra, e all'imbrunire guarda
dal vialetto su verso la vecchia casa.  grigia per scarsit
di manutenzione e mostra parecchi segni di trascuratezza,
come se l'intelligenza che vi dimora se ne fosse andata e
l'avesse dimenticata. Vi si avvertono ancora la perdita e la
sconfitta del passato. Jack ha gi imparato a star lontano da
casa il pi possibile, sfuggendo alle sue ombre e alle sue
memorie verso la luce del giorno. Per lui l'edificio trabocca
del ricordo ostinato di un passato che non ha mai conosciuto,
di un'esistenza un tempo pi vasta e coerente, pi abbondante
e piacevole della vita che conosce adesso. Dal cumulo
di discorsi sommessi che gli roteano intorno ha ricostruito
qualche fatto, nulla di simile a un senso della storia, quanto
piuttosto un vago cenno a tempi lontani di abbondanza,
grandi pasti, risa, saloni illuminati con donne e uomini che
danzavano. E sa che i vecchi tempi sono finiti con la guerra.
Prima che potesse conoscerli, i suoi fratelli, gi uomini
adulti al momento della sua nascita, erano corsi ad arruolarsi
nel Fourth Kentucky Cavalry. Si chiamavano Hamilton
e Mathew. Sapeva che erano andati a combattere contro gli
yankee. Perch ci fossero andati  ancora materia di congetture.
Persino all'epoca di suo nonno, la fattoria non era
molto grande: non avevano mai avuto pi di una famiglia o
due di schiavi. E la sua famiglia non aveva alcun ruolo importante
nelle istituzioni che i due fratelli si erano impegnati
a difendere. Da bambino, Jack pensava che avessero semplicemente
fatto il loro dovere. Gente arrivata da lontano
voleva imporre la sua volont, e loro non erano disposti ad
accettarlo. Forse era tutto l. Forse era inevitabile che partissero
per la guerra, cos com'era inevitabile che ci andassero
a cavallo, cavalieri per obbligo. Era la scelta degli uomini di
quel tipo: per loro non era pensabile fare altrimenti.
Erano partiti, aveva saputo Jack, una mattina di settembre
del 1862 dopo aver terminato d'immagazzinare il tabacco,
perch si erano rifiutati di firmare con le altre reclute
prima della conclusione del raccolto. Sebbene fosse troppo
giovane per ricordarseli, - una frase che poi si era sentito
ripetere di continuo - Jack aveva conservato per tutta la vita
una strana visione sfocata della loro partenza. Gliene avevano
soltanto parlato, oppure l'aveva vista davvero con i
suoi occhi, in braccio a sua madre o a Nancy mentre queste
li guardavano andar via?  una mattina fresca e luminosa,
con un sentore di autunno nell'aria. Ham e Mat si allontanano
lungo il viale all'ombra degli alberi, a cavalcioni di un
sauro e un baio che camminano appaiati. Hanno tutt'e due
una coperta arrotolata dietro la sella e una carabina infilata
sul davanti, il cappello inclinato a parare gli occhi perch
avanzano controsole. Che aspetto avevano? Old Jack non ne
ha idea. Procedono in una sorta di visione periferica: quando
tenta di concentrare il ricordo su di loro, di osservarli
con uno sguardo diretto, i due svaniscono. Ha l'impressione
che, alla fine del viale, quando svoltano sulla strada sparendo
alla vista, i due non si voltino. Che quando lui li osserva,
loro abbiano gi visto la casa per l'ultima volta e le abbiano
voltato le spalle per sempre. Non  una semplice consapevolezza
retrospettiva: perch nella mente anacronistica del
bambino l'immagine della partenza si  sovrapposta alla notizia
della loro morte, e i due eventi si sono fusi insieme, per
cui, nella sua mente, ha l'impressione di vederli partire con
la chiara precognizione che non torneranno. E infatti  andata
cos. Mat fu ucciso il mese successivo nel primo scontro a
fuoco del suo reggimento, la Battaglia di Perryville, e Ham
nella terza Battaglia di Cynthiana nel giugno del 1864, sotto
il comando del generale Morgan.
Jack non ricorda alcuna circostanza legata alla notizia
dell'uccisione di Mat. La morte di Mat per lui era diventata
realt molto prima della sua esistenza. Per ricorda ancora
quando giunse la notizia della morte di Ham. Aveva ormai
quattro anni. Ricorda soprattutto che nei due o tre giorni
successivi alla notizia non gli fu permesso di vedere la madre.
Il padre rimase a lungo seduto vicino al caminetto spento
in salotto, gli occhi fissi sul pavimento. Nancy e la cuoca
tenevano Jack con loro in cucina, portandolo a passeggiare
quando diventava irrequieto. In casa parlavano tutti sottovoce.
Quei sussurri si erano impressi nella sua mente per
sempre, come un presagio di sgomento, colmo di segni premonitori
di misteri e tragedie. Perch un uomo doveva essere
ucciso? Che cosa ne era di lui? Che cosa voleva dire per
sempre? E ricorda Nancy che lo stringeva tra le braccia e
lo cullava, di sera, vicino a una finestra del piano di sopra.
Sapeva che la sorella stava piangendo.
E prima della primavera dell'anno successivo sua madre
era morta, ed era stata seppellita fra le lapidi storte e i vecchi
cedri del cimitero di Port William. Quella morte prima della
fine della guerra, nel rimpianto e nel dolore di quello che
gli era sembrato il buio dell'ultimo inverno del conflitto,
aveva sempre assunto per lui un significato speciale.
E cos, a partire da allora, la vecchia casa era contaminata
da un senso di perdita e angoscia, e dal silenzio. Era come
se, entrando in una delle sue stanze mute al tramonto, il piccolo
percepisse gli echi solenni di un piacere scomparso, o
i passi di commiato dei fratelli, le cui casacche militari pendono
ancora dalle grucce di un armadio al piano di sopra.
Ma pi di tutto, il silenzio della casa serbava il ricordo del
silenzio che aveva accompagnato la lunga malattia estrema
della madre.
Mentre ripensa a s stesso in piedi su quel vialetto pi
di ottant'anni fa, Old Jack avverte di nuovo un timore allora
inevitabile e mai pi dimenticato. La memoria  priva
di antecedenti: il suo ricordo, magari,  gi durato assai pi
a lungo dell'evento stesso. Sta facendo buio. I rondoni dei
camini hanno cominciato a tuffarsi nei nidi.  il momento in
cui le sofferenze della casa ricompaiono e incombono su di
essa. Di tutta la gente che un tempo viveva l, ormai restano
soltanto lui, suo padre e Nancy. Un giorno, il vigore e lo spirito
di Jack sconfiggeranno la malinconia di quella casa - il
giorno in cui, con una spavalderia che quasi lo intimidisce,
si approprier delle divise dimenticate dei fratelli e le indosser.
Ma quel giorno  ancora lontano. Ora la casa  colma
di un dolore implacabile e lui ha paura di entrare, ma sa di
doverlo fare. Tra poco lo chiameranno.
Quando aveva sei anni, la mente di Jack aveva gi acquisito
uno dei suoi atteggiamenti caratteristici, quello di
voltare le spalle alla casa, alle perdite, ai fallimenti e alle limitazioni
della sua storia per volgersi verso la terra, verso
i boschi e i campi della vecchia fattoria, nei quali avvertiva
gi schiudersi una sconfinata promessa di abbondanza. Il
giovane Jack restava fuori pi a lungo che poteva, dietro
agli uomini nei campi ogni volta che glielo permettevano,
oppure in giro fra boschi e torrenti. All'aperto, lontano da
quel fabbricato angusto e buio, era gi cominciata la lenta
comparsa di ci che sarebbe stato. Lontano da casa era libero:
avvertiva la forza dei propri umori e delle proprie inclinazioni,
seguiva la spinta della curiosit per tutto ci che capitava
nei campi e nei boschi. Nel tentativo di capire ci che
stava succedendo, era sempre d'intralcio a qualcuno. Torna
a casa, - gli ripetevano. - Togliti dai piedi! Come faccio a
vedere quello che sto facendo se non mi levi quel testone da
davanti?. I braccianti neri lo correggevano e gli spiegavano
come fare, di solito con allegria: ormai si erano rassegnati,
perch sapevano che nessun altro avrebbe potuto farlo
al posto loro. Gli insegnarono a lavorare. Come prezzo di
quella compagnia, Jack impar ci che loro volevano che lui
sapesse. Per parte sua, ci che desiderava da loro, che chiedeva
ai campi in cui lavoravano, era la liberazione dal tracollo
della storia che era stata congelata, tenuta prigioniera e
ripiegata su s stessa all'interno della casa. Desiderava quel
senso d'interminabile avanzare del tempo e delle condizioni
atmosferiche che pu percepire soltanto chi resta giorno e
notte sulla cima di una collina.
Sarebbe venuto il momento, pi tardi, in cui Jack avrebbe
dovuto abbandonare gli incerti e gli smarrimenti di quel
flusso implacabile, affrettandosi sempre pi, mano a mano
che invecchiava, di nuovo verso la propria storia. Sprovvisto
dell'esperienza di qualcuno pi vecchio di lui per capire
cosa aspettarsi e cosa fosse possibile, si sarebbe rivolto a Ben
Feltner, cos come in seguito gli uomini pi giovani si sarebbero
rivolti a lui.
Suo padre aveva sofferto troppo, aveva percepito troppo
la futilit nella propria esperienza per essere in grado di offrirla
al figlio. Trasform invece Jack in una specie di cucciolo.
Da quando aveva tre anni fino a che non fu abbastanza
grande da lavorare per conto suo, il padre se lo port dietro
tutte le volte che poteva: per esempio se lo portava al lavoro,
oppure lo piazzava in sella davanti a s ogni volta che saliva
a cavallo. A tavola dopo i pasti o in salotto prima di andare
a letto, prendeva il bambino in braccio e lo accarezzava e lo
coccolava. Con tutto ci, quella fra i due fu una relazione
stranamente silenziosa. Jack parlava poco per paura di urtare
o inasprire il dolore che intuiva nel padre. E il padre,
stanco della vita o forse sempre pi spaventato dalla consapevolezza
acquisita, proferiva soltanto il minimo indispensabile:
Forza e Scendi, oppure S e No. Certe volte
andavano a cavallo in paese e tornavano indietro, il piccolo
a cavalcioni della sella davanti al padre - Jack se ne ricorda
ancora, avverte ancora la mano e il braccio del padre intorno
al suo petto - senza pronunciare una sola parola. Oppure
passavano un'intera giornata nei campi, il padre a lavorare
e il piccolo a giocare al suo fianco, ugualmente immersi nel
silenzio. All'epoca Jack si rendeva conto che il padre, per
cos dire, vegliava costantemente su di lui. A volte, mentre
giocava, alzava lo sguardo e incrociava lo sguardo del padre
fisso su di lui: questo sorrideva e gli rivolgeva un cenno
d'assenso, oppure alzava una mano in una specie di saluto,
come se lo stesse guardando da lontano.
Ma non si era mai sentito a suo agio con lui, perch suo
padre si portava addosso la malinconia della casa e dei suoi
morti. Da quella strana intimit col padre aveva ricavato un
senso di pazienza, una tenerezza quasi affettuosa che in seguito
avrebbe ricordato con piacere e rimpianto. Ma ci che
aveva imparato e compreso consapevolmente dell'essere
uomo, l'aveva appreso da Ben Feltner.
Quando Jack aveva otto anni, Ben aveva cominciato a
fare la corte a Nancy - una corte che grazie alla pazienza
di Ben sarebbe durata undici anni, durante i quali Nancy
aveva svolto e portato a termine i suoi doveri di donna nella
casa paterna. Si erano sposati nel 1879, dopo che Nancy
aveva seppellito il padre, accudito la casa, fatto da madre
e cresciuto il fratellino, finch non aveva ritenuto che Jack
fosse in grado di badare a s stesso. Per quanto ne sapeva
lui, una proposta formale di matrimonio non c'era mai stata.
Quand'era stato il momento - con tutti e tre seduti al tavolo
della cucina dopo mangiato - Ben aveva dichiarato: Jack,
figliolo, penso che tu sia pronto a vivere per conto tuo. E
Nancy, arrossendo e puntando lo sguardo fuori dalla finestra,
aveva aggiunto: S, Jack, penso che sia ora.
Nancy era stata per lui la madre di cui aveva bisogno.
Gli aveva insegnato le buone maniere, aveva fatto in modo
che ricevesse tutta l'istruzione possibile, e quando la scuola
era chiusa gli aveva assegnato dei problemi di aritmetica e
lo aveva costretto a leggere la Bibbia ad alta voce. Quando
il fratello si tirava indietro di fronte a qualche incombenza,
non si rivolgeva al padre ma a Ben. Ma come, Jack, - lo ammoniva
Ben, -  soltanto ci che si chiederebbe a un uomo.
Ben curava di evitare che Jack entrasse troppo spesso nel
suo raggio visivo. Ma quando ci capitava, il ragazzo gli
obbediva: non gli era mai passato per la testa di non farlo,
perch Ben era giusto e sapeva esattamente ci che poteva
chiedergli di fare.
Dalla Guerra Civile alla morte del padre la fattoria era
andata incontro a un progressivo degrado. All'inizio Jack
era troppo giovane per occuparsene, e il padre si limitava a
fare soltanto il lavoro necessario a tenerla insieme e viverci.
Quando alla fine Jack era diventato abbastanza grande da
rendersi utile, il vecchio aveva abbandonato anche quello
sforzo: a quel punto l'unica urgenza era diventata quella
d'impedire che la situazione peggiorasse. Ma la propriet si
deteriorava rapidamente, e stavano utilizzando dei soldi a
prestito. Prossimo all'et adulta e consapevole della quantit
di lavori da fare, Jack inizi a spazientirsi e a preoccuparsi
dei vincoli rappresentati dalle ossessioni del padre. Dannazione,
- diceva a Ben, - riesce soltanto a dire no. E tra le
ombre di quegli anni, Jack sente ancora risuonare la voce di
Ben: Calma, dai. Non te la prendere.
Il buio si fa pi fitto, e Jack Beechum bambino  fermo
l in mezzo da un sacco di tempo, e sente le pietre del viale
premergli dolorosamente contro la pianta dei piedi nudi.
Fissa i muri grigi della casa in cima al vialetto, che non saranno
ridipinti fino al suo matrimonio. (Il suo matrimonio,
l'inizio della sua storia, quando Ruth sarebbe venuta nella
sua casa come sposa - a quel punto l'avrebbe fatta ridipingere
e risistemare.) Gli alberi del cortile sempre pi ombrosi,
le foglie indistinte nella massa verde. Il lavoro nella stalla
 terminato, gli uomini sono tornati a casa, tutt'intorno 
calato il silenzio. Avverte la malinconia della vecchia casa
raggiungerlo e sfiorarlo come una corrente di aria gelida.
Poi, alle sue spalle, sente i passi di un cavallo lungo la
strada. Si volta e vede qualcuno oltrepassare il cancello su
un baio di grosse dimensioni. L'uomo, che ha gi visto ma
non conosce, si avvicina al bambino e si ferma.  un giovane
dagli occhi gentili e dalla folta barba bruna, di corporatura
tarchiata e con spalle ampie che lo fanno sembrare pi piccolo
di quanto non sia in realt. Si china, le mani incrociate
sul pomolo della sella - ha l'aria disinvolta, come se pensasse
di fermarsi l parecchio.
Figliolo, - dice, - credi che tua sorella sia in casa?.
Non pu essere da altre parti, risponde Jack.
Ben si schiarisce la gola. Capisco. Raddrizza la testa e
osserva per un certo tempo ci che ormai  la semplice silhouette
della casa, come facendo complicati calcoli sul suo
conto. Ha intenzione di raggiungere la casa? Oppure no?
Capisco, ripete. Poi, come se si fosse ricordato di colpo
di qualcosa che aveva dimenticato, abbassa lo sguardo sul
bambino a fianco del suo cavallo e sorride. Mi puoi indicare
dove lasciare il cavallo?.
S signore.
Ti piacerebbe salire sul cavallo?.
S signore.
L'uomo si curva e gli tende la mano destra. Bene, afferra
questa e fai un bel salto.
Jack fa ci che gli viene chiesto, e con un balzo si ritrova
seduto sul cavallo dietro al suo cavaliere. Un gesto energico
di un solo movimento, e l'uomo si  fatto un amico.
Mi chiamo Ben Feltner, - dice. - E tu chi sei?.
Jack Beechum.
L'avevo immaginato.
Jack si sistema sulla sella e afferra la giacca di Ben per la
vita. Quell'uomo ha qualcosa di rassicurante, col suo cappello
e le grandi spalle che ora incombono su di lui a quel
modo, un nuovo orizzonte nella luce di fine giornata che sa
di sudore di cavallo e fumo di pipa.
A posto? chiede Ben.
S signore.
Ben emette uno schiocco con la lingua rivolto al cavallo.
Sei venuto a trovare mia sorella? chiede Jack un po'
stupito, dato che sono ormai ben poche le persone che vengono
a casa loro per far visita alla famiglia.
Nancy Beechum  tua sorella?.
S signore.
Bene, sono venuto a trovarla.
E percorrono a cavallo il viale che sale verso la casa, che
in quel momento a Jack sembra carica di minacce di sofferenza
altrui, ma che un giorno gli procurer anche la sua
dose di dolore. Vista con gli occhi di oggi, persino in quei
tempi lontani e remoti, pare gi in attesa di colei che deve
ancora venire.
 
Capitolo 3.
Ruth.

Jack sa bene per quale strada lo condurr la mente - che,
come un cane da caccia che torna sui propri passi, ripercorre
fiutando all'inverso le tracce dell'andata. Come se saperlo
fosse di qualche aiuto. La mente, pensa, potrebbe anche
starsene buona e calma, dato che tra non molto salir anche
lui sulla collina per il lungo sonno in cui sono sprofondati
quasi tutti i suoi conoscenti, e visto che la mente di un uomo
non pu farci granch. La morte non gli fa paura. Ormai 
vicina, non ci pu far nulla, e dunque evita di pensarci. 
l'ignoto, e lui l'ignoto lo ha gi conosciuto. A volte  stato
fonte di grandi soddisfazioni. Altre volte no. E a ogni modo,
alla sua et, che cosa potrebbe proporsi di fare un uomo, se
non morire?  in circolazione da quanto basta per sapere che
la morte  l'unica vera cura delle afflizioni dei mortali. Dopo
che sei durato abbastanza a lungo muori, e va bene cos.
Perci non pensa alla morte pi spesso del necessario,
e pu smettere di pensarci ogni volta che lo desidera. Non
pensa a ci che lo aspetta. Di quello si occuper l'Onnipotente.
E ci sono giorni, meno frequenti ora che ha poca voglia di
prender parte a ci che gli succede intorno, in cui  completamente
preso e circondato dal presente. In quei momenti
ha l'impressione di essere un vecchio cane, - Figliolo, ha
detto una volta a Burley Coulter il quale lo ha raccontato a
sua volta a Mat: Sono come un vecchio cane. Nella mia testa
ho soltanto la zuppa, e ogni tanto qualche mosca - che
sonnecchia consapevole del tepore e del piacere del luogo in
cui si trova, oppure si sveglia e osserva indolente con vago
interesse il mondo che i suoi occhi stanchi gli offrono sfocato
e da cui si sono ritirati. Sa che quelle sono le giornate migliori,
anche se si lasciano dietro una traccia d'inutilit che
lo turba, e finora lui ha impedito che capitassero mai due
giornate consecutive di quel tipo.
Ma il presente  limitato, e il futuro forse ancora pi esiguo.
A quel punto la mente cerca di saltar fuori da quella
prigionia, proprio come un vecchio cane ancora pieno di
forze che  stato rinchiuso in un recinto, e poi lasciato libero
nell'unica campagna che conosce e ha sempre conosciuto.
Ma si sente come un vecchio cane posseduto dallo spettro
di un vecchio saggio, che ricorda tutto quanto ha visto
e fatto, e tutti i luoghi che ha conosciuto, e che torna ad
aggirarsi e infestare gli stessi luoghi. A volte riesce a tenere
tutto perfettamente sotto controllo, limitandosi a vagare
e rovistare fra i ricordi. Si stupisce di incontrare cose che
pensava di aver dimenticato. Ricorda date e nomi, prezzi,
misure e dimensioni di ogni genere. Ricorda l'aspetto di
certe persone, il loro modo di muoversi e di lavorare, ci
che hanno fatto. Ricorda facce e corpi di donne, e la musica
di certi violinisti: a volte riesce persino a suonare un
intero pezzo nella sua testa, come se fosse un grammofono.
Ricorda certi raccolti, la qualit e la quantit, e ci che gli
hanno reso. Ricorda i segni e il colore, la conformazione,
il temperamento e l'andatura di cavalli e muli. Riesce a ricordare
nei dettagli, fino alle macchie sul muso, una serie
di mucche che ha posseduto, come se stesse camminando
fra loro per esaminarle. A volte riesce a rivivere un'intera
giornata, il lavoro fatto, i luoghi e gli animali, la gente e
persino le parole dette.
E fin l va bene. Ma nella sua vita ci sono state anche brutte
giornate. Ce ne sono state parecchie, ed  difficile impedire
ai pensieri che vagano di sconfinare nel territorio dei
tempi difficili. Preferirebbe fossero ormai morti e sepolti, ma
una volta che la mente s'imbatte nei vecchi guai  impossibile
fermarla: cos si ritrova dentro la propria vicenda, a contemplare
come altre volte una sfilza di pensieri e sofferenze
che ne generano altri. E quando comincia, ancora una volta,
non potr evitare di arrivare in fondo. Che gli piaccia o no, a
quel punto sa che la propria storia sta per irrompere ancora
una volta dentro di lui, come l'acqua in un campo durante
un violento nubifragio. Ripenser di nuovo a Ruth, a Clara e
a Rose. Prender ancora una volta in considerazione le cose
com'erano e come avrebbero potuto essere. Troppo vecchio
per lavorare e andarsene in giro, non pu far altro che lasciare
che accada.
Ma cercher anche di differirli un momento, se gli riesce.
Sbottona la giacca e fruga nella pettorina della salopette,
estraendone un orologio da tasca con la cinghia intrecciata.
Sono le nove e venticinque. Si guarda intorno. Gli altri sfaccendati
sono spariti da sedie e panche e hanno traslocato
in strada o in qualche altro negozio.  rimasto solo - lui e
Jasper Lathrop, che se ne sta seduto sul bancone vicino al
registratore di cassa a leggere il giornale con le gambe penzoloni.
I raggi del sole hanno cessato da tempo di battere
direttamente sulle vetrine. Ora la luce si spande vivace sul
pavimento sotto i piedi di Jasper. Il paese ha assunto l'aspetto
estatico che mostra dopo l'inizio del lavoro mattutino in
casa e nei campi.
Guarda di nuovo l'orologio e lo ripone, quindi estrae una
matita e un notes. Entrambi recano la scritta Reed &
Spaulding, mediatori di bestiame, Bourbon Stockyards, Louisville,
Ky.  a loro che vende i suoi animali. Ogni volta che lui
ed Elton Penn scendono a vendere agnelli, maiali o mucche,
dopo aver assistito alla vendita nel grande recinto ed essere
passati in ufficio per ricevere il loro assegno, una delle ragazze
che stanno dietro il bancone - una tipetta molto carina
- gli chiede sempre: Mr Beechum, desiderate una nuova
matita e un nuovo notes?. E Old Jack si alza, si toglie il
cappello e si avvicina allo sportello della ragazza. S, certo,
tesoro. Ti ringrazio di cuore. E lei glieli consegna e gli d
un buffetto sulla mano. Dice: Come va, Mr Beechum?. E
lui: Benissimo, grazie, visto che a parte i normali fastidi
dell'et si tratta della pura verit. Certo, avete proprio un
aspetto magnifico, fa lei. E Jack, convinto che la ragazza
non dica la verit ma lui s, aggiunge: Tesoro, sei la donnina
pi bella su cui abbia mai posato gli occhi. E a lei piace
sentirselo dire.
Quasi met del notes  coperto di numeri incisi nelle pagine
dalla matita spuntata. L Old Jack cerca di tenere i conti
dell'andamento della sua fattoria. Alcune cifre sono reali,
altre ipotetiche, ma non c' scritto altro. Non una parola.
Ogni pagina reca le tracce di un'interpretazione totalmente
nuova dell'andamento delle cose. Che alla fine  sempre
positivo: Jack continua a fare calcoli, riducendo le uscite e
aumentando le entrate, fino a che il risultato non lo soddisfa.
Quei conti lo conducono spesso a chiassose discussioni
con Wheeler Catlett, genero di Mat, parente acquisito di Old
Jack per matrimonio, nonch suo avvocato e amico. Wheeler
evita le valutazioni ipotetiche per lo meno riguardo alle entrate,
e cos i loro rapporti d'affari hanno assunto la forma di
liti terribili che li divertono moltissimo. Dio onnipotente,
no!, - dice Wheeler. - Da dove cavolo hai preso questa cifra?.
E Old Jack: Dalla mia testa, perdio, che faceva questo
lavoro prima che tu nascessi, e si  messa il cappello tre ore
prima che tu scendessi dal letto.
Il problema - e sa che Wheeler lo sa -  che Old Jack
non riesce a tenere a mente un numero che abbia meno di
vent'anni. Ricorda quanti manzi aveva nel 1925, quanto li
ha pagati, quanto pesavano quando li ha venduti e quanto
gli hanno reso, ma non quanti ne possiede oggi. Perci tira a
indovinare. E cos, basandosi su congetture, ipotizza quanto
pu essergli costato il bestiame e quando probabilmente gli
render.
Si apre la porta e Jack solleva lo sguardo.  Burley Coulter.
Vedendolo, Burley gli rivolge il saluto del barcaiolo agitando
le braccia sopra la testa con solennit, come se fossero
troppo lontani per potersi parlare. Old Jack sbuffa divertito.
 lo stile di Burley, nei suoi gesti c' sempre un pizzico di
assurdit. Ma  una brava persona con la testa sulle spalle, e
ai suoi tempi ha fatto un mucchio di lavoro.
Burley prosegue il saluto per divertimento personale e
degli altri, poi si avvicina alla panca.
Come va, vecchio mio?.
Tutto a posto. E tu, Burley?.
Mai stato meglio.
Perdio, lo sapevo! Tu s che sei un tipo giusto.
E prima di lui era un tipo giusto anche il padre, il vecchio
Da ve Coulter. Ma  Jarrat, il fratello di Burley, quello che somiglia
a Dave. Burley ha preso pi dalla famiglia della madre,
gli Humston. Ride nello stesso modo del vecchio Whit
Humston, nonno per parte di madre.
Hai molto degli Humston, Burley.
Be', non  colpa mia.
Erano brave persone. Molto spiritosi. Li conoscevo tutti.
Be', immagino sia ora di andare, dice Burley. Poi, sapendo
che la cosa interesser il vecchio, aggiunge: Stamattina
io e Jarrat siamo rimasti a casa a metter via un
paio di carichi che ieri sera abbiamo dovuto lasciare sui
carri. Ci ha aiutato Andy. Adesso andiamo a sgobbare da
Nathan e Mat.
C' anche Elton?.
Dovrebbe.
Burley si volta e fa per uscire, poi schiocca le dita e torna
verso il bancone. Ero venuto per le sigarette.
Jasper lancia sul bancone un pacchetto di sigarette con un
sorriso. Burley posa i soldi sul banco e infila il pacchetto nel
taschino della camicia. Scuote la testa.
Gli smemorati come me - hanno la mente leggera.
Esce.
Ormai  ora di mettersi in movimento anche per Old
Jack. Se non si muove adesso, presto sar talmente rigido
da non riuscire ad alzarsi. Si alza e si avvia verso la porta.
Jasper gliela apre nel modo pi discreto possibile.
Grazie, figliolo. Ti ringrazio, Irvin, dice Old Jack alzando
la mano verso Jasper mentre esce.
Appena fuori, come sempre, si rende conto dell'improvviso
ampliarsi dell'orizzonte, del cielo luminoso sopra di
lui: solleva le spalle e le scrolla leggermente, come se si fosse
appena liberato dalla costrizione di qualche indumento.
Vede Burley e Jarrat Coulter che oltrepassano il cancello di
Mat con un trattore e due rimorchi vuoti. Old Jack i trattori
li odia. Ha l'impressione che siano dappertutto, con la
loro puzza e il loro baccano. Ha tenuto quell'odio per s con
una sorta di cortesia feroce, cercando di non interferire in un
mondo da cui  gi quasi uscito. Ma detesta la pesantezza
dei trattori, la loro mole goffa e priva di grazia. Gli ricordano
delle marmotte. Hanno sempre l'aria di essere sul punto
di scavare un cunicolo sottoterra.
Per un attimo intravede un carico di tabacco trascinato
da una coppia di muli neri.
Che andatura. S, Signore!
I pensieri l'hanno abbandonato per un altro luogo e un
altro tempo. Perch la giornata, il momento dell'anno e il
rumore dei carri, come il suono di una vecchia canzone che
viene da lontano, gli hanno ricordato l'epoca in cui era ancora
agile e pieno di forza.
Oh, allora s che faceva la sua figura! Oggi lo ammette con
un candore talmente impersonale da sembrare immodesto.
C' stato un tempo, quand'era giovane, in cui pareva che si
librasse nell'aria. Era cos diritto e si muoveva con una leggerezza
che rasentava il volo. Spostava le mani con la stessa
facilit con cui ruotava gli occhi. Rivede s stesso com'era,
appagato della propria forza, compiaciuto dell'entusiasmo
e del desiderio, che, se solo ne avesse avuto la fortuna, gli
avrebbero permesso di occuparsi di un nipote. Ma non erano
arrivati n figlio n nipote. Benedizione e tribolazione
dell'et avanzata, la mente torna di continuo ad abitare il
corpo dell'uomo che era.
Nel 1888 aveva ventotto anni. Tre anni prima, con entrambi
i genitori scomparsi, i fratelli maggiori morti e la
sorella andata via di casa, aveva acquistato da Nancy, ora
Nancy Feltner, la sua parte di propriet della terra che il
padre e il nonno avevano coltivato, e su cui era nato. Ancora
ben lontano dall'idea di sposarsi, viveva da solo nella
vecchia casa: una vecchia donna nera. Zia Ren, moglie del
bracciante che un tempo era stato schiavo di suo padre, veniva
tutti i giorni a cucinare e pulire le stanze semiderelitte
della casa. La propriet era in pessime condizioni, spolpata
dagli interessi della banca durante gli ultimi anni di vita del
padre e gravata dal nuovo debito contratto da Jack. Ma a
quell'epoca Jack era libero da altri impegni e pieno di forze,
possedeva quel genere d'intelligenza ambiziosa che si
compiace delle difficolt, e non sentiva il peso dei debiti e
delle difficolt. Era spronato dalla percezione delle possibilit
ancora intatte della sua terra. Aveva la sensazione che il
resto dell'esistenza giacesse ancora in attesa di sbocciare nel
terreno della vecchia fattoria.
All'epoca di Jack, i problemi finanziari del padre avevano
ridotto la fattoria a circa centocinquanta acri. Era un
terreno circoscritto sul davanti dalla strada, e sugli altri tre
lati dal corso sinuoso del Birds Branch e di due affluenti. Gli
avvallamenti creati dai torrenti erano poco estesi, e non offrivano
molto terreno in piano da coltivare. Ma c'erano terre
a pascolo disboscate sui pendi intorno. Pi sopra, dove le
colline si facevano pi ripide, il terreno era tenuto a bosco.
Piccoli burroni boscosi solcavano in profondit le terre in
alto, tanto che la lunga cresta che formava la spina dorsale
della propriet era spezzata in tre ampie cime quasi simmetriche.
I campi in alto erano separati dai terreni pi scoscesi
da muretti in pietra che seguivano fedelmente i contorni del
terreno, proseguendo in linea retta dove il pendio si addolciva
verso la cima. La casa col suo contorno di stalle ed edifici
accessori fronteggiava la strada, da cui la separava un
cortile ombreggiato da grandi querce e aceri. Si trattava di
una fattoria che richiedeva grandi cure, dato che i terreni
erano per buona parte in pendenza. Ma che era anche stata
concepita in modo intelligente, in modo da preservare il terreno,
facilitare il lavoro e offrire un aspetto gradevole.
Jack aveva conosciuto soltanto quel luogo. Fin da piccolo
si era aggirato fra le pieghe e i passaggi della vecchia fattoria
con la stessa familiarit con cui s'infilava nei propri
vestiti. Ma quando ne aveva avuto sulle spalle la piena responsabilit,
l'aveva vista con nuovi occhi. In precedenza
si era limitato a darla per scontata. Ora, quando percorreva
a piedi campi, pascoli e boschi, imprimeva nella mente la
fisionomia della terra al punto che il pensiero diventava indistinguibile
da essa, in modo che quando fosse morto la
sua intelligenza sarebbe sprofondata nella terra come se ne
fosse lo spirito.
Il lavoro appagava in lui qualcosa di molto pi profondo
del desiderio personale. Era come se in primavera andasse
nei campi non soltanto perch lui voleva, ma perch, prima
di lui, suo padre e suo nonno ci erano andati perch anche
loro volevano - perch, da quando avevano piantato a mano
i primi semi nella terra, i suoi antenati erano andati nei campi
ogni primavera. Quando percorreva il primo solco di una
nuova stagione non soddisfaceva soltanto una necessit
economica. Rispondeva a un richiamo ancestrale della famiglia,
dava forma a un passaggio attraverso cui una visione
atavica si tramandava di nuovo al terreno.
Conserva il ricordo di quei giorni per l'ordine, per la
bellezza di forme che il suo lavoro conferiva a ciascuno
di essi, uno dopo l'altro. Era un ordine che nasceva dalla
combinazione di abilit e passione, da un'energia che in lui
non sarebbe mai stata cos grande. Ma anche dalla solitudine.
Non aveva aiutanti all'infuori di zio Henry, l'anziano
nero, la cui funzione a quel punto consisteva soprattutto
nell'occuparsi dell'orto e delle mansioni di routine che riguardavano
la stalla. Ci lasciava la mente di Jack libera in
mezzo ai campi che lavorava da solo, salvo all'epoca della
semina e del raccolto, quando faceva gruppo con i vicini.
La solitudine conferiva all'azione di Jack la stessa coerenza
del suo carattere. Era svincolato dagli impacci prodotti
dall'opera di due individui mal assortiti. Sapeva quanto
lavoro poteva compiere ogni giorno e come farlo. Era come
se il suo lavoro si svolgesse sempre all'aperto, ed esistesse
un'intesa particolare fra lui e l'occhio del cielo. Era immune
dalle divinit dei campi che gli uomini come lui nominavano
sottovoce: l'Old Marster, i cui modi imperscrutabili
erano noti a Giobbe; e l'Old Hanner, il sole al tempo stesso
generoso e violento.
Era soltanto il sabato sera che il duro ordine delle giornate
gli consentiva una fuga - o di lasciarsi attrarre dal desiderio
che il tramonto del giorno suscitava in lui, di donne,
di compagnia e musica, dell'esuberanza istintiva che i ritmi
di lavoro non permettevano. Quasi ogni sabato sera c'era un
ballo tenuto in qualche casa o scuola, talvolta a parecchie
miglia di distanza. E lui ci andava dopo essersi lavato e vestito
in fretta al termine del lavoro, spesso senza cenare. Perch
amava la musica e la confusione, l'alcol, la chiacchiera e
le risate dei balli dei vecchi tempi. Gli piacevano le donne.
Ed era sensibile alla musica come l'erba al vento. Un ballerino
provetto. E certe volte si lasciava andare.
Raggiunge da solo e a tarda sera la staccionata del cortile
di una casa illuminata cui sono legati i cavalli, mentre le note
trascinanti di Wildwood Flower si spandono nell'aria. Entra
e si dirige nella sala piena di luci, dove gli spettatori fanno
cerchio e il violino incalza nell'angolo. Le mani di una
ragazza si protendono verso di lui e lui le stringe mentre la
musica lo solleva, e s'incunea leggero nel cerchio dei ballerini.
Trasportato dal flusso sfrenato del ballo che lo sosterr
tutta la notte, dimentica completamente dove si trova. Deve
cercare di proposito il pavimento con i piedi, per avvertirlo
solido sotto di s.
Nel modo accidentale degli uomini cui riesce naturale,
ha acquisito una certa perizia con le donne - abbastanza da
causare a s stesso pi danno del necessario se ne avesse
parlato. Immersi nella massa sconosciuta di un ballo o di un
raduno lontano da casa, tra lui e qualche donna scorreva un
filo di piacere che li trascinava nel buio in cui amava tuffarsi
senza pensare.
Attraversava in viaggio la propria indole eccessiva, e ne
apprendeva le formidabili distanze e alture impervie. Non
era inquieto per l'andata. Era leggero e pieno di entusiasmo.
Il ritorno, invece, implicava un cambiamento e una comprensione
che lo turbavano e suscitavano in lui un vago allarme.
Avvertiva l'eccezionaiit della propria assenza. Tornava
con l'ansia di chi era stato via un anno intero, con il
timore che fosse accaduto qualcosa di brutto. Le poche mattine
in cui era tornato e aveva scoperto che era davvero successo
qualcosa, aveva conosciuto l'ira di un rammarico per
cui non aveva trovato risposte adeguate. Anche se all'epoca
non lo sapeva ancora, quel sentimento sarebbe stato uno dei
motivi dominanti della sua vita.
Ma la strada fra i giorni vigili cui aspirava e le gioie e i
trasporti della notte risultava cos maldisposta, e il percorso
tanto difficile, non solo a causa del carattere di Jack, bens
anche di quei tempi e luoghi. Quanto ci sia stato per lui la
sua tragedia adesso lo sa bene, ora che la leggerezza e anche
la luce lo hanno in buona parte abbandonato, e da quella
perdita ha imparato a guardarsi indietro, e a riconoscere e
rimpiangere il filo vitale che lega insieme giorno e notte.
Dall'attuale punto di osservazione, sessanta e pi anni dopo
e ben al di sotto dello zenit di quelle notti e giorni, sa che
le notti di allegria e musica erano il prodotto e la celebrazione
delle sue dure giornate, e che le giornate di fatica trovavano
parte indispensabile del loro significato in quelle notti. Ma
a quell'epoca, tanti anni fa, quand'era ancora un giovane che
nutriva un'enorme devozione per la luce e un'attrazione irresistibile
per l'oscurit, doveva ancora capire buona parte
di quanto oggi sa.
Alza lo sguardo verso casa di Mat per cogliere qualche
segno di Elton Penn. Sono ormai sette anni che Elton abita
nella propriet di Old Jack - dove ha dato ottima prova di s
nonostante la giovane et. Lavora duro senza mollare, e lo
fa come si deve. E non perch qualcuno se lo aspetta da lui.
Ma perch Elton lo pretende da s stesso. Ha il giusto tipo
di testa sulle spalle. Incarna l'ultimo autentico piacere della
vita del vecchio, l'erede della sua scuola. Si  dimostrato
disposto ad ascoltare, e Old Jack gli ha insegnato un po' di
cose. Lo ha trasformato in una specie di figlio.
Non vede nessuno. Sono tutti nei campi. Perci lascia di
nuovo il mondo alla deriva nella sua nebbia, consapevole
una volta di pi della tragedia che tutti i suoi veri eredi -
quelli con una testa simile alla sua - li ha incontrati sempre
e soltanto per caso, lontano dal calore dei legami carnali.
C'era qualcosa che doveva fare. Poi la sensazione lo colpisce
di nuovo, il dolore della vescica gli risuona dentro
come una campana. Si avvia verso la strada concentrato
sui tratti sconnessi del vecchio marciapiede. Scarica la vescica
dietro un fabbricato annesso all'hotel, imbocca il vicoletto
buio fra gli edifici ed esce di nuovo allo scoperto
nella luce della strada. La giornata  diventata pi tiepida,
e a mezzogiorno sar calda. Cammina all'ombra degli alberi
davanti all'hotel e poi di nuovo al sole, oltre il negozio
di Jasper e il drugstore. Si ferma a riposare all'angolo della
bottega del barbiere. Si volta verso la strada e puntella il
corpo col bastone.
Sta scendendo a cavallo lungo il vialetto.  un sabato
mattina, all'inizio di maggio del 1889. Il tempo  mite e sereno.
Ha piovuto da poco, e i ruscelli pi piccoli risplendono
traboccanti d'acqua. La primavera  al culmine. L'erba del
cortile e i pascoli sono rigogliosi, di un verde talmente giovane
da scintillare al sole. Gli alberi sono carichi di foglie appena
nate e ancora tenere, senza ombra di macchie. Tutto il
paesaggio  avvolto da un intricato arazzo di canti di uccelli.
 diretto in chiesa - uno dei pellegrinaggi che compie ogni
tanto in risarcimento precario agli eccessi del sabato sera.
Ma non ha affatto la sensazione di essere un penitente. Si
sente bene, infiammato dalla gioiosit del mattino come un
uccello su un ramo. Indossa un bell'abito nero quasi nuovo
aderente sulle spalle e sul petto, che lo rende consapevole di
come gli vada alla perfezione. E cavalca il pi bell'animale
che abbia mai posseduto - un grande sauro rosso castrato,
con un mantello talmente brillante da far liquefare e scorrer
via la luce sul collo e sulle spalle. Jack si sente parte della
perfetta armonia che a volte unisce un cavaliere esperto a
un cavallo superbo. Fa un figurone, ed  pienamente conscio
dell'autorevolezza del proprio aspetto. Soltanto in vecchiaia
Jack ha iniziato ad ammettere, persino con s stesso,
quanto da giovane fosse orgoglioso del proprio aspetto. Ma
i fatti stanno cos.  uno strumento docile della natura, un
uccello maschio che si pavoneggia nella sua livrea, il mondo
un semplice riflesso di s.  come se fosse gi arrivato alla
funzione a cui si sta recando. La predica del mattino sar la
sua occasione, a prescindere da ci che pensava quando ha
deciso di uscire di casa. Le mani fungono con delicatezza da
connessione tra la sua forza e quella del cavallo. L'animale
si muove possente e leggero sotto di lui, suggerendo a ogni
movimento un'esuberanza di energia repressa dalla mano
del cavaliere. E Jack avverte dentro di s la stessa esuberanza
conservata e tenuta a freno, le spalle che premono contro
il tessuto pettinato dell'abito. Tutta la campagna, a dire il
vero, sembra straripare di quell'eccesso di energia e desiderio,
minacciando di sopraffare le forme in crescita e il canto
che ne provvedono al rilascio; per darle spazio, gli uccelli
sono costretti a ripetere senza sosta il loro canto, al punto
che l'aria tutt'intorno trabocca di musica.
La strada segue la lunga dorsale delle colline, salendo
e scendendo in accordo con le ascese e chine del terreno.
In cima alle salite, Jack scorge il campanile della chiesa cittadina
che s'innalza bianco dalla nube verde di fogliame
degli alberi, e pi piccola, dietro al campanile, la torretta
della stalla di Ben Feltner. Oltre il paese intravede la spaccatura
nebbiosa della valle del fiume. Raggiunge quindi la
chiesa di Birds Branch, un grazioso edificio bianco privo
di campanile che sorge su un terrapieno in pietra costruito
sul fianco della collina. Le vecchie querce proiettano sul
tetto e sui muri della chiesa le ombre nuove della primavera.
Cavalca sino al piazzale e lega il cavallo vicino agli altri.
La funzione  cominciata: la congregazione intona Grazia
meravigliosa, il tuo suono dolcissimo, e il canto tracima
dalle porte e finestre spalancate del vecchio edificio per
mescolarsi, pur senza alcuna intenzione, con la fecondit
primigenia della giornata.
Entra e occupa un posto in fondo alla chiesa, all'estremit
di un banco. Appena entrato, inspira e analizza il ricco
miscuglio di sensazioni odorose: l'odore stantio del vecchio
edificio quasi sempre chiuso, quello del terreno e della vegetazione
giovane che penetra dall'esterno, i sentori di sapone
e abiti puliti, e, persistenti fra tutti, i profumi e i sacchetti
aromatici delle donne. La funzione prosegue tra preghiere e
altri canti; si conclude la questua, ha inizio la predica. Jack
si siede il pi comodo possibile contro il bracciolo e lo schienale
della panca.  al tempo stesso presente e assente, sazio
di piacere per la giornata, ma senza un reale interesse per
ci che si svolge intorno. Non ascolta la predica. Il sermone
 solo pura presenza, un bordone remoto sotto al ronzio e
ai canti che gi riempiono l'aria, trascinati via dall'onda di
fragranza che esala dalle finestre.
Lo sguardo di Jack vaga e si fissa sulle teste schierate davanti
a lui, selezionando e identificando quelle delle ragazze
e delle giovani donne. La sua coscienza aleggia e si muove
sopra la congregazione come un'ape su un gruppo di fiori
alla ricerca di nettare, attenta a ci che possiede un colore
vivace, che  profumato e dischiuso.
E ora, cinque o sei file pi avanti, scorge una testa che
non riconosce - la testa pi bella che vedr mai in tutta la
sua vita, con capelli folti e meravigliosi color burro e miele,
ma portati con una tale semplicit, una tale mancanza
di ostentazione che lo toccano nel profondo. Una testa che
possiede qualcosa di opulento e innocente al tempo stesso.
Per un attimo, bench immobile,  come se si protendesse
verso la donna, osservandola per memorizzare ogni particolare
del suo aspetto: un ricordo che conserver impresso,
con la stessa chiarezza dello sguardo di allora, per sessantatr
anni. Poi riprende il controllo di s. Ottimo! Per si dice
di non essere precipitoso: inutile lasciarsi fuorviare da una
massa di capelli, per quanto sontuosa. Un istinto lo mette in
guardia - forse l'occhio volutamente critico dell'allevatore
esperto -, e lo ammonisce a non dare giudizi affrettati, a essere
prudente e mantenere la calma. Ma resta seduto per il
resto della funzione coi sensi acuiti e tesi, come un affamato
che ha colto nell'aria l'aroma di un ricco pasto. La donna
divide la panca con la famiglia di Perry Clemmons, che vive
in basso vicino al fiume, non lontano da Port William - sar
venuta a trovare i parenti, immagina.
Si conclude la predica. I fedeli si alzano per intonare il
canto finale. Quando la giovane si volta per dividere il libro
degli inni con una delle figlie dei Clemmons, Jack vede che
la ragazza  ben fatta, con forme prosperose ma fattezze fini
e aggraziate. La vista lo turba di nuovo, come sfiorandolo
sottopelle e causandogli una stretta e un senso di vuoto alle
viscere. La mente ora si muove su di lei come un rabdomante
in cerca di una vena d'acqua nascosta, intuendo sotto il
leggero vestito giallo la presenza di un corpo straordinariamente
elegante e attraente. Eppure, nonostante tutto, Jack
si ripete di non correre. Aspetta, perch non  ancora finita.
Il canto termina. Il predicatore impartisce la benedizione.
L'ordine della congregazione si sgretola dall'interno. L'animazione
cresce mentre i vicini si voltano a conversare, poi
inizia il movimento generale verso il portone. Jack cede il
passo agli altri, ma soltanto per arretrare e fermarsi di nuovo
fra il retro del banco e la parete, appena dietro l'ingresso.
Osserva la ragazza camminare tra i banchi e immettersi nel
corridoio centrale. Quando lei si volta per dirigersi verso
l'uscita, dato che Jack si trova esattamente sul suo asse visivo,
i due si fissano dritti negli occhi. Le vene del capo di
Jack si gonfiano con la subitaneit di una mazzata improvvisa,
tanto si era preparato e aveva desiderato vederne la
faccia, e tanto diretti sono i loro sguardi. La ragazza sostiene
la vista per un istante, poi sorride confusa all'intensit dellosguardo e distoglie gli occhi. Ma lui continua a fissarla.
Ha un viso incredibilmente bello, la pelle chiara con piccole
lentiggini sul naso, gli occhi grigi, limpidi e seri. Un volto di
una bellezza quasi austera. Ma pi di tutto lo colpisce la sua
innocenza.  un volto che non sembra appartenere affatto
a quel corpo di donna. Nell'espressione del viso non vi 
traccia di ammissione, e forse neppure di consapevolezza,
dell'enorme potere terreno della sua bellezza, che ha scosso
Jack al punto da non riuscire a distogliere gli occhi da lei. Lo
sguardo della ragazza gli fa venire in mente una ragazza a
cavallo, che semplicemente fa assegnamento su una forza di
cui non ha preso le misure e che non conosce.
Lei non lo fissa un'altra volta, n evita di guardarlo. Risale
la navata e oltrepassa Jack, poi esce dal portone. Adesso
lui si accorge che le sue occhiate noncuranti alla ragazza
sono state notate da alcuni membri della congregazione.
Bene, - pensa. - Bene, se non lo ha gi capito da sola, ora
qualcun altro glielo dir. Si volta verso l'ingresso ed esce.
Evita di voltarsi ancora verso la ragazza e raggiunge il suo
cavallo.
Jack ha ventinove anni, ed  avvezzo a una virilit severa.
Ha smesso di essere un bambino molto prima della fine
della sua infanzia. Conosce la solitudine fin troppo bene e
ha acquisito fin troppo presto le competenze di un lavoratore.
Una volta raggiunta l'et in cui un ragazzo pu essere
giudicato puerile o immaturo, si  visto negata in partenza
quella possibilit. E dunque i suoi gesti di oggi, bench fonte
di enorme orgoglio, non hanno nulla dell'insolenza di chi
si mette in mostra. Il viso e il corpo di quest'insolita ragazza
si sono insinuati nella mente a tal punto che al suo solo
pensiero Jack si sente luminoso e leggero. Anche se ambisce
all'attenzione e al rispetto di quella donna, fa finta di nulla,
estraneo all'idea di avanzare pretese. Si limita all'orgoglio
dell'uomo vissuto che vuole essere visto e giudicato per ci
che . Allenta le redini e fa arretrare il sauro rispetto agli altri
cavalli. Sentendo il morso, l'animale si mostra all'improvviso
vigile come un cervo e ansioso di partire, ma come trattenuto
dalla pura presenza del cavaliere. Poi, non appena Jack
unisce le redini sopra i garresi lucidi e infila il piede nella
staffa, il sauro si avvia con lunghe falcate energiche eppure
delicate, e sembra aumentare di statura per sostenere il cavaliere
mentre questo si adatta al suo dorso, un corpo solo
con lui.  una perfezione che lascia senza fiato, come se due
forze opposte si fossero combinate senza impatto n suono.
Che esprime rapidit ma non fretta, vigore ma non violenza.
 un movimento tutto potenza e luce, quell'avvio, simile a
quello di un falco che prende il volo. E s, diverse persone
lo stavano osservando - Jack ne era certo, ma non ha mai
voltato la testa.
Non aveva mai voltato la testa. E per tutta la settimana,
sebbene abbia pensato a lei sempre con l'emozione e il senso
di vuoto provati in chiesa, ha continuato a fare la vita di
sempre. Il lavoro lo teneva impegnato, e lui vi si dedicava
anima e corpo. Il sabato sera per ha fatto qualcosa di diverso.
Invece di recarsi a un ballo di cui aveva sentito parlare,
o di restarsene in casa come faceva quando aveva la sensazione
di lasciarsi prendere troppo,  andato in paese a fare
un po' di spesa, a bighellonare e chiacchierare. Era di nuovo
concentrato sulla ragazza e sperava d'incontrarla. Ma nonostante
sia rimasto in giro ben oltre l'ora di andare a dormire,
lei non si  fatta vedere, perci  tornato a casa tardi, inaspettatamente
deluso e inquieto. Ma  riuscito a scoprirne il
nome portando il discorso su un'ottima fattrice di propriet
di Perry Clemmons: si chiamava Ruth Lightwood.
La scoperta del nome lo ha trasformato. Adesso era un
uomo che conosceva per nome l'oggetto dei suoi desideri:
l'aveva ripetuto a s stesso. Il giorno seguente torn di
nuovo in chiesa - con il timore che avesse gi terminato la
visita ai parenti e se ne fosse tornata Dio sa dove. E lei invece
era l. Ancora una volta, al termine della predica, Jack
si  parato sul suo cammino. E stavolta ha notato che lei lo
ha fissato apertamente, e ha esultato dietro la maschera del
proprio volto. Ha capito che aveva chiesto di lui, perch non
lo guardava solo con interesse, ma con una sorta di curiosit
infantile, con occhi che si domandavano che genere di uomo
potesse fare ci che aveva sentito dire di lui. Stavolta non ha
atteso che lei gli passasse vicino, ma si  voltato ed  uscito
dalla chiesa di fronte a lei, e come l'altra volta  montato a
cavallo senza voltarsi e si  allontanato. A quel punto, per,
il suo pensiero era gi passato dal desiderio al lavoro: mentre
tornava verso casa, si  messo a calcolare il valore di una
giumenta come quella di Clemmons, che, accoppiata con il
giusto tipo di asino, avrebbe dato alla luce un ottimo mulo.
E poco prima delle dieci di mattina del luned era di nuovo
in strada, sbarbato e con il miglior abbigliamento di tutti
i giorni. Ha raggiunto Port William, per discendere la collina
e poi risalire il fiume lungo i terreni pianeggianti fino
alla propriet Clemmons. Ha incontrato sul suo cammino
Mr Clemmons, impegnato insieme a diverse altre persone a
piantare mais in uno stretto appezzamento vicino al fiume.
Sono rimasti un po' a chiacchierare in fondo al filare, e Jack
ha accennato al suo interesse per la giumenta. Si  lasciato
convincere a cedergli in cambio il bel mulo che aveva gi
deciso di offrirgli come ultima risorsa, e poi  stato invitato
a pranzo, esattamente come aveva previsto.
Quando Jack ha fatto il suo ingresso in sala da pranzo
insieme al suo anfitrione, Ruth era gi seduta a tavola con
la signora Clemmons e le figlie. Ha notato la sorpresa della
ragazza nel vederlo e l'ha vista arrossire, contenta e imbarazzata
al tempo stesso. Lui le ha sorriso da un orecchio
all'altro, come chi confessa tutto: che era venuto fin l, che
aveva commesso una specie di mascalzonata, che era pronto
a farlo di nuovo per lei. Ma per evitare di imbarazzarla
troppo, ha evitato di dedicarle attenzioni speciali durante
il pasto. Ha preso parte alla conversazione attento alle proprie
maniere, lodato la cuoca, mangiato con moderazione
ed evitato di attardarsi a tavola, sebbene fosse tentato di farlo,
quando Mr Clemmons si  alzato per tornare nei campi.
Le donne avevano gi cominciato a sparecchiare, e mentre
seguiva Clemmons fuori dalla stanza, Jack  rimasto leggermente
indietro per concedersi la possibilit d'incrociare
Ruth. Lei  uscita in corridoio con le mani piene di bicchieri.
Lui ha fatto un leggero inchino e le ha sorriso.
Oh! ha detto lei.
 bello vedervi dalle nostre parti, Miss Ruth.
Grazie.
Vi fermerete qui a lungo?.
Jack voleva risultare un tantino sfacciato, e la frase produsse
i suoi effetti.
Ho sentito parlare di voi, Mister Beechum.
Ma poi, come se la donna desiderasse rendere accettabile
e istruttivo il castigo inflittogli, come se non tollerasse
di limitarsi a punirlo, sfoder un sorriso esitante mentre si
allontanava.
Jack sapeva bene che cosa aveva sentito dire di lui. O perlomeno
se lo immaginava. Che era un ballerino, un bevitore,
un donnaiolo, un attaccabrighe. Tutte attivit che aveva
praticato senza danni, e per cui non gli era mai passato per
la mente di sentirsi in colpa. Ma sapeva che la donna lo condannava,
e che quella censura non teneva conto di distinzioni tanto
sottili. Per la prima volta, in quel momento, avvert
la forza di un passato che gli apparteneva, e l'avvert con la
curiosa mescolanza di rammarico e sfida che sarebbe diventata
familiare. Ma pens anche al sorriso e al candore infantile
dei suoi occhi, come se lei si limitasse a osservare l'effetto
di un desiderio che non sapeva di aver provocato. Jack
desiderava che quegli occhi possedessero, riconoscessero,
accettassero, s, e celebrassero l'ardore che la donna aveva
suscitato in lui, il suo potere su di lui. Mentre conduceva a
casa la vecchia giumenta, futura madre dei suoi muli, continuava
a ripetere tra s: Bene bene bene. Bene, molto bene.
Doveva tornare da Mr Clemmons per consegnargli il
mulo, ma nella conversazione di commiato aveva di proposito
rimandato il viaggio a met settimana, cos da prolungare
e conservare il piacere di quel gesto. Immaginava di
non avere molte chance, ma quando il mercoled verso il tramonto
 tornato laggi, lei lo aspettava pur tentando di non
darlo a vedere, e stavolta hanno conversato un certo tempo
sotto il portico mentre lui se ne stava andando, con Jack che
cercava di convincerla a lasciarlo venire di nuovo a trovarla,
e lei che cercava di dissuaderlo con velate allusioni alle
sue malefatte - di cui non l'avrebbe mai accusato, scopr pi
tardi, perch non aveva il coraggio di chiamarle per nome.
E tuttavia ne era affascinata. Era affascinata dalla loro
tenebrosit, perch rappresentavano un'energia oscura che
non aspirava a conoscere ma a catturare e controllare - a
convertire, come diceva lei, a intenti di cui poter sorridere
alla luce del sole. Era a suo modo una donna piena d'energia,
e aveva le sue rivendicazioni da fare. Senza rispondere
s o no, gli fece capire che, se fosse venuto, lei si sarebbe
aspettata il rispetto di standard ben pi alti di quelli che lui
solitamente seguiva. Era un'altra delle sue censure scherzose,
impreziosita da sorrisi esitanti, forse perplessi e forse un
po' spaventati.
Cos and avanti il loro corteggiamento. Lui tornava ogni
volta da lei con tutta l'audacia del desiderio e dell'orgoglio
- accolto a braccia aperte a condizione che diventasse meglio
di ci che era. Era un innamorato ardente e impulsivo.
Dopo che lei fece ritorno a casa, dieci miglia pi a valle lungo
il fiume, praticamente ad Hargrave, Jack si sobbarc quel
viaggio due o tre volte alla settimana, sacrificando il riposo
per non compromettere il lavoro. A quell'epoca, Ruth rifulgeva
ai suoi occhi: quando pensava a lei non vedeva altro.
Una domenica pomeriggio part per andarla a trovare con
un calesse tirato da un puledro di tre anni non completamente
domato. Quando la vide che lo attendeva sul portico,
salt gi dal calesse mentre stava ancora risalendo la strada,
fece di corsa il vialetto e la strinse in un lungo abbraccio
- mentre il cavallo dietro di lui scappava trascinandosi via
finimenti, carro e tutto il resto. Lei rise di lui, e quel riso,
bench lo riempisse di gioia, rappresentava un rifiuto di ci
che era. Oh Jack, - disse, - ma guarda cos'hai combinato!.
Inizi a tenergli delle prediche, che a Jack piaceva assecondare
e compiacere, sul genere di uomo facoltoso, pio e
rispettabile che voleva lui diventasse. Fu la singolare, quasi
ossessiva illusione di tutto il corteggiamento: il tipo d'uomo
che lei desiderava lui diventasse. Jack era felice di essere considerato
degno della sua redenzione, e quasi quasi ci credeva
anche lui. E continuava a vedere di fronte a s i suoi occhi,
i suoi meravigliosi occhi innocenti, e il miracolo che sarebbe
avvenuto quando avessero accondisceso al suo desiderio.
Lui la conquist coi suoi difetti, lei lo accett come una
sorta di terreno di missione, e il risultato fu il naufragio
dell'esistenza di entrambi. Lui la leg a s rinnegando
l'energia che in verit lo congiungeva a lei. Lei gli si leg grazie
a un'immagine di lui molto al di sopra della realt - e che
Jack, anzi, n capiva n desiderava, e lui le si leg grazie a
un'immagine che Ruth, in seguito, avrebbe scoperto essere
molto al di sotto di s. L'ambizione di Ruth sarebbe sempre
rimasta per Jack estranea e straniante, esattamente quanto
per lei l'ardore e la forza del desiderio del suo compagno.
Gli risulta crudele adesso, col senno di poi, rivederli gettare
le basi della loro sofferenza futura. Lui era stato uno sciocco
- uno sciocco e un ingenuo - a innamorarsi al punto di contemplare
la grazia e lo slancio della propria giovent riflessi
negli occhi grigi di una donna, non per amore o desiderio
autentico, ma per ci che oggi sa essere stata paura - paura
di ci che lei istintivamente sapeva essere il suo opposto,
addirittura il suo nemico. Lei l'aveva accettato come senza
dubbio l'avrebbe persuasa ad accettarlo san Paolo - come
una sfida alla speranza e alla volont.
Si trattava di due persone straordinarie, non c'erano dubbi.
Se non fosse stato cos, se non fossero stati tanto diversi,
la loro lotta - perch questo era stato - forse sarebbe terminata
prima del matrimonio. Invece fu costretta a proseguire,
ad accettare i termini della sconfitta definitiva di entrambi.
Ormai Jack era vicino all'estinzione dei debiti, ed era convinto
di poterle chiedere la mano. Aveva anche un po' di
denaro da parte. Lo spese interamente, e se ne fece prestare
un altro po', per ridipingere la vecchia casa e rendere la propriet
presentabile e vivace in vista delle nozze. Con l'aiuto
di zia Ren e zio Henry, ripul la casa da cima a fondo, apr e
arieggi le stanze abbandonate lasciandovi penetrare luce e
vento. Spacchettarono, pulirono e rimisero al loro posto sul
buffet e nella credenza della sala da pranzo gli argenti e le
porcellane che erano stati di sua nonna. Fu un momento di
grande spasso per tutti e tre: per Jack, che recit nel modo
pi teatrale possibile la parte del promesso sposo inquieto
e ignaro delle raffinatezze dei gusti femminili, deridendo
quelli che molto spesso erano i suoi reali dilemmi, e per zia
Ren e zio Henry nella parte di coloro che sapevano, ma, per
ragioni che Jack avrebbe capito soltanto in un secondo momento,
avevano deciso di rimanere in silenzio.
Mentre spacchettavano le porcellane nella stanza sul retro
del primo piano, si ritrovarono per le mani il decoratissimo
vaso da notte di suo nonno.
Ecco un magnifico piatto da portata, zia Ren, - diceva
Jack. - Me lo immagino pieno di zuppa.
Poveretta, - diceva zia Ren. - Povera testolina bionda.
E zio Henry rideva, finch le lacrime agli occhi gli colavano
dal naso.
E poi, zio Henry, viene il momento di andare a dormire,
sali con lei in camera da letto, ti spogli e t'infili sotto le coperte,
questo lo so. E dopo cosa fai?.
Jack continuava su quel tenore per farli ridere, ma soprattutto
perch era felice e non riusciva a trattenersi. Si preparava
a dare a Ruth s stesso e tutto ci che aveva soltanto
in cambio di lei. Sentiva spalancare dentro di s gli abissi
di una generosit che non aveva mai conosciuto. Durante i
preparativi, passeggiava di notte per la casa contemplando
quanto avevano predisposto, immaginando l'arrivo di Ruth
e la sua approvazione. Una volta sposati, pensava, una volta
che l'avesse condotta l e avesse consegnato nelle sue mani
la propria casa e la propria vita, la reticenza della donna sarebbe
scomparsa. Non avrebbe pi dovuto andare sempre
verso di lei, attrarla sempre verso di s imponendole le sue
attenzioni, ma lei si sarebbe volta spontaneamente verso di
lui, grata di ci che lui le aveva dato.
Si sbagliava in pieno e non se n'era accorto. Le forze che
li avevano attratti e con le quali avevano giocato, che li avevano
fatti avvicinare, si erano prese gioco di loro, e loro non
se n'erano accorti. L'idea lo fa gemere ad alta voce e scrollare
la testa. La scuote, si volta, e mentre la visione torna in lui,
fissa la strada che sale attraverso il paese come se attendesse
soccorso da quella direzione. Ma non riesce a ricacciare
indietro il pensiero.  stato ingannato non da Ruth ma dal
suo desiderio di lei, talmente intenso da fargli credere a ci
che vedeva e immaginare possibilit inesistenti. E Ruth -
un'antica tenerezza sgorga in lui come un torrente in piena
ingombro di rottami e detriti - anche Ruth  stata ingannata,
da lui, dalla sua stupida decisione di conquistarla acconsentendo
alle sue idee sbagliate.
Ci che la donna sperava, forse, non lo sapeva nemmeno
lei. Per non c'erano dubbi che non avesse ottenuto quanto
aveva sperato. Niente nella sua esperienza l'aveva preparata
ad apprezzare - e ancor meno a dar valore - a un uomo
come Jack Beechum. Anni prima suo padre aveva aperto
un negozio di ferramenta in citt, affidando i lavori della
propria fattoria a una sequela di fittavoli e braccianti. Gli
affari non andavano bene - e sarebbe continuato cos fino
alla morte e al subentro dei due figli maschi - e in quelle
circostanze nemmeno la fattoria. Prima che Ruth nascesse, a
ogni modo, l'ambizione di famiglia era gi passata dalla terra
natia all'attivit commerciale nella cittadina di Hargrave,
complice il mito della prosperit imminente che aleggiava
sulla confluenza dei due fiumi. Ma la prosperit che la cittadina
attendeva, in realt, non derivava affatto dal traffico
fluviale sui fiumi Kentucky e Ohio: che se ne rendesse conto
o meno, dipendeva gi dalla ferrovia - la quale, quando
giunse, scans Hargrave di parecchie miglia.
L'attivit dei Lightwood, in ogni caso, sembrava promettere
loro una comodit e una ricchezza che era impossibile
aspettarsi dall'agricoltura, e una volta diretta l'attenzione
verso la citt non si voltarono indietro. Visto che abitavano
poco fuori Hargrave, divennero a tutti gli effetti gente
di citt. L'abbondanza rurale rappresentata da cucina, orto,
frutteto e affumicatoio serviva semplicemente a intrattenere
gli ospiti cittadini: commercianti e professionisti, giovani e
brillanti ministri di varie chiese. E dunque, quando divenne
marito di Ruth, Jack non occup un vuoto: usurp il posto
di qualche giovane pastore, avvocato o dottore ben istruito,
il cui nome e volto madre e figlia forse non conoscevano ancora,
ma la cui collocazione era tuttavia gi stabilita. Quella
figura ipotetica e nebulosa aveva fornito a Ruth il modello
da esibire a Jack.
Lui non era certo uomo su cui fosse possibile nutrire sogni
grandiosi: aveva i piedi troppo piantati in terra. Cos
le illusioni e le false speranze del corteggiamento non sopravvissero
all'intimit del matrimonio, e nel fallimento del
corteggiamento fall anche la loro unione. Dai piaceri ignari
della giovinezza, la prima notte di nozze la scaravent nel
martirio della santit sessuale. Quello fu quanto. E quanto
sarebbe stato - anche se a lui ci sarebbero voluti anni a darsi
per vinto.
Il giorno del matrimonio, da parte di Ruth non c'era stato
alcun arrivo gioioso, alcuna riconoscente accettazione del
luogo e di lui stesso e dei suoi preparativi per l'ingresso della
sposa. Una volta conclusi matrimonio e festeggiamenti e
allontanatisi dalla folla beneaugurante della casa paterna,
infine liberi dai vincoli delle convenzioni e delle cerimonie,
era rimasto soltanto un vuoto terribile, in cui entrambi capirono,
prima che il calesse percorresse le due miglia di strada
sterrata che conducevano al luogo remoto in cui lei aveva
accettato di vivere, di essere completamente estranei l'uno
all'altra, di non conoscersi affatto.
Spero che la casa ti piaccia, disse lui improvvisamente
a disagio, vedendo l'edificio da lontano, come pensava lo
vedesse lei per la prima volta.
Oh, sono certa che mi piacer, - disse lei. - Mi piacer
perch  tua.
Ma lei non guardava Jack. Era distante da lui. E lui se ne
accorse, e si rese conto che ci che aveva fatto cominciava a
vacillare dentro di s.
Ma  tua, - replic. - Non deve piacerti soltanto per
educazione.
Lei non disse nulla, e lui guid per un altro mezzo miglio
prima di riuscire a parlare di nuovo.
Aspetta e vedrai. Con zia Ren e zio Henry, l'abbiamo
rimessa a posto da cima a fondo.
Quando raggiunsero l'edificio lui l'aiut a scendere, si
caric del suo bagaglio e le fece strada in casa. Il sole era
basso sull'orizzonte: la vecchia casa, silenziosa come se non
fossero l, era piena d'ombre senza forma e dell'odore di
vuoto delle stanze a lungo disabitate. Avvert l'improvviso
sconforto della moglie. Pos i bagagli nell'ingresso e apr la
porta di una stanza ai piedi delle scale.
Questo  il soggiorno. Devo andare a occuparmi del cavallo.
Torno subito. Tu intanto mettiti comoda.
Pochi minuti pi tardi, quando torn dalla stalla e si affacci
alla porta della cucina, Jack trov Ruth seduta su una
sedia scostata dal tavolo su cui zia Ren aveva apparecchiato
e coperto con un panno la loro cena di matrimonio. Guardava
in basso in campo aperto, in direzione del bosco. Era una
sera tranquilla e tiepida di tarda primavera. Jack ne avvert
l'incanto ed entr in casa piano, arrestandosi appena oltre la
soglia. Per un attimo lei rimase immobile. Poi si alz, si volse
e cammin verso di lui senza guardarlo, come seguendo
qualche vaga istruzione.
Hai dato un'occhiata in giro? Va tutto bene?.
Lei annu. Tutto bene.
Ma evitava di guardarlo. E continu a farlo anche quando
lui allung il braccio per attrarla a s e abbracciarla.
Un anno e mezzo dopo, quando Jack vendette il raccolto,
torn a casa e mise il documento di estinzione del prestito
nelle sue mani, si ripet la stessa scena. Sperava che lei
gioisse, che si voltasse ad abbracciarlo felice. Sapeva che la
donna era consapevole del suo desiderio. Ma lei non ne fu
capace. Conscia delle sue mire, non ebbe il coraggio di guardarlo
in faccia.
A quel punto Jack cap che la moglie provava una sorta
di paura morale nei suoi confronti. Aveva imparato a riconoscere
quella paura e a percepirla. Cap che il tocco delle
sue mani era diventato ripugnante per lei, e cap perch.
Le mani di Jack non erano schizzinose, e lei ne aveva conosciuto
i modi, la disponibilit a compiere qualsiasi gesto:
ad afferrare qualunque presa fosse loro offerta, a castrare e
macellare animali, a imporre l'obbedienza a muli e cavalli,
a ricoprirsi di qualsiasi porcheria, sporcizia o sangue fosse
necessario. Erano mani che non esitavano e non cercavano
di blandire. Che facevano con convinzione, e addirittura con
entusiasmo, ci che prima lei aveva visto fare soltanto di
malavoglia da mani nere. Jack aveva scelto liberamente di
compiere azioni che lei credeva un uomo potesse fare soltanto
per obbligo. Che adesso lui la toccasse, posasse le mani
su di lei in modo altrettanto aperto e convinto, con lo stesso
entusiasmo che manifestava nel posarle su qualunque altra
cosa gli garbasse toccare, lei non poteva sopportarlo. Sotto
la sua mano, la carne di lei si contraeva. L'avvertiva ritrarsi
al suo tocco. Lui la opprimeva. Il suo corpo curvo su di lei
nell'oscurit era come una foresta di notte, affollata di vasti
spazi e ombre, e grida di creature distanti di cui non conosceva
il nome. Rappresentava per lei un mondo del tutto
estraneo e isolato. E si sentiva doppiamente sola perch lui
non aveva paura di nulla: apparteneva a tal punto al posto
in cui l'aveva condotta, che neppure l'isolamento del luogo
significava solitudine per lui.
Jack era un uomo tutto d'un pezzo, sostenuto da una
tradizione cui lei aveva rinunciato, o cui qualcun altro aveva
rinunciato per lei prima della nascita - la tradizione di
autosufficienza del piccolo proprietario terriero, di fedelt
al proprio luogo d'origine. Il fatto che si trovasse a suo agio
in quelle condizioni di vita, e di conseguenza di fronte alle
proprie necessit si comportasse in modo del tutto diretto,
senza finzioni o eufemismi, lo rendeva alieno agli occhi di
Ruth. Lui non faceva caso agli abiti da lavoro che puzzavano
di letame, sudore di cavallo e del suo stesso sudore.
Lei scopr con sgomento che d'estate Jack andava in giro
senza calze, e in inverno dormiva con la camicia addosso.
Glielo fece notare cercando di modificare le sue abitudini,
e lui, finch ci riusc, fece ci che gli era stato richiesto.
Studi i desideri della moglie e cerc di esaudirli meglio
che poteva. Ma era plasmato troppo in profondit per poter
cambiare, a meno di obbedire a una deferenza che non
nasceva dal desiderio per lei, ma dalla propria delusione.
Deferenza che per giunta diventava sempre pi superficiale
e svogliata, perch, incapace di mascherare la sua disaffezione
e disapprovazione per i modi rozzi del marito, lei
cercava semplicemente di costringerlo a smettere di essere
ci che era, spingendolo cos ad assumere un atteggiamento
provocatorio.
Ruth invece possedeva la spietata integrit ideologica
nata dall'ambizione, la calma severamente ordinata della
propria famiglia e delle proprie abitudini. E Jack le minacciava
entrambe con la sua sregolatezza, la sua passione per
l'oscurit, che lei non provava n capiva, e dunque temeva.
Non poteva seguirlo nelle tenebre. Non poteva lasciarsi andare
a ci che non conosceva, a ci che non vedeva e non
prevedeva. Non perch lui le usasse violenza, ma perch le
chiedeva di fare violenza a s stessa: quando la mano rude
s'infilava nel corpetto o s'insinuava all'interno della coscia,
mentre l'occhio vigile, prima con allegria e poi con trepidazione,
scrutava la reazione della donna alla sua mano - tutto
le chiedeva di lasciarsi domare, di desiderare ci che non
poteva offrire, di aprirsi a un compimento di cui sarebbe
stata in seguito sempre e soltanto un frammento. E cos, pur
se la mano di Jack procedeva nel suo cammino, esplorava i
crepacci e i luoghi pi remoti della sua carne ed entrava in
lei con la soggezione di un pellegrino, pur se lui penetrava
in lei come il conquistatore di una citt e la burrasca del desiderio
infine lo gettava a riva su di lei, docile e senza forze
come un bambino addormentato, lei continu a trattenere
una ricompensa, un dono vitale per s. Gli neg gli occhi.
Come gi prima del matrimonio, rimase per lui un continente
sconosciuto. Non gli offr alcun approdo, alcuna via
tracciata. Ogni volta che lui si faceva largo verso di lei, avveniva
come per caso, come l'ultimo arrivato che brancola nel
buio. Le si avvicinava ogni volta con maggiore trepidazione,
e sempre maggior fatica.
Tra le sue braccia, sorpresa e trattenuta nelle ultime, violente
folate del suo desiderio, Ruth si sentiva tradita e vittima: le
sembrava che il tetto e le pareti della vecchia casa
crollassero, lasciandola esposta alle stelle e all'oscurit distante.
Le sembrava di non essere affatto l, ma sola, persa,
esule nel mezzo di una landa buia, dove aveva persino terrore
di alzare le mani per toccare gli alberi. E restava paralizzata,
col timore che qualche creatura o cosa la potesse udire,
ad ascoltare il vento e le grida lontane. Lui era la sua croce,
e lei lo sopportava con una sottomissione che pi tardi gli ha
fatto gelare le ossa. Stesi in solitudine uno a fianco all'altra,
i due giacevano rigidi e con gli occhi sbarrati come effigi.
Fu cos che Jack, quando gli consegnarono nel lenzuolo
inzuppato di lacrime della madre il corpicino dell'unico figlio
maschio, morto, vi scorse il proseguimento di un'infelicit
pregressa e familiare.
 
Capitolo 4.
Will Wells.

Che ti succede, vecchio mio?.
Chi sei?.
Tutto bene?.
Avverte la mano sulla spalla, amichevole e sollecita.
Tutto bene. Grazie, Irvin.
Poi mette di nuovo a fuoco l'attenzione e capisce che si
tratta di Jayber Crow.
Grazie, Jayber. Come va, figliolo?.
Bene. Un momento fa ho avuto l'impressione che non ti
sentissi bene.
Adesso Old Jack ricorda di colpo il suono dei propri gemiti,
e sente sul volto la frescura delle lacrime.
Ah, - dice, - Ah, Signore, vergognandosi di un clamore
che avrebbe preferito evitare.
Jayber  in piedi di fronte a lui e l'osserva. Jayber  lungo
in tutte le sue parti- corpo, gambe e braccia, mani, faccia,
naso.  come imbronciato, in una lunghezza tendente
al basso con l'eccezione della bocca, generalmente rivolta
all'ins come un piattino, in uno smilzo sorriso infantile. E
gli occhi - occhi grandi, tondi e scuri - pieni di minuscoli
luccichii e avvisaglie di humour. Chi lo conosce lo ricorder
sempre di profilo, con quell'occhio castano che punta
dall'alto della lunga faccia, come uno scoiattolo che spia
dal buco di un albero. In quel momento porta il pettine
dietro l'orecchio. E sorride a Old Jack, perch comincia a
pensare di aver ragione.
Perch non vieni dentro e ti siedi un momento?.
Old Jack fa un cenno d'assenso, e Jayber lo guida verso la
porta e su per i gradini della bottega.
Mettiti qui per ora. Guarda se quella sedia va bene, dice
Jayber, accompagnandolo nel retro della stanza, verso quella
che considera la sedia migliore della sua variegata collezione.
Old Jack si accomoda con l'aiuto di Jayber.
Ah!, esclama, felice di non stare pi in piedi.
Oltre a lui e Jayber, la bottega al momento contiene una
giovane grassa con tre bambini, venuti a tagliarsi i capelli in
vista dell'inizio della scuola.
Il negozio ora si accheta, e Old Jack con esso. Annusa la
mescolanza di aromi di talco, lozioni e sapone. Il bruciatore
dell'acqua per radere ronfa indaffarato sullo sfondo del
ritmico sforbiciare delle mani di Jayber. Il viso del barbiere
ha assunto lo sconcerto del suo lavoro. Old Jack riconosce
quell'umore e vi trova conforto. Alleggerita di nuovo dal
presente, la mente ritorna al suo compito: tentare di cavarsela,
sopravvivere una volta di pi alle antiche tribolazioni.
La perdita del primo figlio non li riavvicina, come Jack
aveva disperatamente sperato in un primo tempo. Appena
messo piede nella camera in cui Ruth giace distesa, ha capito
che non sar cos. Zia Ren e il dottore si sono allontanati
in cucina. La luce aspra dell'aurora invernale, col sole riflesso
dalla neve, ha inondato la stanza.  tutto completamente
immobile, e l'enorme quiete della giornata gelida penetra
nella stanza, trovandovi in risposta una quiete che gli pare
altrettanto grande. Lui e Ruth sembrano trattenuti, sospesi
in un silenzio palpabile di cui avverte la pressione su petto
e gola. Va ai piedi del letto e si ferma. Ruth giace distesa e
immobile, il corpo composto nella solennit di un cadavere,
gli occhi abbassati. Sa che la moglie  consapevole del
suo arrivo, ma non apre gli occhi. Le palpebre sono sigilli
d'immobilit. Jack ha l'impressione di rimanere l per un
tempo lunghissimo, incapace di muoversi o parlare, conscio
dell'intrusione e della sua solitudine, come chi  da solo
sull'orizzonte di una piana senz'alberi coperta di neve. Poi
decide di riattizzare il fuoco, ed esce all'esterno. Deve affrontare
il vento gelido. Deve dar da mangiare agli animali,
e spaccare con l'ascia lo strato di ghiaccio degli stagni per
permettere loro di abbeverarsi.
Se Ruth allora avesse ammesso un bisogno cui lui poteva
fornire risposta, forse le cose avrebbero potuto cambiare,
essere diverse. O forse potevano esserlo - l'ha pensato mille
volte dopo la morte della moglie - se lui avesse avuto la
delicatezza o la pazienza di tenere a freno i propri modi e
umiliarsi allora, quand'era ancora con lei dentro quella stanza.
Se si fosse semplicemente seduto al suo fianco e avesse
aspettato, forse alla fine sarebbe stato capace di offrirle
qualcosa di utile. Nei diciassette anni trascorsi dalla morte
di Ruth la sua mente  tornata pi volte su quel momento,
soppesando l'episodio come altri possono soppesare il
bocciolo di un fiore secco, intuendo al di l di esso, persa al
suo interno, l'eventualit di una delicata e amorevole efflorescenza
che, grazie a qualche misteriosa diversit, avrebbe
potuto schiudersi a lui. Che cosa sarebbe successo se fosse
stato pi umile e tenero? Che cosa sarebbe successo se il loro
bambino fosse sopravvissuto? Dopo tutti questi anni non
ha mai dimenticato la prima immagine di lei, e non ha mai
cessato di piangere il crollo di quell'immagine nella realt
infelice che sa di aver contribuito a creare, pur senza sapere
esattamente come. Perch era rimasto in silenzio ai piedi
del letto, quella mattina di febbraio? Era stata colpa del suo
orgoglio, della sua avversione ai tentativi di farlo cambiare,
del suo mutismo per mancanza di umilt o delicatezza? Che
avesse modificato o meno la situazione, Jack avrebbe dovuto
sedersi accanto a lei e attendere.
Non ne era stato capace. Non l'aveva fatto. Aveva dentro
di s un orgoglio e un dolore troppo grandi. Troppe volte
ormai era stato sospinto come un supplice verso Ruth dal
suo bisogno indomabile di lei, anche se lei non riconosceva
alcun bisogno nei suoi confronti. Siccome la sua sofferenza
era assai meno rispettabile di quella della madre che aveva
portato il bambino in grembo, Jack se l'era tenuta dentro ed
era rimasto zitto. Per quanto avesse cercato di mascherarla
sotto un velo di silenzio, si era incancrenita e aveva continuato
a crescere dentro di lui.
Dopo il parto la casa torn a essere di nuovo un luogo di
sofferenza e fallimento, cos come lo era stata durante la sua
infanzia. Jack cerc ancora una volta conforto nei campi. Ma
ora lo cercava con l'urgenza e la disperazione di un adulto,
e vi trov ben poco. Faticava come un forsennato, allungando
a dismisura le giornate di lavoro, e mettendo da parte
un po' di denaro senza neanche sapere perch. Ma quelle
giornate non offrivano pi l'ordine e la lucidit che vi aveva
trovato in precedenza. Adesso era come se la sua confusione
si stendesse come un diaframma opaco tra il cielo e s, rendendolo
sempre pi cupo. Raggiungeva comunque i campi
con la sensazione di appartenere molto pi a loro che alla
casa. Prima lui e Ruth si erano sforzati di fingere che tutto
procedesse per il meglio - in uno sforzo che tuttavia aveva
consentito a lei di tentare di redimerlo, e a lui di conformarsi
o resistere alle sue richieste. Ora tra loro due c'era soltanto
silenzio. E mentre il peso di quanto restava inespresso cresceva,
si era trasformato in un silenzio che Jack era sempre
meno in grado di sopportare.
Da tutti i punti di vista esteriori, Ruth era un'ottima
moglie. Dal giorno del matrimonio aveva trasformato gradualmente
la casa, al punto che ora, con l'aiuto delle piccole
somme di denaro che il marito l'aveva incoraggiata a spendervi,
l'abitazione era pi confortevole e aveva un aspetto
assai migliore di prima. Zia Ren aveva continuato a lavorare
nella loro casa come prima: ma ormai aveva i suoi anni e la
maggior parte del lavoro toccava a Ruth, mentre l'anziana
domestica, autonominatasi istruttrice e dama di compagnia,
lavoricchiava quando le pareva e conversava a casaccio con
Ruth e con s stessa. Ruth cucinava e lavava, faceva le pulizie
e cuciva, preparava conserve e metteva in barattolo,
allevava polli e tacchini e si occupava dell'orto, tranne che
per l'aratura. Andava regolarmente in chiesa - sempre pi
di frequente da sola - e divenne membro della Missionary
Society. E con tutto ci costru una sua vita che, bench utile
e addirittura non sgradita a Jack, era del tutto diversa e lontana
dalla vita del marito. Immersa in quell'esistenza che si
era costruita intorno, Ruth sembrava contenta, addirittura
in pace. Lui gioiva e al tempo stesso soffriva nel vederla curva
sul suo cucito o al lavoro nell'orto completamente ignara
di lui. In quei momenti il viso della donna appariva rilassato
e attraente, privo di preoccupazioni, remissivo. L'arrivo
di Jack per mandava in frantumi le delicate circostanze
di quella vita, e a quel punto il silenzio si trasformava in
rifiuto. L'espressione del volto cambiava. La sua bellezza
era diventata per lui come un fantasma; si dissolveva alla
visione diretta, cos come al suo tocco. La presenza di Jack
 72
LA MEMORIA DI OLD JACK
era un'invasione, una violazione della casa. E tranne che per
mangiare e dormire, lui cominci a girare al largo.
Ora, dopo cena e fino all'ora di andare a dormire, invece
di sedere in soggiorno o stazionare sotto il portico, quando
il tempo lo permetteva Jack se ne tornava nella stalla a trafficare
finch non veniva buio. Oppure si sistemava su un
secchio capovolto sistemato sulla soglia della stalla, mentre
cavalli e muli ruminavano e si muovevano calmi nei box alle
sue spalle. Nei giorni di pioggia lavorava nella stalla o se ne
stava l, oppure camminava lungo le recinzioni e i confini
della fattoria, coi piedi e le mani irrequieti come la mente.
Non pensava pi alle potenzialit dei terreni che un tempo
l'avevano conquistato ed esaltato. Per quanto ce ne fossero ancora
tante da portare a termine, non gli sembravano pi sufficienti.
Sapeva di risultare inadeguato agli occhi di Ruth, il che
voleva dire, dato che gli occhi della moglie erano diventati per
lui l'unica condizione, che ora si sentiva lui stesso inadeguato.
Il giudizio di Ruth, per quanto lui lo rifiutasse e vi si opponesse,
si era fatto strada in Jack, e quel giudizio era che il marito,
nonostante l'orgoglio e il desiderio nati dal senso di s e della
sua terra, propriamente parlando non aveva ambizioni. Non
desiderava migliorare o arricchire s stesso, o fare strada nella
vita. Era un uomo di vedute limitate, e tanto pi esasperante
perch soddisfatto dei propri limiti. E perci si mise ad agire,
pensava, in sfida al giudizio di Ruth, mentre in realt obbediva
inconsciamente alla principale implicazione di quel giudizio:
che nessun luogo pu essere di per s sufficiente, ma deve
sempre condurre a un altro luogo, e che tutti questi luoghi alla
fine devono condurre al denaro: che il lavoro di un uomo non
deve mirare al benessere della famiglia e al rispetto dei vicini,
ma al mercato, alla deferenza che gli estranei manifestano di
fronte a un'adeguata quantit di soldi.
Adesso, quando sedeva a pensare, o trascorreva i pomeriggi
a camminare e pensare, o a lavorare e pensare, c'era
soltanto un chiodo fisso: pi terra. Voleva pi terra. Un individuo
che perde la stima di s stesso ha bisogno di pi
terreno sotto i piedi: per risollevarsi, pu giungere a fare del
mondo intero un punto d'appoggio. I pensieri di Jack ora
spaziavano sulle risorse all'interno dei suoi confini e sulle
opportunit fuori di essi, alla ricerca di un nuovo equilibrio.
La sua mente metteva di continuo in scena il frivolo spettacolo
dell'ambizione: come sfruttare ci che aveva per ottenere
ci che desiderava - un'impresa difficile e insolita per
lui, che fino al giorno prima aveva desiderato soltanto ci
che possedeva. Un tempo aveva agognato l'esistenza che i
suoi terreni erano in grado di offrirgli. Adesso chiedeva loro
di offrirgli un altro luogo, senza sapere ancora quali conseguenze
avrebbe prodotto sulla sua terra e su di lui.
Quel flusso di pensieri aveva risuscitato, senza rendersi
conto dell'origine, uno dei sogni che Ruth aveva ostinatamente
cullato durante il corteggiamento e a cui si era abbandonato
anche lui: l'idea che avrebbero migliorato le proprie
condizioni di vita, che lui sarebbe diventato un grande proprietario
terriero, che avrebbero guadagnato il rispetto della
gente importante che conoscevano, che avrebbero mandato i
figli nelle migliori scuole e li avrebbero visti abbracciare una
carriera, grazie a cui sarebbero diventati ancora pi ricchi
e rispettati dei genitori. Un tempo aveva accolto quell'idea
come un complimento eccessivo nei suoi confronti, piuttosto
gradevole, visto che senza pensarci troppo immaginava
pi o meno di meritarselo. Ora vi si butt sopra disperatamente
come se fosse l'ultima spiaggia.
Avvenne a quell'epoca che una fattoria conosciuta con il
nome di Farrier, confinante con la sua, fosse sul punto di
essere messa in vendita. Il ramo principale della famiglia
che l'aveva posseduta si era estinto, e i vari eredi erano sparsi
ovunque. Mentre litigavano per decidere cosa fare della
propriet, l'avevano data in affitto a un altro vicino di nome
Sims McGrother, che l'aveva maltrattata e trascurata quanto
basta. La vecchia casa dei Farrier era bruciata poco dopo essere
stata abbandonata, lasciando in piedi soltanto due canne
fumarie in pietra, con i camini un tempo racchiusi dalle
pareti di tronchi che fissavano vuoti la luce del giorno. Cortile
e orto si erano riempiti di erbacce e cespugli, nascondendo
la vista dei campi dalla casa. Fu l che i pensieri inquieti
e le speranze di Jack presero terra e forma.
La fattoria non era enorme - un po' meno di un centinaiodi acri. I terreni in generale erano pi accidentati e ripidi
dei suoi, e conosceva bene i difetti dei pendii che scendevano
sul lato sud lungo il West Fork, di fronte ai suoi pendii a
nord. Tuttavia met della propriet era costituita da terreni
sul crinale della collina, che potevano essere recuperati e resi
di nuovo fertili. La casa distrutta non era un grosso problema
per lui, visto che comunque non ci avrebbe abitato, mentre gli
altri edifici erano ancora in buone condizioni, come pure le
recinzioni. Attravers pi volte la propriet per ispezionarla,
scavando la terra col tacco tra i filari del raccolto, raccogliendola
e sbriciolandola tra le dita. Esamin per un'intera estate
la qualit della crescita di ogni campo. Bevve dal pozzo e dalla
sorgente e si attard lungo le pozze del torrente. Verific
fondamenta, struttura e tetto di tutti gli edifici accessori.
Stava coltivando un nuovo desiderio, la cui sottigliezza e
vigore lo colsero di sorpresa. Come la donna straniera le cui
delizie Salomone apprezzava tanto, il pensiero giunse a occupare
gran parte della sua mente, che impresse su quel nuovo
luogo i propri impulsi e la propria volont, colmandolo di
visioni. Dominava buona parte della sua giornata facendolo
quasi distrarre dal lavoro, e lo teneva sveglio la notte. Jack era
determinato a vedere quel luogo piegarsi alle sue cure. A vederlo
ricoprirsi di verde e diventare fertile e abbondante con
il suo contributo. Ben presto non vi fu pi edificio o campo
della propriet Farrier che non fosse investito di progetti o
immagini che recavano il segno inconfondibile del carattere e
dei metodi di Jack Beechum. Le stesse pratiche parsimoniose
che avevano raddoppiato la fertilit e l'abbondanza dei suoi
terreni negli anni seguiti alla morte del padre.
Un giorno torrido di tarda estate fece pranzo, usc e si sedette
sulla soglia della stalla, per concedere un po' di riposo
ai muli prima di tornare nei campi. Inizi a fantasticare sulla
propriet Farrier, sell d'impulso il cavallo e giunse fino alla
recinzione. Leg il cavallo sotto un albero, attravers il letto
asciutto del torrente e risal adagio la valletta nel caldo opprimente
fino alla cresta dei Farrier. Attravers un appezzamento
coltivato a tabacco camminando tra i filari, e si ferm
all'ombra di un noce imponente che si ergeva poco oltre il
limite del campo. Da quell'altura poteva scorgere la cresta
della collina fino alle canne fumarie della casa bruciata, e
pi oltre la stradina che scendeva lungo il dirupo verso il
torrente. E dal lato da cui era salito, sopra le alture, lo sguardo
spaziava fino alla casa e alle stalle della sua propriet.
Le distanze intorno erano tutte azzurre nella bruma della
calura. Le creste delle colline si allargavano al sole sopra i
boschi, e ovunque, nella piega discendente dei pendii, s'intuiva
un presagio d'ombra lungo i corsi d'acqua - un'ombra
profonda, e qua e l il bagliore immoto di una pozza d'acqua
o il debole sciabordio di una sorgente.
Jack contempl a lungo il paesaggio. Era la prima volta
che visitava quel luogo durante un giorno di lavoro, e
avvert profondamente la differenza. Andarci quando non
lavorava richiedeva un interesse poco pi che ozioso: finch
occupavano soltanto il tempo libero, le sue fantasticherie
potevano anche essere dettagliate, ma non dovevano per
forza essere ossessive, poteva sempre metterle da parte. Invece
stare lass quando aveva ottime ragioni per non esserci,
quando avrebbe dovuto essere al lavoro nei campi, quella
era una presa di posizione seria, e lui lo sapeva bene. Cos
formul un proposito che si scopr sollevato e addirittura
ansioso di dichiarare a s stesso: quando la propriet fosse
stata venduta, lui l'avrebbe comprata con ogni mezzo possibile.
A quel pensiero fu colto da un brivido, perch sapeva
che avrebbe mantenuto fede al proposito.
Stava per riprendere la via di casa quando scorse una
chiazza di polvere sollevarsi nella foschia sull'orlo del dirupo,
e tendendo l'orecchio ud un rumore di ruote di carro che
picchiavano contro le pietre e le asperit della strada. Poi,
quasi all'improvviso, vide comparire il carro con la coppia
di muli. Sapeva che erano gli animali di Sims McGrother. In
un primo tempo pens di nascondersi. Poco lontano sorgeva
una valletta boscosa: una volta infilatosi fra gli alberi, avrebbe
potuto scendere fino al torrente e tornare al luogo in cui
aveva lasciato il cavallo senza essere visto. Ma nonostante avvertisse
il corpo vibrare dal desiderio di scappare, decise di
non muoversi. Non voleva che qualcuno lo vedesse andarsene
alla chetichella. Non voleva pensare di essersela svignata.
E in particolare, non voleva andarsene a causa di McGrother.
Jack detestava McGrother, che considerava un fanfarone
e uno sciupone. Aiutato da due figli e da diverse famiglie
di neri, coltivava un tratto di seicento acri che confinava su
due lati con la propriet Farrier e proseguiva poi lungo il
fiume. Era stata un'ottima terra, ma si era impoverita per
i maltrattamenti di McGrother. Un individuo duro con s
stesso, con i suoi uomini e con tutto ci su cui posava le
mani - un'asprezza di cui amava vantarsi, come se fosse soltanto
franchezza e devozione al lavoro. Con le sue mani, era
capace di rovinare con la stessa noncuranza la bocca di un
cavallo o il fianco di una collina. Amava i soldi e orientava
s stesso e ogni sua azione in quella direzione, come se il
denaro fosse chiss dove e il tempo a sua disposizione quasi
scaduto: ma gli piaceva anche guidare il carro e sfoggiare
la sua rozzezza. Morto un mulo ne compri un altro, morto
un negro ne cerchi un altro, ripeteva. Le sue donne indugiavano
alle sue spalle fuori dalla sua portata, attente alle
sue collere, ansiose e frementi come piccoli trampolieri. La
sua violenza contro le cose comportava anche una violenza
verso di s. Allora era intorno ai cinquanta, e mostrava un
aspetto emblematico del suo modo di essere: lacero e magro
come un chiodo, col volto rugoso, incorniciato da una barba
grigia, asciutto e bruciato dal sole. Aveva tre dita della mano
sinistra mozzate all'altezza dell'ultima falange, con pollice e
indice a formare una specie di doppio artiglio.
Jack pensava che McGrother fosse diretto alla stalla, dato
che in quel periodo aveva ben poche ragioni per passare dal
campo di tabacco col carro. Invece tir dritto e prosegu verso
di lui. Guidava una coppia di animali che Jack riconosceva
come tipica di McGrother: due muli dal pelo arruffato e
non tosato di dimensioni e colori mal assortiti, con le costole
ben visibili e sfiniti.
McGrother spinge la coppia di animali al trotto a suon di
frusta e sbuca oltre la cresta diretto verso Jack, tra la polvere
sollevata dalle ruote e il fragore degli assali. Si avvicina
facendo rallentare i muli e li ferma proprio di fronte a Jack,
con le lingue degli animali che quasi lo sfiorano.
Ho-o!.
Salve, dice Jack.
Salve.
McGrother, seduto su una tavola disposta di traverso sulle
fiancate del carro, si china in avanti coi gomiti sulle ginocchia
e le redini tra le mani e fissa Jack come se fosse un palo
o un albero, qualcosa d'inanimato incapace di ricambiare il
suo sguardo. La vista della coppia di muli stremata e mal
assortita ha gi colmato Jack di disprezzo e piet, e ora lo
sguardo strafottente di McGrother lo rende furioso. Ma non
si muove, come se fosse davvero un palo o un albero che
McGrother dovr travolgere oppure aggirare. Restano muti
per alcuni secondi, gli sguardi duri che s'incrociano in mezzo
ai due muli, rigidi come il timone del carro.
Be', ti piace il paesaggio? dice McGrother.
Mi piace molto.
Perdio, immagino di s. Quass ci sei stato anche troppo.
McGrother fa un sogghigno e un cenno con la testa.
Ho visto le tue tracce.
Jack aggira il primo mulo e si ferma vicino alla ruota anteriore
del carro. Adesso  a portata di braccio da McGro-
ther. Le ho lasciate perch le vedessero tutti. Non ho affatto
cercato di nasconderle. A quella distanza da McGrother,
avverte la rabbia serrargli la gola. Prova il desiderio di afferrare
quell'individuo con la stessa impellenza della fame.
Ma non l'hai ancora comprata. McGrother sogghigna
guardandolo dall'alto in basso. Una risata lo scuote. Non
 ancora tua, proprio per niente. E per riuscire a battermi ti
dovrai alzare prima dell'alba.
E allora mi alzer prima dell'alba, replica Jack.
Le sue mani vorrebbero prendere McGrother e trascinarlogi dal carro. Ma non servirebbe, e Jack lo sa bene. Sa che
cosa significherebbe un gesto simile, e le conseguenze che
produrrebbe. Teme che McGrother aggiunga qualcos'altro,
ma ora non pu andarsene, n muoversi o guardare altrove.
Lo fissa a lngo lasciandogli il tempo di rispondere, poi si
gira e se ne va. Non si volta indietro, e scende dalla cima
camminando a lungo in campo aperto. Soltanto quando
sparisce fra gli alberi del dirupo il carro si mette in movimento.
Tende l'orecchio e lo sente voltare e tornare verso la
stalla. Allora scende fra gli alberi, attraversa la distesa d'erica
che ha invaso il pascolo della collina, supera il torrente e
raggiunge il muretto in pietra dove il cavallo lo attende.
Jack era tornato al suo fienile, aveva agganciato i muli
e lavorato tutto il pomeriggio. Ma adesso era un'altra persona.
La propriet dei Farrier aveva operato su di lui una
trasformazione. La visita di quel giorno aveva formalizzato
una sorta di fidanzamento, congiunto fantasia e volont.
Il suo desiderio non era pi un sogno: era ormai un'intenzione,
e la presenza di McGrother lass lo aveva costretto
a esplicitarla. La sua visione di redenzione, ora lo capiva,
era un investimento in quel luogo. Il pensiero della possibile
perdita non faceva che accrescere il suo desiderio. Un
desiderio che l'avrebbe portato attraverso il mare su un guscio
di noce, o fin sul Cumberland Gap a piedi, o a dorso di
mulo nel deserto, se da buon agricoltore non avesse aspirato
a orizzonti meno remoti dal terreno che aveva sotto i piedi.
Ci di cui andava alla ricerca, non era il mistero della distanza,
ma quello del tempo: il dispiegarsi annuale dei fiori
e frutti della terra che conosceva. E ora, dopo aver lasciato
attecchire quel desiderio al di l dei suoi confini, ne avvertiva
lo smascheramento: doveva proteggerlo, conservarlo
e assicurarne il successo. Non poteva sopportare l'idea che
McGrother avesse la meglio. Anche se erano tempi difficili,
avrebbe accettato il rischio. E era un bene che avesse ormai
deciso, perch adesso era venuto il momento della passione.
Era contrario per principio a interrompere le giornate di
lavoro: dato che questa ormai l'aveva interrotta, lavor fino
alla solita ora. Ma quella sera, dopo cena, sell il cavallo e
galopp fino ad Hargrave. Cerc a lungo la casa dell'avvocato
che sapeva incaricato di occuparsi della propriet Farrier,
e offr una cifra che riteneva pi alta di quella che McGrother
poteva offrire. L'avvocato fu lieto della proposta e
concord con lui che il nome dell'offerente sarebbe rimasto
ignoto, e che lo avrebbe avvertito se ci fossero state offerte
pi alte. Avendo gi previsto nei dettagli la conversazione,
Jack ebbe modo di studiare il volto dell'avvocato, e prese la
strada del ritorno convinto di avere fatto la prima offerta,
e di aver proposto anche un prezzo piuttosto alto. Rientr
a casa a mezzanotte suonata. Be', eccomi in piedi prima
dell'alba, - pens. - E a McGrother non avevo neanche detto
a che ora della notte mi sarei alzato.
Ora aveva bisogno di tempo, e scopr di averne parecchio.
La propriet Farrier non fu messa in vendita fino al febbraio
dell'anno dopo. Nel frattempo Jack se ne tenne ben lontano.
Non raccont a nessuno ci che aveva fatto o aveva in mente.
Non disse nulla a Ruth, Ben o Nancy, e a nessun altro tranne
l'avvocato, che evidentemente era un uomo di parola. Quando
gli capit d'incontrare McGrother, e qualche volta si prese
il disturbo di farlo, Jack parl e si comport come se il loro
incontro nel campo di tabacco non avesse mai avuto luogo.
Osserv attentamente la faccia di McGrother, e cap che l'uomo
non sapeva niente. Durante quei mesi si tenne appartato,
conservando per s le proprie opinioni, parlando poco e continuando
a osservare. Certe volte gustava il piacere segreto di
un uomo che si prepara a tendere un'imboscata. Aveva creato
l'opportunit e intravisto la visione del suo nuovo desiderio,
e soltanto lui lo conosceva.
Alla fine venne a sapere che l'avvocato aveva messo in
vendita la fattoria. Da quel momento in poi non perse pi
d'occhio McGrother. Svilupp un'astuzia pi fervida di
quella di un innamorato. Sapeva quand'era probabile che
McGrother capitasse in paese, e appena lui arrivava si faceva
trovare l. Trov anche qualche occasione di passare per la
strada del fiume vicino alla casa dei McGrother. Per la prima
volta nella sua vita - che sarebbe stata anche l'ultima - ricorse
ai sotterfugi e all'inganno, ma fu contento, almeno per un
po', di scoprire che la cosa gli riusciva bene. Dietro la facciata
di un apparente buonumore e disinteresse, osservava il
rivale come nascosto fra gli alberi ai margini della sua vita. E
con una concentrazione tale da vedere tutto con la massima
chiarezza. Scopr quasi all'istante che McGrother aveva fatto
la sua offerta, e cap dal cambiamento d'espressione del
rivale che era stata bassa e ci stava ripensando. Sapeva che
McGrother lo stava osservando perplesso: se non era stato
Jack a fare l'offerta pi alta, chi l'aveva fatta? Chi altri poteva
volere quel posto? Ma come sforzandosi di distogliere
lo sguardo da ci che occupava il centro dei suoi pensieri,
Jack non lasci trasparire nulla. And senza clamore in banca
e prese accordi sul prestito di cui avrebbe avuto bisogno.
Ogni suo atto adesso era premeditato e studiato con cura.
Trov divertente scoprire poco per volta in s un'astuzia che
non aveva mai creduto di possedere. Tutte le volte che incrociava
McGrother o i suoi figli parlava fino a che parlavano
loro e lasciava che la conversazione prendesse qualunque
direzione, senza batter ciglio quando cercavano di metterlo
alla prova menzionando la propriet Farrier, il valore e la
desiderabilit di quella terra. Poi si girava e se ne andava
senza voltarsi, sapendo che quelli gli avrebbero tenuto gli
occhi addosso finch non fosse scomparso alla vista.
Con l'approssimarsi di marzo, Jack cominci ad avvertire
la tensione. Se la propriet Farrier era destinata a diventare
sua, aveva bisogno di organizzarsi e di trovare qualcuno che
lo aiutasse. Teneva quel se ben al centro dei suoi pensieri.
Poi un giorno gli dissero che la sua offerta era stata accettata.
And ad Hargrave a firmare l'atto e i documenti del
prestito, e sent il passato chiudersi alle sue spalle e il futuro
che si spalancava dinanzi a s. Ormai era fuori pericolo. O
almeno cos pensava.
Durante il ritorno, invece di tornarsene a casa, svolta
nella strada che risale la collina fino alla propriet Farrier.
Adesso  sua, e non ci entrer pi passando per la recinzione
posteriore come l'altra volta. Passer dal cancello principale.
Percorre eccitato la stradina attraverso il bosco e raggiunge
infine la cima senz'alberi.
Stavolta McGrother  l prima di lui.  dentro la stalla,
dove sta caricando sul carro i pochi attrezzi che vi ha lasciato.
Si volta e vede il cavallo di Jack fermo sulla soglia.
Restano tutt'e due in silenzio, come per consentire alle implicazioni
di quell'incontro di ricomporsi.
Tu, dice McGrother. Poi riprende fiato come se fino ad
allora si fosse dimenticato di farlo.
Io, risponde Jack.
Percorre la cresta della collina e scende lungo il torrente.
Quando raggiunge il confine, demolisce parte della recinzione
in pietra per far spazio a un cancello. Attraversa il
varco a cavallo.
Con sua grande sorpresa, sente delle risate addensarsi
nell'aria. Non se l'aspettava in quella sera grigia di febbraio
tra i pendi brulli della valletta, perci frena il cavallo e
si guarda intorno. Gli anni scorrono veloci, ma per pochi
istanti le epoche si sovrappongono e ha l'impressione di trovarsi
in sella al cavallo nella bottega del barbiere. Poi, come
affondando piano, torna di nuovo in s senza redini ma con
l'impugnatura del bastone fra le mani, sulla sedia dove persino
durante le sue fantasticherie  rimasto eretto come un
cavaliere. Adesso la donna coi tre figlioletti se n' andata,
sostituita da tre o quattro perdigiorno che Jayber ascolta
dall'alto della pesante poltrona da barbiere, sulla quale si
allunga comodo, olimpico, gli occhi che brillano mentre pregusta
il divertimento.
Old Jack ha come l'impressione di essere rimasto addormentato
durante un passaggio di stagione.  immobile
e prende lentamente coscienza della propria fissit. Poi le
mani si torcono e riscuotono sull'impugnatura curva del bastone,
e una di esse si sposta sul bordo della sedia. Si alza
combattendo la rigidit come un peso che gli gravi addosso
e va verso la porta sul retro. Scarica la vescica e si ferma
improvvisamente affamato, mentre fiuta il profumo di
un pranzo cucinato chiss dove. Consulta l'orologio. Sono
le dieci e venti. Da Mat, nel campo di tabacco, stanno per
dividere la squadra, alcuni continueranno a tagliare e altri
cominceranno a caricare, in modo da tornare alla stalla coi
rimorchi pieni per l'ora di pranzo. Rivive nella carne l'antico
sollievo provato in questo momento dai raccoglitori, ormai
giunti alla parte della mattinata in discesa verso il pranzo,
prima della lunga tirata del pomeriggio.
Torna a sedersi nella bottega. Jayber lo studia dall'alto del
suo sedile, ma Old Jack non se ne rende conto. Si  ricomposto
sulla sedia, le mani sul bastone, la testa leggermente
inclinata all'indietro, la bocca aperta, lo sguardo vuoto fisso
sul muro. Sente regnare di nuovo intorno un profondo silenzio,
come se il fronte della bottega e i suoi conversatori
fossero arretrati verso lo sfondo. Nella sua pace prende coscienza
di un altro nome che lo attende, pronto a riprendere
corpo e trovare voce: Will Wells.
Perch l'acquisto della propriet Ferrier aveva distrutto
la sua antica indipendenza. Adesso Jack aveva da fare molto
pi di ci che poteva condurre a termine da solo, zio Henry
naturalmente c'era ancora, e sarebbe rimasto con lui fino
alla morte. Ma ormai era vecchio decrepito, e non avrebbe
potuto continuare a lungo a fare quel poco che faceva ancora.
Jack aveva bisogno di un aiutante serio, e dopo varie
ricerche aveva assunto un giovane nero raccomandatogli da
Perry Clemmons. Era un uomo scuro di corporatura possente,
e occhi dallo sguardo calmo e diretto che piacquero
subito a Jack. Aveva una moglie pi chiara di nome Marthy
e quattro figli. Si diceva che fosse un buon lavoratore, un
uomo tranquillo e una persona su cui si poteva fare affidamento.
Si chiamava Will Wells.
Sulla propriet Farrier sorgeva una piccola casa di due
stanze, abbandonata da tempo, e Jack la fece riparare per
il nuovo aiutante e la sua famiglia, che vi traslocarono la
seconda settimana di marzo. Will si dimostr all'altezza di
quanto si raccontava di lui, e anche di pi. Si alzava prestissimo
e andava a letto tardi. Lavorava da solo con la massima
seriet. Era giustamente fiero del suo lavoro, e in grado di
capire da s ci che bisognava fare e di farlo senza che nessuno
glielo chiedesse. Non maltrattava il bestiame ed era un
abile conduttore di muli. Pi giovane di Jack forse di quattro
o cinque anni, era energico, orgoglioso della propria forza e
pieno di entusiasmo.
Tra i due nacque un rapporto, una specie di cameratismo,
di un'intensit che Jack non avrebbe mai pi conosciuto.
Pur separati dagli inevitabili ruoli economici di padrone
e servitore, furono fin dall'inizio uguali di fronte al lavoro.
Jack non si sarebbe mai sognato di chiedere a un altro di fare
qualcosa che non avrebbe fatto lui stesso, o di tirarsi indietro
mentre l'altro svolgeva la parte pi faticosa del lavoro, o di
riposare mentre quello lavorava. Era fedele ai suoi principi
e ne andava fiero. E sebbene Wells operasse a beneficio di
Jack, non lavorava certo per sua comodit. L'attivit fianco a
fianco, la condivisione degli sforzi e delle condizioni atmosferiche,
crearono tra loro una base di rispetto reciproco e un
motivo di simpatia. Facevano coppia come due gemelli. Erano
entrambi alti e vigorosi e amavano tutt'e due il lavoro. E
nel periodo che passarono insieme ne svolsero una quantit
che stup sia loro che quanti li conoscevano. Si guadagnarono
una reputazione fra gli agricoltori con cui collaboravano
alla coltivazione e alla raccolta del tabacco. Quando arrivavano
loro due, tutti si tiravano da parte.
Non perdevano mai tempo in chiacchiere. A volte lavoravano
insieme per mezza giornata senza dire una parola,
collaborando come due mani di un unico corpo, e prevedendo
le mosse dell'altro come una coppia di ballerini. Non
parlavano mai delle loro vite. Si trovavano, portavano a termine
quanto c'era da fare, si separavano e andavano ognuno
per la propria strada. S'incontravano a Port William con
lo stesso imbarazzo di estranei. Le basi e il piacere del loro
cameratismo nascevano dal lavoro stesso, non da qualcosa
che stava prima o dopo di esso. A volte, nella foga e nello
sforzo di una giornata faticosa, incrociavano gli sguardi e
riconoscevano la singolare grazia della loro opera.
In due anni rimisero in sesto la propriet Farrier con lo
stesso deciso senso dell'ordine con cui una casalinga avrebbe
riordinato una stanza. Ripararono i recinti, rimossero
cespugli ed erica dai pascoli abbandonati ed eliminarono
l'ammasso di oggetti che si era accumulato all'interno e intorno
ai fabbricati. Tracciarono con precisione i confini e i
bordi della propriet. Restavano da fare una serie di lavori
che richiedevano denaro, come riparare e dipingere gli edifici,
e rimaneva ancora il lento processo di guarigione del
terreno maltrattato e impoverito. Ma la convalescenza era
gi cominciata. Dopo gli anni di trascuratezza e la proliferazione
delle macchie di alberi nei terreni disboscati, i vecchi
terreni avevano assunto di nuovo una sorta di compostezza
all'interno dei propri limiti umani. Accarezzata dalla luce
del giorno, la propriet acquis un ordine che al padrone
piaceva riconoscere come suo. E iniziava a rendere. Alla fine
dei primi due anni, Jack cominciava a intravedere la luce.
A quel punto ebbe inizio un nuovo aggiustamento fra
lui e Ruth. Bench non le avesse mai parlato dei suoi piani,
questi erano ormai del tutto evidenti. Lei credette di vedervi
un orientamento che prometteva una sorta di liberazione.
Quando avessero finito di pagare il nuovo terreno ne
avrebbero acquistato un altro, perch quella era la logica
dell'operazione, e poi senza dubbio un altro ancora. Avrebbero
assunto altre persone per svolgere il lavoro. Cominci
a immaginarsi Jack che sovrintendeva a cavallo al lavoro
di altri. Chiss, in un secondo momento forse si sarebbero
trasferiti in citt. E magari avrebbero viaggiato. La brama
di denaro del padre e dei fratelli si era ripresentata a lei
in una versione domenicale, che l'aveva incoraggiata a vagheggiare
una ricercatezza protetta dal lavoro dei servitori
e dagli scrupoli dei gentiluomini. Non sapeva di preciso
ci che desiderava, come non sapeva che effetto avrebbero
prodotto su Jack i suoi sforzi espansionistici. Ma si scopr
risollevata e persino attratta dalla nuova consapevolezza
di lui come un uomo che reinventa s stesso, perch la sua
infelicit era nata proprio dalla coscienza della limitatezza
di Jack. Cominci a riconoscere di nuovo la persona riflessa
nello specchio - una donna la cui bellezza forse non era
ancora svanita del tutto. Avrebbe guidato suo marito verso
una vita migliore. Gli si riavvicin con cautela. Rimase incinta
del secondo figlio.
Will Wells, nel frattempo, aveva iniziato a lasciare sulla
propriet Farrier l'impronta di una vita che sembrava appartenere
a quel luogo ben pi di quanto non vi avrebbe
mai fatto parte quella di Jack. Lavorando da solo nei ritagli
di tempo, e qualche volta con l'aiuto di Jack, Will aveva
messo insieme intorno a casa una bella fattoria. Un po' alla
volta, aveva riparato il pollaio e cintato i bordi di cortile,
orto e porcile. Aveva costruito un recinto e una stia per polli
e risistemato le pietre del lastrico e dei gradini di fronte a
casa. Anche se Jack non aveva mai messo piede in casa sua,
vedeva l'ordine che vi regnava intorno e la sollecitudine di
Marthy nel curare l'orto e i fiori del cortile. In base ai loro accordi,
a Will spettavano tre maiali l'anno e l'utilizzo di una
mucca da latte. E la coppia di muli con cui lavorava alloggiava
e si nutriva nella stalla della propriet Farrier. A parte
il fatto che non abitava in casa sua e doveva rendere conto a
Jack, Will si trovava a suo agio. E fintantoch era soddisfatto
del suo lavoro per Jack, non c'era bisogno che nessuno dei
due menzionasse o sottolineasse quella differenza. Andavano
perfettamente d'accordo. Appena fosse riuscito a racimolare
un po' di denaro, Jack voleva aggiungere una stanza al
piccolo edificio di Will e ridipingerlo.
Jack vedeva l'opera di Will, l'ordine piacevole e frugale
da lui conferito alla sua casa e ne era ammirato. Ma scopr
anche con sorpresa di esserne turbato. In un certo senso ne
provava timore. Lo temeva perch costituiva una rivendicazione
nei riguardi di lui e dei suoi sentimenti. Perch quella
era la sua fattoria: suo il legame permanente con la terra; suo
il nome sull'atto di acquisto e sul mutuo; e sua la vita la cui
persistenza in quel luogo la legge prevedeva e garantiva. Il
piccolo ordine domestico creato da Will Wells era un fatto
quasi accidentale, un evento passeggero come una giornata
o una stagione, marchiato da una dolorosa precariet che
Jack riconosceva per un impulso di profonda affinit, perch
quell'uomo gli piaceva. Eppure divenne ostile a quell'ordine
perch vi vedeva la minaccia di un'angustia che avrebbe
potuto essere la sua.
La differenza fra i due, bench in un primo tempo non
riconosciuta, era troppo grande. Emerse durante il terzo
anno, non sotto forma di un'aperta rottura fra loro, ma di
una disarmonia, di un arretramento rispetto alla base del
loro accordo. Ebbe inizio con un irruvidimento, con un'imprecisione
nel lavoro comune che li rese coscienti e risentiti
della loro reciproca dipendenza. Per Jack quella consapevolezza
si era trasformata in una costrizione. Inizi a tormentarsi
al pensiero che, con tutta quella terra da coltivare, non
poteva far a meno del suo compagno. E come a prova di
tale condizione, il lavoro di Will cominci impercettibilmente
a deviare dalle istruzioni e dalle aspettative di Jack. Will
non cercava di sottrarsi al lavoro: si limitava a ritrarsi dal
profondo affiatamento che li aveva legati fin all'inizio. Ora,
quando lavoravano insieme, a volte si notavano tra loro piccole
ma irritanti discrepanze di ritmo e d'intenzione. In Will
furono il risultato di una caduta d'interesse che per sua parte
era stata immanente sin dall'inizio, nella coscienza che
la sua opera non concretizzava n alimentava alcun legame
con il luogo: lavorava soltanto per pura sopravvivenza.
Da parte di Jack, invece, emergeva il crescente risentimento
per la sua dipendenza da Will, e il rimpianto dei giorni che
avevano preceduto l'incontro con Ruth, quand'era completamente
libero nelle sue fatiche solitarie.
Un pomeriggio di giugno del terzo anno, Will stava dirigendo
un carro carico di fieno verso una piccola conca. Anche
se il terreno era molto pi zuppo d'acqua di quanto si aspettassero
a causa delle recenti piogge, Will non avrebbe dovuto
passare di l. La coppia di muli vi entr senza problemi, ma
quando le ruote posteriori del carro passarono nel solco scavato
dalle ruote anteriori, sprofondarono nel fango e si bloccarono.
La coppia di muli non riusc a smuovere il carro da l.
Jack e Will sono nella vecchia propriet Farrier, lontano
dagli altri animali da tiro.  una giornata caldissima, con
l'aria afosa e immobile e un grosso carico da spostare. E per
tutto il giorno hanno cercato di stringere i tempi prima che
ricominciasse a piovere, caricando il carro nei campi sotto i
barbagli del sole accecante e scaricandolo nella penombra
soffocante della stalla. Vedono finalmente profilarsi la conclusione
della giornata - un carico sul carro, l'ultimo fieno in
attesa nel campo, la fine del giorno che si avvicina e il cielo
che comincia a rabbuiarsi. E adesso sul cammino della loro
impazienza si para l'immane fissit del carro impantanato.
Jack non crede ai suoi occhi. Quel carro, che un momento fa
si muoveva e ora  piantato l,  un affronto alla logica della
sua fretta. Jack si ritrova in mezzo al fango, coperto di fieno,
inzuppato di sudore, furioso. La coppia di muli  quella di
Will, ma  lui che tiene le redini. Pensa di passarle al compagno,
ma quasi nello stesso istante incita di nuovo i muli,
afferra una staffa sul lato del carro e inizia a spingere. I muli
tirano di buon grado con le catene che sferragliano sul petto,
gli uomini contratti nello sforzo in silenzio.
Ho-o!.
I muli fanno un passo indietro per allentare le cinghie.
Jack resta immobile, le redini penzolanti fra le mani. Sente il
sangue pompare nelle vene della gola. Fissa il cielo lontano
sopra la testa dei muli per evitare di guardare il compagno.
Qualunque cosa stia per succedere, avverte l'imminenza di
un nuovo destino e cerca di frenare la sua furia. Poi fissa
negli occhi Will.
Va' a prendere una pala!.
Non si era mai rivolto a lui con quel tono. Will percepisce
la sfida e l'accusa in esso contenute, ma si volta e si allontana
in fretta verso la stalla.
Ora Jack lascia cadere le redini. Si avvicina ad alcuni
grandi alberi che fanno parte di una recinzione e raccoglie
un grosso ramo secco. Comincia a scavare col ramo e con le
mani davanti a una delle ruote impantanate. La pioggia si
avvicina. Sente riecheggiare in testa l'insolita energia delle
parole che ha rivolto a Will Wells, e gioisce fatalisticamente
della propria rabbia. Solleva col ramo pezzi di zolle umide e
li sposta agguantandoli con le mani, affannato, lanciandosi
a capofitto nell'operazione, anche se sa che il fieno  destinato
a bagnarsi a dispetto di qualsiasi sforzo. Si abbandona
alla furia: il suo sforzo non  pi lavoro, ma una lotta disperata
contro la prepotenza delle circostanze.
Will torna con la pala e inizia a scavare al suo fianco. Per
un po' lavorano insieme, troppo vicini, ostacolandosi l'un
l'altro, urtandosi a vicenda. Poi Jack scaglia via il ramo e
allunga la mano per prendere la pala. L'afferra come per
strapparla dalle mani di Will. Si raddrizzano, tutt'e due aggrappati
al manico. Jack vede infiammarsi gli occhi di Will,
che dichiara tutta la sua rabbia e si rifiuta di lasciare la pala.
Ah! - pensa Jack. - Ma bene!.
Per un attimo i due si fronteggiano bilanciati dal rispettivo
peso, come due individui appesi in cima a una guglia.
Poi si lanciano uno contro l'altro. Nessuno dei due tenta di
sfuggire o difendersi. Si scontrano nell'abbraccio indifeso
della rabbia, ansiosi di recar danno all'altro, incuranti del
costo. Ora ingaggiano una strana danza, ciascuno imprigionato
dalle braccia dell'altro, ciascuno determinato a rimanere
in piedi nonostante l'impegno dell'altro a farlo cadere.
Barcollano e grugniscono nello sforzo, camminano grevi e
pestano i piedi mentre cercano di mantenersi ritti, stampando
orme profonde sul terreno molle.
Poi Jack si sente di colpo diverso.  l'irresistibile trasformazione
prodotta dalla rivelazione - inaspettata, e mai del
tutto spiegata anche alla fine della sua vita. Prigioniero del
disperato doppio abbraccio,  consapevole come mai prima
dell'uomo con cui sta lottando. Sente nelle mani il calore, il
sudore e l'angoscia di quell'uomo, Will Wells. Sente la presenza
dell'uomo, ne avverte il desiderio, l'energia e la frustrazione
mai del tutto trattenuti dall'angusto ordine delle
sue giornate lavorative.
O forse dev'essere cos. La rabbia li ha trascinati oltre i
limiti prefissati, e per Jack, il cui rancore  temporaneo rispetto
all'altro, la rivelazione  questione di un attimo. Ed
 disarmante. Impotente, sente la rabbia abbandonarlo. Tra
due individui di forza quasi pari come loro, quel cambiamento
determina la differenza.
Anche se continua a lottare per difendersi, ora perde terreno.
Viene sospinto lentamente verso il carro. Poi Will si libera
dalla presa con uno strattone. Jack avvista il suo pugno
destro sospeso in aria e lo sente schiantarsi contro la tempia.
Vede le luci ballargli intorno e cade, mentre il terreno sembra
affondare sotto di lui. Aspetta confusamente un altro colpo
che non arriva, e resta immobile. Quando riapre gli occhi
vede Will Wells che si allontana verso casa avvilito, sporco
di fieno e di sudore, con la camicia tutta strappata. Eppure
Jack non si rialza ancora. Si rialzer tra poco, scaver sotto le
ruote affondate nel fango, getter via una parte del carico e
riporter il carro nella stalla. Ma ora non si muove. Resta disteso
in terra mentre la nuova visione di Will prende corpo
da sola. Tutto  finito fra loro, lo sa, per la semplice ragione
che niente era mai cominciato davvero. Anche quando lavoravano
insieme, fra loro esisteva una profonda differenza -
la differenza tra lavoro pieno di speranza e lavoro disperato.
E ora Will sta tornando a casa per dire a Marthy e ai bambini
che dovranno andarsene dal luogo che hanno trasformato e
organizzato. Jack percepisce il dolore di chi  costretto perennemente
ad abbandonare ci che ha fatto e ama, di chi
come un fantasma deve sempre lasciarsi alle spalle la terra
che conosce.
 irreparabile. In quella rabbia si sono esaurite tutte le parole.
Tra loro ormai  calato un silenzio contro cui non ci sono
discorsi. Non possono riconciliarsi perch tra loro non c' mai
stata vera pace, e perch dentro la storia sono all'opposto dei
termini e dell'idea stessa di quella pace. Jack ora comprende
quanto ha chiesto a Will, e sa che non potr mai pi chiederlo
a nessun altro. E resta l disteso, consapevole che un altro giro
inesorabile di ruota della sua esistenza  scattato. E ora, sulle
stoppie del campo di fieno e sugli avvallamenti, su cime e
tetti della campagna inizia a cadere la pioggia.
Per un attimo Jack siede guardandosi intorno nella bottega
di barbiere, dove Jayber ascolta la puntata quotidiana
della conversazione inesauribile dei perdigiorno. Ma il rumore
della pioggia in mezzo ai campi ha attraversato il tempo,
e lo ha assordato al punto che le facce dei conversatori
gli paiono mute come se le vedesse attraverso una finestra.
Sa che dovr tornare ancora una volta all'antico scenario del
suo passato, perch i problemi ormai lo hanno raggiunto e
la conclusione  ancora lontana.
Assumere un altro bracciante per sostituire l'opera di Will
Wells nella vecchia propriet Farrier era per lui un'eventualit
fuori discussione. Jack riusc ad arrivare faticosamente a
fine anno scambiando lavoro con i vicini. Vendette i raccolti.
Poi, con il nuovo anno di raccolto in arrivo, divenne urgente
trovare un compratore per il terreno dei Farrier, perch era
evidente che Jack non poteva coltivare da solo le due propriet.
Aveva cercato con discrezione un acquirente fin dal
giorno della rissa con Will, tentando per di tenere nascosta
la notizia a McGrother. Ma non aveva trovato nessuno,
e adesso sapeva che McGrother gli stava alle costole. La sua
avversione per quell'individuo lo aveva reso troppo sensibile
al suo comportamento per non accorgersene. McGrother
aveva saputo delle sue intenzioni e adesso lo stava studiando,
aspettando il momento giusto per colpire.
Arriv gennaio del nuovo anno, e il ventiquattro Ruth
diede alla luce il loro secondo e ultimo figlio, una bambina
di nome Clara. Da diversi mesi ormai, da quando Jack le
aveva comunicato la sua intenzione di vendere la propriet
Farrier, i coniugi erano pi che mai ai ferri corti. Per Ruth,
quello era il segno di una profonda preclusione alla sua vita:
ci che era, era destinata a restare per sempre. All'inizio tenne
a freno rabbia e disperazione e tent di discutere. Cerc
di ragionare, facendo riferimento ai suoi antichi progetti per
il futuro come se fossero stati l'unica condizione del matrimonio.
Ma quando si accorse che lui non avrebbe cambiato
idea prese le distanze, punendolo con un rifiuto che adesso
Jack sapeva essere permanente. Naturalmente, quando necessario,
si sarebbero parlati: e col passare del tempo fra loro
sarebbe nata anche una sorta di cordialit rispettosa, ultimo
vestigio dell'occasione perduta che incombeva su di loro.
Ma non avrebbero mai sperimentato la vita comune del matrimonio,
sostituita da un territorio muto, brullo e proibito.
E cos, quando Jack mise piede nella camera da letto dopo
la partenza del dottore come l'altra volta, vi entr come chi
accettava una responsabilit da cui non si attendeva alcuna
ricompensa. Come chi ammetteva di essere stato causa di
una sofferenza per cui non aspettava perdono.
Stavolta lei ha gli occhi aperti e lo guarda. Lui attraversa
la stanza e si ferma come l'altra volta ai piedi del letto. Lei
mostra i segni dello sfinimento del parto, i capelli scarmigliati
come ben di rado gli ha concesso di vederla, la faccia
pallida. Ma stavolta attinge alla forza della propria rabbia
e lo fissa. La neonata  al suo fianco nel letto, nascosta alla
vista del padre da una piega del copriletto.
Non affronter un'altra volta quest'esperienza, - dice. -
Mi sono spiegata?.
Si era spiegata benissimo. Gi altre volte Jack, incapace
di reggere il silenzio di Ruth, aveva dormito da solo nella
stanza sopra la cucina. E in effetti dormiva l dall'inizio
dell'inverno. Adesso aveva ricevuto la conferma definitiva.
Ora sapeva che avrebbe dormito da solo per il resto della
sua vita. Steso sul letto della camera spoglia, sotto lo sguardo
scintillante e implacabile delle stelle attraverso le finestre
senza tende, sapeva di essere diventato l'incarnazione della
propria solitudine. La sopport in silenzio, con un rancore
che ora cominciava a guidarlo.
Ruth dormiva al piano di sotto con la bambina. Capit,
forse non di proposito ma a causa dell'assillo di Ruth per la
propria delusione, ma capit nonostante tutto che Jack non
vedesse mai la bambina. Fino a quando la piccola non cominci
ad avvicinarsi da sola al padre, lui la vedeva soltanto per caso
e da lontano. E anche quella situazione fiss un modello che
sarebbe rimasto. In casa, Jack ormai andava raramente oltre la
cucina e la camera da letto del piano di sopra, cui accedeva
attraverso una scala che partiva dal portico sul retro. Zia Ren
pass tutto l'inverno a letto malata e sarebbe morta all'inizio
della primavera. A quel punto sarebbero rimasti soltanto loro
tre. La casa si sarebbe trasformata in un bastione femminile,
con cui Jack manteneva soltanto un legame superficiale.
E cos, verso la fine dell'inverno, l'animo di Jack era greve
del peso della solitudine e del senso di fallimento. Il 1 marzo,
quando si rec sconfitto da McGrother e accett per la propriet
Farrier la stessa offerta di tre anni prima, era al colmo di una
amarezza e una rabbia insensate. Ma a quel punto, ormai, non
gli restavano altre possibilit. Aveva gettato via tre anni di lavoro.
Aveva venduto il terreno dei Farrier a un prezzo assai
pi basso di quanto l'aveva pagato. Ed era ancora pieno di debiti,
senza nulla in cambio. Come se il velo di disperazione che,
senza capirlo, aveva aleggiato su di lui durante quei tre anni
oscurasse anche il futuro. E senza nulla in cambio.
Il sabato pomeriggio successivo and a Port William a far
ferrare il cavallo. Terminato il lavoro Jack mont in groppa
all'animale, ma si ferm a chiacchierare col fabbro. La bottega
sorgeva a una quindicina di metri dalla strada, di fronte
a un cortile pieno di pezzi di carbone dove l'uomo lavorava
nelle giornate di bel tempo. La vista della strada era limitata
da un lato dall'edificio in cui si trovava il negozio di Jasper
Lathrop, e dall'altra dall'hotel.
Mentre Jack parla con il fabbro, sente provenire dalla
strada di fronte all'hotel una risata che riconosce per quella
di McGrother. E poi:
Per diavolo, certo! La sua terra, pi tre anni di lavoro
suo e di quel grosso negro!.
Altre risate.
Jack volta il cavallo e si dirige lentamente verso la strada.
McGrother e i figli sono appena arrivati in paese. Sono tutti
e tre seduti sul bordo del carro coi piedi penzoloni. McGrother,
le briglie in mano,  voltato e parla con qualcun altro
- uno il cui nome Old Jack ora non ricorda - in piedi sul gradino
di fronte alla banca. Muli e carro sono fermi in mezzo
alla strada.
Quando Jack compare in strada e gli zoccoli appena ferrati
del suo cavallo colpiscono la ghiaia, McGrother si volta,
smette di parlare e distoglie lo sguardo. Anche i figli e l'uomo
davanti alla banca guardano altrove. Ora Jack si muove
in uno strano silenzio, come invisibile, la fitta della rabbia
che gli brucia in petto. Sente la pulsazione del cuore gonfiargli
le tempie. Si ferma davanti a McGrother, che continua
a guardare altrove. Si piega e gli scuote la spalla, e a quel
punto McGrother lo guarda.
Ho sentito benissimo quello che dicevi, brutto figlio di
puttana!.
Con uno spintone improvviso si libera della spalla di Mc-
Grother. Toglie il piede dalla staffa e gli assesta un calcio
negli stinchi. Spera di vedere una reazione da parte di
McGrother o dei suoi figli. Sarebbe contento di vederli lanciarsi
nella rissa - uno qualsiasi o anche tutti e tre.  insieme ebbro
ed esaltato dalla propria rabbia. Non gli importa nulla di
ci che pu capitare. Non gli importa di morire. Fuori di s,
si sposta a cavallo avanti e indietro scalciando negli stinchi
dei tre e coprendoli d'insulti. I figli distolgono lo sguardo.
McGrother cerca disperatamente d'impedire ai muli d'imbizzarrirsi.
La vita del paese intorno si ferma di colpo nel
silenzio generale. Infine, svuotato, Jack volta il cavallo e si
allontana.
Sa bene il rischio che ha corso quel giorno. E sa anche che
non poteva conoscere il castigo prodotto dalla disperazione
della sua collera. L'immagine che subito dopo si affaccia alla
mente pu anche essere stata la punizione per quel gesto,
ma non ne ha mai avuto la certezza.
Il fuoco risplende sul ghiaccio della finestra sul retro
come un'aurora invernale - e gli s'imprimer nella mente
per il resto dell'esistenza, anche se l'ha guardato soltanto
per un attimo. La luce illumina l'intera stanza. Ha capito
cos'. Non perde tempo a guardare un'altra volta la finestra.
 gi in piedi che s'infila vestiti e scarpe. Ai piedi della
scala, di corsa, afferra giacca e cappello e si precipita attraverso
l'erba gelata del cortile e del piazzale della stalla.
L'incendio evidentemente  partito dal fienile, e tutto ci
che si trova sopra il portone del fienile ha preso fuoco, con
fiamme che salgono altissime in cielo, e scintille di fieno
bruciato che sciamano attraverso lo scheletro del tetto e
s'innalzano lungo le lingue di fuoco per perdersi vorticando
nell'oscurit. Ode le grida e la violenta agitazione degli
animali. Chiusi in un recinto sul retro della stalla ci sono
venti manzi, e per prima cosa corre l, spalancando il portone
e lanciandosi nel calore e nel boato trattenuto dell'incendio,
che brucia e crepita sopra la sua testa come una
bufera di vento in un bosco. Grida e batte le mani, spingendo
il bestiame verso la porta. Gli animali si stringono l'un
l'altro esitanti, come trattenuti da una barriera invisibile
che blocca l'apertura. Grida di nuovo. Trova un manico di
forcone rotto e comincia a percuoterli nella schiena, spingendo
quelli pi indietro contro gli altri. All'improvviso
uno di loro scavalca con un balzo la soglia e gli altri lo
seguono all'istante, il rumore di zoccoli che scivola via di
corsa verso il pascolo buio.
Ormai  quasi troppo tardi, ma corre verso il fronte della
stalla e spalanca uno dei due portoni. Entra nel box del suo
cavallo togliendosi la giacca. Afferra con fatica la cavezza.
Ho-ho!.
Alza la giacca. Il cavallo ruota su s stesso, spingendolo
con forza contro la parete. Avverte un lampo di dolore. Per
un attimo  in ginocchio mentre il cavallo lo trascina, ma
non abbandona la presa.
Ho-ho!.
Posa con delicatezza la giacca sulla testa del cavallo.
L'animale trema e segue docilmente la mano del padrone,
che lo conduce all'esterno e lo lascia libero in cortile.
E questo  quanto. Non  possibile rientrare. L'ingresso della
stalla prende fuoco all'improvviso. Dentro l'edificio ci sono
ancora tre fattrici, una coppia di muli e due mucche da latte,
tutti destinati a morire bruciati. Le grida degli animali prigionieri
risuonano nell'aria per un tempo che gli sembra eterno.
Alla fine tacciono, e il rumore del fuoco sembra ricominciare.
Si guarda intorno. Sono arrivati tre dei suoi vicini. Insieme
riempiono tutti i secchi e i barili disponibili e portano
fuori una scala, pronti a proteggere gli altri edifici in caso di
necessit. Ma non ce n' bisogno. Il vento soffia verso est,
e le scintille vengono spinte senza pericolo verso i campi. I
quattro uomini stanno di fronte al fuoco in una specie di fila,
esposti al calore, quasi muti. Lottano contro l'incendio con
tale foga che dopo un po' scoprono sorpresi il grigio dell'alba
nel cielo alle loro spalle. I vicini se ne vanno per dedicarsi
alle faccende del mattino.
Jack rimane solo.  quasi incapace di pensare, come se
ogni pensiero possibile si fosse disperso nell'aria intorno.
L'incendio  quasi spento. La stalla  ormai un mucchio di
cenere ardente che vira verso il grigio man mano che il cielo
s'illumina. Ruth corre fuori con la bambina in braccio. Da
quando il rumore di Jack che correva fuori l'ha svegliata, 
rimasta a guardare dalla finestra della cucina, piangendo di
raccapriccio, e s, di piet per il marito. Si  concessa il lusso
di pensare che pu avere bisogno di lei. E dunque cammina
sul prato gelato dell'alba.
Jack  pi avanti di spalle, davanti alla rovina della sua
stalla, le ultime colonne di fumo che si disperdono nel cielo
che schiarisce. Ruth osserva la postura del marito. Persino
adesso mantiene la posizione eretta e rilassata del cavaliere,
di un uomo che non ha mai visto curvo a dispetto di
ogni stanchezza, e che non si sarebbe curvato neppure da
vecchio. Il cappello inclinato all'indietro, la giacca sbottonata,
 in piedi con le gambe appena divaricate, le mani
abbandonate lungo il corpo. Piantato laggi nell'atteggiamento
compiuto e definitivo di un albero. Il suo atteggiamento
non tradisce sorpresa, shock o infelicit, e neppure
commiserazione.  la postura di un uomo che ha gi sopportato
pi di quanto immaginava, e che sa di essere in
grado di sopportare molto di pi. Vedendo in ci forse il
risultato di una lezione che lei gli ha insegnato, Ruth rallenta
il passo e si ferma. Non pu raggiungerlo, n per un
certo tempo tornare in casa.
Su Jack  ora calata una specie di tranquillit. Sa di aver
subito un danno grave. Sa che la scena che ha davanti agli
occhi in quel momento potrebbe diventare la sua rovina.
Sa anche che tra non molto monter a cavallo senza sella,
e con una briglia arrangiata andr fino in paese per tentare
di prendere a prestito i soldi che gli servono per tirare
avanti - per ricostruire la stalla, ricomprare altro bestiame
da lavoro, altri finimenti, e tutto ci che gli serve per sostituire
quanto  bruciato.  gi in debito con la banca, per
cui dovr andare da Ben - cosa che sperava di non dover
mai fare. Ma ormai  in trappola. I confini della sua vecchia
fattoria, che aveva creduto di poter travalicare con tanta
sicumera, ora lo accerchiano come le mura di una prigione.
Lui, che poco tempo prima immaginava di soddisfare
col lavoro la sua fame di nuova terra, dovr lottare per
anni per cercare di non perdere la terra che possiede. Ma in
quel momento, mentre contempla immobile la sua rovina
e aspira l'aria del mattino, ha raggiunto gli abissi di una
strana tranquillit interiore.
Ha sentito avvicinare Ruth, ma non si pu voltare. Ci
vorr ancora parecchio tempo prima che riesca a muoversi
da l. I due restano l, immobili e distanti davanti all'alba.
Uno dei pali della stalla  ancora dritto, carbonizzato e
fumante con l'edificio a fianco ormai bruciato e crollato, abbandonato
l solo in piedi, a piombo come l'avevano messo
i carpentieri. E ora, mentre Jack e Ruth contemplano immobili
una delle grandi svolte della loro esistenza, e il sole si
leva e tinge il gelo candido di luce rosata, un picchio esce
dal bosco in un volo arcuato e piega verso il basso per aggrapparsi
al palo annerito. Per un momento, soltanto per
un momento, rimane immobile mostrando il nitido bianco
e nero delle ali, la testa rosso vivo sotto la nuova luce. Poi
avverte il calore. Emette un grido, lascia la presa e vola via
lungo il declivio della collina.
 
Capitolo 5.
Appetito.

 diventata enorme. Si sente enorme, il seno e il ventre
gonfi di una vita sua, eppure pi grande della sua. Ora in lei
scorre veloce la vita giunta come un pellegrino attraverso le
distanze dimenticate del tempo, una vita che continua. Lo
sente, il peso ostinato che grava la mente e cerca di allontanarsi
da lei. Pur di fretta, si muove con una delicatezza e
un'intenzione che ricordano quelle necessarie a manovrare
una barca con un grosso carico. Ormai  a quasi otto mesi di
gravidanza, e ha visto emergere il problema dell'equilibrio
fino a dovergli prestare attenzione, come quando un ballerino
solleva la sua partner. Inarcata all'indietro per contrastare
il peso del bambino nel ventre, sbriga rapida le faccende.
Sente il linoleum liscio e fresco sotto i piedi nudi.  consapevole
in ogni istante della propria posizione, del ruotare del
corpo intorno al suo nuovo centro.
Prende dalla stufa una pentola di fagiolini, una di verza,
un piatto di pere cotte e una torta di more, avvolge il tutto
in carta di giornale e lo sistema con cura in una scatola di
cartone posata sul tavolo. Lavora con l'espressione assorta,
decisa, come illuminata da una serenit che vive della
sensazione di essere all'altezza non soltanto di ci che fa,
ma di qualsiasi cosa abbia immaginato di dover fare.  un
volto magnifico incorniciato dai capelli folti e neri, reso radioso
dal sole e dal sangue pieno di vigore, i lineamenti ben
delineati. La donna ha superato di qualche anno l'aspetto
puramente grazioso che aveva in giovent. La sua bellezza
non ha pi origine soltanto nella presenza fisica, anche
se da quel punto di vista  ancora molto piacevole. Nasce
piuttosto da una profonda imparzialit con cui ha accettato
i segni di una straordinaria conoscenza di s stessa, le
sue facolt come persona e come donna, la sua mortalit.
Quella cognizione della mortalit, che  stata la grande sofferenza
di Hannah Coulter,  ora il suo dono caratteristico:
l'ha conosciuta, sopportata e accettata nei termini della sua
femminilit e della sua carne. Prima di diventare moglie di
Nathan Coulter  stata per tre anni e mezzo la vedova di Virgil
Feltner, il figlio di Mat, ucciso nella seconda delle guerre
mondiali come Tom, il fratello di Nathan. E dunque ci che
possiede l'ha appreso dalla perdita. Oggi la sua bellezza 
il risultato della sua cognizione, un candore pacato e commovente
degli occhi. Ha accettato il dono della mortalit,
amando l'amore mortale di un uomo e quello da lei offerto
in cambio, il ventre colmo di una vita che la Terra  destinata
a ereditare.
Sente Mattie strillare in soggiorno ma non gli presta attenzione.
Sistema l'ultimo piatto nella scatola, vi stende un
giornale sopra e lo ripiega tutt'intorno. Ora si rizza focalizzando
l'attenzione sul rumore in soggiorno, anche se per il
momento non lascia la cucina. Sulla parete dietro il lavello
c' una mensola con le cose da barba di Nathan, e sopra la
mensola un piccolo specchio. Osservandosi nello specchio
con il fermaglio argentato tra i denti si pettina svelta i capelli,
poi li lega di nuovo e si lava le mani. Raggiunge la porta
sul retro dove ha lasciato le scarpe e se le infila. Si guarda
di nuovo intorno in cucina - tutto ci che non deve portarsi
dietro  stato rimesso a posto - poi si dirige rapidamente in
soggiorno per vedere che cosa succede.
Mattie  seduto sul pavimento e piange disperato, mentre
la sorella sul divano finge di leggere un libro piena di
disgusto. La piccola Margaret, di sette anni,  bionda e ha
qualcosa della bellezza delicata che appare nelle foto giovanili
della nonna di cui porta il nome.  compiaciuta dell'incarico
di prendersi cura di Mattie, ma siccome ora  capace
di comportamenti ragionevoli, trova difficile sopportare
l'irragionevolezza del fratellino. Al momento lui  offeso
perch lei l'ha costretto a star fermo mentre gli metteva le
scarpe, e lei  offesa perch il fratello non vuole accettare i
suoi tentativi di consolarlo.
Hannah si china e fa dondolare il piccolo fra le braccia.
Buono, per l'amor del cielo!.
Mattie mostra tutto il suo sdegno urlando ancora pi forte.
Mathew Burley Coulter, adesso basta!.
Il bambino si zittisce e caccia fuori il labbro inferiore.
Hannah scoppia a ridere. Ma guarda che faccia. Prendi
l'asciugamano, tesoro, dice alla figlia.
Si siede con Mattie sul divano tenendolo in grembo. Ormai
 mattina avanzata. La luce del sole che penetra dalla
finestra a est adesso forma soltanto una stretta striscia di
luce sul pavimento, arretrando quasi completamente dalla
parete. Fuori far caldo. Gli uomini staranno caricando i rimorchi.
Margaret, chiama.
Margaret porta l'asciugamano e Hannah asciuga la faccia
a Mattie.
Vuoi andare dalla nonna?.
Il bambino fa segno di s. Cambia espressione. Adesso 
tutto eccitato. Voglio vedere nonno.
Lo vedrai a cena. E anche nonno Coulter.
Voglio vedere nonno Coulter e anche zio Burley.
Se nonna e nonno sono i genitori di mio padre, - dice
Margaret, - come fanno a essere anche i nonni di Mattie?.
 una domanda che ha cominciato a rivolgerle negli ultimi
tempi, in parte per gelosia, ma anche per una sorta di tentativo
di comprendere la realt della morte del padre. Prima
chiedeva direttamente spiegazioni sulla sua morte: adesso 
sensibile al dolore di quella parola ed evita di menzionarla.
Chiede invece spiegazioni sul rapporto di Mattie con i nonni,
usandolo per simboleggiare l'altra domanda e restare in contatto
con essa. Hannah districa ancora una volta i complessi
legami di amore e parentela che intrecciano la sua vita.
Una volta, quando avevamo bisogno di loro, nonna e
nonno si sono occupati per molto tempo di noi, perch ci volevamo
bene. Cos adesso, per quel motivo, sono loro figlia.
 una storia che Margaret conosce bene e ama sentirsi
ripetere. Pure nella limitata coscienza del dolore che  stato
causa e sigillo di quell'amore, ne avverte la forza.
E adesso Mattie e nonna e nonno si vogliono bene anche
loro.
Esatto.
E pap appartiene a tutti noi perch aveva sposato te.
Certo. E tutti apparteniamo a lui per la stessa ragione.
Ecco!. Hannah posa Mattie in terra. Adesso sei pronto.
Dai la mano a Margaret.
Si alza dal divano di nuovo di fretta e ritorna in cucina.
I figli la seguono. Mattie tiene Margaret per mano, attento.
Adesso le cose si metteranno come piace a lui.
Andate fuori sul camioncino, dice loro Hannah.
Escono e attraversano il cortile sul retro. Li sente parlare
concitati. Anche se non riesce a capire ci che dicono, resta
in ascolto.  uno di quei momenti fortunati in cui tutt'e
due sono contenti, e in quella contentezza lei avverte la
propria. Avverte la casa intorno a s, ora silenziosa, e intorno
a essa il silenzio degli edifici e dei campi oggi deserti.
Ora i bambini sono fuori portata d'orecchio e tutto 
pace. Avverte il silenzio allargarsi come una fibra viva che
la lega al luogo in cui abita. Come sempre, quando in quella
quiete diviene cos consapevole di s stessa, a dispetto
dell'assenza di Nathan diventa anche consapevole di lui, e
di ci che loro due hanno avuto il coraggio d'iniziare e di
realizzare a partire dalla guerra, dalla morte e dalla perdita,
e di ci che conservano e tengono in vita nell'epoca
di un'altra guerra ancora. Non ha dimenticato la profezia
udita quand'era bambina, e che da allora ha riletto tante
volte senza veder nascere grandi dubbi: E udrete parlare
di guerre e di rumori di guerre... Perch insorger nazione
contro nazione e regno contro regno; e vi saranno carestie e
pestilenze... Guai alle donne che saranno incinte e a quelle
che allatteranno in quei giorni!. Adesso comprende bene
il monito. Sa di non conoscere ci che dovr patire il bambino
che sonnecchia nel suo ventre. Sulla base della lezione
del passato, prova dolore per il futuro. Eppure c' un giubilo
in lei, persistente e istintivo come il pulsare del cuore.
Nella sua carne c' un imperativo profondo, che non  un
prodotto della mente ma resta comunque il suo argomento
pi solido, che le dice di darsi da fare ottimista e veloce.
Che le fa presente il caloroso appetito degli uomini che
stanno per tornare stanchi e sudati dai campi.
Mentre esce nella luce del giorno, l'avvolge il caldo.
S'immerge nel suo oceano abbagliante. Il calore si stende
sui pascoli secchi dove fioriscono i fiori gialli dell'autunno
e sui dirupi sopra i boschi, e sui tetti di lamiera verniciati
di fresco che lampeggiano di dolente splendore. Dopo la notte
fresca l'aria  limpida, l'orizzonte profondo e trasparente.
La cucina da cui  appena uscita ha un aspetto ordinato e
composto, e d l'impressione che con la lenta azione dell'uso
quanto vi  contenuto abbia trovato un posto e acquisito familiarit.
Ma fuori, nonostante i segni dell'uso siano dappertutto,
si percepisce ancora il disordine della trasformazione.
Nathan ha comprato la fattoria appena quattro anni
prima, poco dopo il matrimonio con Hannah. A quell'epoca
la propriet era in condizioni pietose. Da allora hanno continuato
a risistemarla abitandoci dentro. Hanno ripulito i pascoli,
riparato le recinzioni per ritardare di qualche anno la
spesa della ricostruzione da zero, reso abitabili quattro delle
sei stanze della vecchia casa, costruito una tubatura dal
pozzo alla cucina, e subito prima della raccolta del tabacco
Nathan e Burley hanno verniciato il tetto. Ma ci sono ancora
un mucchio di lavori in corso e altri in previsione. Il tetto
appena dipinto mette in risalto la necessit di dipingere le
facciate esterne. Il portico sul retro  stato demolito e non
ancora ricostruito: il vecchio legname ripulito dai chiodi 
ammucchiato da un lato, pronto a essere riutilizzato per costruire
il nuovo portico. La terra nuda del vecchio portico
 coperta da una passerella improvvisata di vecchie tavole
che si svergolano al sole.
Ci sono ancora parecchie brutture, un mucchio di lavoro
da fare, molte cose che lasciano a desiderare. Ma il disordine
 soltanto apparente: visibile forse agli occhi di un estraneo
ma non a quelli di Hannah, che conosce l'ordine pi profondo
dell'intenzione e della fatica. Fino a quando lei e Nathan
saranno in grado di lavorare ci sar ordine, se non in
vista, perlomeno a portata di mano. Per quanto tempo e con
quanta passione l'hanno pianificato, pensato, discusso fra
loro? Quante sere d'inverno hanno trascorso chini sul tavolo,
messi da parte i piatti della cena, buttando i progetti su
carta? Gran parte di ci che ancora li aspetta, quantomeno,
 stato desiderato, previsto, pianificato e visualizzato nella
loro testa. Nonostante gli imprevisti e i timori,  ci che la
eccita e la sollecita.
Appena l'attuale cumulo di lavoro sar sbrigato - quando
il tabacco sar stivato nel loro magazzino e in quelli di Mat,
Burley e Jarrat, ed Elton, e la terra sar seminata a frumento
prima dell'inverno - tireranno su il nuovo portico. Sar un
portico chiuso con un sacco di luce per i fiori, e spazio per
lavare e stirare. Hannah attende con ansia di contemplarlo
nella sua grazia e comodit. E attende anche il momento della
costruzione. Saranno presenti tutti gli uomini, pieni d'entusiasmo
per il lavoro. Voleranno un mucchio di discorsi e
battute, di cui buona parte a suo beneficio. La chiameranno
per dare giudizi e consigli. Anche i bambini prenderanno
parte a quel momento di gioia. Sar un momento colmo di
quel piacere e divertimento che soltanto il lavoro autunnale
pu assicurare, quando il periodo della crescita  ormai concluso
e i raccolti sono al sicuro.
Le mucche da latte riposano all'ombra della vecchia quercia
vicino alla stalla. Due galline striate la fissano stizzose
dai fossi scavati nella terra sotto la siepe di palla di neve.
Hannah prosegue col suo carico guardandosi intorno. Non
si vede in giro nessun'altra creatura vivente. La luce rovente
grava sulla Terra, in un silenzio che arriva fino al cielo. Gli
uomini nei campi, lo sa, avranno percepito quel silenzio, la
profonda pace delle cose nel mezzogiorno, il sonnecchiare
degli animali nell'ombra, e in tutto ci il perdurare dello
sforzo e della propria stanchezza. Ormai sono impegnati
nel raccolto del tabacco da pi di una settimana, tra lunghe
giornate di lavoro e moltissimo ancora da fare, e hanno cominciato
ad accumulare fatica e tensione. Hannah lo capisce
dal modo in cui di notte Nathan si rivolta e si agita nel letto,
troppo ansioso e nervoso per riuscire a star fermo nel sonno.
Hannah adesso passa buona parte delle notti sveglia, ma
non  inquieta. Rimane distesa, con una pazienza che rende
il suo corpo tutt'uno con il mondo, mentre il tempo passa
e si avvicina il suo momento.  come se custodisse dentro
di s, davanti al buio e persino alla stanchezza, una cellula
scintillante di luce estiva. Sente il corpo crescere con la stagione,
gravido del raccolto.  una luce che riconosce come
sua, anche se ne  soltanto portatrice. Ora che ha imparato
a riconoscerla, sa di averla sempre posseduta. L'ha portata
agli uomini che l'hanno amata: loro l'hanno sfiorata in lei,
condotta alla vita. Ma solo Nathan ha saputo farle comprendere
che era sua.
Ora che si volta indietro, rivede il periodo passato con
Virgil come un'epoca di assoluta innocenza. Ha l'impressione
che fossero tutt'e due poco pi che ragazzi. Il loro
amore non conosceva i rischi cui andava incontro. Non
sapeva quanto sarebbe costato loro. Poi  venuto questo
secondo amore, un amore che stavolta comprende, che ha
resistito al mondo - come quando chi  stato quasi in punto
di morte e poi si  ripreso si solleva stupito nella luce
mortale, e si alza e cammina. Fatto mirabile:  una donna
mortale ma non ha paura.
Immagina Nathan alzarsi in piedi. Persino quand'era
vivo, ha sempre ricordato Virgil nell'atto di voltarsi verso di
lei, che la cercava, ansioso che incontrasse la richiesta contenuta
nel suo sguardo. Quando Nathan  assente, invece,
vede il secondo marito che si allontana tranquillo e pieno di
fiducia in lei, certo non della sua fiducia ma di lei, cos
com' certa lei. Le sorride e si volta per camminare verso la stalla
e andare al lavoro, lasciando che lei sia ci che lui sa che
. Non detta condizioni. Hannah  com'. La giornata sar
come dev'essere, in base alle intenzioni e alla forza di Nathan,
e in base al tempo e ai suoi capricci. Lui le rivolge un
grande sorriso - s, tutto a posto - e si allontana. Stamattina
 uscito con una vecchia camicia con le maniche strappate
sui gomiti. Rivede gli avambracci nudi, la loro morbidezza,
i muscoli che si tendono e gonfiano, le vene che si fanno
visibili. La cellula di luce dentro di lei pulsa e risplende riempiendole
il cuore.
Sorregge col ginocchio lo scatolone contro la fiancata
del vecchio camioncino per aprire la portiera del passeggero,
poi la sistema sul sedile senza far tintinnare un piatto. I
bambini sono in piedi sul pianale dietro.
Qui, - dice. - Avvicinatevi alla cabina e sedetevi. Mattie,
dai la mano a Margaret.
Gira intorno al mezzo, apre con uno strattone la portiera
del guidatore e si siede. Sbatte tre volte la portiera prima
che scatti, chiude l'aria e preme l'avviamento col piede. Il
camioncino appartiene indomabilmente a Nathan e sembra
essergli fedele per qualche logica assurda. Lui lo guida
senza problemi. Lei non riesce a farlo funzionare senza una
certa dose di violenza. Lo affronta con una specie di furia
utilitaristica, inserisce l'aria a met corsa e assesta un altro
pestone punitivo sull'awiamento. Il motore si avvia, cos
lei lo manda su di giri, fa retromarcia nel cortile di fronte a
casa attraverso una nube di fumo azzurro, afferra con forza
la leva del cambio e ingrana la prima. Il vecchio camioncino
si dimena sui bordi del vialetto fino alla strada che segue
fino al fiume il piccolo torrente noto col nome di Sand Ripple.
Volta sulla destra e risale il bosco della valletta del Sand
Ripple, finch riescono in campo aperto sul pianoro pi in
alto. Raggiunge la strada asfaltata sulla collina della scuola,
alle spalle del paese, e volta di nuovo a destra. Inserisce una
marcia pi alta e parte a tutto gas.
Scende in folle oltre la bottega del barbiere ai piedi della
collina e poi, accelerando di nuovo, risale la strada che passa
davanti a negozi, ufficio postale, banca, hotel e chiesa, per
svoltare infine rumorosamente nel vialetto di Mat. Quando
si ferma i bambini stanno gi cercando di scavalcare il portellone
posteriore.
Hannah scende. Ascoltatemi bene! Adesso dovete fare
attenzione e comportarvi bene.
Promesso, dice Margaret.
Mattie, hai sentito che cos'ho detto?.
S.
Le raccomandazioni a Mattie le danno sempre l'impressione
di aver appena parlato a uno scoiattolo. La sorella si
prender cura di lui quando sar necessario, il che capiter
di certo. Con il suo carico in mano, segue i figli nel giro intorno
alla casa fino alla porta della cucina.
Ehi, ma guarda un po' chi  venuto a trovare la nonna!
esclama la vecchia Margaret spalancando le braccia a Mattie
che le corre incontro.
La piccola Margaret tiene aperta la porta della zanzariera
alla madre, che s'infila in cucina e deposita lo scatolone sul
gocciolatoio del lavandino mentre nonna Margaret finisce
di salutare i bambini - con grande scambio di informazioni.
C' del pollo che frigge sulla stufa, e al centro della tavola
un prosciutto cotto e glassato pronto per essere affettato, inciso
in superficie e decorato con chiodi di garofano.
Ora la piccola Margaret e Mattie escono a giocare nel cortile
sul retro e le due donne si mettono al lavoro. Margaret
prepara le focaccine da infornare. Hannah pela i pomodori
e li affetta in un piatto. Mentre preparano arriva Mary Penn
con la sua parte di pranzo: pur di patate, pomodori stufati,
pudding di mais, un piatto di uova sode ripiene. Mary  una
donna alta e magra dai modi vivaci. Quando parla, tutti ritengono
dica esattamente ci che intende. Indossa una giacca a
quadri, una camicetta a maniche corte e un paio di jeans, perch
finito pranzo e lavati i piatti torner nei campi ad aiutare
gli uomini - come avrebbe fatto Hannah se non fosse incinta.
Le molte mani accelerano il lavoro. In poco tempo i piatti
col cibo sono pronti, e la tavola  apparecchiata, il prosciutto
affettato, e una ciotola di panna sbattuta e zuccherata per
accompagnare la torta. Chiamano i bambini a mangiare in
modo da terminare il pasto prima deirarrivo degli uomini.
Margaret ha tenuto d'occhio la finestra e dice: Arriva un
carico. Possiamo infornare le focaccine. Poi aggiunge: Zio
Jack ormai dovrebbe essere qui. Mi chiedo dove sar andato
a finire.
Vado a cercarlo, dice Hannah.
I bambini vorrebbero accompagnarla, ma lei dice loro:
No. Dovete finire di mangiare, ed esce prima che possano
mettersi a fare storie.
 un momento di libert che la rende felice. Lasciato alle
spalle il lavoro in cucina, per qualche minuto ha di fronte a
s una giornata senza impegni, prima di tornare di nuovo in
cucina, alla cordialit dell'adunata e del pasto, al rituale del
pranzo del raccolto. Si sente bene. Piena della benevolenza
e della competenza di un corpo capace di amare un uomo
e portarne i figli in grembo, di coltivare e preparare il cibo,
di curare la casa e lavorare nei campi. Mentre procede attraverso
Port William sotto il cielo rovente e luminoso, vive nel
profondo del corpo.
Sporge la testa nel negozio di Jasper Lathrop. Zio Jack
 qui?.
Era qui prima, dice Jasper. Poggiato sui gomiti, sta scrivendo
su un libro mastro aperto sul bancone. Se n' andato
da un paio d'ore.
Immagino sia dal barbiere, interviene un perdigiorno
che addenta un panino alla mortadella rivolgendosi a Jasper
invece che ad Hannah. Era l fino a poco fa.
Grazie.
Lascia chiudere dietro di s la porta a molla della zanzariera
e scende verso la bottega di Jayber. Ora che  sulle
tracce di Old Jack, inizia a pensare a lui. Si rende conto
dell'isolamento del vecchio, del suo distacco dalla vita
quotidiana del resto di loro. Nell'immobilit della sua et
avanzata, Old Jack li ha oltrepassati, come se contemplasse
il mondo da un'isola pi alta nel mezzo di un fiume. Ma
Hannah ha capito anche qualcos'altro. Negli ultimi mesi si 
resa conto che, tra tutti coloro che la circondano, l'anziano 
colui che capisce meglio e d il valore pi esatto alla pienezza
da lei raggiunta. Hannah ha saputo la storia di Old Jack,
o buona parte della sua storia, da Mat e dagli altri, e sa che
lui la riconosce attraverso il dolore e la perdita. Lei  ci che
lui non  riuscito a realizzare. La sua consolazione e il suo
sconforto. Tutta la sua visione del mondo si concentra nella
figura di una donna appagata e soddisfatta, che attende il
marito a braccia aperte, a suo agio nel mondo! Lei  la sua
Terra Promessa, quella che forse un giorno vedr ma in cui
non riuscir mai a mettere piede.
La donna sfugge al sole immergendosi negli aromi della
bottega di Jayber. La stanza profumata  satura dell'immobilit
profonda del mezzod. La conversazione si  interrotta,
perch i perdigiorno sono andati a mangiare. Il barbiere
legge il giornale seduto sulla sua poltrona. Old Jack  addormentato.
Jayber le indirizza un sorriso di traverso dal suo trespolo.
Miss Totem, suppongo.
Ma sta' zitto!.
C' ben poco che possa dire. Come sta la banda?.
Bene. Sono venuta per zio Jack.
Jayber indica con la testa verso il retro della sala. Hannah
fa segno di s.
Come sta?.
Va e viene. Pi che altro  andato, credo.
Hanno parlato piano, ora per Hannah lascia sbattere la
porta e annuncia: Zio Jack, il pranzo  in tavola.
Old Jack scuote la testa e si guarda intorno. La stanza
prende forma e si ricompone sotto i suoi occhi. Ah Signore!
dice. La voce di Hannah lo ha richiamato da un'epoca
lontana. E adesso la fissa sorridente, felice di trovarla l.
Punta il bastone e si solleva in piedi tenendosi con entrambe
le mani all'impugnatura curva. Hannah e Jayber
resistono all'impulso di aiutarlo. Hanno avuto modo di aiutarlo
in altre occasioni, per mai a reggersi in piedi.  una
circostanza in cui dovrebbero offrirgli e lui dovrebbe accettare
aiuto in modo troppo esplicito. Sarebbe una forzatura.
Lasciano che faccia da solo. Si rimette in piedi e si avvicina
ad Hannah, togliendosi il cappello e offrendole la mano.
Felice di vederti, tesoro.
Anch'io replica lei. Gli stringe la mano e gli d un bacio
sulla barba ispida e bianca che gli copre la guancia.
La mano di Old Jack che continua a stringere ha una forma
stabile e definitiva, contorta e consumata, curiosamente
inerte. Le dita rigide non vivono pi di vita indipendente.
Restano ferme finch Old Jack non decide di usarle e di
muoverle intenzionalmente, come rudimentali attrezzi. Le
mani di Jack ricordano i nodi di vecchie radici simili a quelle
che Hannah ha trovato sui banchi di roccia sulla riva del
fiume, che portano ancora la forma del posto che occupavano
nella terra, anche se ora hanno cambiato luogo. Tiene la
vecchia mano impacciata tra le sue, delicatamente e senza
motivo. Ma anche per un'altra ragione, perch pensa: Un
giorno toccher anche a noi, caro Nathan.
Vieni a pranzo da noi, Jayber, - dice. - Ci fa piacere averti
nostro ospite.
Oh, immagino sia meglio a restare qui a piantare un po'
di casino da solo, - dice Jayber. - Non voglio lasciarmi viziare
dalla buona cucina. Dice a Old Jack: E tu faresti meglio
a restare qui a mangiare con me.
Figliolo, ti ringrazio, dice Old Jack, offrendogli un segno
di onore e gratitudine con un gesto della mano. So che
sei perfettamente in grado di cucinare un piatto di vettovaglie,
ma in questo momento le donne mi aspettano da Mat.
Jayber ride silenziosamente strizzando l'occhio ad Hannah
e riapre il giornale. Hannah prende il braccio di Old Jack.
Camminano piano lungo la strada che sale verso casa di
Mat. Hannah si aggrappa al braccio del vecchio come per
farsi sorreggere, ma in realt sorregge lui. Eppure, afferrando
quel braccio piegato con garbo verso di lei, ha davvero
l'impressione di essere aiutata. In quel gesto avverte il vigore
della consapevolezza di lui e si sente completa. Sotto
il suo sguardo si sente donna non soltanto in senso fisico
ma anche storico, parte di numerose generazioni, portatrice
del seme oscuro del mistero. Si sente compiuta come non
pu sentirsi di fronte al desiderio di un uomo pi giovane.
Mentre camminano, lei lo aggiorna sulle novit: come
sta la famiglia, dove stanno lavorando, le cose fatte e quelle
ancora da finire. Ogni tanto si ferma come per conferire enfasi
al racconto, in realt per offrirgli un momento di pausa.
Ma le piace prolungare la passeggiata.  commossa, felice di
trovarsi in presenza di quest'uomo la cui saggezza finale 
degna di una donna, di un uomo consapevole che tutta la fatica
umana si tramuta in mistero, fedele sino all'ultimo alla
vita dei propri campi, fino alla fine del mondo che conosce.
Quanto a Old Jack, ascolta la voce di Hannah, forte e piena
di speranza, informata e quasi gioiosa, e ne ricava piacere
e notizie interessanti. Ogni tanto le dispensa elogi col tono
da giudizio universale che ha assunto con l'et: Sei proprio
una donna magnifica. Davvero una persona come si deve.
E sottintende: convincitene una volta per tutte.
Ora attraversano il cortile di Mat, e Old Jack sente di colpo
l'odore del pranzo. Il profumo intenso lo scuote. Il suo
stato d'animo cambia. Accelera il passo. Abbandona il mondo
della vecchiaia per affacciarsi su un mondo giovane e
pieno di vita. Un mondo dove la fame nata dalla fatica 
placata dai suoi frutti.  l'ordine che conosce, unico e definitivo:
il complesso di rapporti che corrono tra lavoro e fame.
Girano intorno alla casa e giungono in vista del portico
sul retro, dove sono riuniti gli uomini appena rientrati. Qualcuno
ha portato due bacinelle e due bollitori pieni di acqua
calda e li ha posati in terra. La piccola Margaret, a fianco, tiene
in mano una salvietta. Lightning e Andy Catlett, il nipote
di Mat, si lavano a un'estremit del portico chini sulle bacinelle.
Mat siede sulla sedia a dondolo con Mattie in grembo.
Gli altri - Burley, Jarrat, Nathan ed Elton - stanno in piedi o
siedono nello spiazzo oltre il portico e fumano in attesa del
loro turno. Hanno le camicie zuppe di sudore, le mani e il
davanti degli abiti anneriti dal succo delle piante di tabacco.
Sanno di sudore, tabacco e terra dei campi. Nei loro gesti si
avverte il piacere della quiete dopo la fatica. Ora che si sono
fermati, davanti al lungo pomeriggio di lavoro che ancora li
attende, la loro immobilit si fa ancora pi intensa, vissuta
con pi soddisfazione di quella che giunger a fine giornata.
Persino Mat, che di solito giocherella con il nipotino, in questo
momento siede immobile, le mani distese sui braccioli
della sedia a dondolo. Mattie ha la testa poggiata sulla sua
spalla, quasi addormentato. Soltanto Burley parla, ma anche
lui  immobile come tutti gli altri. Lancia un miscuglio di
frecciatine e lodi in direzione di Lightning. Tutti sanno che
 soltanto un trucco per tenerselo buono. Sotto il peso della
fatica, Lightning ha lasciato perdere le solite sbruffonate e
messo il broncio.
Ma come, guarda che braccia, - dice Burley. - Guarda
che razza di muscoli. Diavolo, questo tipo ha dei muscoli
talmente grossi che a momenti non riesce nemmeno a rimboccarsi
le maniche. Per forza non riesco a tenergli testa.
Gli altri sorridono e fanno l'occhiolino. Il fatto  che
Lightning, lasciato a s stesso,  piuttosto lento. Ma Burley
l'ha incalzato per tutta la settimana, ha continuato a vantarsi
con lui minacciando di superarlo, e cos  riuscito a farlo
lavorare quasi a livello di Elton e Nathan, i migliori tra loro.
Lightning drizza la schiena sopra la bacinella e si asciuga
mani e faccia con la salvietta che gli porge la piccola Margaret.
Cerca di apparire indifferente alle parole di Burley,
ma il tentativo gli riesce male e si tocca con affetto il bicipite
destro.
Vedendo sopraggiungere il vecchio, Burley esclama: Zio
Jack, questa mattina Lightning mi ha fregato! Ho cercato di
resistergli ma non ci sono riuscito.
Lavati pure, - fa rivolto a Jarrat. - Io finisco la mia sigaretta.
Si  leggermente inarcato, con le mani poggiate sulle
reni, come se avesse mal di schiena. Magari  vero, ma recita
anche la parte dell'uomo vecchio e sconfitto. Guarda lontano
e commenta la propria disfatta. Nossignore! Non ce
la potevo fare! Troppi anni e poche focaccine, ecco perch.
Sissignore, lui s che  uno sveglio replica Old Jack stando
al gioco. Sa benissimo che in questo momento Lightning,
se nessuno gli stesse addosso, sarebbe imboscato da qualche
parte a dormire. Ma scuote il capo in segno di approvazione
per le lodi di Burley. Proprio un tipo giusto.
Esatto, vecchio mio, - replica Burley. -  l'orgoglio di
Landing Branch, su questo non ci piove. Adesso per sento
nell'aria odore di focaccine, magari anche di carne, e forse
tutto questo, oggi pomeriggio, riuscir a fare la differenza.
Se torno laggi, ci voglio andare sfamato come si deve. Magari
non ce la faccio a superarlo, ma gli dar lo stesso del filo
da torcere. Carne e focaccine!. E comincia a cantare:
Quante focacce riesci a mandar gi?
Quarantanove e una coscia di zeb
E solo stamattina.
Lightning adesso lavora di pettine e d gli ultimi tocchi
alla banana e alla coda d'anatra sulla nuca, in una scultura
destinata a non sopravvivere al primo movimento della
testa. Occhi, mascella e linea della bocca tradiscono una
presunzione fondata non sulla propria bravura, ma sul disprezzo
della bravura altrui: magari non sar il migliore tra
quelli che lavorano nei campi, ma  pari in virt del perfetto
disprezzo che nutre verso di loro e le possibilit che essi
incarnano. Old Jack studia l'espressione di Lightning e la
riconosce, l'ha gi vista addosso a tanti uomini, troppi. Poi
grugnisce un Hunh! e distoglie lo sguardo.
Jarrat ed Elton finiscono di lavarsi e cedono il posto a
Burley e Nathan. Hannah prende in braccio Mattie che si 
addormentato in grembo a Mat, e lo depone nel suo angolo
del sonnellino sul pavimento del salotto. La piccola Margaret
 sparita da qualche parte a giocare.
Adesso Mat si  alzato e si lava insieme a Jack. I due terminano
di asciugarsi e Mat appende la salvietta allo schienale
della sedia a dondolo.
Forza, andiamo a mangiare dice. Tiene aperta la porta
della cucina mentre tutti gli altri entrano, uno dopo l'altro,
Old Jack in testa. Si svolge un generale scambio di saluti con
le tre donne in cucina.
Old Jack prende posto a capotavola. Seduti, ragazzi
dice, e loro scostano la sedia e si accomodano. Mat ha preso
posto all'altro capo del tavolo. Ai lati, a destra di Old Jack,
sono seduti Elton, Lightning e Andy, e alla sua sinistra Burley,
Nathan e Jarrat. Si passano varie ciotole e piatti da portata
e riempiono i piatti.
Ora mangiano in silenzio con la concentrazione degli affamati.
Le donne continuano a far girare il cibo avanti e indietro
e riempiono i bicchieri vuoti con altro t freddo.
Dateci dentro, ragazzi, - dice Old Jack. -  ottimo e ce
n' in abbondanza.
Gli altri colgono lo spunto e cominciano a elogiare il cibo.
Chi ha la moglie che ha cucinato, elogia il cibo preparato
dalle altre donne.
Davanti a tanto appetito e a tutto quel ben di Dio, Old Jack
mangia di gusto anche lui. Ma pensa agli uomini presenti e si
mette a osservarli. Osserva i pi anziani - Mat, Jarrat e Burley
- e avverte la loro stanchezza e volont di resistenza, al tempo
stesso preoccupato e ammirato. Osserva tutti e cinque quegli
uomini fidati, cui vuole bene con il compiacimento di una
conoscenza profonda e un'antica stima, e rivolge loro un elogio
e un ringraziamento muto. Li guarda con una soddisfazione
talmente acuta da avvertire quasi dolore.
Poi guarda Andy, cui vuole bene per discendenza e perch
 un ragazzo che ha la mente pronta e non teme il lavoro.
Ma avverte anche inquietudine per la poca carne che
gli ricopre le ossa, e perch sa che lo aspettano ancora un
mucchio di strada e un mucchio di decisioni.
E guarda Lightning, che non gli piace. Quel tizio, pensa,
non vale certo tutto ci che mangia.  uno di quelli che credono
nelle scappatoie. Tutte le volte che pu o pensa di poterlo
fare, evita di dare il meglio di s e di puntare al massimo.
Old Jack scuote la testa. Fa' in modo che il ragazzo mangi
come si deve, dice a Mat.
Tranquillo, ci penso io, replica Mat. E d ad Andy una
strizzata e una pacca sulla spalla.
Quando se ne andr, sentiremo tutti la mancanza del
vecchio Andy, fa Burley.
Ora che hanno calmato i morsi della fame, l'attenzione si
sposta su Andy, che oggi svolge il suo ultimo giorno di lavoro
dell'estate. Domani partir per il primo anno di college.
Andremo in giro chiedendoci dov' finito - rincara Burley,
- ma il vecchio Andy se ne sar andato. La gente dir: Dov'
quel ragazzo alto, cos bravo a caricare i carri? Dov' quel tizio
tanto fico?". E noi risponderemo: Il vecchio Andy non c'
pi. Se n' andato all'universit a studiare i suoi libri".
E le ragazze, aggiunge Nathan con un sorrisetto e una
strizzata d'occhio ad Hannah.
Con quelle, se vuole, non avr tanti problemi, - replica
Hannah. - Di questo ne capisco pi di te.
Tutto bene con Kirby, vero Andy, tesoro?, dice Mary
Penn.
Certo, se la vecchia Kirby deve proprio dire la sua, sar
meglio che una volta l lui si concentri sui libri, - dice Bur-
ley. - Altrimenti quella pianta su un pandemonio.
Concentrati sui libri in ogni caso, Andy, interviene Jarrat
al di l del tavolo, fissando con gravit il ragazzo, gli
occhi seri sotto le sopracciglia folte. Pensa ai libri e trova la
tua strada.
Laggi ti riempiranno la testa di libri e di grandi discorsi
- dice Elton, - non avrai pi tempo per noi quaggi.
All'inizio Andy sorride ai vari commenti, ora per arrossisce
d'imbarazzo. Invece s, replica, ma capisce subito di
aver dato una risposta inadeguata. Elton scherzava, ma le
sue parole esigono una fede che occorrer provare. Lo sanno
tutti. Andy deve ancora fare le sue scelte.
Poi Mat dice: Be', con noi ha imparato cose che a scuola
non gli avrebbero mai insegnato, di cui molti professori non
sanno nulla. E se lui  come penso, non se le dimenticher
tanto presto.
Sissignore! - interviene Old Jack. - Giusto, per Dio!.
I piatti ora sono vuoti. Le donne li raccolgono e li ammucchiano
a fianco del lavandino. Poi portano in tavola i
piattini con la torta di more, ancora calda e ricoperta di panna
montata.
Per questa potete dire grazie ad Andy, - dice Hannah. -
L'ho fatta perch  la sua preferita.
S, grazie a lui! - sbotta Nathan. - Anch'io vado pazzo
per questa torta. Quand' che prepari uno dei miei piatti
preferiti?.
Hannah sorride. Presto, piccino mio.
Scoppiano tutti a ridere. I bicchieri si riempiono ancora
una volta di t freddo. I presenti assaporano la torta e si
scambiano commenti sul passato e sugli altri raccolti.
Il lavoro pomeridiano si avvicina, non pu pi aspettare.
Old Jack lo fiuta nell'aria, la paura del caldo e la pesantezza
del pomeriggio che fanno soffrire anche l'uomo pi abile e
robusto. Ma ormai, per lui, non  pi tempo di tornare nei
campi. Non  pi tempo di fatiche sfibranti sotto la vampa del
sole, del piacere della destrezza e della forza, dell'orgoglio.
Torna a essere com'era all'epoca in cui era un domatore
di cavalli. Perch quello  stato uno dei suoi mestieri e delle
sue fonti di guadagno dopo il disastro della stalla. L'incendio
gli aveva ucciso tutti gli animali da lavoro con l'eccezione
di una mula grigia, un'eccellente bestia da aratro di
nome Queen che l'anno prima aveva prestato a Ben Feltner.
Costretto a lesinare su ogni centesimo, aveva accettato
in prestito una coppia di muli da Ben, con l'accordo che li
avrebbe domati e poi utilizzati per il resto dell'anno. E cos
fece. Aveva sempre domato da s il suo bestiame da sella e
da lavoro e conosceva bene quell'arte. Mettendo in un primo
tempo all'opera i giovani muli separati e agganciati a
Queen, e poi insieme, ne aveva fatto una coppia da tiro e nel
frattempo aveva mandato avanti il lavoro.
La notizia si sparse presto nel circondario, e altri gli diedero
animali da domare - muli e cavalli da tiro di ogni genere, e
a volte anche cavalli da sella, ma per questi aveva poco tempo
e si limit per lo pi agli animali da lavoro. Era un lavoro difficile
e pericoloso da svolgere da solo. Ma lui ci sapeva fare.
Era molto abile. Sapeva ci che si poteva fare. E in qualsiasi
circostanza sapeva sempre che cosa poteva succedere.
Amava quel lavoro. Il pericolo gli restituiva il senso
della vita - cosa che Ruth e l'attivit agricola frustrata dai
debiti non erano pi in grado di fare. Mentre lavorava con
una coppia di animali giovani, sempre badando a zoccoli
e denti, sempre attento alla foglia che cadeva o all'uccello
che potevano farli imbizzarrire, alternando abilit e forza,
viveva lungo la linea sottile tra vita e morte, a contatto con
il groviglio di forza e destrezza che aveva costituito la sua
et adulta pi di quanto non era stato negli ultimi dieci anni.
Quel lavoro aveva qualcosa di affascinante. Qualcosa di
raro. Prendere una coppia di giovani cavalli dopo averli fatti
lavorare un certo tempo con la mula grigia, e agganciarli
insieme per la prima volta a un carro: sistemi i finimenti,
disponi gli animali fianco a fianco lungo la stanga per fissare
le redini ai morsi, continui a parlare loro per mantenerli
calmi e zitti (in quel momento  tutto sospeso, come quando
un uccello giovane impara a volare e si sposta teso da un
appoggio sicuro a un altro), poi chiudi le catene (continui a
parlare loro restando calmo, ma ti muovi veloce), poi le tirelle
(e l devi tenere d'occhio gli zoccoli: Ho-o!, ragazzi!),
poi prendi le redini con una mano e sali sul carro. Adesso 
Jack in piedi sul carro con le redini tra le mani. Parla ai due
animali - Forza - e tutto comincia a funzionare. Ah!
Il dessert  finito. Hanno terminato di fumare. Poi, tra la
conclusione del pasto e il ritorno al lavoro c' un lungo momento
di sospensione. Tra gli uomini, specialmente tra i pi
vecchi, si accumula un'antica angustia che sanno inevitabile.
Old Jack l'avverte. Ora sono qua, al riparo dal sole, a bere
per puro piacere i rivoletti d'acqua creati dal ghiaccio sciolto
nel loro bicchiere. Mentre all'esterno, sotto il sole che brucia
e senza un filo di vento, il carico aspetta. Sono di nuovo l,
che guardano fuori dalle porte dell'Eden. E devono riprendere
di nuovo il loro viaggio, il lungo ritorno della polvere
alla polvere.
Poi Mat spinge indietro la sedia. Ragazzi, - dice piano,
- forza, leviamo le tende. Andy, riempi le bottiglie d'acqua.
Si alza in piedi.
Toccava a Mat pronunciare quelle parole, e Old Jack gliele
ha sentite dire con sollievo e gioia. Mat ha sessantotto anni e
i capelli bianchi, pi vecchio di molti lavoratori di oggi. Eppure,
pur stanco e dolorante,  in piedi agile e pronto e dice al
resto del gruppo: Ragazzi, se restiamo qua il lavoro non va
avanti. Old Jack alza gli occhi verso Mat, il figlio di sua sorella.
La finestra lampeggia nel suo sguardo, un muro di luce.
Gli uomini raccolgono il cappello dal pavimento, spingono
le sedie all'indietro e si alzano, con Burley e Jarrat che si
inarcano come Mat: ogni volta che si fermano e poi riprendono,
devono combattere la rigidit. S'infilano il cappello
scherzando - Andiamo a scaldarci un po' sotto il tetto del
fienile, caro Andy - e seguono Mat fuori. Un attimo dopo
il rumore di passi  sparito e sulla stanza cala il silenzio. Le
donne liberano il tavolo da scodelle, cucchiai e bicchieri e
si siedono a mangiare.  un momento di calma e piacere
che pregustavano fin da quando preparavano e servivano il
pranzo, e che ora sono decise a centellinare. Margaret parla
dell'imminente partenza di Andy con la semplicit che la
contraddistingue.
Preferirei che non se ne andasse, - dice, - ma so che 
giusto. Il Signore gli ha dato una buona testa. Io la penso
cos.
Mary Penn ride. Be', magari imparer a usarla per farne
qualcosa. Ges, quel ragazzo  un sognatore. Elton dice che
se riuscisse a tenere la mente concentrata su quello che fa
sarebbe un ottimo lavorante.
Comunque  un ottimo ragazzo, dice Hannah. Andy
si confida con lei. Lei sa dove vaga la sua mente quando
dimentica il lavoro.
 un bravo ragazzo, - dice Margaret. - Non si  mai ammazzato
troppo di fatica, ma  un bravo ragazzo. Certo che
come dice il nonno deve ancora fare esperienza. Dovr mettersi
alla prova.
Non ti piacerebbe vederlo andare alla scoperta della
vita di citt, - dice Mary Penn, - senza accorgersi di essere
osservato?.
No dice Margaret. Penso che non mi piacerebbe
proprio.
Old Jack sembra essersi appisolato, perci le donne
continuano a conversare come se lui non ci fosse. Invece
Jack  tranquillo ma del tutto cosciente in quell'ambiente
femminile, nella conversazione e nel calore domestico delle
donne che stanno a loro agio tra loro, e ci si crogiola. Ci
 voluto un sacco di tempo per arrivare l, in quelle zone
temperate, ma alla fine ce l'ha fatta. Sa che  un privilegio
che non dipende da lui, lo sa bene. Ci che percepisce ora,
la disinvoltura delle donne, nasce da loro e dai loro mariti
in una zona oscura a lui sconosciuta. Anche se un tempo ci
si  avvicinato abbastanza da riconoscerla, non vi ha mai
preso parte. Ma ormai  un vecchio, e non  certo arrivato
qui per mezzo di espedienti o d'inganni: si potrebbe piuttosto
dire che ha trovato quell'ambiente accogliente senza
cercarlo, come una benedizione, e che rimarr l finch
pu. Si trattiene fino alla fine del pasto delle mogli, fino a
che tutti i cassetti e gli armadi non sono chiusi, fino a che
Mary Penn non se ne va per unirsi al lavoro degli uomini,
finch Mattie non si risveglia dal sonnellino e Hannah si
prepara a tornare a casa.
A quel punto Old Jack si alza e ringrazia Margaret e Hannah,
d loro un buffetto sulle spalle come per toccarle con
l'esplicita gravit del suo elogio ed esce. Si avvia di nuovo
con la massima calma verso il paese. Ora comincia a patire
la passivit dell'et avanzata, la sensazione di non avere
nulla da fare e nessuna intenzione: il pomeriggio sar pieno
di ci che capiter, non di ci che lui far succedere.
Il paese  pieno di luce. Le ombre degli alberi ai lati della
strada hanno cominciato ad allungarsi verso est, ma appena
appena. Ogni superficie scintilla di un chiarore violento e
penetrante. Il campanile della chiesa si slancia verso un cielo
gonfio, dolente di luce. Cerca con gli occhi l'ombra per riposarsi.
Un vecchio cane da procioni nero e marrone dorme sul
marciapiede all'ombra dell'acero di fronte a casa di Jasper
Lathrop. Non ci sono in vista altri uomini n bestie. Una
folata di rondini volteggia intorno al salice piangente nel
cortile di Mamie Spanker e vola via oltre il tetto dell'hotel.
Passa di fronte alla chiesa e alla banca vicina. Si ferma poco
sotto la banca perch ode provenire da lontano il rumore di
un carro vuoto che corre rapido su una strada accidentata. E
ora avverte con un fremito le scosse e le vibrazioni delle ruote
ferrate sulle pietre.  arrabbiato con Ruth e ha perso mezza
giornata.  diretto a casa con la rapidit che sar possibile al
carro su quella strada, senza perdere i pezzi.
La causa della rabbia  abbastanza banale, forse. O almeno
la causa immediata. Quando  arrivato a casa per pranzare,
Ruth ha detto: Jack, devo impastare e ho quasi finito
la farina.
Era un'ammissione pericolosa, e lei lo sapeva benissimo.
Era soltanto mercoled, e lui era stato al negozio dell'imbarcadero
il sabato prima. Era sotto pressione per completare
l'aratura prima della semina.
Mi spiace, ha detto lei cercando di tenere a freno l'esasperazione
che gli vedeva negli occhi. Non mi sono resa
conto che il barile era quasi alla fine.
Dio santo, spiace anche a me, - ha risposto lui. - Un mucchio
di strada da fare fin laggi avanti e indietro per nulla.
Per nulla! Immagino che tu voglia mangiare.
E io, per tutti i diavoli dell'inferno, immagino che tu desideri
che io ti possa mantenere. Se coltivassi la terra come
tu mandi avanti la cucina ci mancherebbe ben pi di un barile
di farina.
Questo non  vero.
Jack lo sapeva. Sua moglie aveva ragione, e la cosa lo rendeva
ancora pi furioso.
E non mi parlare con quel linguaggio.
Parlo come cavolo mi pare.
Hanno continuato a litigare per ragioni futili di cui in un
secondo momento, come sempre, si sarebbero vergognati
tutti e due. Eppure il litigio ruotava intorno all'unico vero
argomento di ogni litigio: l'incapacit di ognuno di loro di
essere ci che l'altro desiderava. Il tema era la solitudine e
il dolore. Tra loro, ormai, qualsiasi minimo rancore finiva
per toccare direttamente l'angoscia che costava a entrambi
la loro speranza.
Fin per andarsene da casa senza mangiare. Attacc al
carro una coppia di cavalli e si diresse verso l'imbarco. Con
l'eccezione di ci che pi desiderava, lui non le negava niente.
Lo sapevano tutt'e due. Ma era anche un modo di punire
s stesso per la sua incapacit di persuaderla. Nella disperata
simmetria della loro tragedia, ci che valeva per lui valeva
anche per lei: Ruth non poteva negargli niente, tranne ci
che lui pi desiderava.
Percorse col carro le quattro miglia fino a Port William e
il miglio in discesa che conduceva all'imbarco, dove scopr
che avevano finito la farina perch la barca che attendevano
non era arrivata. Come aveva detto, il viaggio era stato completamente
inutile. La rabbia assunse la cupa gioia della giustificazione.
A quel punto cominci a piovere, cos dovette
legare i cavalli e cercare riparo in negozio. Piovve a dirotto
per un'ora. Questo metteva fine all'aratura per un bel po'.
A meno che il nucleo del temporale non avesse evitato la
sua propriet, la pioggia aveva di certo danneggiato anche
i raccolti e i campi. Tremava al pensiero di ci che avrebbe
trovato tornando a casa.
Gli obblighi della conversazione mentre si tratteneva in
negozio lo distrassero un po'. Ma quando fu solo sulla via
del ritorno si ritrov di nuovo in preda alla rabbia, aggravata
dall'inutilit del viaggio e dall'ansiet per i danni del
temporale. Adesso sui tratti pianeggianti e su quelli in discesa
toccava i cavalli con la frusta spingendoli al trotto. Le
cunette lungo la strada traboccavano quasi di acqua fangosa.
Il fogliame lungo i terrapieni si piegava sotto il peso della
pioggia. Fu costretto diverse volte a scendere per togliere
dei rami spezzati dalla strada.
La giornata aveva preso una piega completamente negativa.
Aveva spalancato quel baratro, quella zona deserta della
sua vita, tra lui e Ruth, campi e casa, desideri e realt. Come
ogni volta che si spalancava per qualche nuova mancanza, il
vuoto si colmava dell'inutile demone della sua furia.
Attravers un'altra volta il paese e volt nella strada di
Birds Branch. Questa proseguiva lungo la cresta per pi o
meno un miglio e poi raggiungeva il limite della valle del
torrente. Da l vide che la corrente fangosa aveva superato il
guado. Non vedeva bene il livello raggiunto dall'acqua, ma
sapeva che se non riusciva ad attraversare il torrente in quel
punto avrebbe dovuto aspettare un bel po'. Avrebbe dovuto
sedersi e aspettare che la forza di gravit, con suo comodo,
si portasse via le acque di deflusso che scendevano dalle colline.
Si ferm per osservare la situazione. Poi tocc appena i
cavalli con la frusta e li diresse verso il guado.
Adesso  in piedi con le ginocchia flesse a compensare
i sobbalzi del carro, sospeso e assediato dal martellio
e dallo sferragliare delle ruote. Giunto a met percorso
vede di nuovo il torrente.  pi profondo di quanto gli
sembrava dall'alto. Sopra la secca del guado le onde stazionarie
sembrano in un primo tempo uno stormo di galline
marroni che mangia, con un tronco d'albero buttato
nel mezzo. Ma non rallenta il passo dei cavalli. Come
vedendo s stesso dall'alto, con una strana calma piena
di prescienza, sa gi ci che far. Si tuffa col carro che
traballa sulla terra di nessuno della propria disperazione.
In alternativa all'oscurit, ha chiuso gli occhi ed evocato
un'oscurit tutta sua. Sta in piedi sul carro con l'atteggiamento
di un uomo pronto a saltare. Avverte la gola gonfia
come se ridesse.
Per un attimo, dove la strada fa la sua ultima breve discesa
verso l'acqua, gli zoccoli posteriori dei cavalli frenano
e scivolano sulle rocce. Ma lui grida e d ordini con la frusta,
e gli animali obbediscono e vanno avanti. Li tiene stretti
mentre piegano la testa all'ins ed entrano in acqua, con la
corrente che risucchia e scorre impetuosa intorno. Sono una
giovane coppia di sauri - un'altra coppia affidatagli da domare
- alti e robusti, abituati al lavoro e assolutamente obbedienti,
e per un momento, mentre li guida curvo su loro,
danno l'impressione di farcela. Ma il livello dell'acqua gli
ha gi sommerso le scarpe sul pianale del carro. La corrente
torbida si accumula e preme contro la fiancata verso monte,
cominciando a infilarsi fra le tavole. Avverte le ruote sotto
di s girare e puntare lentamente verso valle. E poi, nel
pieno di quella turbolenza e quello sforzo, il carro inizia a
galleggiare senza impedimenti in un movimento tranquillo
e quasi maestoso.
Chiama i cavalli con voce calma e tranquillizzante, come
se avesse gi previsto la situazione e non fosse sorpreso,
come se l'avesse gi affrontata e sapesse come comportarsi.
Si  spostato d'istinto verso il lato a monte del carro per tenerlo
gi ed evitare che si metta a galleggiare nella corrente.
Adesso per il carro sbanda verso valle, facendo voltare i
cavalli e trascinandoli all'indietro. Gli animali perdono l'appoggio
sul fondo. I finimenti si allentano e tutto comincia a
vorticare nell'acqua. Come se stesse cadendo.
Ancora una volta, sa cosa deve fare. Si mette all'opera
come se la situazione gli fosse familiare e stesse seguendo
un piano. Salta dal sedile del carro sulla groppa del cavallo
guida. Estrae il coltello e trancia redini e martingala.
E adesso - non capisce bene che cosa sia successo, forse
qualcosa ha fatto impigliare il carro e lo ha trattenuto per
un attimo - lui e i cavalli si ritrovano sott'acqua. Si afferra
al dorso del cavallo e stringe il coltello. Riemergono mezzi
affogati nella pozza d'acqua sotto il guado dove, anche se
la corrente resta forte, non c' turbolenza, e finisce il lavoro,
tagliando cinghie e sottopancia per liberare i cavalli
dai finimenti e dal carro. Mentre gli animali si agitano per
liberarsi e iniziano a nuotare, si piega in avanti e afferra le
redini dell'altro cavallo.
Precipitano nella seconda rapida, e Jack ha soltanto il
tempo d'infilare il braccio nel collare del cavallo cui  in
groppa e arrotolare intorno alla mano le redini dell'altro cavallo.
Stavolta viene sbalzato fuori, ma si aggrappa a collare
e redini ed  trascinato insieme ai due animali, e tutti e tre
vengono risucchiati sott'acqua un'altra volta ai piedi del salto.
Nel nuovo tratto di acque calme si rimette a cavalcioni
del cavallo guida. Raggiungono la sponda del torrente, risalgono
la riva e infine si fermano in una macchia di platani.
Scivola in terra. Ora tutta l'energia della sua furia  svanita.
Le ginocchia lo reggono appena. Afferra i collari dei due cavalli
e li stringe. Resta fermo, appeso in mezzo a loro, tremulo e gocciolante. Ci vorr un po' prima che riesca di nuovo a
reggersi in piedi da solo.
 
Capitolo 6.
Rose.

La visione attuale torna, si affaccia con la testa e scruta
fuori come un picchio da un vecchio albero. Il fogliame degli
aceri si leva sopra di lui come un'onda che s'infrange. Oltre
l'ombra, la luce martella e luccica sul paese mentre questo
fluttua, sollevandosi e abbassandosi adagio nel chiarore. Per
un attimo dolore e desiderio, l'antica penuria dei suoi fianchi,
rivivono nella carne. Poi avverte il fresco dell'ombra.
Anche se all'inizio gli pare stranamente sgradevole, quasi
una perturbazione dell'ordine naturale come un albero che
cammina, si alza.
Davanti al negozio di Burgess c' una panca che sa di
poter avere tutta per s, perch a quest'ora del giorno  al
sole. Si avvia in quella direzione. Ha bisogno di sole. Anche
se ormai si  lasciato alle spalle il tuffo nella corrente
in piena, la lotta oscura e soffocante fra le onde, stavolta
gli  rimasto addosso il freddo dell'acqua.  come se fosse
avvolto nel buio.
Raggiunge la panca e si siede. S'immobilizza di nuovo
sotto la luce accecante. Il calore gli sfiora la pelle e penetra
nel corpo. Con gli occhi chiusi, la testa reclinata all'indietro,
le mani poggiate sull'impugnatura del bastone, affonda
smisuratamente in un pozzo di luce calda e rossa come
sangue. Ha incontrato il sole nell'attimo del suo arrivo sulla
Terra, dove da scarlatto  diventato scuro. La luce brucia via
l'ombra e la cenere della carne dell'et avanzata, e Jack rivive
un'altra volta, agile e forte, nella mente. E come una
vecchia storia che gli rinasce fra le mani, rivive la presenza e
il tocco di colei che lo ha amato per come era.
Rose McInnis. Rose. Poco dopo aver compiuto vent'anni,
era diventata moglie di un vecchio medico della comunit,
Clay McInnis. Perch avesse acconsentito a un matrimonio
del genere Jack non lo ha mai saputo, e lei non glielo ha mai
detto. Il paese, come sempre, era prodigo di spiegazioni su
ci che non era dichiarato apertamente. Lei l'aveva sposato,
l'aveva convinto a sposarla, si diceva in paese, con l'obiettivo
di ereditarne la fattoria e altri beni terreni, di cui si pensava
che presto non avrebbe pi avuto bisogno. Il dottore
invece visse altri tredici anni - secondo il paese con somma
costernazione di Rose, bench nessuno lo sapesse per certo,
visto che Rose e il vecchio marito trascorsero quegli anni in
modo tranquillo, per lo pi entro i confini della minuscola
propriet, nella loro casetta di mattoni e stalla di tronchi ai
margini dell'abitato. L'attivit del dottore era stata in gran
parte rilevata da un medico pi giovane, e solo pochissimi
vecchi pazienti erano rimasti fedeli e visitavano la casetta
per farsi curare, o almeno per subire i lunghi predicozzi del
vecchio McInnis, la cui indignazione contro le debolezze
della carne divenne sempre pi energica man mano che la
sua carne s'indeboliva. Rose aveva cinto la piccola casa di
fiori e si occupava dell'orto, delle galline e di una mucca.
Sapeva ci che il paese pensava di lei, ma anche se la vita pacifica
e rispettabile che conduceva con il vecchio marito meritava
un'opinione migliore, non manifest alcuna intenzione
di contraddire le dicerie. Se ne stava per conto proprio,
non chiedeva nulla, e nei suoi rari viaggi in negozio per fare
acquisti o vendere uova e panna, si capiva dalla piega agli
angoli della bocca e dall'inclinazione della testa che si era
fatta un'idea sua.
La morte dell'anziano dottore non cambi la sua vita - un
fatto che il paese trov a lungo pi degno di nota e di commenti
di qualsiasi altra possibile novit. Se si fosse risposata
immediatamente o avesse venduto tutto e se ne fosse andata,
il paese vi avrebbe visto compiaciuto l'adempimento
delle sue aspettative e sarebbe passato a nuovi argomenti.
Invece il vecchio dottore fece il suo ultimo viaggio silenzioso
al camposanto e tutto continu come prima. Il contadino
che si era occupato dei campi della piccola fattoria continu
a coltivarli. Quando la mucca produceva latte e le galline
deponevano uova, Rose compariva a intervalli regolari in
paese, attraversandolo a piedi con una cesta di uova e un
secchio di panna. La casa aveva sempre lo stesso aspetto:
d'inverno, minuta e malinconica sotto la cascata nera del
vecchio olmo; d'estate, mezza sepolta tra i fiori, avvolta dal
ronzio delle api e dal canto degli uccelli. Port William non
conosceva un luogo altrettanto bello.
Che ormai non esiste pi: la casetta sventrata dal fuoco e
i mattoni portati via, la stalla di tronchi marcita e crollata, gli
altri edifici distrutti da fiamme, vento o acqua, l'olmo e gli
alberi da frutta scomparsi. Tutto sparito, e il terreno coperto
da erbacce. Forse soltanto lui ne serba il ricordo. Ogni cosa
nitida nella sua mente, avvolta di luce e profumi.
Ai pochi che d'estate varcavano il cancello della palizzata
per lavoro o per pura fortuna, il paesaggio intorno alla
casa sembrava rievocare memorie o sogni antichi e felici.
Si entrava dal cancello attraverso due cespugli di filadelfo
e si riemergeva circondati dai fiori. Un sentiero di pietre
piatte squadrate raggiungeva la porta principale e girava
intorno alla casa sotto i rami dei meli. Sul retro, nell'angolo
tra la camera da letto e il portico della cucina, c'era un
marciapiede in mattoni con un pozzo al centro. Nel caldo
della giornata quell'area, come il resto della casa, era coperta
dall'ombra del grande olmo che si ergeva sull'altro
lato della cucina. Pi oltre, sulla sinistra, sorgeva un pollaio
recintato con un filare di pruni e meli al centro, e sulla
destra, diviso dal pollaio da una siepe di cespugli di lill,
un orto. Gli edifici accessori dipinti di bianco sfolgoravano
al sole. L'ordine e l'abbondanza che regnavano nel luogo
sembravano emanazione di una bravura artistica radicata
a fondo. Tutto ci che quella donna toccava, fioriva e generava
frutti. Fatto curioso, le poche persone che le facevano
visita, pur lodando i suoi fiori, frutti e ortaggi, non chiesero
mai come facesse a ottenere tutta quell'abbondanza
Era come se nei risoluti occhi neri che sembravano soppesare
quelle lodi sospettassero la conoscenza di qualche
mistero su cui non potevano interrogarla. Molti di coloro
che visitavano quel luogo se ne andavano ripetendosi: Mi
piacerebbe vivere in un posto simile. E parecchi visitatori
pensavano: Un tempo, tanti anni fa, devo aver vissuto in
un luogo del genere.
Jack conosceva la donna in modo vago dall'epoca del suo
matrimonio col dottore. In altre parole, quando la incontrava
sapeva chi era. Oltre a ci, accettava l'opinione del villaggio
sul fatto che fosse una persona strana. Poi, due o tre
autunni prima della morte del dottore, si fece un profondo
taglio alla gamba con una roncola da mais. All'epoca lavorava
ancora con Will Wells. Avevano passato tutta la giornata
insieme a tagliare i fusti del mais e legarli in covoni. Stava
facendo buio. Perdendo il ritmo di lavoro forse a causa del
freddo, Jack aveva messo male il piede e si era tagliato il polpaccio
appena sotto il ginocchio sinistro. Per un po' aveva
cercato di continuare facendo finta di niente - c'era la luna
piena e pensava di proseguire dopo il tramonto. Ma la ferita
non smetteva di sanguinare. Si sentiva il sangue fare eie ciac
dentro lo stivale. Cercarono di legare la ferita in tutti i modi,
senza per riuscire a fermare il sangue. Alla fine, alla luce
del chiaro di luna, Will era esploso nella risata che usava
fare quando capiva l'inutilit di qualcosa.
Mr Jack, meglio che andate a farvela vedere.
Suppongo di s, disse Jack. Lasci Will a finire il covone
e occuparsi delle faccende di routine, prese il cavallo dalla
stalla e corse dal dottor McInnis.
Leg il cavallo alla staccionata, raggiunse a piedi la porta
di casa e buss. Ud dei passi avvicinarsi - non quelli del
dottore. Si apr la porta, e vide la sagoma di una donna stagliarsi
contro il bagliore di una lampada a petrolio posata
sul tavolo alle sue spalle.
S?.
Vorrei vedere il dottore.
 stato fuori e adesso sta cenando. Per che cosa?.
Mi sono tagliato la gamba, indica.
Al che la donna, anzich compiere una delle varie azioni
che lui si sarebbe aspettato - come chiamare il dottore, invitare
Jack a entrare o chiedergli di aspettare - esce dal cono di
luce, si curva, scopre il taglio lungo la gamba del pantalone
ed esamina brevemente la ferita con aria esperta. Muove le
mani rapida, senza esitazioni n scuse.
Direi che vi siete fatto un bel taglio.  meglio che entriate.
La segue in soggiorno, osservando ora la donna con interesse
e anche con piacere, anche se  ancora un'ombra tra
lui e la lampada.
Sedete. Indica una sedia vicino al caminetto in cui arde
un fuoco di legna. Vado a chiamare il dottore.
Dopo un minuto circa torna nella stanza al seguito del
dottore. L'uomo sta ancora masticando l'ultimo boccone di
cena. Ha in mano la borsa. Rose porta un'altra lampada accesa
e la sistema sulla mensola del camino. In quella luce
Jack osserva per la prima volta i suoi lineamenti - il volto
magro, scuro e benevolo, i bagliori improvvisi dei denti e
degli occhi - e scopre che lei lo sta guardando e sorride.
Immagino che abbiate sbagliato un bel colpo per tagliarvi
cos, vero?.
Lui le sorride. In effetti s.
Il vecchio dottore sistema una sedia di fronte a Jack e si
siede. Vediamo un po'. Niente saluti e niente convenevoli
come al solito. Con i suoi pazienti ha stabilito dei termini
inflessibili. Malati e storpi vanno da lui e lui compie quanto
 necessario, quanto  possibile, o ci che sa fare. Il fatto che
malattie e ferite varie appartengano a particolari persone 
del tutto incidentale, cos come, a questo punto, la loro possibilit
di pagare.
Rose porta una pentola di acqua calda e della tela pulita,
e il dottore, che ha allungato con un coltello il taglio nei
pantaloni di Jack, inizia a lavare la ferita. Rose d a Jack un
bicchiere mezzo pieno di whisky. Lui ne prende un sorso.
Bevetelo tutto, dice lei, e lui obbedisce.
Qua, dice il dottore senza alzare lo sguardo, e Rose
si china ad aiutarlo. L'uomo le d istruzioni a monosillabi
e grugniti, mentre pulisce la ferita e inizia a lavorare alla
sutura. Cuce insieme i lembi di carne aperta con la stessa
indifferenza con cui potrebbe cucire il foro di un sacco, ma
con velocit e precisione incredibile per le sue vecchie mani
tremanti. Le fitte dell'ago trasformano il corpo di Jack in una
nuova materia che si dilata per il dolore. Si afferra alla sedia
e cerca di stare fermo, mentre sente la rabbia salire a causa
del whisky o del dolore, o forse di tutt'e due. Quando il
dottore ha terminato di suturare, Jack alla fine esplode: Ehi
vecchio, questa gamba  mia!.
Al che Rose, che sta strappando della tela per fare un
bendaggio, lo guarda dritto negli occhi e scoppia a ridere.
Poi ride anche lui ammorbidito dal whisky. Oddio, - dice,
- era una delle due!.
Il dottore fascia la ferita e lega le estremit delle bende. E
soltanto allora, mentre tiene con entrambe le mani la gamba
fasciata come per saggiare o gustare la conclusione dell'ennesimo
lavoro, fissa Jack in faccia.
Adesso figliolo, maledizione, ascoltami bene. Non camminare
su questa gamba per una settimana.
Jack si alza, lo paga e se ne va con la parte di pantalone
tagliata che sventola. Cavalca fino a casa reso pi leggero
dal whisky e dal dolore, con la campagna intorno mossa dal
vento freddo e la luna piena dietro le spalle.
Si era guardato bene dall'evitare di camminare per una
settimana. Era tornato al lavoro zoppicante il giorno dopo.
La gamba era guarita come aveva detto il dottore. E conservava
impressa nella mente l'immagine di Rose McInnis.
Non ricorda che cosa capit esattamente dopo quell'episodio.
Ricorda la morte del vecchio dottore, e tutte le congetture
e conversazioni avide di curiosit su Rose e sulla
sua stranezza che circolarono in paese subito dopo. Poi
gli capit di nuovo d'incrociare il suo sguardo. In qualche
negozio del villaggio o lungo la strada che percorreva a
cavallo, lui alzava gli occhi e incontrava i suoi. E succedeva
anche il contrario: a volte, quando lei alzava lo sguardo,
incrociava il suo. Non ha la minima idea di come avrebbero
dovuto comportarsi o di com'era nato tutto. Forse si
stavano accostando piano, spinti da un proposito profondo?
O si avvicinavano senza volerlo, come due alberi che
curvano poco alla volta e alla fine si toccano, protesi verso
lo stesso varco di luce? Che sotto vi fosse un enorme bisogno,
non ci sono dubbi. E che vi fosse anche un immenso
desiderio, che la donna provasse per lui la stessa brama di
cui lui soffriva, non ci sono dubbi.
Forse che l'intenzione non consiste nel fatto? Magari era
semplicemente cos. Con lo svelto chiarore degli occhi di lei
addosso, come faceva Jack a pensare quali fossero state le
sue intenzioni? Ormai era abbastanza in pace con s stesso
per tentare di rispondere. Da quando si era salvato dal
torrente in piena era diventato un altro. Aveva smesso di
resistere ai vecchi difetti. Aveva smesso di aspettarsi dal matrimonio
ci che sapeva non potervi essere. Ora teneva per
s la sua solitudine e viveva libero.
E cos, quando si accorse che gli occhi di Rose lo cercavano
e lo fissavano, non si ritrasse. E lei non si ritrasse da lui.
In questo momento Rose  di fronte a lui, oggi come allora,
una donna con la statura di un giovane albero, lo sguardo
benevolo e diretto, che lo invita a desiderarla e a pensare
bene di s stesso. Di fronte a lei, lui prova stima di s nel magnifico
aspetto che ha a quell'epoca. Il ricordo della donna
lo avvolge, una fragranza e un'estasi cui non cerca di sfuggire,
anche se sa che gli coster. Ormai non pu pi abbandonarlo.
Qui, dove non cammina e non si fa pi vedere da
cinquant'anni, Rose lo trattiene come allora.
Non avevano pi avuto occasioni di conversare dalla
sera della sua visita a casa del dottore. Ancora prima che si
parlassero, per, era nata tra loro una complessa conoscenza.
S'incontravano sempre in pubblico e a una certa distanza. Gli
sguardi silenziosi che passavano tra loro li univano e
separavano al tempo stesso. Aspettavano, lui aspettava, forse
sentendo che alla fine quella conversazione sarebbe stata
qualcosa di straordinario. Le prime parole che si fossero
scambiati, lo sapeva, avrebbero trasformato loro e il mondo
intorno a loro.
E poi, un bel giorno di primavera - dopo la pioggia,
quando il terreno era troppo umido per lavorare, era andato
in citt a comprare sementi - Jack avvert su di s una grazia
d'altri tempi. Stavolta, quando pass vicino alla casetta
e vide Rose in cortile, non tir dritto, ma si accost alla staccionata
e si ferm. Lei si avvicin, camminando lenta sulle
lastre del sentiero fino al cancello. Alz gli occhi sorridenti
verso di lui, sapendo bene - lo sapeva benissimo da un sacco
di tempo - ci che le avrebbe detto.
Stasera passo a trovarti, disse lui.
Quelle parole produssero un'improvvisa chiarezza e un
nuovo silenzio fra loro. Rimasero in attesa per un po', consapevoli
del proprio respiro. Poi, senza sorridere, con uno
sguardo che non ammetteva condizioni o equivoci, che lasciava
i due senza via di scampo, lei rispose: Ti aspetter.
Lo sguardo e le parole della donna lo turbarono al punto
da farlo rabbrividire. Il cavallo avvert il movimento e cominci
ad agitarsi irrequieto sotto di lui. Jack ripart.
Il calar della notte lo riport da lei, fedele alla sua parola.
Lavor fino al crepuscolo, poi sbrig le faccende, consum
la cena e ripul la cucina. Torn alla stalla e sell il cavallo.
Quando lasci casa, Ruth era gi in soggiorno con la lampada
accesa. Jack usciva spesso a cavallo la sera per occuparsi
di questioni riguardanti il lavoro o i debiti, e non fu costretto
a fornire spiegazioni. Oltrepass nel buio la casa illuminata
con una direzione ben stampata nella mente.
Al fondo della strada di Birds Branch incroci un calesse
che tornava dal paese. Quando spar dalla vista, ferm il cavallo
e attese un momento. Era una notte chiara con la luna
oltre il quarto. Quella breve pausa non fu un'esitazione, ma
un appello a s stesso, un consapevole attimo di concentrazione
prima di proseguire: S, adesso prender questa direzione.
E avvert di nuovo un brivido, un rapido dilatarsi
della carne. Incit il cavallo e ripartirono. Pass un cancello,
attravers alcuni campi ben oltre il paese e volt in una
valletta boscosa che sapeva l'avrebbe condotto dietro all'orto
della casa.
Adesso risale il bosco, tra i grandi tronchi incombenti dei
vecchi alberi. Le foglie dell'anno precedente sono umide
sotto le zampe del cavallo: camminando, gli zoccoli quasi
non fanno rumore. Jack sente recedere alle sue spalle la voce
inquieta del ruscello in fondo alla valletta. Ode il verso delle
rane e dei succiacapre, anche loro distanti. I suoni lontani
rendono pi ampio e profondo il silenzio in cui si trova
immerso. Grazie alla poca luce che filtra attraverso i rami
riesce a intravedere dei fiori bianchi che si accendono sul
terreno del bosco, e sotto quella luce la presenza degli alberi
 pi avvertibile che visibile.
Lega il cavallo a un alberello al margine del bosco, per
poi proseguire a piedi uscendo un'altra volta allo scoperto.
Cammina silenzioso. Percepisce il rumore del proprio respiro.
Costeggia la stalla e oltrepassa un cancelletto sul retro
dell'orto, attento a non produrre alcun suono - non che la
cosa gli importi, ma ormai avverte il silenzio intorno a s
come una legge. Vede il terreno scuro dell'orto zappato di
fresco alla sua sinistra. Prosegue lungo il bordo su un sentiero
erboso. L'aroma dei lill lo avvolge, e ascolta la triplice
ripetizione del canto del tordo dall'alto del vecchio olmo.
Oltrepassa l'angolo del pollaio calcando le lastre del sentiero
nell'ombra profonda dell'olmo. Oscurit e silenzio gli si
dilatano attorno. Ha l'impressione di cadere gi, una dolcezza
dell'abbandono che non prova pi da anni. Una vecchia
musica che ricorda bene risuona di nuovo di fronte a lui
nella distanza. Sente la mente colma di una scura fragranza
spensierata. Le mani leggere lungo i fianchi. Poi il cancello
del pollaio si chiude con un lieve rumore alle sue spalle, perci
si ferma e si volta. La quiete si ricompone. E poi ode la
voce di Rose chiedere: Chi ?.
I nervi gli danno una scossa che ricorder ancora mezzo
secolo dopo. Per un attimo il terreno sembra inclinarsi sotto
i piedi per poi tornare lentamente in piano, e lui non risponde.
Poi dichiara: Jack Beechum.
All'ombra dell'olmo non la vede fino a che non gli si materializza
accanto, la luce del viso in contrasto con l'oscurit.
Avverte le mani di lei leggere sul suo volto.
Sei proprio tu, Jack Beechum, dice.
Lei conosceva Jack per quel che era e lo amava cos. Lui si
denudava di fronte a lei senza vergogna. Si addentrava pi
e pi volte nella deliziosa oscurit che lei gli offriva. Avvert
qualcosa dell'antica felicit. Lavorava tutto il giorno nell'attesa
del calar della notte.
La curiosit insaziabile del paese, che vedeva attraverso
l'oscurit, scopr la relazione tra i due. Ma Jack non ci fece
caso. Le chiacchiere si diffusero travestite da giustificazioni.
Alla base di tutto stava la necessit. Nei negozi, nelle cucine
e nelle strade, i capannelli di persone eccitate dalla notizia
erano come gente che accende la torcia su un fuoco. Come se
Jack e Rose, cos come altri amanti prima e dopo di loro, fossero
stati scelti per rimestare dalle ceneri della finzione e del
timore la luce di una fiamma vitale. Mentre li condannava,
nell'oscuro del proprio cuore il paese aveva bisogno di loro
e li celebrava. Il villaggio parlava e li guardava di traverso,
ma attendeva con ansia nuove notizie da quel giardino buio
e odoroso dal quale si sentiva escluso. E dunque quella relazione
entr nella memoria del paese per diventare parte
della sua storia e delle sue speranze, persino contro la sua
stessa volont. Anche se il ricordo svanisce, permane come
un'inflessione del cuore, capace di turbare e consolare le veglie
notturne di mariti e mogli solitari, come la frase di una
canzone caduta nell'oblio.
Jack capiva tutto benissimo, ma non se ne curava. Sapeva
che Ruth ne era al corrente, o che presto o tardi l'avrebbe
scoperto, ma non se ne curava. Non voleva curarsene. Sapeva
che un giorno forse l'avrebbe fatto, che, poi, avrebbe
dovuto farlo. Ma per il momento non gl'importava. Perch
aveva rivolto apertamente le sue attenzioni verso la fiamma
che il paese desiderava, invidiava e segretamente elogiava.
Sapeva che Rose aveva rianimato la sua esistenza, che le
sue mani sincere e impazienti avevano raggiunto, sfiorato
e risvegliato in lui quell'energia, quella gioia selvaggia che
Ruth aveva quasi del tutto annientato con la sua schizzinosit
e la sua vergogna.
Si curava di Rose. Della configurazione del buio e del terreno
a cui lei lo aveva appena reso attento. Della casetta e del
suo orto, e del grande olmo che montava loro la guardia. Del
calar della notte, e della luce che il suo desiderio gli gettava
intorno, e del suo arrivo alla porta, e delle loro chiacchiere
e risate che cadevano nel silenzio. E di nient'altro si curava
ora oltre la presenza e il contatto di Rose, perch provava
dentro una gioia che travolgeva qualsiasi cosa fuori di s,
talmente lei l'aveva trasportato al settimo cielo. A tal punto
lo aveva ospitato e accolto, e gli aveva dato piacere, che Jack
aveva l'impressione che la propria vita si fosse divincolata e
sciolta per trasferirsi in lei, e restava disteso nel buio al suo
fianco in uno strano sonno, privo di forza e pensiero come
un morto. Si separava da lei rinato.
Pass pi di un anno. Lui andava e veniva a suo piacimento.
Per un po' ebbe la mente ingombra di giustificazioni,
ma nessuna gli venne richiesta. Lui e Ruth ora conducevano
esistenze separate. Passavano giorni interi incontrandosi
soltanto all'ora dei pasti, quando di solito lei gli preparava
la tavola e lui mangiava da solo. Sua figlia Clara era
ormai abbastanza grande da interessarsi al padre, e spesso
lui rimaneva a tavola dopo il pasto tenendo la bambina sulle
ginocchia. Le portava dai campi qualche piccolo oggetto
curioso - noci, semi, uova di uccello o piccole pietre - e lei
adorava cercarlo frugandogli nelle tasche. Che cos'hai in
tasca, pap? Fammi vedere. L'oggetto misterioso non era
mai nella stessa tasca del giorno prima. A volte era costretta
a frugare a lungo. Altre volte neppure lui riusciva a trovarlo,
ed erano costretti a cercarlo insieme: lui appariva tremendamente
disorientato - dov'era andato a finire? - e lei rideva.
E alla fine il tesoro saltava fuori, e Jack si alzava da tavola,
s'infilava il cappello e usciva. Tra lui e Ruth si estendeva la
pace della distanza e del silenzio.
Torn la primavera ed ebbe fine, quindi arriv l'estate.
E poi, una sera poco dopo il solstizio d'estate, mentre Jack
partiva per far visita a Rose, Ruth usc di casa e gli si piazz
davanti al centro del vialetto. Lui rallent il cavallo fino ad
andare al passo e si ferm.
Dove stai andando? domand lei, in un tono che rivelava
chiaramente che sapeva.
Per un attimo la domanda lo irrit. Non sono affari tuoi,
donna, pens. Poi avvert il dolore che l'atteggiamento e lo
sguardo di lei cercavano di contrastare, e ne ebbe pena. Cap
che la sua infedelt l'aveva toccata pi di quanto il suo amore
non fosse riuscito a fare, che la donna che non tollerava
la sua passione adesso era di fronte a lui inerme e ferita nel
profondo dell'animo. Quel momento gliela mostrava, gliela
rivelava, tardi, troppo tardi, e senza alcuna piet o diniego
possibili - quella donna stupenda dagli occhi grigi, tanto incantevole.
E lui, con una tenerezza che la donna non aveva
saputo suscitare in lui per molto tempo, le disse: Vado a
dare un'occhiata a un vitello con la punta della coda bianca.
E poi aggiunse: Sei molto bella stasera, Ruth.
Lei si volt in fretta per dissimulare ci che il suo volto
non poteva impedirle di mostrare. E lui ripart a cavallo,
portando con s, nella feroce legittimit del loro legame, la
ferita che le aveva causato.
Da quel giorno in poi si ritrov combattuto. Avvertiva
l'insulto e la vergogna inferti a Ruth, e li avvertiva, ne era
certo, perch gli importava di lei, perch avrebbe agognato
e pianto per sempre la perdita di ci che forse non avrebbero
mai potuto avere. E anche con Rose cominci ad avvertire
un'incompletezza. L'amore per lei non lo portava a nulla,
non poteva portarlo a nulla. Per quanto ben accolto, per lei
avrebbe continuato a essere soltanto un ospite. Era come se
nei confronti di quelle donne provasse le due met di un
amore diviso in modo irreparabile. Con Ruth, le sue azioni
non l'avevano condotto a un amore autentico. Con Rose,
l'amore non aveva condotto ad alcuna azione concreta. Aveva
attraversato con lei le porte dell'Eden, ma non vi aveva
trovato alcuna possibilit di fede o di imprese terrene. Con
Ruth un tempo aveva mantenuto una lealt e uno sforzo
mondani del tutto privi di piacere: avevano perso completamente
di vista il loro paradiso. Ora, ogni volta che si allontanava
da casa, sentiva alle spalle il dolore e gli occhi accusatori
della moglie e ne accettava il biasimo. Quando metteva
piede nel giardino della casetta e pi tardi se ne andava,
avvertiva sempre pi forte la futilit e l'inutilit di essere
fuori posto: non c'era assolutamente nulla che potesse fare
per giustificare, riscattare o salvaguardare il dono di Rose.
Qui sei libero, - gli dice lei. - Non mi devi nulla.
Dice: Darmi? Tu mi dai ci che ti do io - quello che getteremmo
via se ce lo tenessimo per noi. Ride.
Lui  seduto coi piedi sul caminetto, le mani tese verso
il fuoco.  una notte fredda e si sta scaldando prima di
andarsene.
Ti stai lasciando usare da me, dice.
Lei  in piedi al suo fianco, la schiena verso il fuoco, e
inclina la testa per osservarlo. Evitano intenzionalmente il
contatto in vista dell'inevitabile separazione, divisi dal dispiacere.
Non pensi di meritare qualcosa di pi?.
A quel punto lei lo sfiora. Gli accarezza con le dita un lato
della faccia, anche se non si china. Ho quello che cercavo, -
dice. - Perch non voglio nient'altro di quanto posso avere.
Ma si sente isolata per causa sua. Desidera ci che non
pu chiedere e che lui non pu darle. Jack glielo legge negli
occhi. La consapevolezza gli provoca un dolore che soltanto
la morte curer.
Passarono tre anni e pi. Torn febbraio, e lui sped il raccolto
di tabacco a Louisville e poi vi si rec col battello a vapore
per venderlo. Fu trattenuto l e part per tornare a casa
soltanto quattro giorni dopo. Il battello salp nel pieno della
notte e per tutto il giorno risal le acque fangose dell'Ohio
in una bruma grigia. A met pomeriggio, quando l'imbarcazione
attracc all'imbarco di Hargrave, salirono a bordo
diverse persone di Port William. Non appena lo videro, cal
il silenzio e volsero tutte lo sguardo altrove. E una di loro -
un ometto signorile coi baffi grigi, un uomo di battute, indovinelli
e parole misurate - si stacc dal gruppo e si avvicin
al parapetto presso cui stazionava Jack, intento a osservare i
facchini che scaricavano casse e barili vari dal battello.
Ah, siete stato via, disse. E fiss Jack senza il consueto
divertimento o la leggera aria di presa in giro ma piuttosto
con attenzione, perch portava una notizia penosa, ed era
forse curioso e forse un po' spaventato.
S. Quattro giorni.
Ah. Ecco, mentre eravate via, da noi  capitata una grande
tragedia. La signora McInnis  morta bruciata. L'abbiamo
sepolta ieri.
Jack non disse nulla. L'ometto continu a parlare, col
tono di chi sembra implicare che fossero entrambi quasi
indifferenti all'argomento. Si pensa che lei fosse vicino al
caminetto e la gonna abbia in qualche modo preso fuoco. 
corsa fuori in cortile, evitando cos di morire nel rogo della
casa. Ma a quel punto naturalmente non c'era pi niente
da fare.
S'interruppe e rimase un istante in silenzio a fianco di
Jack. Si era assunto un dovere, quello d'impedire che a Jack
la notizia arrivasse per caso, e adesso era turbato e sfibrato
dall'impresa.
Poi, con uno sforzo forse ancora pi grande, infranse il
decoro cui era rimasto fedele fino a quel momento. Jack, -
disse, - mi dispiace.
Jack non rispose. Non si era mosso. Non vi fu in lui alcun
cambio visibile tranne che negli occhi, prima attenti all'attivit
lungo il molo e ora fissi nel vuoto. L'ometto rimase responsabilmente
al suo fianco per alcuni istanti, quindi si allontan.
Ora Jack risale a cavallo la collina verso casa, inerpicandosi
dalla valle del fiume verso il colmo della sua desolazione
e dolore. Ha inaugurato un silenzio che dovr mantenere
per sempre.  come se il fiume fangoso alle sue spalle, e la
strada, e i sassi della strada, e gli alberi, e il paese davanti a
lui, avessero tutti perso il loro nome. E si sente forestiero in
quel luogo, senza nome e privo di parole.
Quando raggiunge il cimitero oltrepassa le colonne in
pietra del cancello e si spinge a cavallo fin sulla sommit
della collina, dove le lapidi stanno in piedi mute nel vento
sotto i cedri curvi. Individua il tumulo della fossa riempita
di fresco a fianco della tomba piatta e coperta d'erba del vecchio
dottore.
Era vero. Anche se Jack non fa il minimo rumore, intorno
a lui l'aria sembra riempirsi all'improvviso di pianti. Non
scende dalla sella. Siede immobile a cavallo. A lungo non
trova pensieri n parole per definire o dare un nome alla
ferita della nuova tomba. Lass in alto sopra il paese, tra le
lapidi, in mezzo al vento che soffia incessante fra i rami dei
cedri, resta seduto in sella senza muoversi.
Il vento continua a soffiare con energia, trasportando veloce
il cielo di nuvole grigie verso est. Il suo sibilo incombe
sulla campagna con la stessa costanza del silenzio. Il paese
gli si chiude contro, silenzioso al suo interno.
Arriva il crepuscolo, sollevando con s l'oscurit come acqua
che sale. L'orizzonte si restringe. Il vento sospira tra distanze
nascoste. In paese delle luci pallide hanno cominciato
ad affacciarsi alle finestre. E finalmente Rose gli torna in mente.
Adesso riesce a vederla com'era. Le lacrime gli bagnano il volto
e lui la piange - il suo intuito, la sua generosit, la sua grazia
scomparse per sempre dal mondo. Riscopre il ricordo e il tocco
di lei e la riconosce, immobile e silenziosa dove giace ora.
Alla fine tocca il fianco del cavallo col calcagno e lo fa voltare
controvento. Una volta tornati sulla strada di casa, l'animale
accelera il passo, ansioso di tornare nella stalla. Giorni
dopo, quando incrociano di nuovo i resti anneriti della
piccola casa e lo scheletro dell'olmo bruciato sullo sfondo
dell'ultima luce, proseguono senza fermarsi.
Ora Jack  di nuovo in paese in pieno sole, seduto sulla
panca inondata di luce e avvolta dal cielo sfolgorante -
espulso dal passato come un profugo tremante da un dolore
antico troppo acuto da sopportare. Si alza e risale la strada
in direzione dell'hotel. Adesso la strada ondeggia sotto di
lui. Il paese s'inclina come una nave che affonda, sospesa
sull'abisso. Un velo la copre.
Sente una voce che lo chiama. Zio?. Apre gli occhi.
Zio?. Un tizio giovane che non conosce  chino su di lui e
lo sta osservando. Zio, ti senti bene?.
 
Capitolo 7.
Attraverso la valle.

Andy Catlett sa pi di quanto capisce, e pi di ci che
capir per parecchi anni a venire. Dentro la sua testa e la sua
natura ci sono troppe cose e troppe scelte, e vive in un'epoca
troppo complessa per riuscire ad approssimarsi a una qualunque
intuizione chiarificatrice.
 cresciuto ad Hargrave, la sede della contea lungo il corso
del fiume Ohio tra Cincinnati e Louisville, una cittadina
che sogna distanze, denaro e vie piene di luci, inquieta
per l'incapacit di attrarre il Progresso, sdegnosa e piena
d'imbarazzo - forse perch teme di essere riconosciuta - di
fronte agli agricoltori dalle cui tradizioni  dipesa fin dagli
inizi. Eppure quasi soddisfatta, per il momento, di essere
tanto piccola e indipendente, appollaiata come un ricordo
gradevole sul lato esterno della curva del fiume, innamorata
delle sere d'estate quando commercianti, impiegati e operai
della distilleria tornano ai cortili ombrosi di casa e ai profumi
della cena, delle mattine brumose quando i rimorchiatori
fischiano e gemono nella coltre cieca del fiume, mentre
richiamano la popolazione appena sveglia al mistero e
alla lontananza. E Andy conosce quella vita. Tra i confini di
chiesa e scuola, ha appreso le verit a cui la citt ambiva o
aspirava. Nel volto e nel carattere dei suoi insegnanti, nelle
lunghe camminate tornando a casa da scuola, nelle avventure
del sabato pomeriggio fra i vicoli, in periferia e lungo
il fiume, ha capito come le verit si traducono nella vita di
tutti i giorni.
Ma la famiglia di Andy ha le sue radici nei campi coltivati
intorno a Port William - suo padre Wheeler, in un certo senso,
 pi un agricoltore che esercita la professione legale che non
un vero avvocato - e il ragazzo  cresciuto anche sotto gli occhi
e la tutela di Mat e Margaret Feltner, i genitori di sua madre, di
Marcellus e Dorie Catlett, i genitori del padre, di Elton e Mary
Penn, dei Coulter e di Old Jack Beechum, il suo pro-prozio. E
dunque, pur conoscendo la citt, Andy comprende anche verit
molto pi antiche. Conosce una fede, una durezza di vita
e un piacere pi antichi delle ambizioni del piccolo centro di
diventare una citt. Avverte su di s e intorno a s, da sempre,
la considerazione della comunit di parenti e amici impegnati
a sorvegliarlo, metterlo in guardia, correggerlo, provocarlo e
fornirgli istruzioni, non tanto per un'ambizione che nutrono
nei suoi confronti, quanto soprattutto per le sue origini, e perch
vedono in lui, ancora una volta, tratti e comportamenti di
uomini e donne oggi morti cui hanno voluto bene.
Andy ricorda Marce e Dorie Catlett, i genitori del padre
oggi scomparsi, che avevano lasciato in eredit a Wheeler,
l'unico figlio vivente, la bella fattoria sulla strada di Birds
Branch che per tre generazioni aveva portato il loro nome.
Ricorda la vita frugale della coppia - le stanze spoglie e i
pochi mobili di casa, le staccionate e gli edifici aggiustati
e rattoppati alla meglio, gli attrezzi usurati, riparati e conservati
con cura dal vecchio Marce. Ricorda come, dopo la
morte di Dorie, da quella casa fossero emersi pacchi di lettere,
assegni annullati, cambiali saldate e prestiti estinti legati
insieme meticolosamente con strisce di tela, e cassetti pieni
di fasci di pezze di stoffe accuratamente conservate, avanzi
di filo da cucito e spago arrotolato intorno a pezzi di carta
ripiegati, scatole di bottoni recuperati dai vestiti vecchi. Da
quando Andy li conosceva, anche se ormai non avevano pi
debiti e si erano salvati dalla rovina contro cui avevano dovuto
combattere, Marce manteneva l'abitudine d'indossare
un cappello di paglia rammendato con pezzi di tessuto presi
da varie camicie vecchie, e Dorie quella di tappare i fori
della bacinella che usava per lavare i piatti con pezzettini di
stracci, o di tener chiuso lo sportello del forno con una stecca
per tabacco e una pietra. E ancor prima di essere abbastanza
grande per ascoltare spiegazioni, Andy aveva gi intuito il
motivo di quella tirchieria e di tutte quelle economie: per
fare in modo che la fattoria sopravvivesse loro senza gravami
e senza perdere nulla, che ci che i due avevano servito
potesse continuare dopo di loro. Ricorda il vuoto della casa
dopo la morte di nonna Catlett. I terreni erano stati affidati
a mezzadria ai Coulter - Marce Catlett era cugino primo
di Dave Coulter, padre di Burley e Jarrat - e a Elton Penn,
vecchio fittavolo di Old Jack e a quel punto ormai quasi un
figlio per lui. E poi c'era Wheeler che faceva da supervisore,
prima di andare in ufficio al mattino o di tornare a casa la
sera, o anche tutt'e due.
E cos fu naturale che, a partire dal momento in cui furono
abbastanza grandi per allontanarsi da casa, Andy e il
fratello minore Henry prendessero la direzione di Port William.
Andavano lass ogni volta che potevano - a visitare
i nonni, a divorare ricchi pasti che senza dubbio comprendevano
piatti a loro particolarmente graditi, a guidare gli
animali da tiro nei campi e tenere le redini dei muli mentre
gli uomini caricavano i carri, a cercar bacche al margine dei
boschi nelle mattine coperte di rugiada, a raccogliere
castagne e noci americane nei sabati luminosi di ottobre, a raggiungere
a cavallo i laghetti per fare il bagno, a pescare nel
fiume o nella vecchia cava, ad ascoltare le storie che Mat,
Burley e Old Jack raccontavano, non sempre quando loro
glielo chiedevano, ma quando erano dell'umore giusto. Ancora
bambini, Andy ed Henry erano stati iniziati a uno stile
di vita minacciato e quasi estinto in quella parte del Paese,
e di cui sarebbero stati tra gli ultimi testimoni.
Quando i due ragazzi furono abbastanza grandi per poter
svolgere un lavoro, fu naturale che andassero a prestare la loro
opera nei campi in cui i familiari avevano lavorato prima di
loro per generazioni, e che quegli uomini che erano stati amici
e talvolta compagni di gioco divenissero loro modelli e supervisori.
Per Andy fu un periodo di prove che lo mise a contatto
con gli abissi del proprio orgoglio e della propria resistenza.
Che stabil per lui il primo standard che gli parve degno dello
sforzo. In quel gruppo di persone, in quella comunit di amici
e parenti che gli avevano fatto da maestri scorse un'immagine
di possibilit umane che non l'avrebbe pi abbandonato.
Con lui, quelle persone si comportarono abbastanza duramente.
Non lo risparmiarono. Andy era un ragazzino magro
e impacciato che viveva il suo aspetto con imbarazzo, e
non gli risparmiarono neppure quello.
Burley gli stringeva con delicatezza la gamba sopra il
ginocchio fingendosi meravigliato. Andy, - chiedeva, -
d'estate la gamba si gonfia sempre cos?.
Sedici anni, - annunciava Elton Penn. - Ragazzo,  ora
che ti dai da fare.
E gli dicevano: Forza, Andy! Forza, dai!.
Si fermavano tutti a guardarlo mentre armeggiava su
qualcosa e non sapeva dove sbattere la testa. Tutti qui ad
aspettare lui.
Ma alla fine di una lunga giornata, quand'era arrivato
in fondo e si era fatto onore, avvertiva la soddisfazione del
gruppo nei suoi confronti, il loro sollievo e piacere.
Stanco, vecchio mio? gli domandavano.
No rispondeva.
E allora, certe volte, qualcuno gli posava una mano aperta
sul capo, o gli offriva un abbraccio o una pacca sulla spalla.
E adesso si sta preparando a lasciare il posto e la vita che
lo hanno reso ci che . Metter alla prova quella vecchia
vita, a lui familiare come se la conoscesse da generazioni,
con ci che non conosce: una citt sconosciuta, libri e voci
che per lui rappresentano un mondo del tutto nuovo. Durante
l'estate non ha dedicato molti pensieri all'imminente
cambiamento. Come sempre, ci sono state le lunghe giornate
di lavoro nei campi, ogni tanto un giorno o due di pesca
e campeggio solitari lungo il fiume, e le sere con Kirby ad
Hargrave quando andavano a ballare a una festa o uno spettacolo,
oppure si sedevano a chiacchierare e amoreggiare
sulla cima della collina che dominava la citt e la confluenza
dei due fiumi. Ha lasciato scorrere il tempo.
Per una settimana fa, quando Henry ha lasciato Port
William ed  tornato ad Hargrave per iniziare l'ultimo anno
di superiori, Andy si  sentito irrevocabilmente trascinato
verso quel futuro per lui tanto oscuro e pieno di interrogativi.
Era rimasto con Mat e Margaret a lavorare al raccolto
del tabacco, ma adesso avvertiva dentro uno strano dolore
che non sembrava sparire neppure quando dormiva o evitava
di pensarci. E riflettendoci sopra, cap subito cos'era: era
la paura che, per diventare ci che forse sarebbe diventato,
avrebbe dovuto staccarsi dal luogo cui appartenevano la sua
carne, i suoi pensieri e la sua devozione. Perch il presupposto
di quasi tutta la sua carriera scolastica, l'atteggiamento
della maggior parte dei suoi insegnanti e compagni di scuola,
l'orientamento della Storia nei confronti di luoghi come
Port William e persino Hargrave, era che l'affermazione, il
successo e ogni speranza degna di questo nome risiedevano
altrove, nelle citt, nei centri del potere e della crescita
economica: si dava per scontato che un individuo dovesse
rinunciare alle proprie origini come a qualcosa d'infantile.
Una mattina, non riuscendo a dormire, si alz prima
dell'alba e scivol fuori casa. Oltrepass il piazzale davanti
alla stalla e scese la collina sotto le stelle attraverso gli strati
e banchi di nebbia che si compattavano, oltre la casa in cui i
Berlew dormivano ancora, fino al bosco di fondovalle - un
tracciato a lui familiare fin da quando da bambino accompagnava
Joe Banion a caccia. Una volta nel bosco riusciva a
vedere pochissimo, soltanto strane, vaghe e mutevoli nubi
di luce qua e l, ma procedette adagio lungo un percorso
conosciuto. L'oscurit lo assediava da vicino, ne avvertiva
il tocco. Una tela di ragno umida gli s'impigli alla faccia.
Continu a inoltrarsi nel profondo del bosco, in un punto
in cui si ricongiungevano due rami del ruscello. Il ruscello
era asciutto: soltanto l'infaticabile, incessante canto dei grilli
fluiva e baluginava nell'aria. Gli alberi intorno a lui si ergevano
fissi, immobili senza un filo di brezza o un soffio
di vento. Pi avanti ud un uccello che dava l'avvio al suo
canto, energico saluto solitario alla prima luce. Aspett immobile
come gli alberi, finch il mattino incombente inizi
a filtrare attraverso il fogliame e lui cominci a intravedere
qualcosa, allora travers il letto del ruscello e si arrampic
nel bosco sull'altra sponda, piegando verso valle mentre
procedeva. Dopo un po' raggiunse un ampio terrazzamento
leggermente in pendenza situato fra il pendio ricoperto di
alberi che aveva appena scalato e uno pi ripido poco pi
in alto. L avevano tagliato gli alberi, creando una radura
di forse due acri. Adesso, attraverso un perimetro di bassi
cespugli che circondavano la radura, riusciva a scorgere
un'ampia porzione luminosa di cielo.
Aveva raggiunto una delle profondit pi intime della
sua memoria. Un mattino, quando aveva soltanto tre o quattro
anni, all'epoca in cui la radura era coltivata a tabacco
e pronta per il raccolto, era andato l con Mat, il defunto
Joe Banion, e Virgil, morto ancora prima di Joe. Erano scesi
sopra un carro trainato da una coppia di mule, una nera e
l'altra di et ormai avanzata e quasi bianca come la neve. Ricorda
ancora la luce del primo mattino che filtrava obliqua,
la rugiada luccicante, i tordi appollaiati sui fiori del tabacco,
la pace solenne del bosco. La trasparenza dell'ora mattutina
e la freschezza del suo sguardo hanno reso quel luogo mitico,
al punto che ha l'impressione di essere giunto l per primo
non quindici anni fa, ma generazioni addietro, oltre la
memoria - che quando Mat, Joe e Virgil l'avevano condotto
laggi il posto non fosse per lui del tutto nuovo, ma familiare
come la propria carne, e che il luogo e l'ora l'avvolgessero
come il grembo di sua madre.
Usc attraverso il fogliame umido sul margine della radura
e s'immobilizz. Sullo spuntone di un albero secco quasi al
centro dello spiazzo un uccello insisteva nel suo canto. Anche
se al momento non se ne rese conto, a quel punto Andy aveva
smesso di pensare. Il luogo pervadeva la sua coscienza: si
destava nella mente vasto e sereno, e la sua mente vi trovava
riposo. Mentre se ne stava l immobile, placato a tal punto da
essere a stento consapevole della propria presenza, ud soltanto
il canto dell'uccello e l'ininterrotto frinire sognante dei grilli.
E poi dal bosco, dove non avrebbe pi messo piede a lungo,
giunse il rumore dei denti di uno scoiattolo che rosicchiava
una noce: e avvist di nuovo davanti a s la sagoma grigia e
intenta di Joe Banion. La mano nera di Joe si mosse sotto la tesa
del cappello di feltro imperlata di rugiada, dov'era rimasta a
riposare sul volto in posa meditativa: sal e si spalanc nell'aria,
vigile come un orecchio di cervo. Senza parlare, la mano
ancora a mezz'aria, Joe l'aveva guardato per ammonirlo scuotendo
deciso la testa - fa' silenzio! - e si era allontanato adagio
lungo il margine del bosco, il piede muto che tracciava un solco
scuro sfiorando l'erba zuppa di rugiada. Scomparsi alla vista
l'anziano nero e il bambino bianco, Andy indugi brevemente
per ritrovare la presenza del luogo, poi si volt e ripercorse in
silenzio il cammino attraverso il bosco.
L'ultimo giorno nei campi ormai  bell'e passato. Stava
tagliando tabacco con Nathan ed Elton quando Mat, Lightning
e gli altri Coulter sono arrivati coi carri a caricare di
nuovo. Si sono fermati sul lato pi lontano del campo.
Andy, - lo ha chiamato Mat. -  ora che te ne torni a casa,
suppongo. Sapeva che Andy aveva ancora qualche preparativo
da fare, qualche saluto da dispensare e un appuntamento
per la sera, e non voleva costringerlo a far le cose di fretta.
I tre tagliatori avevano appena finito i loro filari e si erano
fermati in fondo al campo a riposare, stavolta quasi muti per
la stanchezza.
D'accordo, ha risposto Andy.
Bene, vecchio mio, te ne vai? ha domandato Elton.
Credo di s.
Bene, Andy, -  intervenuto Nathan, - fa' il bravo e sii
prudente.
Certo, - ha detto Elton, - soprattutto prudente. E tra non
molto ti vedremo tornare da queste parti, immagino.
Andy ha posato gli attrezzi in fondo al filare vicino al
bottiglione dell'acqua. Certo. Ha guardato lontano verso
la valle del fiume, poi ha fissato gli amici e teso loro la mano.
Si sono stretti la mano e si sono salutati.
Gli altri stavano gi caricando il primo rimorchio, con
Mat che sistemava il carico, Mary Penn al trattore e tutti gli
altri a terra. Quando gli  passato vicino non si sono fermati,
ma hanno alzato la mano in segno di saluto.
Arrivederci, figliolo, ha detto Mat.
Ha lasciato il campo e si  voltato a osservare da una certa
distanza, e loro erano ancora l, immersi come prima nel
lavoro, circondati dal tabacco maturo e dalla luce serale in
un bagliore che, ha pensato, si sarebbe impressa per sempre
nella sua memoria.
A casa dei nonni Mattie e la piccola Margaret stavano
giocando in cortile, e cap che Hannah era tornata indietro
per salutarlo. Si  lavato le mani ed  entrato in cucina, dove
l'ha trovata seduta al tavolo con Margaret. Sulla sedia a fianco
di Margaret c' una pila di biancheria lavata e piegata,
e un grosso sacco di carta.  chiaro che la nonna lo stava
aspettando, la testa piena di discorsi da fargli.
Allora, ha attaccato esordendo senza salutare, come fa
ogni volta che ha la testa piena di pensieri, qui ci sono i tuoi
vestiti di ricambio. Sono puliti e ti ho appena rammendato i
calzini. E in quel sacco troverai i tuoi oggetti da barba e altre
cosette. E l c' un assegno di tuo nonno per il tuo lavoro, e
forse anche qualcosa di pi.
Okay, - ha replicato Andy sollevando i fagotti. - Grazie.
Cominciava a innervosirsi, ansioso di fare in fretta e andarsene.
Aspetta, - ha detto Margaret. - Non ho ancora finito. E
ha snocciolato il resto della lista che aveva tenuto a mente.
Dentro il sacco c' una scatola di biscotti da portare con te
a scuola. Cerca di non scuoterla per evitare di ridurli in briciole,
e non mangiarli finch non sei arrivato. E quando arrivi l
voglio che studi sodo e ti applichi al massimo, perch
penso che hai ricevuto in dono una buona testa e sarebbe
un peccato sprecarla. Tuo nonno la pensa allo stesso modo.
Margaret ha fatto una pausa, cercando di ricapitolare e
mettere ordine nel resto di ci che intendeva dirgli. Andy 
rimasto in piedi sorridente coi suoi fagotti in mano, sapendo
bene di dover aspettare finch la nonna non terminava il suo
discorso. Il modo in cui una persona dolce come sua nonna
l'ha incitato con severit a fare il suo dovere lo ha divertito.
Eppure si sente commosso come mai prima d'ora. La donna
aveva in testa pi di quanto diceva o avrebbe mai detto.
Teneva gli occhi fissi su di lui, miti e seri dietro gli occhiali,
come se puntandoglieli addosso in quel modo potesse impedirgli
di distogliere lo sguardo.
Ascolta, - gli ha detto. - Alcuni di noi qua ti vogliono un
gran bene, hanno molto rispetto per te e ti considerano un
tipo in gamba. Forse ci saranno momenti in cui ti sar utile
tenerlo presente. E prima di andartene da Port William penso
che dovresti salire all'hotel a salutare zio Jack.
Lo far, - ha risposto Andy. - Stavo per andarci.
E questo  praticamente tutto ci che volevo dirti. Adesso
vieni qui e dai un bacio alla tua vecchia nonna.
Andy si  fatto avanti obbediente, chinandosi e dandole
un bacio. Arrivederci, - ha detto. -  meglio che vada.
Giusto, - ha detto Hannah. - Si sta facendo tardi. Si 
alzata e lo ha stretto tra le braccia. Prima di baciare Kirby
magari sar il caso di darti una ripulita, ma io ti bacio cos
come sei. Gli ha dato un bacio sulla guancia. Comportati
bene, tesoro, ha aggiunto, poi lo ha fatto voltare e l'ha sospinto
verso la porta.
Adesso lui ha l'impressione che tutto sia veramente alle
sue spalle: la giornata, quell'estate, la sua esistenza cos
come l'ha conosciuta fino a quel giorno. Margaret e Hannah
gliel'hanno fatta avvertire, quest'improvvisa separazione.
Le parole di Margaret hanno trasformato la sua partenza in
un'occasione: capir in seguito che quello  stato il suo dono
per lui. Lo ha toccato nell'intimo, in quel paesaggio luminoso
della mente dove vive il passato, dove tutti loro - compresi
alcuni di coloro che ormai sono morti - sono presenti, e saranno
presenti ancora molto dopo che gli attuali vivi saranno
morti. Lo ha riscosso da quella che pareva la naturalezza
della partenza, trasformandola nella situazione complessa
che in effetti , che lei ritiene debba essere. E perci, quando
esce da casa, Andy fa il suo ingresso in un mondo diverso e
stranamente radioso, perch non cammina soltanto in quel
luogo, ma nella consapevolezza di quel luogo, circondato dai
fantasmi e dalle presenze di coloro che gli hanno voluto bene
e si sono occupati di lui per tutta la sua esistenza, e accompagnato
da versioni anteriori di s che ha vissuto in precedenza.
Avverte in gola la fitta di un dolore esultante.
Sistema i fagotti sul sedile del camioncino di Mat, con cui
se ne torner a casa e che poi Henry riporter a Mat venerd
dopo la scuola, quando si ripresenter per unirsi di nuovo ai
raccoglitori di tabacco. La piccola Margaret e Mattie gli sono
andati dietro per tutto il cortile.
Arrivederci ragazzi, dice Andy.
Voglio venire anch'io, dice Mattie.
Non puoi andare, stupido!, dice la sorella.
Andy, voglio venire anch'io.
La prossima volta, dice Andy.
Arrivederci, Andy dice la piccola Margaret. Torna in
gamba.
Mentre si allontana dal camioncino e cammina verso la
strada, Andy avvista Old Jack, che siede solitario su una
delle sedie piazzate sotto il portico dell'hotel. Il vecchio 
talmente immobile da sembrare inanimato. Anche da quella
distanza,  chiaro che non  cosciente di dove si trova: non
 presente in quel luogo. Pure, mentre attraversa la strada,
Andy avverte come sempre di approssimarsi a un passato
molto pi antico del suo, che non pu ricordare. Ma  un
passato cui, attraverso le conversazioni di Old Jack e dei suoi
genitori, pu accedere con l'immaginazione, e del quale ha
in tal modo preso possesso. Fin da bambino  stato l'ascoltatore
privilegiato di Old Jack, l'allievo della sua memoria. E
ha visto dischiudersi nella mente uno spazio vasto e antico,
con pareti decorate dalle complesse interconnessioni delle
discendenze di Port William, paesaggi divenuti irriconoscibili
anni prima che lui nascesse, popolati di uomini, donne
e bambini dai nomi ormai coperti di muschio sulle lapidi.
Sale sul portico e saluta con un'allegria forzata il corpo
assente del vecchio. Come va, zio Jack?.
Ma la mente di Old Jack, ovunque si trovi, continua a vagare
lontana per parecchi secondi. L'intelligenza dello sguardo
resta distante e il corpo del vecchio  immobile. Poi la testa
si volta, gli occhi si accendono e lo fissano. Che diamine,
figliolo, - dice, - va tutto a meraviglia, ti ringrazio. E alza la
mano in un gesto garbato di congedo, perch  convinto che
Andy sia il giovane che due ore prima l'ha aiutato a salire sul
portico dopo che era caduto davanti al negozio di Burgess.
Ma la voce gli suona pi familiare e cara dell'altro tizio.
Chi sei? chiede.
Sono Andy Catlett, dice Andy. E poi aggiunge: Il figlio
di Wheeler.
Dio santo onnipotente! - sbotta Old Jack. - Tesoro, non
ti avevo riconosciuto. E scuote la testa mortificato e ripete:
Non ti avevo riconosciuto.
Per un attimo sente calare dentro una specie di vergogna
per non avere riconosciuto il ragazzo, cui il suo amore
era gi predestinato a partire dal suo affetto per Ben Feltner.
Consapevole che probabilmente non vivr ancora molto a
lungo, pensa: D'accordo, d'accordo.
Sono contento di vederti, figliolo, - dice. - Vieni vicino
a me.
Andy si avvicina, e allungando la mano destra il vecchio
gli tasta il braccio dalla spalla al polso, e poi la gamba dall'anca
al polpaccio, palpandola e stringendola come avrebbe fatto
un tempo con la zampa di un cavallo. Ripete la solita frase:
Figliolo, hai le cosce troppo magre. Scuote la testa. Sperava
che il ragazzo mettesse su un po' pi di muscoli.
Per Andy quegli esami sono insieme imbarazzanti e
spassosi, eppure assolutamente commoventi, perch vi riconosce
una forma di affettuosit. Vi si sottopone a prezzo
di un notevole sacrificio della propria dignit - qualcosa, ha
l'impressione, di cui pu difficilmente privarsi.
Old Jack solleva la mano dalla cavit dietro al ginocchio
di Andy, afferra il gomito del ragazzo e lo spinge un passo
pi indietro. Si allunga sulla sedia per osservarlo meglio.
Nella fronte e negli occhi di Andy c' qualcosa che gli ricorda
Mat, e prima ancora di Mat, Ben. Ci detto, somiglia
soprattutto a Wheeler. Ha il naso solido che Wheeler ha ereditato
da suo padre. Old Jack sbuffa di piacere, il piacere di
un allevatore nel vedere i tratti migliori di un animale trasmessi
alla prole. Tocca il ragazzo con la punta del bastone.
Sei il ritratto di tuo padre, - dice. - La copia vivente di
Wheeler Catlett. Ma non sarai mai un avvocato come pap.
Non hai la testa giusta.
E resta per un po' a osservare il ragazzo. Non sa con certezza
che cosa combiner quel giovane nella vita. L'altro ragazzo,
quell'Henry, diventer avvocato. Questo qua, Andy, cos
ansioso di ascoltare i racconti dei vecchi tempi e cos interessato
alla gente che ha lavorato nei campi, rimane un mistero.
Che cosa vorresti fare di te stesso?. Pungola di nuovo
delicatamente il ragazzo con la punta del bastone.
Non so.
Dio santissimo, dice Old Jack.
Immagino l'agricoltore, dice dubbioso Andy. L'agricoltore
 quello che vorrebbe fare. Adesso per ha l'impressione
di essere orientato in tutt'altra direzione.
Bene, replica Old Jack anche lui dubbioso. Se vuoi
puoi farlo.
Libri, pensa. Quel ragazzo ama i libri. Di libri, lo sa Iddio,
ai suoi tempi Old Jack ne ha letti ben pochi. Quand'era
bambino ha letto i libri di scuola e si  dimenticato tutto,
tranne la storia del topo che rosicchia la corda e fa scappare il
leone. E molto tempo fa, sua sorella Nancy gli faceva leggere
dei passi della Bibbia. Ma quella era un'attivit difficile e noiosa,
prendere il libriccino tra le mani e recitare tutte quelle
parole nere: gli sembrava che avrebbe potuto continuare in
eterno, e trovava la prospettiva inquietante. Trovava invece
straordinario che certe menti fossero capaci di guardare le
parole e attraverso di esse vedere ci di cui parlavano. Lui
ci riusciva di rado. Nel Salmo 23, l riusciva a farlo. A volte
ha letto il giornale, ma o non  in grado di vedere attraverso
le sue parole, oppure, invece di vedere delle persone, vede
tanti piccoli oggetti che saltano intorno come pulci.
All'improvviso si ricorda delle buone maniere.  seduto
sulla sedia pi comoda, mentre il ragazzo  ancora l in piedi
davanti a lui. Si curva, aggancia con il manico del bastone
il piolo di una vecchia sedia da cucina poco lontano e la trascina
verso di s.
Qua - dice. - Siediti qua.
No, risponde Andy di nuovo imbarazzato. Prendo
quest'altra.
Ma Old Jack ha gi cominciato ad alzarsi. Si solleva aggrappandosi
a uno dei pali del portico e si lascia cadere con
altrettanta difficolt sulla sedia da cucina. Batte il bastone
sul sedile della poltroncina di metallo che ha appena abbandonato.
Siediti!.
Andy obbedisce sollevato. Magari ora si metteranno a
chiacchierare.  un conforto che si era augurato: starsene
l seduti sotto il portico, il paese davanti, le leggende del
passato vicine, e lui, per il momento, soltanto una presenza
gradita e amata del presente. Quante altre volte erano rimasti
seduti l, mentre Old Jack rievocava e meditava sui suoi
ricordi; e Andy lo ha ascoltato, esplorando poco alla volta
con la mente un mondo del passato in cui, grazie al dono
di Old Jack, era come se fosse nato, anche se ora non se ne
ricorda. Ma oggi non capiter. Non capiter pi.
Old Jack tamburella col bastone sul ginocchio di Andy.
Sei appena arrivato dal campo di tabacco.
Sissignore.
Cosa facevano?.
Nathan ed Elton tagliavano. Il nonno e gli altri caricavano.
Old Jack  seduto senza appoggiarsi allo schienale - dritto
come un cavaliere. Continua a tamburellare col bastone
sul ginocchio del ragazzo, poi si china leggermente in avanti.
E dimmi, figliolo. Chi ha preso la guida del taglio?.
Elton.
Ah! esclama Old Jack. Ora si rilassa appoggiandosi allo
schienale. Anche lui avrebbe fatto cos.
Nel ritmo di quel lavoro difficile, Elton si muove come un
ballerino, con una leggerezza priva di qualsiasi sforzo
apparente. Old Jack lo vede. Lo vede perfettamente nella sua testa:
mentre ondeggia, si piega e si raddrizza lungo il filare maturo
nella luce calda della sera - quell'uomo cos generoso, cos
attento nei gesti - con la lama che colpisce lieve quando si
piega, le piante dorate che vengono infilzate sui pali, il filare
che si allunga rapidamente alle sue spalle e si accorcia di
fronte. Con l'aumento della distanza la figura di Elton perde
individualit, e diventa l'incarnazione lirica di giovent, forza
e grazia, del desiderio di portare a termine tutto ci che
la luce consente. In questo momento potrebbe essere Elton
o Nathan, o Mat da giovane, o anche Old Jack ai suoi tempi,
o qualsiasi altro membro di quella stirpe di giovani svelti e
robusti, generosi nello spendersi, nata, prosperata e morta in
questo luogo, generazione dopo generazione.
E adesso lo sguardo di Old Jack  quello di un uomo che
osserva con intensit, anche se non sta guardando nulla a
portata di vista. Per un po' Andy fissa meravigliato il viso
di Old Jack.
Ma il silenzio si prolunga in modo inconsueto, e la mente
di Andy, assediata da quella stretta di pensieri, comincia
a vagare lontano da Old Jack. Riflette sull'imminente serata,
perch anche quella gli ha impegnato a lungo i pensieri. Sar
l'ultima sera con Kirby fino a chiss quando, forse fino a Natale.
Kirby, che  stata il richiamo e la croce dei suoi pensieri
per oltre un anno, partir anche lei per il college, ma andr
in un'universit alla moda sulla costa Est, in linea con le sue aspirazioni
sociali. Il pensiero di quella separazione delle loro strade
rattrista Andy e lo disorienta, colmandolo della confusione
di un risentimento inconfessato. Eppure quella separazione lo
rende anche impaziente: spera che potr chiarire il legame fra
loro facendolo sentire pi leggero. Vorrebbe che quest'amore
fosse in grado di alleggerirgli la mente, ma non  mai stato
cos. Vorrebbe che l'amore di Kirby fosse un dono senza riserve,
come gli sembra che sia il suo amore per lei, mentre Kirby
mette avanti una serie interminabile di condizioni. Gli dir che
pu anche darsi che lei non lo ami per sempre. Come possono
saperlo? Sono tutt'e due molto giovani, gli ricorda, quasi fosse
riuscita a trasformarsi in un'anziana prudente e dubbiosa grazie
a una sorta d'imperturbabile intuizione femminile. E le sue
dichiarazioni pi appassionate non riescono ad allontanarla
del tutto dalle convenzioni sociali, dalla preoccupazione per
il vestire e le regole dell'etichetta. Anche se non sono ancora
in grado di ammetterlo, il fatto  che loro appartengono a due
mondi diversi: Andy ai campi e ai boschi di Port William;
Kirby al circolo ristretto e ambizioso delle famiglie pi in vista di
Hargrave e al mondo che sta oltre. Andy non soltanto patisce
quella differenza senza capirla, ma adora ancor di pi Kirby
proprio per la stessa ragione.  come se tutte le contraddizioni
del tempo, del luogo e della natura di Andy si potessero risolvere
in lui se soltanto Kirby lo amasse per quello che . Ma
non sar cos. Lei lo ama come materia grezza.
Persino Andy sa di essere abbastanza grezzo. Alle feste,
a seconda di chi  presente, pu essere incredibilmente timido
oppure terribilmente rozzo.  sospettoso o sprezzante
nei confronti degli estranei, irrispettoso di ci che  sacro
e delle verit, ostinato, scontroso, sregolato, e in generale
eccessivo. Tutto questo conflitto e questa confusione sono
come il sapore di sale dell'acqua durante l'esilio, attraverso
cui intravede la patria che pensa il suo cuore abbia scelto
come Terra Promessa, l dove scorrono latte e miele: Kirby,
cos flessuosa, tenera e attraente, dallo sguardo cos
benevolo quando riesce ad accontentarla, cos abile nello smorzare
gli entusiasmi, vivace e sicura di s al di sopra di tutta la
confusione. Non meraviglia che il ragazzo sia disorientato.
Per un po', seduto in silenzio a fianco di Old Jack, assiste
al turbinare dei soliti pensieri e dolori rituali, delle solite
fantasie e speranze. Ma viene distratto dalla luce che cambia.
Guarda l'orologio e si alza. Deve cominciare a darsi da fare.
Old Jack si gira lentamente e leva lo sguardo verso il ragazzo
alto e dinoccolato che ha di fronte, sporco della linfa,
della terra e del sudore del campo di tabacco.  Andy,
il figlio pi grande di Wheeler. Figliolo, sono contento di
vederti. Come stanno i tuoi?.
Bene grazie, anch'io sono contento di vederti, - replica
Andy. - Adesso devo andare.
Old Jack gli stringe il braccio. Lo trattiene, lo sguardo dal
basso in alto fisso su di lui. Questo ragazzo ha qualcosa che
lo inquieta. Ma non riesce a ricordare cosa.
E di colpo Andy comprende lo sconcerto dipinto sul volto
del vecchio. Avverte il profondo oblio che sta calando
su di lui, il suo presente costituito da una serie di momenti
sempre pi sconnessi dai quali cerca rifugio nella solida
progressione del passato. Ha dimenticato ci che  successo
qualche ora prima, la conversazione a tavola, persino l'arrivo
di Andy pochi minuti prima.
Vado al college, - dice Andy. - Parto domani mattina.
Laggi al college, dice Old Jack.
Andy fa segno di s.
Old Jack continua a stringere il braccio fissando il volto
di Andy. Che cosa c' in serbo per questo ragazzo? Dove lo
condurr la sua partenza? Quali prove dovr affrontare? Di
quanta forza dispone per il lavoro che dovr intraprendere?
Capisce che con questo ragazzo  giunto alla conclusione.
Quando Andy Catlett si volter per andarsene, lo far per
addentrarsi in un futuro che Old Jack non conosce e non  in
grado d'immaginare.
La vista gli si annebbia. Anche se il ragazzo  sempre l,
non riesce pi a vederlo. Old Jack lo ha lasciato andare. Ha
la mano aperta e sollevata in segno di saluto e benedizione.
Studia i tuoi libri, dice. Vorrebbe dire altro, ma gli esce
soltanto di nuovo la stessa frase: Studia i tuoi libri.
Tre passi rapidi sulle assi del portico e il ragazzo  sparito.
Per un attimo Old Jack ha la sensazione di essere privo
di sostegno, come se in qualche modo rischiasse di cadere
dalla sedia. Poi gli passa. Riconosce di nuovo s stesso. Cos
com' e com' sempre stato, la stessa persona dopo tutte le
partenze e perdite. Lo riconosce come uno dei temi inesorabili
della sua vita: fin dall'inizio, il distacco di uomini e
donne che aveva amato, la perdita di giorni e anni, di leggerezza,
agilit e forza. L'altro tema  quello della fedelt a ci
che rimane. Ci che rimane  l'oscurit benigna da cui tutto
proviene, anche la luce, e cui alla fine tutto ritorna. Oggi
quell'idea non gode di abbastanza rispetto, pensa, ma lui
l'ha sempre rispettata. L'ha tenuta costantemente presente.
 rimasta al centro della sua mente. Gli ha permesso di resistere
e sopravvivere. Old Jack non ha avuto rimpianti n
ha desiderato una vita pi facile. Una volta imboccato quel
solco non si  voltato indietro, anche se ha capito che alla
fine sarebbe diventato profondo come una tomba.
Per farcela gli ci  voluto parecchio: dal giorno in cui il figlio
suo e di Ruth  nato morto in quel febbraio del 1893 fino
al giorno di inizio primavera del 1908, quando ha finalmente
estinto i debiti per la seconda volta. Quindici anni, con
l'ombra della morte sempre addosso. Gli ci sono voluti pi
anni di quelli trascorsi da Giacobbe a lavorare per le figlie di
Lbano, e gli ultimi cinque sono stati i peggiori e i pi tristi.
Negli anni seguiti alla morte di Rose McInnis ha continuato
a lavorare nel buio. Per come li ricorda, sono stati anni
senza colore n luce. In tutto quel tempo ha l'impressione
di non aver mai visto il cielo. Lavorava da prima dell'alba a
dopo il tramonto: per portare avanti i commerci indispensabili
a tenere a bada i creditori andava in paese la sera, quando
non poteva lavorare. Si privava di tutto e lavorava duro,
senza risparmiarsi. Quando poteva, cercava di aver qualche
riguardo per Ruth e Clara. Per s stesso, non lesinava i sacrifici.
Pat qualsiasi cosa per riuscire a guadagnare i soldi che
i creditori e la sua onest gli richiedevano. Nessuna visione
illuminava e giustificava pi la sua fatica. Non nutriva pi
grandi speranze: per giorni e settimane di fila, non vedeva
speranza alcuna. Era indifferente, tenace e resistente come
una bestia da soma, e da ci ricavava una sorta di tetra soddisfazione.
Continuava perch non voleva fermarsi, perch
non era pensabile smettere, allentare la stretta o sviare lo
sguardo dal suo dovere. E aveva sempre accanto il pensiero
della donna morta che lo aveva amato com'era, e di quella
viva che non poteva amarlo.
L'ombra di quell'epoca si allunga sopra di lui e s'impadronisce
di nuovo della sua mente. Ancora una volta  costretto
a sopportarla. Anche se non si  mosso, se  ancora
seduto sotto il portico dove Andy lo ha lasciato,  sprofondato
di nuovo nell'antica oscurit, gli occhi velati dal dolore
di un uomo costretto a portare il proprio peso nel mondo
come un fardello. Eppure oggi non  pi come allora, perch
nei suoi pensieri  consapevole della presenza di Mat
Feltner. Ora la sua memoria lo spinge avanti. Gli piacerebbe
vedere Mat con l'aspetto di quand'era ancora giovane.
Quando alla fine si era liberato del debito con la banca
- ci che doveva a Ben Feltner l'aveva gi ripagato - era
una di quelle giornate di falsa primavera di fine febbraio
col cielo sereno dopo la pioggia, le ombre delle nuvole che
scivolano sulla campagna, rapide quasi come un cavallo al
galoppo. Pass la mattinata lavorando, e appena finito di
mangiare prese il cavallo e and in paese con l'assegno che
aveva ricevuto il giorno prima per il raccolto di tabacco. Entr
in banca, firm e deposit l'assegno, ne fece un altro per
pagare gli interessi e ci che restava del capitale, e ricevette
in cambio il documento di estinzione del prestito.
Bene, disse il cassiere come per annunciare un benevolo
tributo, visto che conosceva le difficolt di Jack. Ma Jack
era gi diretto verso la porta: l'antico impulso e urgenza erano
ancora in lui, e aveva del lavoro da fare. Pieg due volte
il documento, lo cacci nella tasca della camicia e salt in
groppa al cavallo.
Era un bel cavallo nero cui Jack aveva dato il nome di
Socks, perch aveva tutte e quattro le estremit delle zampe
bianche come calzini. Avvezzo alla fretta del suo cavaliere,
il cavallo si mise in moto senza incitazioni n colpi appena
montato e lo condusse velocemente fuori citt. L'animale
aveva un passo disinvolto e inesauribile, e Jack cavalcava
con la grazia istintiva che molti anni dopo faceva ancora
voltare la testa alla gente.
Seduto sotto il portico dell'hotel, ben ritto sulla sedia, Old
Jack percepisce di nuovo il moto di quel galoppo - compiaciuto
come allora della fedelt del cavallo alla sua andatura.
E ciononostante  quasi senza pensieri, la strada grigia che
scorre via al ritmo monotono degli zoccoli ferrati. Da molto
tempo ormai non pensa pi al futuro con l'antico piacere
libero della mente: i pensieri sono gravati di necessit e urgenze,
circoscritti dalle limitazioni del momento, della stagione
e del tempo atmosferico. Eppure, ora,  consapevole
di un cambiamento, come si pu esserlo del tempo che muta
sopra la nostra testa. La sua esistenza  cambiata: la ruota
ha fatto un altro giro. E dopo aver svoltato nella strada di Birds
Branch dirigendosi verso casa, frena il cavallo e lo conduce
al passo per riflettere sulla nuova situazione.
Tocca il documento del prestito che conserva ripiegato in
tasca. Passa i polpastrelli sui bordi fruscianti del foglio che
lo ha costretto a perdere tutto e legato il suo lavoro per anni
allo spettro della rovina: sfiora col pollice la carta liscia e sottile,
testimone della concretezza di quell'impegno mortale
da cui ora si  liberato. Dopo tanti anni  finalmente libero.
E la fattoria  libera. Elenca in tono di sfida e trionfo i nomi
di coloro che lo davano per sconfitto. Ma dentro di s pronuncia
parole senza forza, come recitate a memoria, e la dichiarazione
rimane irreale. Eppure continua a cavalcare con
una strana tensione guardandosi intorno eccitato, come se
la sua vista si fosse alla fine liberata da una lunga prigionia.
Sulla collina oltre il guado di Bird's Branch giunge in vista
dei terreni della sua fattoria: la casa, gli edifici e le stalle,
le inerti zolle invernali dei pascoli, il velo di grano verde sui
campi dell'anno precedente, la pietra grigia delle recinzioni
lungo il contorno arcuato dei pendii, i tronchi e i rami palmati
e irti di punte del bosco spoglio. E ora ha l'impressione
che l'anima ritrovi la libert, come un carbone opaco, spandendo
lucentezza intorno a s.  partito soltanto da due ore,
ma  come se tornasse da un viaggio lunghissimo o da una
guerra. Adesso  consapevole del cielo che si apre sopra di
lui, del nitido occhio del firmamento sopra la sua testa. In
quello sguardo prolungato e tenace avverte la nitidezza della
propria figura. Lontano, sopra la fattoria, vede trascorrere
le grandi ombre delle nuvole, che a tratti oscurano e rendono
pi luminosa l'aria ripulita.
Chiaro e integro di fronte a s ora vede l'oggetto della sua
fede, come non l'aveva pi visto da quindici anni. E sente
schiudere dentro di s l'immobilit di un campo falciato di
fresco, una pace che non ha mai conosciuto. Ha trascorso gli
ultimi cinque anni al limite della propria resistenza fisica,
senza mai alzare gli occhi dal terreno, spegnendosi ogni notte
in un sonno solitario, come se il letto fosse una tomba, da
cui si alzava di nuovo al buio con le ossa rotte per riprendere
la fatica di risarcire il passato. E adesso, la carne scossa dal
brivido della coscienza, si rende conto di avercela fatta.  rimasto
fedele alla terra in tutte le sue trasformazioni annuali
da fanciulla a madre, fidanzata, moglie e vedova di uomini
come lui fin dall'inizio del mondo.
Aveva sprecato la vita - quindici anni che pensava sarebbero
stati, e avrebbero dovuto essere, i migliori e pi abbondanti
della sua esistenza: svaniti dalla Terra, buttati via in delusioni e
dolori, in oscurit e fatiche senza speranza, per ritrovarsi adesso
al punto in cui aveva iniziato. Ma per lui  sufficiente, pi
che sufficiente. Sta tornando a casa - non soltanto come luogo,
ma alla possibilit e promessa che un tempo vi scorgeva, e ora,
se non prima, alla comprensione che ci  sufficiente. Dopo
quell'atroce fatica, resta abbastanza, pi che abbastanza. Pi di
quanto credeva. Aveva perso la vita e ora l'ha ritrovata.
Gli tornano alla mente alcune parole: S, se anche dovessi
camminare per una valle oscura, non temerei alcun male...
S, se anche dovessi camminare per una valle oscura, non
temerei alcun male - le parole del vecchio salmo che Nancy
lo aveva costretto a ripetere quand'era bambino finch gli
erano rimaste impresse per tutta la vita. Gli era sempre riuscito
di vedere attraverso quelle parole per comprendere di
che cosa parlavano. Scorgeva i pascoli verdi, le pozze d'acqua
e il pastore che la sera guidava le pecore gi dalle colline
ad abbeverarsi. Adesso comprende di non averle mai capite
prima, ma di capirle ora. L'uomo che per primo aveva
prnunciato il salmo era stato spinto fino al limite, aveva visto la
propria rovina, aveva avvertito nel peso della propria carne
la concretezza della morte e la misura della sua disperazione.
Sapeva che la sua origine non stava in ci che lui o altri
uomini avevano fatto, e che nessuna azione potesse compiere
era adeguata ai propri bisogni. E alla fine aveva puntato
lo sguardo oltre quei limiti e aveva visto il mondo ancora
l, colmo di forza e di abbondanza al di l del fatto che lui
vivesse o meno, degno della sua vita, del suo lavoro e della
sua fede. Aveva capito che si sarebbe distinto non per ci che
era o poteva diventare, ma per ci che aveva servito. Oltre
di lui stavano la pace, il riposo e la gioia che desiderava. Esiste
qualcosa d'altro oltre i limiti della forza, dell'intelligenza,
del desiderio, della speranza o della fede di un uomo. Il calice
trabocca. Mentre l'uomo giace insonne a letto, esausto e
disperato, inerme come un bambino, la pioggia cade dolce,
l'albero mette le foglie, il seme germoglia nel campo coltivato.
E quando quell'uomo capisce di vivere di un'abbondanza
che non gli appartiene, nonostante la rovina che incombe alle
sue spalle e davanti a lui, si trover in pace, perch ha compreso
ci che  davvero importante.
Jack aveva rallentato il cavallo appena giunto nella parte
alta della sua propriet, e lo aveva fermato come per lasciarlo
contemplare da un occhio critico - senza pensare n
preoccuparsi del cavallo, ma per un'abitudine della mano. E
ora lo avvia di nuovo lento, per inseguire il filo dei pensieri
e gustare la conclusione del ritorno. Ha l'impressione che la
vita sia giunta al suo vero inizio. Ha quarantotto anni.
Che la sua vita fosse rinata, che fosse stato trascinato gi
verso il fondamento del suo posto nel mondo e della verit
e si fosse rimesso in piedi, che da quella sofferenza e solitudine
avesse ricavato una pace e speranza profonde, e che
quella pace lo avrebbe accompagnato sino alla fine dei suoi
giorni - tutto ci comprese e tenne per s nella quiete del
cuore. A chi avrebbe potuto parlarne, a quell'epoca? Non
certo a Ruth, perch la sua era una fede diversa, e nessuna
difficolt o gioia sarebbe riuscita a condurla pi vicina
a casa; e comunque lui e Ruth non parlavano mai di cose
importanti. Non a Clara, che era ancora una bambina - e
che in un certo senso sarebbe rimasta sempre una bambina,
perch non avrebbe mai dovuto sopportare un fardello capace
di insegnarle ci che lui aveva capito. Forse a Ben, ma
Ben ormai era vecchio, e il discorso che Jack avrebbe voluto
fargli era troppo segnato dal dolore per essere pronunciato
di fronte a un uomo cos vicino alla tomba e cui lui era tanto
affezionato. Ma ebbe l'impressione che Ben sapesse gi tutto,
perch quando gli disse che aveva estinto il debito e si
era rimesso in piedi, Ben sorrise e rispose: Vedi che  tutto
a posto, caro Jack. Non te l'avevo detto?.
Fu soltanto con Mat, dopo che questi, raggiunta l'et
adulta, aveva ricevuto in eredit la terra di Ben e se n'era
dimostrato degno, che Jack inizi a parlare dell'esultante
consapevolezza che aveva raggiunto. Poi, temendo che Mat
distogliesse lo sguardo da ci che aveva intrapreso o tentasse
per troppo orgoglio di andarvi oltre, Jack indicava con la
mano le colline e valli che ai loro occhi portavano il ricordo
e il segno indelebile di Ben e diceva:  tutto ci che hai,
Mat. La tua unica possibilit. Tutto quello di cui disponi: ci
che puoi tentare di guadagnare altrove, lo perderesti qui.
Poi, posandogli una mano sulla spalla e rivelandogli tutta la
paura e la gioia nel suo sguardo, aggiungeva:  sufficiente,
pi che sufficiente. E citava il salmo: S, se anche dovessi
camminare per una valle oscura, non temerei alcun male,
perch tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi
danno sicurezza. Davanti a me prepari una mensa sotto gli occhi
dei miei nemici; cospargi il mio capo di olio. Il mio calice
trabocca. E poi gli domandava quasi per scherzo: Capisci
ci che intendo, Mat? Capisci cosa significa?. E puntava gli
occhi su quell'uomo pi giovane di lui, per impedirgli di
ribattere affrettatamente o senza pensarci che aveva capito.
E dunque fece in modo che quando venne il momento in
cui Mat aveva bisogno di quelle parole, le avesse in mente
anche lui.
Quella rinascita della sua esistenza non modific in alcun
modo la sua immagine o il suo modo di comportarsi. A
quel punto era ormai determinato e indurito: aveva assunto
l'aspetto che avrebbe avuto in seguito. Da quel momento
in poi, sarebbe cambiato soltanto per effetto del passare del
tempo. Jack aveva mani, volto e corpo segnati da anni di fatica
e lavoro all'aria aperta: sembravano congelati nella loro
forma e posa, come se la sua carne fosse stata temprata fino
a raggiungere la durezza del legno o dell'osso. E mostrava
anche un'aria di testardaggine e sopportazione, che trapelava
dal modo in cui si presentava e si muoveva, dall'espressione
della faccia, dalla franchezza dello sguardo.
Chiunque lo guardasse, a quell'epoca, capiva che si trattava
di un uomo che non avrebbe esitato di fronte a qualsiasi
cosa ritenesse necessaria, qualunque cosa affetto, lealt
od obbligo gli avessero imposto. Era diventato un uomo la
cui presenza cambiava il comportamento degli altri uomini:
quando compariva in mezzo a loro, la sua influenza diventava
tangibile nel modo in cui tutti lo guardavano, si atteggiavano
o parlavano.
Ma a dispetto degli scarsi cambiamenti visibili nell'aspetto
e nei modi, il suo mutamento interiore fu profondo e duraturo,
e divenne percepibile nel nuovo aspetto della sua
propriet. Quel pomeriggio di febbraio, quando torn a casa
dopo l'estinzione del debito, cap che sotto l'oppressione del
suo pessimismo e della sua lunga battaglia la fattoria aveva
assunto un aspetto desolato. Gli alberi del cortile pi vicini
alla casa, morti o troppo malridotti per reggersi in piedi,
erano stati tagliati senza essere sostituiti, lasciando l'edificio
senza un filo d'ombra. Il frutteto piantato da suo padre era
quasi morto anche lui. Tutti gli edifici accessori reclamavano
una mano di pittura. La stalla costruita dieci anni prima
in sostituzione di quella distrutta dall'incendio non era mai
stata verniciata: le tavole di legno ormai apparivano grigie
e solcate dalla ruggine dei chiodi. Ancora pi drammatica
era la situazione dei due o tre campi che aveva trascurato
o sfruttato eccessivamente sotto la pressione dei debiti. Dovunque
si girava vedeva la necessit di interventi e riparazioni,
e pregustava la soddisfazione che avrebbe ricavato
prestando quelle attenzioni.
Ricordava quanto aveva capito dopo la rissa con Will
Wells: che non poteva pretendere da un altro uomo di lavorare
senza speranza: e dunque non avrebbe cercato di
possedere altra terra, ma avrebbe indirizzato i suoi rinnovati
sforzi ai terreni che gli appartenevano di diritto, e non
tanto perch gli appartenevano, quanto piuttosto perch,
attraverso il dispendio della storia e del lavoro, lui apparteneva
a essi, e perch se ne poteva occupare da solo in
modo corretto. La comprensione di quel fatto era stata la
causa immediata di gran parte delle sue difficolt. Ora lo
rendeva libero. I risultati divennero visibili poco per volta
intorno a lui e sotto i suoi piedi. I suoi pensieri smisero di
puntare alla distanza dell'eventualit per rimanere circoscritti
nei limiti della fattoria. Si trasform di nuovo in un
custode autentico della sua terra. Continuava a operare e
a procedere come prima, ma adesso il suo lavoro aveva un
effetto curativo: ricostruiva il benessere della propriet e
il proprio senso di soddisfazione. Era giunto ben lontano
da ci che avrebbe potuto diventare. Ora, quando al mattino
si dirigeva nei campi e tornava a casa la sera, mentre
sorvegliava il bestiame nei pascoli, mentre faceva il giro
di recinti e stalle per sbrigare le varie faccende, sentiva risplendere
dentro una gioia profonda, nella quale il cielo si
rispecchiava come l'acqua di un pozzo.
Diede inizio al risanamento dei campi. Grazie al tempo
e denaro di cui disponeva, ripar, vernici o dipinse a calce
gli edifici. Piant nuovi alberi da ombra in cortile e nuovi alberi
da frutto, dando loro da bere nei periodi di secca estiva.
Piant cespugli di bacche e un pergolato d'uva, e poi siepi,
aiuole e arbusti. Nelle sue mani la propriet divenne bella e
rigogliosa come non l'aveva mai vista.
Not sul volto di Ruth i segni di un ammorbidimento
causato dalla soddisfazione per il suo operato. Sapeva che le
stava rendendo la vita pi piacevole, e ne fu contento. Ma la
gratitudine che lei gli dimostr fu quella che avrebbe potuto
mostrare a un estraneo. Jack non chiese di pi. Era troppo
tardi ormai, e doveva accettare la situazione. Ma avvertiva
acutamente il bisogno di parole tra loro. Se avessero potuto
parlare di s stessi con un minimo di franchezza, della loro
esistenza con un minimo di piacere reciproco, lo sguardo
rivolto al futuro con preoccupazione o speranza, ci avrebbe
reso diversa la vita e la morte di entrambi. Ma lei non
poteva offrirsi, e lui non poteva chiedere. Era colpa sua: non
era riuscito a tenere insieme campi, casa e letto coniugale, e
non poteva chiederglielo. Non poteva succedere, anche se la
visione di quanto aveva perso sopravvisse nella consapevolezza
del fallimento, gli rivel le dimensioni della tragedia e
lo rese un uomo completo. Per l'amore di una donna ormai
era troppo tardi. E quello era tutto ci che mancava.
Nel freddo e nel buio della stalla percepisce gli odori di
fieno, letame e corpi animali: il rumore della masticazione,
dell'erba estratta dalle mangiatoie, delle granaglie che
crepitano nei trogoli. Le mangiatoie sono piene di fieno, i
pavimenti di box e recinti coperti di paglia pulita. Il vento
di settentrione fischia contro la facciata. Ha mani e piedi
doloranti dal freddo, sente fame ed  stanco. Terminato il
lavoro, potr dedicarsi al sonno. Per un attimo avverte con
prepotenza il desiderio di dormire, che sembra far ondeggiare
i suoi passi col pensiero del peso del corpo che si allenta
e quieta.
Esce, chiude i portoni dietro di s e si volta verso il crepuscolo
invernale, il vento gelido uscito da una distanza
senza stelle che curva sopra la fattoria. Il terreno comincia
a imbiancarsi di neve, e Jack avverte i fiocchi sciogliersi sulla
guancia. Ma per un attimo rimane immobile in mezzo a quel
mondo che gira, nel turbine della neve, nella notte che cala.
Col gesto di serrare le porte alla fredda oscurit, ha chiuso e
custodito nella mente la prosperosit serbata nella stalla, la
visione di una vita riparata che emerge nel verde primaverile.
Ecco la sua devozione. Alza il viso sotto la lunga discesa
dei fiocchi di neve.
Pensa di nuovo a Mat, che sente vicino bench pi giovane.
Nell'estate del 1912 Ben Feltner era morto - ucciso a colpi
d'arma da fuoco da un uomo di cui era stato amico. Old Jack
avverte un'altra volta il peso di quel lutto improvviso.
Dopo che Ben se n'era andato, Jack aveva rivolto mente
e occhi su Mat. Gli aveva voluto bene fin da ragazzo, e aveva
avuto la soddisfazione di vederlo diventare un giovane
adulto degno, forse, di suo padre. Tenne presente quel forse,
perch era consapevole che il ragazzo non era ancora stato
messo alla prova, e aveva atteso quel momento.
La prova, lo sapeva, giunse con la morte di Ben, e non
fu breve. Conoscendo la responsabilit individuale che l'assenza
di Ben scaricava sulle spalle di Mat, Jack cominci a
bazzicare pi di prima la fattoria dei Feltner. Ogni volta che
aveva mezza giornata libera, prendeva cavallo e carro e passava
a far visita a Mat a prescindere da qualsiasi lavoro stesse
facendo. Gli offriva il suo aiuto, ma soprattutto la sua presenza.
Cos come trent'anni prima Ben era stato disponibile
con lui, ora Jack si metteva a disposizione di Mat. Gli dava
solidit, e anche quel tantino d'inquietudine e pressione che
un giovane pu ricavare soltanto dall'occhio esperto di un
uomo pi vecchio di lui. Era stato fortunato, perch quando
Mat aveva avuto bisogno di lui Jack ormai si trovava al
sicuro, perch a quel punto aveva alle spalle gli anni della
sua solitudine.
In questo istante rivede Mat quando aveva ventisette o
ventotto anni - ancora un po' volubile e impaziente, un po'
troppo ansioso o scoraggiato, ma un brav'uomo ormai prossimo
all'epoca in cui avrebbe conversato e lavorato alla pari
con Jack. Rivede il viso di Mat com'era allora: le grandi orecchie
sporgenti, il naso leggermente ricurvo simile a quello
dei Beechum, gli occhi chiari e comprensivi del padre, il cappello
sbarazzino inclinato all'indietro sul capo, un sorriso
- forse appena inquieto, forse un po' ribelle - che solleva gli
angoli delle labbra mentre fissa Jack per cogliere un segno
di ci che pensa.
E ancora una volta Old Jack solleva la mano e la apre.
 
Capitolo 8.
Esilio.

Mrs Hendrick si  gi affacciata due volte dalla zanzariera
della cucina per sollecitare di malagrazia: Cena!, e
anche se Old Jack l'ha sentita benissimo se n' dimenticato
all'istante. O meglio, l'ordine secco  caduto sulla corrente
dei suoi pensieri come una foglia morta sulla superficie di
un torrente in piena, per essere trasportata a quarant'anni
di distanza. Soltanto quando la padrona si degna di uscire
sul portico e si piazza di fronte a lui con le mani sui fianchi,
la chiamata penetra finalmente nello stanzino semibuio
dell'attuale coscienza di Old Jack, e la donna ha la soddisfazione
di vedergli alzare lo sguardo, gli occhi offuscati e
lontani sotto la visiera del cappello.
Buona sera, Suzy.
La cena  pronta. Vi ho gi chiamato due volte.
Ti ringrazio. Vengo subito.
Per maggior certezza, lei aspetta che lui si alzi e lo segue
attraverso la porta, il minuscolo ingresso e la sala da pranzo,
dove l'attende il resto della misera compagnia - quattro
donne anziane e due uomini altrettanto anziani.
Da molti anni l'hotel di Mrs Hendrick non accoglie pi
ospiti nel senso comune del termine. Le strade sono ormai
troppo agevoli e i mezzi di trasporto troppo veloci perch
qualsiasi viaggiatore che si rispetti, politico o agente di commercio,
venga sorpreso dalle tenebre in un posto sperduto
come Port William. E senza dubbio, da ancora pi tempo,
nessun viandante degno di questo nome guarda con sollievo
o interesse alla frugale sistemazione offerta da Mrs
Hendrick. Oggi gli ospiti dell'albergo sono tutti ospiti permanenti
- entro i limiti concessi dalla mortalit, si capisce.
L'accordo  che resteranno l fino al giorno del trapasso, o
finch non verranno portati via per morire tra una selva di
tubi in un letto d'ospedale, visto che sono tutti antichi vedovi
e vedove della comunit, troppo vecchi o malandati per
vivere da soli nelle loro fattorie isolate, senza figli, oppure
recalcitranti, incapacitati o non graditi per abitare insieme ai
figli che vivono e lavorano in citt. Sono destinati a morire
a basso costo accompagnati dalle cure di Mrs Hendrick, la
quale, bisogna dirlo, li conserva caldi e ben nutriti sotto il
suo sguardo responsabile. Sono ormai anni che Jayber Crow
parla dell'istituzione come dell'aeroporto locale: Il posto in
cui si riuniscono i passeggeri in partenza per l'altro mondo.
Sotto gli occhi sempre vigili di Mrs Hendrick, Old Jack
raggiunge il suo posto fisso in fondo all'unico lungo tavolo
occupato, a fianco di altri tre vuoti. Senza togliersi n giacca
n cappello trascina la sedia fino all'angolo del tavolo e vi si
sistema, la mano sinistra ancora ben salda sull'impugnatura
del bastone. L'atteggiamento comunica perci una relazione
incerta e precaria col resto del tavolo e della compagnia
presente. Old Jack sembra pronto ad alzarsi e andarsene in
qualunque momento.
Quando gli piazzano di fronte la scodella serale di zuppa,
sulle prime non la degna della minima attenzione, e poi,
quando i movimenti e i rumori dei commensali sembrano
richiamare la sua attenzione, inizia a sfiorare la superficie
del liquido portandoselo alla bocca con aria assente, mentre
regge tra pollice e indice l'estremit tremolante del cucchiaio.
Il tutto sempre sotto lo sguardo vigile di Mrs Hendrick,
perch generalmente Old Jack si rivolge alla sua cena con
la stessa franchezza che riserva a chiunque meriti la sua attenzione:
di solito mangia di gusto e chiede il bis. La donna
l'osserva con attenzione e forse con una certa ansia, o addirittura
con simpatia perch non  priva di cuore, anche se
dal suo punto di vista i rapporti con Old Jack non sono mai
stati proprio entusiasmanti.
Tutto a posto, Mr Beechum? Vi sentite bene?.
Bene, grazie, Suzy.
Posso portarvi qualcos'altro?.
No, no. Grazie, brava donna.
I loro rapporti, almeno dalla prospettiva di Mrs Hendrick,
sono sempre stati difficili. Il carattere di Old Jack, nonch i
suoi usi, valori e orari, non si sono per nulla conformati a
quelli della padrona di casa. Si alzava e pretendeva di far
colazione a un'ora che secondo la donna era ancora notte
fonda. Quando lei tentava di essere delicata, lui era chiassoso.
Quando lei era discreta, lui si comportava in modo
brusco. Quando lei era pudica, lui era impudente. Quando
lei era pia, lui era irriverente. E via di seguito. Per tre o quattro
anni dopo che si era trasferito l, lui la perseguit con
un enorme orto a cui, senza che lei gliel'avesse mai chiesto,
Old Jack sacrific tutto il terreno retrostante l'hotel. La
donna dovette ammettere che avere a disposizione ortaggi
che lui coltivava gratis rappresentasse per lei un risparmio
e anche un piacere. Ma ritrovarsi senza preavviso e alle ore
pi impensate con una quantit di ceste tra i piedi in una
cucina mezza sepolta di ortaggi, o venir tirata gi dal letto
alle quattro del mattino insieme alle altre ospiti femminili,
nella speranza che si sarebbero offerte su due piedi per fare
la conserva con i pomodori di diverse casse, era troppo, e
quando la cosa ebbe fine la donna ne fu lieta. E naturalmente
ebbe fine, come Mrs Hendrick aveva sempre intuito nei
momenti di maggior calma. Perch in quella che forse vide
come una competizione con Old Jack, il tempo giocava dalla
sua parte. E pi la donna si avvicinava al suo trionfo finale,
pi indulgente e comprensiva riusciva a essere. I due erano
riusciti a vivere sotto lo stesso tetto per otto anni perch dal
suo punto di vista Old Jack era per lo pi indifferente alla
loro rivalit, mentre Mrs Hendrick si doveva accontentare
di controbilanciare i fastidi con l'affitto.
Old Jack aveva considerato la sua residenza in quel luogo
come un semplice compromesso, un accomodamento delle
circostanze, di per s n buono n cattivo. O forse come
la migliore tra le alternative peggiori. La peggiore di tutte
sarebbe stata quella di andare a vivere con la figlia Clara
e il marito, il banchiere Gladston Pettit, nella loro lussuosa
casa di Louisville, dove riteneva che si sarebbe sentito non
soltanto un vecchio inutile, ma anche un completo estraneo.
Quando decise di trascorrere l'ultima parte dei suoi giorni
all'hotel di Port William, Old Jack ag sulla base di quelle
che considerava due verit indiscutibili: la prima era che,
anche se non apparteneva pi alla sua fattoria - perch vivendoci
da solo era diventato una fonte di preoccupazione
per amici e parenti -, per lo meno apparteneva ancora alla
gente che amava e conosceva; la seconda era che Clara era
sua figlia solo nel nome e, in una maniera triste e irreparabile,
nel suo affetto.
Fin dall'epoca della sua nascita, Clara era stata figlia di
Ruth. Lui l'aveva sempre saputo. Poich avvertiva una sorta
d'inferiorit morale per il fatto di non essere l'uomo che
Ruth desiderava fosse, in quella materia si era dato per vinto,
cos come, per quanto i mezzi e l'orgoglio glielo permettevano,
in tutte le questioni che riguardavano la casa. Del
resto, a meno che la bambina non lo seguisse nei campi, cosa
che faceva molto di rado, non poteva sperare d'influenzarne
il carattere. E cos la piccola era cresciuta in casa, sotto
la persistente tutela dell'ambizione frustrata della madre.
Jack intu molto presto la strada che la figlia era destinata
a seguire - o perlomeno, lo cap abbastanza da non essere
sorpreso dalla piega degli avvenimenti.
Quando Clara termin gli studi offerti dalla scuola pluriclasse
di Birds Branch, venne mandata a studiare in un collegio
femminile allora di moda ad Acropolis, una cittadina
sul fiume Ohio poche miglia a monte di Hargrave. E quando
termin gli studi ad Acropolis, pass a un piccolo college
religioso nel Kentucky centrale. Quando Clara si iscrisse ad
Acropolis, Jack aveva ormai estinto i debiti, ma non era affatto
benestante, e fu costretto a nuovi sacrifici ed economie per pagare
la retta durante gli otto anni che la figlia trascorse lontano
da casa. Nella stagione calda, lui lavorava di frequente senza
cappello o scarpe. Quando arava il mais, lo faceva spesso a
gambe nude per evitare che le lame dell'aratro gli tagliassero i
pantaloni. Nessuna economia era troppo insignificante o severa
per lui, e quei sacrifici gli permisero di dare un'istruzione a
Clara. E Ruth si mantenne altrettanto frugale e parsimoniosa.
Conservava e riutilizzava ogni pezzettino di materiale, ogni
ritaglio di tela. Cuciva da sola i vestiti di Clara. Andava a vendere
uova e panna per far s che la figlia disponesse di un po'
di denaro. Clara emerse all'et di ventidue anni - una giovane
donna attraente, allegra ed evidentemente da marito - dagli
stenti e dalle aspre divisioni dei genitori, ignara della realt di
quelle privazioni come la pi benestante delle sue compagne.
Clara trascorse i primi due anni dopo la fine del college
in una lunga serie di scambi di visite con le sue amiche ora
sparse per tutto il Paese. Fu una lunga stagione di corteggiamenti
e matrimoni. La vecchia abitazione venne infine illuminata
a giorno per un'altra importante occasione: stavolta
si adorn per dare l'addio all'ultima erede. Ma fino al giorno
della sua partenza, la casa fu vivace come mai lo era stata in
tutta la sua storia. Gruppi di giovani si fermavano in visita
per diversi giorni. C'erano grande turbinio ed eccitazione
per scegliere l'abito e prepararsi; c'erano pranzi, risa e canti;
il cortile era affollato delle auto coperte di polvere dei giovanotti
in visita parcheggiate sotto gli alberi. Il lavoro della
fattoria continuava lontano, come sullo sfondo, con Jack trasformato
in una figura solitaria del paesaggio.
A volte, quand'era a casa da sola, Clara evocava di nuovo
la maliziosa complicit dell'infanzia, quando il padre
tornava dai campi con le tasche piene di sorprese e restava
ad ascoltare sorridente le sue chiacchiere su persone
ed eventi per lui senza significato. Jack si trasformava di
nuovo nell'immagine di quell'uomo distante e benevolo
in un'epoca che le pareva lontanissima. Ma non era pi
una bambina, e non poteva parlargli come allora. E lui era
consapevole che ai suoi occhi lui rivelava qualcosa della
stranezza e durezza, dell'implicita minaccia o pericolo
che Ruth vedeva in lui. In presenza di estranei, la figlia lo
descriveva secondo i soliti stereotipi urbani del contadino:
l'uomo della terra, l'agricoltore spavaldo, orgoglioso e
rude ma a suo modo comico nei modi e nell'eloquio, con
le sue eccentriche preoccupazioni e le sue abitudini casalinghe.
Oh, pap, sei impossibile, - diceva, - proprio impossibile.
Lui se n'era accorto e capiva bene il significato
di tutto ci.
Il loro allontanamento fu suggellato dal matrimonio
della figlia con uno dei guidatori di automobili, un certo
Gladston Pettit di Louisville, giovane gi di notevole successo
con brillanti prospettive nel campo delle attivit bancarie
e finanziarie. Il matrimonio si tenne nella loro casa - una situazione
che imbarazz Jack per la moltitudine di formalit
e per quella che gli parve ostentazione, e lo rattrist per la
sua solennit e irrevocabilit. Rappresent invece il trionfo
di Ruth, che fece come avrebbe desiderato essere trattata lei.
Gladston Pettit era un uomo di magnifico aspetto, come
lui sapeva bene, dal fisico atletico, i lineamenti regolari, un
sorriso ottimista e disarmante e capelli ondulati con la riga
nel mezzo. Esibiva nei confronti del suocero tutte le moine e
gli atteggiamenti classici di un rispetto astratto e puramente
formale. Ogni volta che Jack parlava, Gladston ascoltava
con quello che pareva un eccesso di attenzione. Poneva continue
domande sull'andamento della fattoria, con l'ampio
sfoggio d'interesse per i dettagli che le sue conoscenze gli
consentivano. Perch Glad Pettit era l'affabilit in persona, e
per lui, come per Clara, Jack era l'Uomo della Terra. Amava
confessare ai colleghi di citt che uomini come suo suocero
erano il sale della terra. Nonostante tutta quell'ammirazione,
per, Glad non era n intenzionato a imparare da lui n
a imitarlo. Sulle sue scarpe c'era meno terra di quanto ce ne
poteva essere su una coppia di bambini appena nati.
Durante le loro visite domenicali alla fattoria, che avevano
luogo pi o meno una volta al mese, Clara e Glad arrivavano
con l'auto di Glad che sembrava diventare pi grande,
lussuosa e luccicante ogni anno di pi, con la sua patina immacolata
che mal sopportava la polvere delle strade di campagna.
Per tutta l'epoca del corteggiamento di Clara, Glad
aveva sempre parcheggiato l'auto sotto un albero a una certa
distanza dalla casa: ora per si fermava esattamente ai
piedi del portico, in modo che la moglie passasse dall'auto
alla casa quasi senza toccare terra. Lei si dirigeva verso la
cucina, dove la madre appena tornata dalla chiesa preparava
la cena con il grembiule sopra il vestito buono. E Glad,
che portava sempre con s il giornale per poi conferirlo ai
suoceri, si sedeva a gambe incrociate sulla sedia a dondolo
del soggiorno, accendeva un sigaro e leggeva l'edizione
domenicale. Quando Jack tornava a casa, Glad si alzava, gli
tendeva la mano, inscenava il solito interesse rituale per i
raccolti e il tempo, e poi s'immergeva di nuovo nella lettura
e nel fumo.
E quando la coppia se ne andava, l'auto era sempre carica
dell'abbondanza della fattoria. Mentre la giovane coppia
si preparava a partire, Ruth e Jack ammassavano tutti i
prodotti di stagione a disposizione, dalla prima insalata di
primavera alle ultime rape e pastinache autunnali, dai polli
di inizio estate al tacchino del Giorno del Ringraziamento,
fino al prosciutto glassato di Natale. E nel far ci Jack avvertiva
di nuovo la distanza fra loro, e aveva l'impressione
che l'avvertisse anche Ruth. Che significato poteva avere
quell'umile e sudata abbondanza per una coppia splendida
e spensierata che mostrava spudoratamente tanta dovizia
di tutto? Con l'auto piena di ogni ben di Dio e i Pettit che riguadagnavano
l'abitacolo senza un granello di polvere sulle
scarpe, Jack e Ruth restavano davanti al portico e li guardavano
sparire alla vista.
Che tutto ci seguisse infallibile la linea dell'antica rottura
e divisione della sua vita, Jack lo sapeva benissimo. Sapeva
che lo spettro dello sfacelo gli era entrato in casa e banchettava
al suo tavolo. Forse in quelle cene domenicali non prevedeva
ancora i pasti solitari che ora consuma fra estranei nell'esilio
della tarda et. Ma quelle cene in hotel gli richiamano troppo
spesso alla memoria l'abbondanza dell'affumicatoio, del pollaio
e dell'orto portata via dalla luccicante auto del banchiere
per soddisfare una fame come quella risvegliata dalla quadratura
dei conti sui libri contabili.
Old Jack siede mezzo voltato rispetto al tavolo, gli occhi
puntati altrove. La scodella di zuppa non terminata 
abbandonata vicino al gomito. Il resto dei commensali sta
attaccando il dolce. Come dominati dal peso tangibile del
suo silenzio, durante il pasto hanno parlato poco. E ora, a
intervalli, lo guardano di nascosto, distolgono lo sguardo
e poi lo fissano di nuovo, perch con la mano sinistra ha
cominciato a percuotere un ritmo lento sull'angolo del tavolo,
incurante e implacabile come il ticchettio di un grosso
orologio. Pensa a ci che  definitivo, alla sua irreparabilit.
Vede nel matrimonio di Clara, in quell'auto lucida che si allontana
scivolando quasi senza rumore e ondeggiando fra
le buche del vialetto, la permanenza, il simbolo finale del
fallimento del proprio matrimonio.
Era terminato col fallimento con cui era iniziato. Jack
aveva settantacinque anni, e Ruth sessantaquattro. Era
aprile ed era impegnato nell'aratura: bench pi lento
e meno agile di un tempo, era ancora un uomo robusto
e pieno di forze. Il sole luccicava sull'erba giovane. Stava
arando una parte di bluegrass e la vecchia zolla si era
rotta bene, col solco che si sbriciolava mentre si rivoltava
scuro sotto il sole. Con un piacere intimo, con la familiare
sensazione di felicit per quell'antico ritorno, osservava la
terra nera rotolare sotto il versoio dell'aratro per ricadere
di nuovo immobile nel lungo, stretto solco. A mezzogiorno
abbever la coppia di muli, li fece entrare nella stalla e
diede loro da mangiare. Appese il cappello al chiodo del
portico sul retro ed entr in cucina, dove per trov la stufa
fredda e nessuno in vista.
Resta un attimo sulla soglia a guardare, mentre avverte
un gelido nucleo di paura allargarsi in gola. Poi corre attraverso
il corridoio fino in soggiorno, dove trova Ruth distesa
sul divano che respira a malapena.
Sto male, Jack. Non riesco a respirare.
 stata colpita da infarto diverse ore prima. Quasi esaurita
dalla sofferenza, ha gli occhi folli di terrore.
Non parlare, - dice lui. - Andr tutto bene.
Le porta una coperta, la copre, ravviva il fuoco e si allontana.
Non ha mai galoppato cos veloce - uno sforzo supremo
tra le mani, la corsa del cavallo che si raccoglie e lancia in
avanti sotto di s, la strada che turbina via.
Per puro caso ha trovato il dottore in paese e lo ha spedito
a casa sua. Poi ha diretto il cavallo schiumante verso casa
di Mat. A quell'ora Mat aveva gi pranzato ed era tornato
nei campi, ma Margaret ha detto che lo avrebbe mandato
a chiamare, che avrebbe telefonato a Clara, e che lei e Mat
sarebbero venuti appena Mat fosse rientrato a casa.
Il dottore, Mat e Margaret e due vicine sono rimasti con
Jack tutto il pomeriggio e la sera. Era chiaro che Ruth aveva
avuto un infarto grave e che poteva anche non riprendersi.
Sono rimasti al suo capezzale fino alla mattina presto, poi Mat
 tornato in paese e ha telefonato a Clara come concordato.
E poco dopo mezzogiorno Clara e Gladston Pettit, che
affrontavano la Grande Depressione con il loro solito stile,
hanno imboccato il vialetto in auto, stavolta seguiti da
un'ambulanza. Piangendo, Clara si  chinata sul letto e ha
baciato la madre. Mamma adorata, - ha detto, - ti portiamo
a casa nostra, dove starai comoda.
Avrebbe potuto dire qualcosa di meglio. Avrebbe potuto
dirlo in modo un po' pi gentile verso coloro che avevano
fatto per lei tutto quanto potevano. Ma la frase non lasciava
spazio ad altri commenti.
Adesso Jack  in piedi, e tiene la porta aperta mentre
gli uomini dell'ambulanza portano fuori sua moglie. Ruth
ha il volto terreo e teso, i capelli grigi contro il cuscino, e
i begli occhi grigi stanchi e remissivi almeno davanti alla
morte. I barellieri esitano un attimo sulla soglia, e Ruth
allunga la mano per stringere quella di Jack. Si guardano
come se ora avessero moltissime cose da dirsi, se soltanto
ci fosse il tempo.
Jack, - dice. - Grazie, Jack. Addio.
I barellieri si rimettono in movimento. Fanno scivolare la
barella sull'ambulanza. Clara sale insieme alla madre. Glad-
ston Pettit fa un segno di saluto alle persone rimaste sul portico
e sale in auto. Quindi i due veicoli partono con cautela,
ondeggiando adagio sulle pietre del vialetto.
Jack ritorna alla sua aratura, perch  ci che deve fare.
Ma ricorda la sensazione della mano di Ruth come forse
non l'ha mai provata - il tocco della mano, la leggerezza
fugace, l'allentarsi della pelle sulle ossa minute per l'et.
Ricorda i suoi occhi, la loro spossatezza, la loro insolita
dolcezza nei suoi confronti, come infine sfibrati fino ad
aprirsi in un fragile ultimo amore, senza speranza e senza
difesa. Cammina nel solco seguendo l'aratro, un vecchio
dai capelli bianchi, consegnando i passi all'immutabile
destino. Conosce l'irrevocabilit della vita e del tempo,
della perdita e del lutto. Conosce la persistenza del fallimento.
Il suo corpo viene scosso da grida che suonano
strane alle orecchie dei due muli, mentre le lacrime cadono
nel solco che si allarga.
La voce del proprio pianto lo rende per un attimo cosciente
della fila di occhi senili ai due lati del tavolo, che in
questo momento lo fissano con vari gradi di allarme, divertimento
e apprensione. Poi la mente di Old Jack si allontana
un'altra volta, oltrepassando il gruppo e immergendosi di
nuovo nel passato, come se fosse seduto su un veicolo che
scarta rapido fuori e dentro il passato. In quel luogo non c'
pi nulla abbastanza forte da trattenerlo.
La domenica pomeriggio Mat e Margaret, oppure Wheeler
e Bess Catlett, lo accompagnavano a casa dei Pettit, dove
Ruth giaceva morente in una stanza piena di luce, assistita
in permanenza da un'infermiera. Jack se ne stava seduto,
quasi sempre in silenzio, in quella camera piena di finestre
mentre gli altri conversavano. Aveva l'impressione di capire
molto poco di ci che dicevano, e si ripeteva che ormai era
diventato vecchio. Quando lui arrivava, e di nuovo quando
se ne andava, Ruth si riscuoteva dall'immobilit, lo fissava
e gli prendeva la mano. In quella routine, persino il dolore
era quasi scomparso, trasformato in una sorta di dovere.
L'antica separazione fra i due adesso si era incarnata in una
distanza reale. Ruth era gi in un altro mondo.
E ogni volta che le faceva visita, Jack portava i doni del suo
fedele lavoro: ceste di uova, cassette di ogni' tipo di ortaggio di
stagione, un vaso di panna, un taglio di maiale. Ecco ci che
lasciava al posto dei discorsi. Quello era il suo messaggio per
loro. Se fosse stato diretto ad altri, forse avrebbe potuto risultare
efficace. Ma in quelle circostanze diventava l'incarnazione
del mutismo, l'impotente simbolo del loro distacco. I suoi doni
sarebbero stati puliti dal servitore dei Pettit, cotti dalla cuoca,
serviti a tavola dalla cameriera. Era cibo di ottima qualit, simile
a quello che Gladston Pettit, volendo, era in grado di acquistare
a tonnellate. Poteva benissimo essere cibo comprato.
A settembre dello stesso anno riportarono a Port William
ci che restava di Ruth Beechum perch fosse sepolto. E non
pass molto tempo dal funerale che Jack fece l'unico tentativo
della sua vita di influenzare il genero. Dopo la dipartita
di Ruth, si era reso conto che Clara ormai non aveva pi alcun
legame con la vecchia casa. Di certo lui e Clara avevano
ben poco in comune. Per come stavano le cose, potevano
fare ben poco l'uno per l'altra. E cos Jack si lanci in un
ultimo, disperato tentativo di costruire fra loro un legame e
un terreno comune.
Una delle fattorie vicine alla sua era in vendita, e sapeva,
o aveva buone ragioni per credere, che Glad disponesse del
denaro necessario per comprarla. Ci lo spinse a riflettere.
Tanto per cominciare stava diventando vecchio, ed era tormentato
dal pensiero che la sua bella fattoria finisse in eredit
ai Pettit, che non ne sapevano nulla e probabilmente non
ne volevano sapere nulla. Ma se loro avessero acquistato la
fattoria confinante, forse lui sarebbe vissuto abbastanza per
insegnare loro ci che c'era da sapere. Era preoccupato del
fatto che non avessero figli cui lasciare la terra, ma pens che
quello era un aspetto che non aveva il diritto di prendere in
considerazione. Se sua figlia fosse riuscita a trovare un po'
di conforto e dedicare un po' di attenzione al luogo che lui
aveva fedelmente servito per tutta la vita, Jack sarebbe stato
contento. Immaginava le attenzioni e il piacere reciproco che
sarebbero nati dall'acquisto della fattoria da parte di Glad.
Avrebbe consentito a Jack una generosit che non era stata
possibile in precedenza. Gli avrebbe permesso di fare per
Clara e Glad qualcosa che nessun altro poteva fare altrettanto
bene come lui. In loro assenza, si sarebbe occupato della
terra per loro. Quando arrivavano in visita la domenica,
avrebbe fatto vedere come andavano le cose. Avrebbe trovato
vari modi per insegnare loro qualcosa, cos che dopo la
sua morte avrebbero potuto occuparsene da soli. Un giorno,
pensava, magari avrebbero deciso di andare a vivere l. Non
aveva forse gi sentito Glad parlare di quello che avrebbe
fatto il giorno in cui sarebbe andato in pensione? Per Jack
la pensione era un'ambizione alquanto discutibile - ma anche
quelli non erano affari suoi. O metti che Clara rimanesse
vedova, pensava. Avrebbe potuto tornare l e trovare la
sicurezza e il conforto della propria terra, circondata dalla
propria gente, con Mat e Wheeler che si occupavano di lei.
E cos, una domenica pomeriggio, Jack mostr a Glad
la fattoria in vendita e gli rivel le sue idee, o buona parte
di esse. Glad non era pi il giovane asciutto e muscoloso
dell'epoca del suo matrimonio, ma un uomo corpulento e
un po' curvo sulle spalle, e sembrava pi indebolito dagli
ultimi quindici anni che Jack dagli ultimi cinquanta. Ma il
peso superfluo rivestito di un abito di sartoria, e accompagnato
dai capelli grigi, dall'anello con brillante e da un
ottimo sigaro, in qualche modo lo faceva sembrare pi ricco,
agiato e signorile che mai. E come il suo consorte, anche
Clara era diventata grassoccia e sovrabbondante. Bench
ancora graziosa, aveva assunto un aspetto per cos dire decorativo.
Si era trasformata in una specie di accessorio portatile
delle pretenziose inclinazioni del marito, una sorta di
apparizione incorporea in abiti costosi - inutile, per quanto
ne sapeva Jack, per il lavoro come per l'amore.
Ecco qua, - gli disse Jack. - Credo che tu la possa comprare
a un ottimo prezzo. Puoi occupartene e ricavarne
una bella soddisfazione. E quando ne avrai bisogno, sar
sempre l.
Ancora prima di terminare il discorso, cap quanto poco
Glad fosse persuaso dalla visione che gli stava prospettando.
Jack detestava l'idea di un uomo che va in pensione ritirandosi
a vivere in una fattoria. Di un uomo che si considera
troppo importante per vivere su una terra in cui deve sporcarsi
le mani. Per come la vedeva lui, un uomo che credeva
di essere meglio del terreno su cui lui e Glad quel giorno
posavano i piedi, in realt era molto peggio.
Come Jack avrebbe dovuto capire prima, Glad non compr
la fattoria. Ma naturalmente non oppose un rifiuto. Concord
con tutti i discorsi di Jack con la sua solita prontezza
e affabilit. Disse che gli era grato di aver pensato a lui e
Clara con tanta premura. Ma non compr la fattoria, e non
torn mai pi sulla questione. Con quell'argomento evitato
tra loro, Jack e i Pettit ebbero ancora meno da dirsi. Da quel
momento in poi, Clara venne spesso in auto da sola per celebrare
i riti filiali che considerava suo dovere, e poi tornarsene
regolarmente a casa carica di cibo fresco dalla fattoria,
come lei e Glad amavano dire ai loro invitati a cena.
Jack si rese conto di aver concepito un piano magnifico e
poi di essersi inventato un uomo che vi si adattasse. Ci che
si era immaginato non aveva alcun rapporto con le possibilit
contenute in Gladston Pettit. Jack aveva per superato da
tempo la rabbia ribelle e disperata che prima l'avrebbe spinto
al rimprovero o all'accusa. Sapeva bene che l'esibizione
d'interesse di Glad per una fattoria che non aveva alcuna intenzione
di comprare esprimeva soltanto degnazione e arroganza,
ma non disse nulla. Com'era ormai normale, semplicemente
accett il fatto che figlia e genero fossero individui
distanti ed estranei, e probabilmente ostili alla gente come
lui. Un uomo senza un luogo da rispettare, pensava, rischia
di fare qualsiasi cosa con il denaro.
Non sollev mai pi la questione, tranne all'incirca un
anno dopo, quando raccont la vicenda a Mat.
Mi spiace dovertelo raccontare, - disse. - E detesto parlar
male della mia famiglia. Te lo dico soltanto per sottolineare
il genere d'uomo che non sei, e darti un'idea di quanto
per me sia importante che tu sia cos.
Jack tocc Mat, aggiungendo alle parole il peso e il calore
diretto della mano. Conversavano seduti sul pianale di un
carro posteggiato davanti alla stalla di Mat, lo sguardo fisso
oltre le cime su cui si spalancava la valle del fiume. E Mat
cap che le parole di Jack esprimevano tanto l'ammissione
di una sconfitta quanto l'affermazione di ci che non aveva
fallito, con l'intenzione di chiarire una volta per tutte l'affinit
tra loro.
Il suo problema non era l'acquisto, - disse Jack. - Pu
comprare praticamente tutto - e poi rivenderlo appena riesce
a ottenere di pi. Non era un problema di soldi. Era l'acquisto
della fattoria e il fatto di doversela tenere e occuparsene,
ed essere costretto a guardarmi negli occhi ogni volta che
veniva qua: ecco che cosa lo ha fermato.
Lo conosco bene, e so com' fatto. Non vuole occuparsi
d'altro all'infuori delle cifre di un libro contabile. Vuole continuare
a prestar soldi in modo che la gente faccia e compri
altre cose inutili. Quello che vale davvero gli creerebbe troppi
problemi.
Poi, dopo un lungo silenzio, volgendo lo sguardo altrove
lasci cadere l'argomento. Sorrise. Poggi la manona sulla
spalla di Mat. I soldi della banca non si nutrono d'erba,
Mat - e niente si nutre dei soldi della banca.
Aveva sempre evitato di chiamare Gladston Pettit per
nome - erano troppo diversi, troppo lontani per una cosa
del genere. L'aveva chiamato figliolo o giovanotto. Ora,
nel silenzio seguito alla loro conversazione domenicale sulla
fattoria, decise di chiamarlo Irvin. Clara si affrett ad
attribuirlo alla puerilit del padre. Mat invece sapeva bene
il perch. Jack era anziano ma lucido come sempre, e nella
sua chiarezza era ancor pi diretto: aveva ribattezzato cos
Gladston Pettit perch con lui ormai aveva chiuso.
All'incirca alla stessa epoca Jack si ritrasse anche, in
modo brusco e definitivo, da tutti i rapporti che per lui non
avevano significato. Smise di prestare attenzione alle formalit
e ai legami di sangue: si rifiut di fare qualcosa soltanto
in nome dei vecchi tempi. Adesso, quando qualche parente
o vecchia conoscenza tornava dalla citt in cui era andato a
vivere e passava da lui per un saluto nostalgico, vedendolo
arrivare cercava di sparire alla vista, oppure continuava a
lavorare lasciandolo l ad aspettare. Non si lasciava mettere
in agitazione o coinvolgere dai resti del passato di qualcun
altro. E ancora meno abboccava ai loro accenni al progresso
che avevano compiuto, o stava ad ascoltare le esclamazioni
sulle difficolt del suo lavoro, che implicavano in realt la
loro superiorit. Quella gente apparteneva a un altro mondo,
ed era inutile aspettarsi qualcosa da lei. Sarebbe rimasto
fedele a ci cui apparteneva: il proprio posto nel mondo e
nella comunit, la manciata di persone che condividevano
la sua fede. Aveva preso la sua posizione finale. Non avrebbe
pi accettato un conforto che non fosse autentico.
Per nove anni dopo la morte di Ruth rimase a vivere da
solo nella vecchia casa. Fu costretto a dare in affitto il campo
di tabacco, ma continu a mandare avanti da solo il resto
del lavoro. Adesso lavava e cucinava da s, oltre a riparare
i vestiti in uno stile che usava descrivere a Mat come abbastanza
approssimativo. Continuava a dormire come prima
nella camera sul retro del primo piano, e conduceva il resto
della vita casalinga in cucina. Metteva piede di rado nelle
altre stanze, che perci restarono com'erano. Di quando in
quando Clara faceva una puntata con la cameriera per pulire,
per spazzare, spolverare e dare aria alla casa. Quando
nel 1944 alla fine si trasfer in paese, le sei stanze sul fronte
dell'abitazione, a parte l'evidente invecchiamento per mancanza
d'uso, avevano esattamente lo stesso aspetto in cui
le aveva lasciate Ruth. Ma Old Jack si teneva pi che mai
lontano dalla casa. Per quanto concessogli dalla necessit e
dal tempo, se ne stava nei campi o nella stalla. Quei luoghi
possedevano una storia non tragica, e il fatto lo confortava.
Dall'edificio che per lui avrebbe custodito per sempre
le antiche pene di perdita e lutto, lontananza e fallimento,
tornava alla fattoria in cui, data la semplice condizione della
propria cura, tutto era rimasto come prima. A volte, quando
come diceva lui, Jack sedeva a studiare sulla soglia della
stalla o al margine di un campo, a Mat sembrava assumere
l'atteggiamento di un vecchio cane che avverte qualcosa che
muove e respira nelle profondit del terreno.
Poi anche quello fin. Clara all'inizio aveva tentato di
convincerlo ad andare a Louisville a vivere con lei e Glad. Di
quello non ce n'era nemmeno da parlarne. Poco alla volta,
per, Old Jack si era reso conto di essere diventato una preoccupazione
non soltanto per Clara, fatto di cui comunque
dubitava, ma per Wheeler e Mat. Considerato tutto il lavoro
che avevano, li vedeva passare con l'auto da casa sua molto
pi spesso del normale. E cos, quando alla fine Wheeler, in
base a una specie di compromesso, gli propose di andare a
vivere all'hotel di Port William, Old Jack oppose soltanto
una resistenza di principio che non dur a lungo. Il giorno
in cui si trasfer in paese, Elton e Mary Penn presero possesso
di casa sua in qualit di primi fittavoli - dimostrandosi
poi, con massima sorpresa di Old Jack, del tutto degni della
sua fiducia e conquistandosi il suo affetto.
E cos lui  ancora seduto l, solo al tavolo della sala da
pranzo dell'hotel. Gli altri pensionanti hanno terminato la
cena e sono riuniti nella piccola hall, dove guardano un programma
di wrestling in tv. Old Jack non si  reso conto che
gli altri ospiti se ne sono andati. Non sente la folla salutare le
gesta di Chief Don Eagle e Argentina Rocca. Mrs Hendrick
ha girato una decina di volte intorno al tavolo per portare
via i piatti, raccogliere i tovagliolini di carta sporchi, spazzare
le briciole, ma Old Jack non si  accorto per nulla di
lei, n ora sente le stoviglie tintinnare nella bacinella. Resta
immerso nei suoi pensieri sino alla fine.
Quando si era spostato in citt, sapeva che quello era l'ultimo
giro di ruota della sua esistenza. Aveva l'impressione
di aver terminato. Siccome non aveva discendenti di sangue
e di carattere, la sua discesa era divenuta imprevedibile:
l'aveva condotto in esilio, lontano dalla sua patria. E visto
che la mente non era pi presa dalle esigenze immediate
della terra e del lavoro, cominci a vagabondare nel passato.
Terra e vita divennero nella sua testa come un libro pieno di
parole, e lui divenne lo studioso di quel libro. I pensieri tornavano
ai suoi terreni e si muovevano ossessivamente sopra
di essi, nel piacere della familiarit come nella sofferenza
degli antichi ricordi. La mente di Jack si era formata ben prima
dell'epoca in cui le cartine geografiche erano diventate
comuni, e molto tempo prima dell'era delle vedute e delle
fotografie aeree. Perci il suo ricordo della fattoria non fu
mai quello astratto di chi osserva dall'alto, ma di chi si trova
a livello del terreno, prossimo all'occhio come alla mano. E
nella sua testa era tenuto insieme non dalle relazioni geografiche
dei vari confini e punti di riferimento, ma dai suoi
antichi percorsi, coi vari angoli che gli si aprivano innanzi
mentre saliva dal fondovalle o emergeva dagli alberi,
ripercorrendo nella memoria gli spostamenti a cavallo, con una
coppia di muli o a piedi.
Non volete spostarvi laggi a guardare la tv?, chiede
Mrs Hendrick.
Old Jack scuote la testa. No, - pensa. - No, per carit.
Perch il prezzo di vivere oltre il suo tempo  quello di dover
sopportare i rumori e gli aggeggi vari della nuova epoca,
quest'ignoranza moderna, come ha finito per definirla dentro
di s. L'ignoranza moderna sta nella convinzione della
gente di essere pi furba della propria natura. Nell'arroganza
di non credere a nulla che non possa provare, di non rispettare
nulla che non riesca a comprendere, e di non dar
valore a nulla che non si possa vendere. La vista pu osservare
soltanto in una direzione, e Old Jack crede nell'esistenza
di ci che non guarda e non vede. I prossimi tempi difficili
per lui sono reali quanto gli ultimi, e lo stesso vale per le
fortune future. La nuova ignoranza  uguale alla vecchia,
ma meno consapevole.  meno umile, pi sciocca e frivola,
pi pericolosa. Un individuo, pensa Old Jack, non pu fare
a meno di essere ignorante, ma non per questo deve essere
uno stupido. Lui pu sapere qual  il posto della sua vita,
rimanervi vicino ed essergli fedele.
Che un'intera stanza piena di persone debba restare seduta
a bocca aperta come gli uccellini di un nido, gli occhi
fissi su una scatola il cui invariabile messaggio  la desiderabilit
di Qualcos'Altro o Qualche Altro Posto; che un governo
tassi la sua popolazione per costruire una bomba capace
di far saltare in aria il mondo; che un intero Paese attenti a
una civilt con l'unico obiettivo di smettere di lavorare, sono
tutte cose irreali, totalmente estranee a lui: come se avesse
dormito troppo e si fosse risvegliato in un paese di scimmie
parlanti. Dentro di s  preoccupato e infuriato all'idea che
le persone possano aspirare a fare il meno possibile, anzich
ci che si chiede loro di fare, per pi denaro di quanto valgono,
come se il mondo di una volta fosse andato in briciole
e quello nuovo fosse stato creato da Gladston Pettit.
Mrs Hendrick ha spento la luce della cucina ed  di nuovo
al suo fianco. Qui ho finito e vorrei spegnere la luce. Vi
do una mano ad alzarvi?.
Prima che finisca la frase, Old Jack si  gi sollevato in
piedi. Ma lo sforzo  troppo brusco. Accecato dalle vertigini
barcolla. Sente la mano robusta di Mrs Hendrick sostenerlo
per il braccio. Mentre recupera la vista, la stanza smette di
oscillare e si raddrizza.
Tutto bene adesso?.
Fa segno di s, ma la donna continua a sorreggerlo mentre
si avvia.
Ti ringrazio, Suzy. Ce la faccio da solo.
Le d una pacca sulla mano e lei lascia la presa. Mrs Hendrick
osserva Old Jack ferma vicino all'interruttore, e spegne
la luce appena lui esce dalla stanza. L'uomo attraversa
la hall nella confusione della tv e imbocca il tetro corridoio,diretto verso la camera in cui la padrona ha insistito si
trasferisse quando ha avuto l'impressione che fosse ormai
troppo debole per salire le scale. A lui quella stanza non 
mai piaciuta. Preferisce dormire al primo piano.
Cammina con lo sforzo di un uomo sovraccarico, come
qualcuno che trasporta una botte o una grande balla di fieno,
e che la porta in giro da troppo tempo ma non ha ancora
trovato il posto adatto per metterla gi. Un tempo riusciva
a trasportare il doppio del suo peso. Adesso sarebbe troppo
anche soltanto la met.
  Capitolo 9.
Ritorno.

Ora avverte di fronte a s una pace verso cui tenta di affrettare
il passo. Ha l'impressione che se non lo far, il suo
peso lo scaglier a terra prima di arrivare. Raggiunge camera
sua e apre la porta. La stanza  sul retro dell'edificio
e guarda verso i campi che cingono da vicino il villaggio.
Sulla strada non ci sono lampioni a illuminare la finestra,
ma evita di azionare l'interruttore: la luce della luna  sufficiente
- pi di quanto gli serva.
Attraversa adagio la stanza fino alla sedia, una vecchia
sedia a dondolo in legno sistemata davanti alla finestra. 
il suo avamposto e punto d'osservazione. L siede nel buio
delle prime ore del mattino ad aspettare la luce del giorno, e
durante le lunghe sere di mezza estate ad aspettare il buio.
Si ferma davanti alla sedia, si curva, afferra i braccioli e si
lascia cadere sul sedile. Ah!. Si allunga all'indietro, distendendo
prima le spalle e poi la testa.
Resta seduto a guardare mentre riprende fiato, felice
dell'immobilit dopo tutta quella fatica. Poi, nella sua immaginazione,
si alza come quando era ancora pieno di forze.
In questo momento scende dalla cima della collina verso
un cancello del muretto in pietra. Siamo al tramonto di un
giorno di piena estate.  stata una giornata calda, lunga e
faticosa, e Jack si sente stanco: ha la camicia e la fascia del cappello
ancora zuppi di sudore. Avverte il sudore asciugarsi
sul volto e sul dorso delle mani. Ha abbeverato gli animali,
li ha chiusi nella stalla, ha dato loro da mangiare e sbrigato
tutte le altre faccende. La giornata  conclusa. Non sa perch
si trova l o dove sta andando, ma non ha dubbi: deve continuare,
 giusto cos.  tutto avvolto da una profonda quiete.
Sotto il cielo che scurisce lentamente, la campagna assume
il senso di distanza circostante che offre soltanto di notte.
Le vite dell'oscurit cominciano a rianimarsi. Attraversa il
cancello e se lo chiude alle spalle. Da l segue una traccia di
carro che scende lungo il pendio e s'inoltra nel bosco.
Nel bosco  gi buio, ma lui conosce la strada. Imbocca
agile la ripida discesa, avvertendo la traccia solida sotto i
passi. Gli alberi levano silenziosi la volta di fronde sopra
la sua testa, una presenza dell'aria. E ora l'aria si apre e
s'illumina pi avanti, e Jack emerge nel pascolo sul pendio
pi sotto.
L c' una gran pozza d'aria calda e immobile, umida
del torrente, carica del deciso aroma delle erbe che crescono
nella conca. E l l'ultima luce del giorno raddoppia d'intensit,
riflessa avanti e indietro dalle pareti della valletta fino
a colmarsi di fulgore.  un'aria che pare quasi solida, come
se qualcuno potesse affrettarsi sopra e camminare lungo il
torrente sulle cime dei platani. La radura  cinta dal bosco
buio, e al centro sorge un unico noce e un tumulo squadrato
di pietre. Il fieno  stato tagliato forse tre settimane prima,
e nuova erba  spuntata verde tra foglie e steli caduti.  un
luogo dove ha spesso pensato che gli sarebbe piaciuto fermarsi
a riposare.
Abbandona il solco del carro e attraversa in linea retta
l'aria incandescente del prato sino all'albero. Siede ai piedi
del noce e poggia schiena e testa contro il tronco. Adesso
ogni cosa  immobile intorno. Come pure  immobile lui, le
mani posate in grembo, e anche il suo animo. Non riesce a
immaginare nessun altro luogo in cui vorrebbe essere. Sotto
di s, fra gli alberi lungo il torrente, vede una pozza d'acqua
bianca del riflesso del cielo.
Il bagliore sfuma lentamente dalla valle, il cielo incupisce,
si affacciano le stelle, e alla fine il mondo  talmente
buio che non gli riesce pi di distinguere le gambe allungate
o le mani sul grembo: ora Jack  tutto vista, e il cielo in alto
trabocca di stelle luccicanti.  conscio dei suoi campi, della
ricchezza di crescita in essi contenuta, dell'attenta conformazione
e limite dei suoi terreni. Che sonnecchiano intorno
a lui nel buio, intimi e colmi di attesa.
E ora, almeno in mezzo a essi, sente la mente fermarsi.
Avverte un soffio d'aria fresca scendere dal bosco e un rimestare
di foglie. Non distingue pi le stelle. I campi riposano
e si agitano come chi dorme, tesi verso il mattino.
Ora si liberano dalle pretese e dalle lodi di Jack. Li sente
sciogliersi da lui per continuare nel loro cammino.
 
Capitolo 10.
Mat.

Dato che a colazione Old Jack non si era ancora visto
in giro, che la cucina non recava traccia del suo passaggio
come quando si preparava da mangiare al mattino, che Mrs
Hendrick aveva bussato alla porta e non c'era stata risposta,
e che nessuno l'aveva avvistato in strada o negli abituali
luoghi di sosta, la donna decise di mandare a chiamare Mat,
e Mat trov Old Jack, o ci che restava di lui, sulla sedia a
dondolo di fronte alla finestra. Aveva un'aria quasi naturale,
piuttosto simile a quand'era vivo: con gli occhi aperti e
puntati lontano, la bocca pure aperta, la testa alzata e leggermente
reclinata all'indietro. Si aveva l'impressione che fosse
sul punto di parlare, nell'atto di riflettere su ci che stava
per dire. Ma nello sguardo mancava lo spirito. Gli occhi erano
diventati solidi e opachi. Era morto da parecchie ore.
Mat aveva conosciuto tante morti, e quella l'aveva prevista
e addirittura auspicata, ma nonostante tutto fu colto da
un dolore inaspettato. Per un istante fu sul punto di scoppiare
a piangere, dopo di che avvert che il nodo di afflizione
che sentiva in gola si dissolveva e si diffondeva in tutto il
corpo assumendo la forma della sua carne, al punto che gli
parve di essere rischiarato e illuminato dalla conclusione di
quanto aveva previsto.
Finalmente, - pens. - Finalmente. Meglio cos.
Poi quel finalmente assunse un carattere diverso e pi
complicato. Alla fine Old Jack era l inerme. Alla fine le
premesse della sua indipendenza e le basi della sua sfida al
mondo erano state spazzate via, e ora il mondo gli avrebbe
imposto le sue condizioni. Sarebbe giunto l'impresario
di pompe funebri e il pastore. Sarebbero arrivati Clara e
Gladston Pettit. Ci sarebbero state formalit e consuetudini,
considerazioni e fastidi. E adesso tutto avrebbe preteso un
tributo sui resti inerti di Jack Beechum, che tanto fedelmente
aveva custodito e onorato la sua diversit da tutti gli altri.
Mat si rese conto che per il momento lo sapeva soltanto
lui: Old Jack era morto e nessun altro ne era a conoscenza.
Allora si volt, mise l'unica altra sedia della stanza a fianco
di Old Jack e vi si sedette. Per un po', non molto in verit -
visto che Mrs Hendrick attendeva ansiosa di sapere cos'era
successo -, rimase seduto con Old Jack nella morte come
aveva fatto tante volte in vita. Per un po' permise che il corpo
dell'amico restasse l al sicuro e in segreto con lui. Poi si
alz e poggi per un attimo il palmo aperto sulla spalla del
morto - quel contatto della mano, quel gesto di benvenuto
e di commiato che legava Ben Feltner a Jack, e Jack a Mat, e
Mat al figlio morto e ai nipoti viventi - lo sfior con quel saluto
semplice e vincolante in eterno. Poi si separ dal corpo
dell'amico e usc per dare la notizia a chi di dovere.
Lo disse a Mrs Hendrick, che lo attendeva nella piccola hall
e gli raccont che la sera prima aveva avuto l'impressione che
Mr Beechum non si sentisse bene, ma non si era resa conto che
il poveretto stava cos male. E Mat le disse di non preoccuparsi,
perch comunque non avrebbe potuto far nulla per lui.
Non ebbe bisogno di dire nulla a Margaret, che lo aspettava
nel vialetto di casa e gli lesse in faccia la brutta notizia.
Seduto sulla sua sedia, - disse Mat. - Con giacca e cappello
indosso.
Margaret fece cenno di s. Alz la mano e sfior con un
dito l'angolo dell'occhio. Non poteva succedere in modo migliore,
lo sapevano tutti e due. Restarono per un po' in silenzio.
Poi Margaret gli strinse il braccio, come per distoglierlo
dall'accaduto e ricordargli ci che doveva ancora fare.
Dovrai avvisare Clara.
S. E anche le pompe funebri.
Poi Mat fu assalito dall'ostinato senso di adeguatezza che
aveva dominato e tormentato Jack per tutta la vita.
No, - disse. - Prima vado a dirlo alla gente nei campi.
E si avvi verso il camioncino.
Quando raggiunse il gruppo di raccoglitori di tabacco la
giornata era a buon punto. I cinque avevano gi tagliato i
primi filari e si erano fermati in fondo al campo a fumare
e chiacchierare. Si erano attaccati al bottiglione d'acqua e
l'avevano riposto lungo la staccionata, all'ombra dell'erba
alta. Mat era in ritardo e tutti lo fissarono stupiti.
Mentre riferiva l'accaduto, avvert il cambiamento. Lo
sent calare su tutti, silenzioso e assoluto come una notte di
neve. Un riferimento vitale su cui avevano sempre contato
era crollato, e avvertirono qualcosa di strano frapporsi tra s
e i campi. Il loro spirito aveva gi iniziato a modificarsi, e il
mondo non sarebbe mai pi stato come prima.
Mat avvert il cambiamento su di s. Adesso lui era il pi
vecchio, e la memoria pi antica apparteneva a lui. Ora tra
lui e la tomba non c'era pi nessun altro. D'ora in avanti
avrebbe dovuto trovare la strada da solo.
Lasci il gruppo e ritorn a casa. Margaret aveva gi avvertito
Bess e Wheeler. Si alz e cedette a Mat la sedia vicino
al telefono.
Bess ha detto che verranno appena possibile. Ma arriveranno
nel pomeriggio. Wheeler  a Lexington.
D'accordo, - disse Mat. - Non c' nessuna fretta.
Inforc gli occhiali, cerc il numero e chiam l'impresa
di pompe funebri di Hargrave. Provava uno stato d'animo
strano e ostinato. Stava montando la guardia a Old Jack e
alla sua morte. Non avrebbe permesso a nessuno di rendere
angusto e sfocato il profilo della sua assenza. La voce
dell'uomo all'altro capo del filo era colma di sollecitudine
prefabbricata, e Mat si mise a contraddirlo. La voce dava
per scontato che Mat sarebbe sceso in un secondo tempo a
scegliere la bara e dare tutte le disposizioni necessarie. Mat
invece no. Lo avrebbero informato delle disposizioni una
volta che queste fossero state decise: per quanto riguardava
la bara, il morto sarebbe stato contento di scegliere la
pi economica. E andarono avanti cos, con ogni scambio
seguito da un silenzio, durante il quale l'uomo all'altro
capo del filo forse prendeva appunti. Il defunto, dichiar
Mat, era noto per la sua frugalit. Vi fu un'altra pausa.
Margaret era rimasta in ascolto, un'ombra di perplessit
negli occhi per la conversazione del marito. Poi sorrise tra
s e si allontan. Lo avrebbe sostenuto, e pensava lo avrebbero
fatto anche altri.
Poveri noi! rispose Clara quando la chiam. Poi, come
rendendosi improvvisamente conto della distanza da cui
proveniva la chiamata, aggiunse Santo cielo!.
Disse che avrebbe dovuto chiamare Gladston e che sarebbero
partiti appena possibile, anche se non sapeva esattamente
quando, e sarebbero arrivati in tempo per dare tutte
le disposizioni necessarie.
Era ci che Mat temeva. Disse che dei preparativi si stava
occupando lui e che lei non doveva preoccuparsi di nulla,
che tutto sarebbe stato organizzato con la massima cura. E
poi attacc.
Bisognava ancora contattare il pastore, e Mat voleva procedere
a sistemare anche quella faccenda il prima possibile.
La situazione adesso era pi semplice di come molto probabilmente
sarebbe diventata di l a poco. Con l'arrivo dei
Pettit si sarebbe complicata parecchio, non aveva dubbi.
Non era ancora uscito di casa per andare a scovare il pastore,
quando avvist il giovane religioso che risaliva il vialetto
- mandato, seppe poi, da Mrs Hendrick.
Fratello Wingfare era in realt uno studente di seminario
stabilitosi da poco a Port William fresco di nozze - un giovane
impeccabile pallido e un po' grassoccio, del tutto nuovo
alla sua professione, ansioso di apparire gradito a Dio e agli
uomini, difficolt di cui non aveva ancora sperimentato gli
estremi. Naturalmente esord dichiarando che, sebbene non
avesse avuto il privilegio di conoscere - ehm - Mr Beechum,
era molto dispiaciuto di apprendere della sua morte. Per,
- disse, - il Signore conosce le nostre afflizioni ed  il nostro
rifugio nei momenti difficili.
Prego, disse Mat. Strinse la mano a fratello Wingfare
e tenne aperta la zanzariera mentre entrava in casa. Sperava
che il ragazzo gli piacesse, e in qualche modo avvertiva
un senso di protezione nei confronti dell'ansia di mettersi
a disposizione manifestata da quel giovane pallido, timido
ed educatissimo, che pareva cos nuovo e indifeso di fronte
agli eventi. Nonostante tutto, per, avvert un vago senso di
disturbo, e si sforz di guardare come metteva in pratica le
solenni premesse del proprio incarico.
Mat mise un braccio intorno alle spalle del giovane e gli
fece strada in soggiorno.
Accomodatevi.
Fratello Wingfare si accomod nel posto che Mat gli aveva
indicato, una sedia a dondolo a molla sistemata vicino
alla finestra.
Mat si sedette a sua volta su una poltroncina di fronte
al pastore. Bene - disse. - Non sono certo che dobbiate dispiacervi
della sua morte. Dopotutto non lo conoscevate. E
quando qualcuno muore al termine della vita, in fondo non
 una tragedia.
Sotto lo sguardo di Mat, fratello Wingfare assent vigorosamente
in segno di accordo.
Appena le pompe funebri avranno terminato i loro preparativi
artistici, - disse Mat, - porteremo qua il corpo di zio
Jack. Vogliamo celebrare il funerale dopodomani, nel primo
pomeriggio. Cos la figlia e il genero avranno tempo di venire
in macchina direttamente da Louisville, sempre che non
vogliano fermarsi a dormire qui.
Voleva fissare il funerale al massimo per il pomeriggio
del giorno successivo, ma sapeva che era necessaria
prudenza.
Vogliamo una funzione semplice a fianco della tomba,
nient'altro.
Non era ci che fratello Wingfare si aspettava. Mat si pieg
in avanti con i gomiti sulle ginocchia e fece un sorriso.
Amico mio, - disse, - bisogna che vi spieghi una cosa.
Si ferm un attimo a pensare e poi riprese. Jack non era una
persona di chiesa. Ma era un uomo di sconfinata rettitudine.
Ci  rimasto vicino sino alla fine. Non ha mai amato granch
premure e formalit, e noi non vorremmo imporgliele ora.
Sarebbe un po' come prendere a calci qualcuno per terra, se
capite ci che intendo.
Fratello Wingfare forse cap ci che intendeva dire, o forse
non cap. Comunque non apr bocca. Ma era molto attento alle parole di Mat. Aveva colto nella sua voce qualcosa
che non gli permetteva di distrarsi. C'era una strana autorit
in quell'uomo anziano dai capelli bianchi, lo sporco dei
campi sui vestiti, che parlava come il parente pi giovane di
un defunto ben pi vecchio di lui. Niente dei suoi studi di
seminario l'aveva preparato a questo. Lui avrebbe dovuto
essere l'autorit spirituale della situazione. Ma aveva capito
di avere appena ricevuto degli ordini. E temeva che li avrebbe
eseguiti.
Ecco che cosa vorremmo che faceste, disse Mat. Si alz,
raggiunse la scrivania nell'angolo della stanza, prese la sua
vecchia Bibbia e si risedette. Vediamo, disse. Inforc gli
occhiali e apr il libro sulle ginocchia. Umett un dito e cerc
tra le pagine. Annotatevi questi numeri, disse. Ed elenc
il numero di diversi salmi: il Salmo 23, il 24, il 39, il 90, il 104
e il 121.
Il pastore annot i numeri.
 tutto, disse Mat. Strinse le labbra e guard il pastore
oltre l'orlo degli occhiali. Il libro si chiuse con uno schiocco.
 tutto? Non desiderate - ehm - qualche commento?.
 tutto, replic Mat.
Una preghiera conclusiva?.
Ma Mat aveva chiuso il discorso. Si tolse gli occhiali e li
ripose nella tasca della camicia, poi si alz in piedi e rimise
a posto la Bibbia.
Bene, - disse, - ho l'impressione che tra non molto mangeremo
un boccone. Perch non vi fermate da noi?.
No, grazie, disse fratello Wingfare alzandosi. Devo
andare. Quando arriveranno la figlia e il genero di Mr
Beechum? Mi piacerebbe parlare con loro.
Certo, - disse Mat. - Arriveranno nel pomeriggio. Tornate
pure quando volete.
Accompagn il religioso alla porta, torn in soggiorno
e rimase immobile davanti alla finestra a fumare e riflettere
per un attimo. Poi cominci a camminare nervoso per la
stanza. Infine si ferm di nuovo.
In realt desiderava una cerimonia ancor meno ufficiale
di quella richiesta al pastore. Gli aveva semplicemente domandato
ci che pensava di riuscire a ottenere. Era stato colpito
dal tono di determinazione della propria voce, cosa che
l'aveva commosso e gli aveva chiarito le idee. Era diventato
il difensore del defunto.
Ud entrare in cucina Mary Penn seguita da Hannah coi
bambini. Poi sent gli uomini che si ripulivano nel portico
del retro prima di pranzare. Si un a loro per lavarsi, dopo di
che entrarono tutti in casa a mangiare. Al termine del pranzo
gli uomini andarono in soggiorno e spostarono i mobili per
fare posto alla bara di Old Jack. Quando il resto del gruppo
torn al lavoro nei campi, Mat rimase in casa ad aspettare
i Pettit. Fece il bagno, si rase e si cambi, quindi, mentre le
donne terminavano il lavoro in cucina si occup di Mattie,
che a causa del trambusto si era rifiutato di fare il sonnellino
e come risultato, secondo sua sorella, era talmente di malumore
da mordersi da solo.
Mat prese in braccio il piccolo e lo port in soggiorno,
dove si piazz sulla sedia a dondolo e gli raccont la lunga
storia di due ragazzi che andavano a caccia, non erano
mai soddisfatti e cercavano sempre di uccidere un coniglio
in pi dell'altro, e mentre cercavano di stanarne uno, il loro
cane si mangi tutti i conigli che avevano ucciso, lasciandoli
senza neanche una preda. Prima che finisse la storia, Mattie
si strofin gli occhi con le nocche e poggi la testa sulla spalla
del nonno. Poi Mat mise in movimento la sedia e cant al
suo ritmo lento:
Il vecchio segugio
Rub una coscetta,
Il vecchio segugio,
Rub una coscetta,
Il vecchio segugio,
Rub una coscetta,
Tanti molti anni fa
I Pettit arrivarono intorno alle due e mezzo, e fratello
Wingfare non molto dopo. A quel punto l'atmosfera di
casa divenne formale. Mat, Margaret e Hannah si trovarono
seduti in soggiorno con gli ospiti, sostenendo il genere
di conversazione che si svolge tra persone che non si
conoscono bene e che non si sentono davvero a loro agio.
Come doveva succedere, salt di nuovo fuori la questione
dell'organizzazione del funerale, e Mat dichiar che
non c'era nulla di cui preoccuparsi: lui e fratello Wingfare
avevano gi stabilito ogni cosa. Dopo Clara, d'altra parte,
Mat era il parente pi prossimo di Old Jack, era molto pi
vecchio di lei, e aveva offerto generosamente la disponibilit
di casa sua e della moglie per tutte le consuetudini
che precedevano il funerale. Ci permise a Mat di edificare
una rivendicazione di propriet che in altre circostanze lo
avrebbe imbarazzato a morte.
Pi o meno due ore dopo avvertirono un motore che ronzava
con mesta dignit in cortile. Era il carro funebre che
faceva retromarcia verso il portico anteriore. Mat tenne la
porta aperta e gli altri indietreggiarono per lasciare libero il
passaggio. L'impresario e i suoi aiutanti portarono in casa la
bara con un carrello silenzioso, la sistemarono in soggiorno,
tolsero il coperchio e iniziarono a disporle intorno vari cestini
di fiori. Margaret, Hannah e il pastore arretrarono in segno di
rispetto, mentre Clara e Glad si avvicinavano alla cassa aperta
per contemplare Old Jack nella sua morte. Mat rimase in
piedi vicino alla porta. Non amava l'arte funeraria. Ma colse
subito qualcosa di calmo e sicuro di s nel comportamento
dei Pettit. E poi vide la perfezione della sua sconfitta.
La bara, infatti, testimoniava l'alto costo con l'eleganza
assertiva dell'automobile dei Pettit - come l'equivalente di
un'autentica Cadillac. L'elegante coperchio brunito si apriva
su una massa candida, soffice e bianca come una nube
estiva. Sopra quel cumulo di eterno agio, Old Jack giaceva
in camicia e cravatta e abito scuro di ottimo taglio. Il volto
del vecchio, rialzato dal cuscino di raso, era stato imbottito
e levigato, conferendogli un aspetto che Old Jack non aveva
mai avuto. Soltanto le mani, stese lungo i fianchi in una palese
assenza di vita, mostravano un'indelebile somiglianza
con ci che erano state. Sembravano mani spuntate in modo
incongruo dalle maniche di un presidente di banca.
Adesso Mat conservava l'amico soltanto nella mente.
Finito il lavoro, l'impresario e i due aiutanti se ne andarono.
I Pettit dissero che non potevano fermarsi a cena e uscirono
poco dopo insieme al pastore. Poi giunsero Wheeler,
Bess ed Henry. Il tavolo della cucina si era riempito di piatti
di cibo portati in dono dai vicini. Mat usc per occuparsi dei
lavori di routine.
Dopo cena cominciarono le visite degli abitanti del paese,
e il soggiorno si riemp di donne sedute a chiacchierare
a bassa voce in piccoli gruppi. Gli uomini sedevano sotto il
portico o stazionavano sul vialetto a fumare, oppure, come
le donne, a conversare in capannelli che si formavano e dividevano
di continuo in base all'argomento.
Verso le dieci la gente cominci ad andarsene, uno o due
per volta. Tra le donne, Hannah Coulter e Mary Penn furono le
ultime a lasciare la casa. Bess Catlett e Margaret allora
andarono a dormire e nelle stanze di casa cal il silenzio. Sul
portico, al termine di una pausa della conversazione, Jayber
Crow si alz in piedi stirando il profilo allampanato contro
il cielo notturno.
Bene, - disse, - il tempo alla fine ci rende tutti mortali.
E Burley aggiunse: Esatto, se non moriamo prima.
Jayber scese i gradini del portico, per dirigersi verso il suo
alloggiamento sopra la bottega di barbiere. Poi se ne andarono
anche gli ultimi che se ne dovevano andare. A eccezione
di Andy Catlett, che era partito per il college e avrebbe saputo
della morte soltanto dopo la sepoltura, restava soltanto il
gruppetto degli uomini che avevano conosciuto meglio Old
Jack, e a cui lui aveva voluto bene: Mat, Nathan e i fratelli
Coulter, Elton Penn, Wheeler Catlett e suo figlio Henry.
Si trasferirono in soggiorno e si sedettero l, chiacchierando
per un po' alla luce dell'unica lampada che Mat aveva
lasciato accesa sulla scrivania. Poi, uno dopo l'altro, quelli
che avevano lavorato nei campi si addormentarono sulle
sedie. A parte le faccende di routine, quel giorno Mat non
aveva lavorato e aveva la testa che brulicava di pensieri.
Vegli tutta la notte mentre i suoi amici, viventi e defunti,
dormivano intorno a lui.
Quando la mattina tornarono nei campi Mat and con
loro, e anche se non si dissero nulla, quel giorno lavorarono
per Old Jack, onorandolo in ci che gli era familiare, e in ci
che aveva a sua volta onorato.
Ora che il giorno  finito e la cena consumata, Mat ha rigovernato
la cucina ed  uscito nel portico sul retro per sedere
e riposare in silenzio prima di riprendere a fare gli onori
di casa. Tra poco i vicini ricominceranno ad arrivare e i Pettit
giungeranno da Louisville, forse per passare la notte. Non
 particolarmente ansioso di vederli.  stanco per la notte
insonne e la giornata di lavoro. Nelle ventiquattro ore precedenti
si  sentito prossimo alla maledizione pi sentita della
sua esistenza nei confronti dei Pettit, di quelli come loro e di
tutti gli impresari di pompe funebri. Ma ha evitato di pronunciarla
e non ha nemmeno formulato le parole nella sua
mente, e sa che probabilmente non lo far. Perch gran parte
di ci che in altre circostanze sarebbe grande diventa piccolo
di fronte al silenzio di Old Jack, la cui voce ha accompagnato
e confortato tutta la sua esistenza. Quel silenzio  quanto di
pi impegnativo in questo momento conosca, e Mat  uscito
di casa per sedere da solo al suo cospetto, in modo che i suoi
pensieri possano riposare in esso, se ci riescono.
Ma com'era logico aspettarsi, sembra esserci ben poca
speranza di ci, perch appena si siede percepisce un ruggito
e un prolungato ringhio dai piedi della collina, e l'auto
dei Berlew si arrampica lungo il pendio come un enorme
insetto. Il veicolo avanza sull'erba del prato strombazzando
imperiosa per scacciare le mucche al pascolo, poi svolta e si
ferma giusto davanti al portone della stalla. I coniugi Berlew
scendono. Lightning scompare nella stalla e ricompare con
la cassetta dei ferri di Mat. Sceglie alcune chiavi inglesi e,
steso sulla schiena, striscia sotto l'auto. Smoothbore si guarda
attorno, i capelli arricciati coperti da un foulard legato
sotto il mento. Ha l'aria di chi, se fosse sicuro di non essere
visto da nessuno, farebbe qualcos'altro. Adesso rovescia un
secchio da mangime e vi si siede sopra vicino all'auto. Accende
una sigaretta. Siede coi piedi divaricati e le ginocchia
unite, la sigaretta sollevata nella mano destra, la sinistra che
tira e liscia l'orlo della gonna. Parla con Lightning mentre
lavora, e di quando in quando si curva per sbirciarlo sotto la
fiancata della macchina.
Ehi, dolcezza, - fa Lightning. - Passami quelle pinze.
 il rituale serale dei Berlew. Mat doveva immaginarlo.
Tanto valeva sedersi in mezzo alla strada. I Berlew sono dei
viaggiatori: quando non stanno andando da qualche parte,
si preparano a partire. Saranno sempre cos. Con quell'ammissione,
Mat sa di essere giunto a un limite che ormai 
troppo vecchio per affrontare. Ma la cosa lo infastidisce. E
lui lascia che lo infastidisca.
Un tempo, quando ci abitavano ancora Joe Banion, Nettie
e zia Fanny, la casetta in cui oggi stanno i Berlew era un
luogo vivo. C'era un orto pieno di fiori e ortaggi. C'erano
galline e faraone che per lo pi razzolavano nei prati e nei
boschi. C'era un recinto con un paio di maiali che vivevano
degli scarti della cucina. Il portico anteriore era una foresta
di piante in vaso. Le stanze della casa erano tenute con
cura, e le pareti decorate da stoffe ricamate di zia Fanny e
ricordi vari.
I Berlew invece utilizzano la casa per pura necessit, soltanto
per dormire e mangiare. Il centro della loro esistenza
 il veicolo sotto cui Lightning ora sta trafficando, per far s,
come di perpetuo, che continui a camminare fino a sabato
sera - la piccola Packard, come la chiama Burley. L'auto,
la cui vernice verde-azzurra ha cominciato a crepare e staccarsi
lasciando macchie irregolari di ruggine sulla carrozzeria,
 rivestita di decorazioni cromate e vari catarifrangenti
rossi, gialli, verde e azzurri. Tutti e quattro i parafanghi sono
dotati di paraspruzzi cromati e decorati. Bench priva di radio,
l'auto esibisce una lunga antenna su cui sventola una
bandiera americana mezza consumata dai venti dell'impazienza
dei Berlew di arrivare dove sono diretti.
E lungi dalla mente di Lightning l'idea di risparmiare o
chiedere soldi a prestito per comprare un'auto in migliori
condizioni: ci significherebbe legami e impegni troppo permanenti.
Molto meglio comprare una vecchia auto mezza
scassata che non impone quel genere di legami, decorarla
come un carnevale e poi continuare a sostituire i logori pezzi
di ricambio con altri pezzi logori, e lavorarci sodo la sera
con ben pi impegno di quello prodigato a pagamento durante
il giorno.
Mat si rende conto all'improvviso - al punto che prima
storce la bocca e poi borbotta - che i Berlew e i Pettit rappresentano
le due facce della stessa follia. I Pettit sono ci che
i Berlew sognano di essere. Il vecchio macinino dei Berlew
non  forse il sogno impossibile di una Cadillac? Il loro incessante
vagare non  forse un costante e frustrato pellegrinaggio
alla ricerca della Bella Vita? Il fatto che i Pettit vivano
davvero la Bella Vita non rappresenta una differenza essenziale
tra loro e i Berlew. E i Pettit sono non soltanto ci che
i Berlew vorrebbero diventare, ma anche ci che essi stessi
hanno aspirato a essere: non sono stati in grado d'immaginare
nulla pi di ci che sono.
E ora, a partire non come sperava dalla calma della serata,
ma da un'accanita e provocatoria lealt, Mat riannoda il
pensiero a Old Jack.
Ricorda quand'era un ragazzo in vacanza dal college
durante l'estate, mentre cercava di raccontare qualcosa di
lungo e complicato imparato sui libri, con lo sciocco obiettivo
d'impressionare lo zio. Rivede Jack che interrompe il
lavoro e si volta a guardarlo, poi si gira di nuovo e riprende
a lavorare.
Se mi devi parlare, Mat, dovrai usare i piedi.
Jack possedeva una qualit che Mat ha sempre immaginato
come la capacit di tenere i piedi per terra. Stava senza
alcuna riserva nel posto in cui si trovava. Appariva dritto
come un albero e con lo stesso portamento, talmente carico
di energia e intenzione che quando lo vedevi per la prima
volta sembrava essersi appena alzato con lo slancio repentino
e l'equilibrio di un cavallo che s'impenna. Soltanto a un
secondo sguardo ti accorgevi che era un atteggiamento del
tutto naturale, un dono che possedeva a prescindere, cos
come indossava gli abiti.
Se fosse dipeso da lui, Mat sa bene come Old Jack avrebbe
dovuto essere sepolto. Lo avrebbero portato in segreto al
margine di uno dei suoi campi, scortato fin l soltanto dalle
persone pi affezionate a lui. Avrebbero scavato una fossa
e vi avrebbero calato la bara. Avrebbero detto le frasi che
venivano loro in mente, oppure sarebbero rimasti in silenzio.
Avrebbero riempito la fossa e lo avrebbero lasciato l,
nel luogo di cui era parte fin dalla nascita. Non avrebbero
messo lapidi o segnali, e avrebbero spianato la terra a livello
del terreno. Quando l'ultimo tra loro che conosceva il luogo
di sepoltura fosse morto, il ritorno di Old Jack sarebbe stato
completo. In quel campo si sarebbe persa la memoria di lui,
riguadagnato in silenzio dalla terra su cui un tempo aveva
imposto l'opera delle sue mani.
Ma non andr cos. Ci che succeder, Mat l'aveva previsto
e non  riuscito a evitarlo. E il momento  di nuovo incipiente,
perch in cortile ha sentito il rumore di un motore
di lusso.
  Capitolo 11.
Riposi in pace.

Il giorno del funerale di Old Jack il sole splende. Con l'eccezione
di Mat - rimasto a casa a fare compagnia ai Pettit,
suoi ospiti per la notte - i tagliatori di tabacco hanno lavorato
tutta la mattina. Ma adesso sono qua, insieme al morto
sull'orlo della fossa, oltre la quale scorgono solo buio.
Non c' una gran folla, ma le sedie disposte sotto il
tendone che le pompe funebri hanno sistemato sopra la
fossa sono comunque troppo poche. Perci le donne sono
sedute e la maggior parte degli uomini  in piedi. In prima
fila siedono Clara e Glad Pettit, Margaret Feltner, Bess
Catlett, Mary Penn e Hannah Coulter. In seconda fila ci
sono Mrs Hendrick e cinque dei suoi pensionanti. In terza
e ultima fila siedono le mogli di diversi vicini, venute pi
in segno di solidariet con Mat e Margaret che per Old
Jack. Mat e Burley, Jarrat e Nathan, Elton e Wheeler, che
hanno trasportato la bara fino ai cavalletti a fianco della
fossa, stanno a disagio in piedi ai bordi del tendone, con
la sensazione che in quelle circostanze i propri movimenti
e le proprie posture assumano una cerimoniosit per nulla
intenzionale. Sul retro della struttura, sempre in piedi
in un'altra fila irregolare, stanno numerosi altri uomini
del paese.
Con notevole sorpresa di Mat, fino a quel punto il piano
da lui previsto procede come convenuto. A quanto pare
sar una funzione semplice a fianco della tomba. Nella sera
passata a casa sua i rapporti con i Pettit sono stati educati e
pacifici, anche se non particolarmente calorosi. Di ci  abbastanza
soddisfatto. Ora per sente la tentazione di allontanarsi
da una situazione che non c'entra nulla con la vita
di Old Jack - e neanche, diciamolo, con la sua morte. Preferirebbe
qualcosa di pi adatto alle circostanze, foss'anche
tornarsene a casa per sedere da solo nella stalla. In piedi fra
Burley e Wheeler con le mani strette dietro la schiena, lascia
tornare la mente alle ricchezze comuni della sua vita con
l'impazienza di un ragazzino in vacanza. Vorrebbe voltarsi e
lasciar vagare lo sguardo sulle forme familiari dei suoi campi,
che immagina distesi sotto il sole oltre l'orizzonte gelido
del cimitero. I campi oltre la tomba, pensa. Se gli chiedessero
di parlare al funerale di Old Jack, parlerebbe di quelli.
Ora per fratello Wingfare s'interpone fra i presenti seduti
e la fossa. Apre il Libro dei Salmi nella piccola Bibbia
che ha in mano e inizia a leggere: Il Signore  il mio pastore:
non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. Legge bene, meglio di
tanti, e Mat  toccato dalla lettura. Legge tutti i salmi della
lista che Mat gli ha consegnato, fino all'ultimo che termina:
Il Signore veglier su di te, quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.
Ottimo! - pensa Mat. - Fermiamoci qua e sar perfetto.
Il pastore chiude delicatamente il volume tenendolo sul
palmo alzato della mano sinistra. Posa adagio il palmo della
destra sulla copertina chiusa e alza gli occhi al tendone.
O Signore, - dice, - clemente e misericordioso Padre Celeste,
siamo qui riuniti, in questa magnifica giornata autunnale, per
affidare alle tue mani lo spirito e alla terra il corpo
del nostro amato padre, congiunto e amico Jack Beechum. O
Signore,  un viaggio triste e doloroso quello che dobbiamo
compiere fino alla tomba dei nostri cari defunti, ma sappiamo
che il conforto che tu provvedi lass cancella per sempre
dai nostri cuori la memoria delle sofferenze quaggi.
E qui Mat esercita per la prima volta la sua prerogativa
di uomo pi anziano. Si volta di schiena e punta lo sguardo
verso i campi.
Il pastore si  lanciato in una lunga orazione. Dichiara
al Signore che l'amato defunto non era un uomo di chiesa
e presenziava di rado alle funzioni, ma che parlando
con sua figlia lui (ossia fratello Wingfare) aveva scoperto
che verso la fine della vita il defunto aveva palesato segni
inconfondibili di orientarsi all'accettazione di Ges Cristo
come suo salvatore. Racconta quale beato sollievo nasca
dallo scoprire che un uomo non deve far altro che credere
nel potere salvifico di Ges Cristo, per vedersi risparmiare
gli eterni tormenti dell'inferno. Predice che alcuni fra i presenti
potrebbero, al momento giusto, decidere anche loro
di accettare Cristo come salvatore, perch in queste tristi
occasioni naturalmente non ci si rivolge ai morti ma ai vivi.
Attraverso una lunga spiegazione della dinamica di grazia
e salvezza, si augura di convertire i dubbiosi nel raggio
della sua voce, in terra come in cielo. Rende grazie per il
benessere generale della comunit, per il favore divino che
si  sparso sul governo e sul popolo degli Stati Uniti d'America,
per l'abbondante raccolto tuttora in corso e per la
magnifica giornata d'autunno. E dopo aver notificato tutto
ci all'Onnipotente, fratello Wingfare conclude il discorso
implorando una benedizione particolare sul capo degli afflitti
in quell'ora dolorosa.
Il pastore ripone il Testamento in tasca e s'inchina per
stringere la mano ai Pettit. Il resto dei presenti lascia l'assembramento
a gruppi di due o tre persone. Inizia una conversazione
sommessa. Gli uomini si sono rimessi il cappello
appena pronunciata l'ultima parola e ora stanno fumando.
Clara Pettit si avvicina a Mat e gli tende la mano. Mat,
grazie per tutto cfuello che hai fatto.
Mat fa cenno di s. Non trova altre risposte possibili. Ci
che ha fatto l'ha fatto per Old Jack, o per s stesso, ma non
certo per lei. E buona parte di ci che intendeva fare  stato
disatteso. Lui e Clara non si devono nulla. Per sfodera un
sorriso. Le d una pacca sulla mano. Bene, - dice, - mi ha
fatto piacere rivederti da queste parti.
Lei gli d un'ultima stretta di mano di congedo e si rivolge
a Margaret. Fermo sul pendio fra la tomba e l'auto, Glad
attende Clara impaziente di ripartire, visto che il carro funebre
se n' gi andato. Quando incrocia lo sguardo di Mat, gli
rivolge un rapido sorriso e un gesto di saluto. Mat replica
con un cenno della testa.
Clara raggiunge Glad e lui le prende il braccio. Si voltano
e camminano verso l'auto facendosi strada fra le lapidi. Ora
che Old Jack  morto e l'ha accompagnato alla tomba secondo
uno stile confacente al suo gusto, Clara si sente libera da
quel luogo. Si  messa il passato alle spalle. Ormai ha pi
di trent'anni. Cammina incerta sui tacchi a spillo tra l'erba
alta, come in un guado ma con ansiosa determinazione. Non
guarda in basso. Mentre cammina, rivendica la propria distanza
dalla terra.
Dimentico per un attimo di tutto il resto, Mat la osserva
allontanarsi. Lei e Glad entrano in macchina, partono e
scendono lungo il viale. Quando raggiungono il cancello e
girano per imboccare la strada, fa un gesto di saluto con la
mano, ma loro non si voltano neppure adesso.
Mat resta immobile a fissare la strada. Alle sue spalle i
passi e le voci hanno cominciato a spostarsi verso la sommit
della salita. Sa che Margaret  dietro di lui in attesa.
Ma nonostante questo non si muove per un altro po'. Resta
immobile come una delle lapidi, che portano iscritti i nomi
di chi se n' andato.
  Capitolo 12.
Wheeler.

Nella luce calda e chiara che cola su creste e pendii, su
boschi, tetti e pareti delle case, sulle siepi divisorie, su pascoli
e distese di mais, e sugli ultimi campi di tabacco di
un paesaggio che gli appare intimo e familiare come se al
tempo stesso fosse visto e sognato, Wheeler Catlett guida
l'auto lungo la strada di Birds Branch. Procede adagio per le
salite e poi lascia scendere l'auto sotto il suo peso. Batte con
le dita un ritmo leggero e spontaneo sul volante mentre osserva
la campagna aprirsi innanzi a s e scorrere via. Dopo il
funerale, ha lasciato Bess dai Feltner dicendo che aveva una
commissione da fare prima di tornare a casa. Ma non deve
soltanto fare una commissione. Wheeler ha bisogno di pensare.
Come Mat e tutti gli altri, ha individuato nella morte di
Old Jack uno degli eventi cruciali della sua esistenza. E ha
avvertito il bisogno, per il momento confuso, di lasciar vagare
mente e sguardo sulla campagna, di percepire di nuovo
s stesso come nativo e parte di quel luogo, e magari sentirsi
alla fine compiuto nella sua vita a prescindere da qualsiasi
cambiamento occorso.
Per quasi trent'anni Wheeler ha preso parte alla fondazione,
all'amministrazione e alla difesa di una cooperativa
di commercio il cui obiettivo  stato quello di assicurare agli
agricoltori di questa parte del Paese una vita decorosa e la
possibilit di vivere della loro terra. La cooperativa  stata
creata per migliorare e conservare secondo quella che qualcuno
potrebbe definire una prospettiva jeffersoniana, ma
per Wheeler lo sforzo si fondava anche su un impulso pi
aspro e personale. Quand'era piccolo aveva visto il padre
e i vicini vendere il raccolto per somme che non coprivano
neppure le spese di stoccaggio; aveva visto un'epoca in cui
il mercato era una tragedia nella quale uomini onesti
avevano assistito alla propria rovina. Con il limpido senso
di giustizia di un bambino, aveva deciso di fare qualcosa
per evitarlo. E in misura considerevole, lui e i suoi amici
della cooperativa c'erano riusciti. Ma il problema  stato che
Wheeler, per poter servire e difendere lo stile di vita che ama
e rispetta sopra ogni altro,  stato costretto ad abbandonarlo
per condurre un genere diverso di esistenza, prima al college
e nella facolt di Legge e poi nel tribunale della citt di
Hargrave.
Eppure, nonostante tutto,  rimasto vicino alla terra - alle
case e alle fattorie, quindi al capezzale, e infine alle tombe
degli uomini le cui dignit e difficolt avevano all'inizio definito
i suoi obiettivi - al punto che ha continuato a tenere
ben presenti gli interessi che serviva. Adesso Old Jack, l'ultimo
di una generazione cui Wheeler guardava con devozione
filiale,  morto. E Wheeler ha cinquantadue anni ed
 vecchio come questo secolo, e i giovani ora guardano a
lui. Sa che  venuto il momento di cessare di essere figlio di
uomini pi anziani per diventare padre dei pi giovani. Ha
i propri figli, si capisce. Ma sono in arrivo anche i giovani
delle altre fattorie, gente come Elton Penn e Nathan Coulter
rimasta fedele al vecchio stile. Wheeler ha pensato a lungo
a questa gente e ai problemi che probabilmente l'aspettano:
visto che sempre pi persone si trasferiscono in citt, la crescente
scarsit di manodopera; la conseguente necessit di
accrescere la meccanizzazione delle fattorie; il conseguente
bisogno da parte degli agricoltori di acquisire pi terra e pi
capitale per cercare di sopravvivere; il conseguente abbandono
della campagna da parte della manodopera; la crescente
difficolt di conservare un'economia agricola favorevole
ai piccoli produttori mentre il potere politico si sposta
dalle zone rurali a quelle urbane. Il pensiero di tutta questa
serie di conseguenze ha gravato sulla mente di Wheeler per
anni. Ma la morte di Old Jack ha sollevato di nuovo e in
modo pi urgente che mai la possibilit che gente come loro
appartenga a una razza destinata all'estinzione, che gli uomini
che Wheeler ama sopra ogni altro al mondo siano gli
ultimi sopravvissuti. Quel pomeriggio, guidando lungo la
strada di Birds Branch, vede fattorie, recinti, campi e fabbricati
come non li ha mai visti prima, sotto le luci e le ombre di
una storia umana che ha avuto inizio nel tempo e finir nel
tempo. Mentre indugia con lo sguardo familiare sulla forma
dei campi nell'accecante luce autunnale, medita sulla mortalit
non del singolo uomo o donna, ma della vita umana
sulla Terra.
Mano a mano che gli edifici bianchi della fattoria di Old
Jack si affacciano fra l'ombra degli alberi sulla sommit della
salita, Wheeler via via rallenta e accarezza il terreno con
sguardo sempre pi attento. Anno dopo anno, praticamente
da quando conosce quel posto, la fattoria  migliorata sotto
la premura appassionata di Jack Beechum. Una premura rimasta
persino dopo la partenza per l'hotel di Port William,
di cui Elton e Wheeler erano stati gli intermediari, accordandosi
sui piani e sul lavoro necessario a portare avanti
i desideri del vecchio. Durante gli anni della guerra e
immediatamente successivi, la fattoria aveva reso bene. E Old
Jack, i cui parchi desideri e bisogni erano diventati davvero
minimi - aveva reinvestito i guadagni in ulteriori migliorie
della sua fattoria. Elton era entusiasta di lavorare e portare
a termine gli impegni, e Old Jack, spronato e compiaciuto
dall'entusiasmo del giovane, non aveva lesinato le spese. La
propriet aveva un aspetto che poteva spingere un uomo
come Wheeler a camminare o guidare per chilometri per
ammirarlo.
Oltrepassa il cancello e procede lentamente attraverso il
cortile sotto la chioma dei grandi alberi, oltre la casa e fino al
piazzale davanti alla stalla. Ferma l'auto e scende. Attraversa
l'ampio portone e s'immerge nell'ombra odorosa di fieno,
quasi cieco dopo la luce del sole. Chiama piano: Elton?.
Siccome non riceve risposta, si volta e osserva pensoso
il cortile. L'auto dei Penn  parcheggiata sull'erba vicino al
portico sul retro. Devono essere tornati da poco dal funerale.
Probabilmente Elton  ancora in casa a cambiarsi.
Nella sua solitudine, Wheeler conserva un'aria guardinga,
d'implicita premura: non sembra l per riposare, ma
soltanto di passaggio. Forse era questa qualit, pi di ogni
altra, che lo rendeva caro a Old Jack. Wheeler era uno che
faceva le cose, cosa che Old Jack apprezzava molto.
Ora Wheeler vede Elton uscire di casa e fa un passo avanti
verso la luce della soglia. Elton ha scambiato il vestito che
indossava al funerale con gli abiti da lavoro.
Ciao, Wheeler, dice entrando nella stalla. Bella giornata,
non  vero?.
Una volta pronunciata la frase, per, quella soddisfazione
nei confronti del tempo gli pare fuor di luogo. Si volta e
resta immobile a fianco di Wheeler, a fissare in silenzio con
lui la luce del sole.  come se facessero parte tutt'e due di un
gruppo di spettatori, intenzionati a guardare a lungo e muti
l'evento di quel cambio di luce.
Poi Wheeler dice: S,  proprio una bella giornata.
Rimangono un altro po' in silenzio. Avvertono un imbarazzo
che nessuno dei due si era aspettato e cui era preparato.
Soltanto ora che esiste ne concepiscono la possibilit.
Fino a oggi le loro vite sono state legate dalla mutua lealt a
una terza vita, quella di Old Jack. Ora sono in attesa di capire
le intenzioni reciproche.
Wheeler percepisce il tono brusco delle prime parole che
pronuncia dopo la morte di Old Jack e la trasformazione
che essa rappresenta: Elton, nel suo testamento zio Jack ha
lasciato disposizioni perch tu comprassi questa propriet.
Ha stabilito il prezzo e ha deciso di chiederti la met.
Elton guarda rapido Wheeler, un lampo di dubbio negli
occhi.
Ci metter due giorni a crederci, pensa Wheeler. Sorride
a Elton e aggiunge: Non voleva lasciarti tutto subito.
Pensava che tu dovessi lavorare per questo posto come ha
lavorato lui. Capisci, era convinto ci fossero cose essenziali
che ha capito soltanto quando si  ritrovato pieno di debiti.
Wheeler scoppia in una breve risata e poi, come per restare
concentrato sulle questioni d'affari, fissa il terreno. Mi ha
chiesto di dirtelo appena fosse stato sepolto, senza perdere
tempo, in modo che tu potessi fare i tuoi piani.
Dopo un altro lungo silenzio, Elton replica: Bene, Wheeler,
immagino che il vecchio capo sia andato un po' troppo
lontano per ringraziarlo.
Pensava che te lo meritassi, - dice Wheeler. - Eri come
un figlio per lui.
Sente Elton tirare un lungo, cauto respiro, e un attimo
dopo un secondo respiro.
Siccome oggi non raccogliamo, questo pomeriggio volevo
lavorare un po' nel mio campo di tabacco. Penso che farei
meglio ad andare. Ti ringrazio, Wheeler.
Certo, - risponde Wheeler. - Anch'io me ne devo andare.
Ci sentiamo.
Ma non si muove. Wheeler rimane immobile ad ascoltare
i passi di Elton che cammina intorno alla stalla. Sente il
motore del trattore che parte e si allontana. E invece di salire
in macchina, passeggia lentamente avanti e indietro per il
corridoio centrale della stalla, avvertendo di colpo su di s
il peso del cambiamento, della perdita, del trascorrere delle
cose. Per anni  venuto in questo luogo in qualit di amico,
agente ed emissario di Old Jack, quasi come un figlio. Ora 
tutto finito, ma ancora non gli riesce di andarsene.  come
se avesse portato con s e consegnato una qualche chiave,
una forza vitale, da un vecchio a un giovane, e ora pensasse
a tutta la distanza percorsa.
Percorre per tre volte avanti e indietro la stalla in tutta la
sua lunghezza, perplesso, colmo di un dolore senza oggetto,
poi apre d'impulso la porta di quella che era stata la stanza
dei finimenti ed entra. Sulle prime non vede nulla che gli
sembri di suo interesse. La stanza  ordinata e semibuia -
un bidone di mangime, tre barili vuoti, attrezzi, secchi, tutti
sistemati comodamente lungo le pareti, il pavimento spazzato,
diversi vecchi set di finimenti appesi ai pioli - anche se
l'ordine attuale supera di parecchi anni qualsiasi ordine che
Old Jack avesse mai dato.
Quando gli occhi si abituano alla penombra, per,
Wheeler comincia a intravedere, lungo le pareti sopra le sue
spalle, le prove dell'epoca di Old Jack. Dai chiodi piantati
un po' dappertutto pendono vari parti di finiture, collari,
imbottiture, uno strano anello per collare, un set di
pettorali, brandelli di cinghie di cuoio, pezzetti di corda,
anelli di ferro, fibbie, pezzi di catene, parti in metallo per
tiri singoli e doppi, una carrucola di legno, altri anelli, ganci d'attacco,
una piastra d'aratro, ferri da mulo e da cavallo arrugginiti,
avanzi di briglie, un manico rotto di badile - le cianfrusaglie
e i resti di una vita di agricoltore, ancora troppo nuovi per
essere buttati via.
Prima che Old Jack si trasferisse in paese, ricorda Wheeler,
quando un fittavolo gli domandava dove fosse qualche
cosa, il vecchio gli rispondeva indignato: Appeso!.
 naturale che fosse appeso! Aveva appeso oggetti per
tutta la vita, conservando con cura ogni cosa e levandosela
dai piedi. Se ci che raccoglieva non aveva un posto, piantava
un altro chiodo e ne creava subito uno.
Appeso! dichiarava all'individuo sconcertato e timoroso
che aveva osato chiedere, perch, anche se ricordava
sempre meno dove l'aveva appeso, sapeva con certezza che
non doveva cercarlo in terra.
In mezzo a quell'assortimento di oggetti ipoteticamente
utili che Old Jack aveva conservato e appeso, Wheeler
trova un manifesto della campagna elettorale del 1936 di
Franklin Roosevelt, su cui troneggia a grandi lettere la
scritta: un leader coraggioso. Wheeler era stato responsabile
della campagna per la contea e probabilmente aveva dato
lui quel manifesto a Old Jack, che ammirava Roosevelt soprattutto
per lo sguardo risoluto che mostrava in fotografia e
per la sua inclinazione a cacciarsi nelle situazioni difficili. La
carta del manifesto  tutta consumata, strappata, piegata e coi
bordi marroni. La parte bianca  coperta di numeri e parole
scritte da Old Jack, le cui faticose incisioni Wheeler ha contemplato
mille volte. (Non c' nessun bisogno di bucare la
carta, gli diceva. Maledizione, figliolo, - replicava Old Jack,
- guarda che io sono stato a scuola!.) In cima al manifesto,
sopra il motto, c' scritto: Mula grigia accoppiata 10 maggio
e vicino al fondo, di traverso e con una matita pi scura:
Scrofa chiazzata data al verro di Ware Clayborn 17 marzo,
e sotto, con un'altra inclinazione: 10 maiali persi 2.
Ci sono varie date senza spiegazione, e il resto dello spazio
 pieno di cifre, di somme e sottrazioni astratte e senza
significato come gli esercizi di aritmetica di un bambino. Ma
anche se quelle scritte hanno perso qualsiasi significato potessero
mai avere, a Wheeler, che conosce bene la solitudine,
la passione e a volte la disperazione di quella contabilit, il
manifesto scarabocchiato sembra una sorta di emblema di
Old Jack. Guardando meglio, vede che tutto il muro  coperto
di date e numeri che una volta non erano soltanto numeri,
ma tracce visibili della mente di Jack Beechum intenta a
pianificare e contare, a tenere il conto di ci che era perduto
e di ci che restava.
Wheeler ripensa al successore di quel muro, il piccolo taccuino
che Old Jack portava sempre con s nella tasca della
pettorina durante il periodo passato all'hotel, e a tutte le discussioni
furiose ma leali provocate fra loro. Ride. E poi, senza
accorgersi di quanto gli sta capitando, scoppia a piangere.
Restare l  diventato inutile, inutilmente doloroso.
Quando sta per andarsene, solleva adagio il vecchio manifesto
che penzola dalla parete. Toglie i chiodi che lo fissano
e pensa di portarselo via per ricordo. Ma non appena lo
stacca dalla parete, ha gi perso significato. Con una specie
di colpa, con la sorta di premura con cui si tamponerebbe il
sangue di una creatura vivente, lo fissa di nuovo dov'era.
No, - pensa, - niente trofei n souvenir. Lasciamo che
cada come una foglia.
 
Epilogo.

A met dicembre dell'anno della morte di Old Jack sono
tutti riuniti nella stanza di lavorazione del tabacco, in quella
che sar presto conosciuta come la fattoria di Elton Penn:
Mat Feltner, i fratelli Coulter con Nathan, Elton, Andy
Catlett, tornato dall'universit per le vacanze, suo fratello Henry.
Hanno lavorato immersi nell'aroma del tabacco stagionato
per tutta la giornata, col vento freddo che soffia e risucchia
nel piccolo spazio di calore della stanza e il piovischio
che sfiora a tratti il tetto di lamiera. Stanotte andr sottozero
e nevicher.
Sono rimasti in piedi tutto il giorno al bancone sotto la
luce della fila di finestre a nord: ogni persona stacca dallo
stelo le foglie di una certa qualit e le passa a un'altra, che
lega le foglie in mazzi, sistema i mazzi divaricati su bacchette
e porta le bacchette piene alle presse. Hanno riempito la
stanza di grandi bracciate di tabacco prese dalla massa stivata
nella stalla, e poi, attraverso la porta in fondo, portato
fuori i fasci di steli senza foglie per impilarli all'aperto. Hanno
scherzato a lungo sull'ipotetico comportamento di Andy
al college e sulle prospettive future. Hanno preso in giro entrambi
i fratelli a proposito della loro vita amorosa. Hanno
pregustato il pranzo e poi la cena. Conformi ai codici del
loro antico cameratismo, hanno chiacchierato di conoscenze
e ricordi comuni ripetendo discorsi gi fatti cento volte.
Adesso sono in silenzio da un po'. Avvertono la schiena e le
spalle doloranti per il lungo lavoro in piedi e attendono la
fine della giornata. La luce oltre le finestre ha gi cominciato
ad affievolirsi. Non manca molto, ormai.
Sentono il rumore di un'auto avvicinarsi e fermarsi di
fronte alla stalla. La porta si apre e si richiude di colpo.
Wheeler Catlett fa il suo ingresso vestito da ufficio. Finita la
giornata in citt,  passato a controllare la situazione della
sua fattoria e poi ha fatto un salto l per prendere i figli e
scambiare due chiacchiere al caldo. Sta in piedi di spalle alla
stufa, le mani aperte verso il calore dietro la schiena, mentre
il resto del gruppo continua a lavorare al bancone.
Ora, con l'eccezione di Old Jack, sono tutti l. Scoppia
una breve raffica di discorsi sul mercato e sul tempo,
come per includere Wheeler nel silenzio che segue, in cui
sentono di nuovo il vento, la pioggia gelata, lo scoppiettare
della stufa.
Avvicinandosi a una pressa, Elton prende una bacchetta
di foglie chiare lunga quanto un braccio e la osserva sotto la
luce.
Che te ne pare, Wheeler? Non pensi che il vecchio capo
sarebbe contento di vederle?.
Burley Coulter ride e sfodera la nota risposta: Perdio,
figliolo, tu s che sei uno a posto! Sul serio! Hai una buona
testa sulle spalle e andr tutto bene!.
Ed ora  come se Old Jack fosse ancora presente, nell'antico
boato di lodi e biasimi le sue parole passano e prendono
possesso di ciascuno di loro.
Figliolo, devi qualcosa a qualcuno? Be', finch sar cos
non varrai una cicca.
So bene che cosa pu fare un uomo in una giornata.
Se mi devi parlare, dovrai usare i piedi.
Pronto un cavolo! Sono gi pronto!.
Dalla mia testa, perdio, che faceva questo lavoro prima
che tu nascessi, e che stamattina si  messa il cappello tre ore
prima che tu scendessi dal letto.
Finch c' luce per vedere,  meglio tenere gli occhi
aperti.
Accontentati di un lavoro malfatto, e poi, perdio, per
giunta ammiralo!.
Appeso!.
Dove sei, figliolo? Maledizione.  pieno giorno!.
Nel pensiero di tutti, quella voce proviene dal silenzio.
E nella calma capiscono qualcosa che  passato e ora ritorna:
il suo testardo stare con loro sino alla fine, il suo continuare
ad aver fiducia in chi sarebbe vissuto dopo di lui, e
ci che forse nessuno prima ha mai pensato di definire, la
sua prolungata benevolenza nei confronti loro e del luogo
in cui lavorano. Sanno che la sua memoria li unisce nella
consapevolezza comune e nel comune senso di perdita.
Uno cos non capiter tanto presto sulla Terra, e loro non
dimenticheranno Jack.
...
.
...
FINE.